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	<title>Sud - Il Blog di Gianfranco Miccichè &#187; Udc</title>
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		<title>Lombardismo?</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 17:39:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>staffsud</dc:creator>
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<p><em>post di redazione (Articolo di<strong> Eusebio Dalì</strong>,  pubblicato dal quotidiano <strong>Il Clandestino)</strong></em></p>
<p><strong>Ciò che sta accadendo alla Regione siciliana</strong>, dove il Governo-Lombardo non ha più il sostegno dell’Udc né, di fatto, quello del Pdl cosiddetto “lealista” (che continua, però,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-951" title="lombardo-micciche" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/lombardo-micciche.jpg" alt="lombardo-micciche" width="520" height="200" /></p>
<p><em>post di redazione (Articolo di<strong> Eusebio Dalì</strong>,  pubblicato dal quotidiano <strong>Il Clandestino)</strong></em></p>
<p><strong>Ciò che sta accadendo alla Regione siciliana</strong>, dove il Governo-Lombardo non ha più il sostegno dell’Udc né, di fatto, quello del Pdl cosiddetto “lealista” (che continua, però, a mantenere in Giunta due Assessori), <strong>altro non è che lo specchio fedele della contraddittorietà ed unicità della politica siciliana</strong>, oggi attraversata da una crisi d’identità, non certo nuova a un contesto politico da sempre definito “laboratorio”, già altre volte segnato da divisioni, diaspore, spaccature, aventini e ribaltoni.</p>
<p>Ma se da un lato è vero che queste continue crisi d’identità costituiscono un freno per la Sicilia, da un altro punto di vista è grazie ad esse <strong>se l’Isola riesce ancora ad essere terra laboratorio,</strong> scenario alternativo alle predefinite e preconfezionate logiche romane. Non che le logiche romane siano da rinnegare, ma non sempre esse rispecchiano le reali esigenze e gli equilibri di una terra, che in fin dei conti l’autonomia ce l’ha nel dna, non solo nel suo Statuto. E’ <strong>un’autonomia culturale, sociale, economica. E’ un’autonomia politica.</strong></p>
<p><strong><span id="more-945"></span></strong>Autonomia politica! Cosa vuol dire? Non certo assecondare spiccioli giochi di Palazzo, a costo di sovvertire lo scacchiere politico &#8220;ortodosso&#8221;, come prefigurato dal panorama romano. Autonomia politica vuol dire, piuttosto, <strong>configurare una classe dirigente alla bisogna trasversale</strong>, capace di essere Giano Bifronte, in grado cioè di dividersi sui talvolta generici ed iperideologizzati temi di carattere nazionale, ma anche di elaborare <strong>un’unitaria, benché diversificata, visione strategica sulla Sicilia e sul Sud</strong>; una classe dirigente che sappia, in altri termini, <strong>fare sistema</strong> attorno agli interessi del territorio che rappresenta.</p>
<p><strong>Solo così è possibile scongiurare il pericolo che la Sicilia e il Meridione restino al palo dello sviluppo.</strong> E’ la politica siciliana, non una parte di essa, che può fare da argine all’irruenza di un Nord, che sembra avere una sorta di diritto di prelazione, rispetto all’azione dei Governi. E’ la politica siciliana, non una parte di essa, che può impedire alla Fiat di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese, che può ottenere i soldi ricavati dalla vendita dei beni sottratti alla mafia, che può far piovere soldi dai cieli dorati d’Europa, che può ribellarsi all’allocazione tutta nordista degli hub, et cetera.</p>
<p>E’ <strong>la politica siciliana che ha il dovere di far ripartire la macchina Sicilia</strong> (ferma da troppo tempo), cercando al suo interno il carburante giusto, se quello scelto dai sacri elettori, per una serie di motivazioni, più o meno valide, non si rivela quello adatto. E ciò non vuol dire affatto sovvertire la volontà popolare, ma, al contrario, preservarla da chi decide di andare da tutt&#8217;altra parte, da chi si rivela un carburante inadatto a quella macchina.</p>
<p>Ciò è quanto sta accadendo al Governo-Lombardo, eletto direttamente dal popolo siciliano, con una percentuale di voti quasi plebiscitaria: milioni di siciliani che hanno consegnato a Lombardo le chiavi della macchina Sicilia e legittimamente ora pretendono che essa parta, anzi che metta a correre.</p>
<p>E <strong>correre, piaccia o no, per la Sicilia vuol dire rinnovare, riformare profondamente</strong>, avere il coraggio dell’impopolarità di certe scelte, vuol dire prendere un’altra direzione. Ed è ciò che Lombardo ha cercato di fare sin dall’inizio della sua esperienza, prendendo una direzione di netta discontinuità rispetto al passato, che evidentemente a molti (a torto o a ragione) non è piaciuta e per questo hanno cominciato ad avversarlo. Bisognerebbe capire fino in fondo quali siano le motivazioni reali (e non solo sbandierate dal politichese di facciata) di tale dissenso, per dare di esso un giudizio morale, oltre che politico. Ma non è facile addentrarsi in un’analisi di tal fatta, senza correre il rischio di apparire faziosamente allusivi. Più semplice è formulare un giudizio politico, che non può non essere negativo, almeno quanto negativo è in linea di principio il sovvertimento di una volontà popolare.</p>
<p>Questa è la questione: <strong>chi sta sovvertendo in Sicilia la volontà espressa dal popolo?</strong> I “leaisti” e gli uddiccini, che abbandonano Lombardo? O Lombardo, che prende atto del dissenso di entrambi e cerca vie alternative? E in ogni caso, visto che il risultato è sempre lo stesso, cioè quello di una maggioranza oggi “diversa”, <strong> siamo o no davanti a un nuovo Milazzismo?</strong></p>
<p>Io credo di no. Ogni fenomeno politico va valutato, mettendolo in stretta connessione col contesto storico in cui si verifica; e pensare di trasferire in fotocopia quell’esperienza ai giorni nostri è un esercizio improbabile.</p>
<p>Certo, a nessuno sfuggono talune similitudini tre le due vicende: la spaccatura all’interno del più grande partito della maggioranza, la tentata espulsione dei dissidenti del Pdl, la ricerca di una convergenza assembleare attorno a un capo dell’Esecutivo, il sostegno degli industriali siciliani, il fatto che a pagar dazio siano anche e soprattutto i centristi dell’Udc e che a farglielo pagare sia il centrista (ex democristiano) Lombardo, l’idea ribaltonistica che tra le righe pare insinuarsi.</p>
<p>Ma, come dicevo prima, <strong>diverso è il contesto storico, totalmente diverso è il terreno politico e istituzionale</strong> in cui le due esperienze s’innestano e diverso ne è l’humus.</p>
<p>La diversità sta nel fatto che oggi non parliamo più di un Presidente da eleggersi, attraverso correntizi giochi di partito, tra gli stessi deputati, bensì di <strong>un Governatore che si è sottoposto al vaglio delle urne con un programma ben definito e che sulla base di quel programma è stato eletto direttamente dal popolo; </strong>salvo poi vedersi mancare l’appoggio di una parte della maggioranza, uscita da quelle stesse urne ed essere, di conseguenza, costretto a cercare vie alternative di governabilità. Peraltro, in un contesto bipolare (assolutamente sconosciuto a Silvio Milazzo e alla politica degli anni ‘50) in cui la presenza in Giunta di esponenti politici dichiaratamente di Centrodestra e di qualche tecnico, ancorché “gradito” all’altra sponda, mette al riparo dalle facili etichette di milazzismo, impropriamente inteso da taluni come sinonimo di ribaltonismo.</p>
<p>Paradossalmente, <strong>è proprio per evitare un ribaltone in piena regola</strong> o anche per scongiurare una sorta di ribaltone ex post (quello che si realizzerebbe attraverso un ritorno al voto con Lombardo candidato per il Centrosinistra) <strong>che l’altro protagonista di questa vicenda, il “ribelle” pidiellino Miccichè, ha scelto di sostenere tali possibili percorsi</strong> di governabilità, alternativi e necessari.</p>
<p>Resi necessari dalla lotta di potere tutta interna al suo partito? O dalla scelta dei cosiddetti “lealisti” (l’ala avversaria) di non sostenere più Lombardo e di tener ferma la macchina?  I malpensanti sostenitori della prima tesi troveranno in questa vicenda un ulteriore punto di convergenza con la vicenda degli anni ‘50.</p>
<p>Chi, invece, ha la lucidità di non affrettarsi in giudizi viziati da qualunquistica dietrologia, si ritroverà assertore dell’altra tesi e, magari coniando un nuovo termine, definirà <strong>la complessa vicenda siciliana di oggi come “Lombardismo”</strong>, cioè la ricerca di sinergie politiche autonome, attorno a un programma di Governo già votato dagli elettori, ma rinnegato da alcuni di coloro che quello stesso programma avevano allora sottoscritto.</p>
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		<title>énews &#8211; Lombardo: inizio e fine?</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 08:21:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gmodica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-522" title="ars" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/ars.jpg" alt="ars" width="520" height="200" /></p>
<p>Da <a href="http://www.livesicilia.it">LiveSicilia</a></p>
<p><strong>23:10 </strong>“La dissoluzione del centrodestra parte dalla Sicilia”, commenta Giuseppe Lupo, segretario del Pd. Che sottolinea la rottura di Lombardo con gli alleati e le sue critiche alle politiche “antimeridionaliste” del governo Berlusconi. Lombardo annuncia che&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-522" title="ars" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/ars.jpg" alt="ars" width="520" height="200" /></p>
<p>Da <a href="http://www.livesicilia.it">LiveSicilia</a></p>
<p><strong>23:10 </strong>“La dissoluzione del centrodestra parte dalla Sicilia”, commenta Giuseppe Lupo, segretario del Pd. Che sottolinea la rottura di Lombardo con gli alleati e le sue critiche alle politiche “antimeridionaliste” del governo Berlusconi. Lombardo annuncia che la nuova giunta nascerà in anticipo rispetto alla scadenza del 31 dicembre. Giallo sull’esito del voto. Ci sarebbero i sì di deputati assenti. E i voti contrari sarebbero in realtà zero, ma sono stati conteggiati i voti dei richiedenti della mozione Udc ritirata, come contrari. Decisiva l’astensione dei deputati del Pd.  Da stasera la maggioranza all’Ars è defunta. Si apre una nuova pagina.</p>
<p><span id="more-877"></span></p>
<p><strong>22,45</strong> L’odg che chiede al governo di andare avanti con la sua azione è passato con 34 sì, 9 no e 9 astenuti. L’esito del voto secondo la presidenza preclude il voto sull’odg del Pd. Il capogruppo del Pd Cracolici ha contestato questa decisione di Cascio. L’Udc ha chiesto di ripetere il voto per presunte irregolarità (risulta il voto di una deputata assente). Cascio respinge la richiesta: un voto è ininfluente. Seduta rinviata al 16 dicembre.</p>
<p><strong>22,35</strong> Si vota l’odg di Mpa e Pdl Sicilia. Con 34 favorevoli e 9 contrari, passa.</p>
<p><strong>22:33</strong> Riprende la seduta. L’Udc a sorpresa ritira il suo odg.</p>
<p><strong>21:55</strong> “L’attuale percorso è tagliato, come un cordone ombelicale”. Lombardo è netto. Suona il de profundis per la vecchia maggioranza. Finisce il discorso. Ora si debbono votare gli ordini del giorno. Seduta sospesa.</p>
<p><strong>21:35</strong> Lombardo è furioso. “Il voto di bocciatura del Dpef è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, l’ultima di una serie di aggressioni”. Il governatore è durissimo contro gli ex alleati, coi quali non sembra ci sia alcuna possibilità di ricucitura: “La vostra scelta ha portato al massacro irreversibile della nostra esperienza” e ancora: “Contro di me una campagna di istigazione all’odio profondo”.</p>
<p><strong>21:27</strong> “La differenza rispetto al passato è che oggi il programma si attua”, tuona Lombardo alzando la voce dopo avere evocato “i consigli a non recarmi in alcuni comuni dove erano stati affissi manifesti contro di me. Queste iniziative – ha gridato – da chi sono venute?”.</p>
<p><strong>21:25</strong> Lombardo: “Potevamo comodamente governare per cinque anni ma la nostra coscienza ci ha imposto di cambiare a costo di incomprensioni per risolvere almeno qualche problema”.</p>
<p><strong>21:20</strong> Lombardo parla di problemi atavici della Sicilia e si interrompe quando qualcuno in Aula rumoreggia. Chiede se ha segnato l’Inter. E se la ride.</p>
<p><strong>21:15</strong> Parla Lombardo. “Io non ho sfidato quest’assemblea. L’Assemblea ha una legittimazione elettorale e ha un potere nei confronti del presidente”.</p>
<p><strong>21:10</strong> Francesco Musotto, capogruppo dell’Mpa parla della possibilità di “nuovi scenari e nuove collaborazioni” confidando nella “capacità di sintesi” di Lombardo.</p>
<p><strong>21:00</strong> “Te lo dico da amico: fermati Raffaele, fermati Raffaele, fermati Raffaele”. Rudy Maira termina il suo accorato intervento rivolgendosi al presidente della Regione. “L’Udc non parla col cappello in mano”, dice il capogruppo centrista. Che boccia ipotesi di governi “con chi ci sta” e chiede un passo indietro a Lombardo.</p>
<p><strong>20:50</strong> Santi Formica (Pdl): “Viviamo da un anno e mezzo in una situazione non chiara all´interno del governo e del parlamento. Se il presidente non è messo nelle condizioni di governare bene, il demerito sarà di Lombardo e forse qualcuno vuole proprio questo. Non mi è chiaro per esempio perché nonostante la decurtazione dei fondi Fas che abbiamo subìto e nonostante la delibera che sbloccava i Fas, quei fondi non sono ancora arrivati. La Sicilia non può aspettare e non può dipendere dagli umori d´aula”.</p>
<p><strong>20:20</strong> Lupo critica una serie di provvedimenti o intendimenti del governo e propone un credito di imposta per l’occupazione. Chiede anche maggiore attenzione per l’ambiente. “Vedremo se lei ha il coraggio di dichiarare chiusa questa fase politica. Serve adesso un cambio di passo per la Sicilia. Attendiamo di vedere qual è il livello di coerenza con le sue dichiarazioni rispetto alla dissolta maggioranza. Valuteremo con molta attenzione la sua volontà di realizzare un cambiamento vero in una nuova fase politica”. Il segretario ocnclude l’intervento tra gli applausi, i primi della serata.</p>
<p><strong>20:10</strong> Lupo chiede a Lombardo una presa di distanza dai provvedimenti del governo nazionale che penalizzano la Sicilia come la riforma della scuola. Cita anche la vendita dei beni confiscati.</p>
<p><strong>20:05</strong> Lupo: “Il Pd non ha fatto mancare il suo apporto a leggi importanti, con chiarezza e alla luce del sole. Voglio citare ad esempio la legge antimafia, il credito d’imposta e la legge sugli aiuti alle imprese”. A Lombardo: “Non si può dichiarare dissolta una maggioranza e tenere in carica la giunta che di quella maggioranza è figlia”. Lupo aggiunge: “Possiamo dare il nostro contributo ma non possiamo prestarci alla realizzazione di riforme che più che guardare avanti guardano indietro”.</p>
<p><strong>20:00</strong> Parla il segretario del Pd Giuseppe Lupo. “I siciliani non conoscono le ragioni che hanno portato parte della maggioranza a bocciare l’inaccettabile Dpef”. “Evidenti i segni del fallimento del centrodestra”.</p>
<p><strong>19:45</strong> Nino Dina dell’Udc: “Mercoledì scorso sono rimasto sorpreso dall´atteggiamento dell´onorevole Cracolici, che ho sempre visto come una persona trasparente. Il ritiro della mozione di sfiducia nei confronti dell´assessore Armao è da stigmatizzare, perché la mozione era l´occasione per parlamentarizzare la crisi”. Poi altre critiche a Lombardo.</p>
<p><strong>19:25</strong> Nicola D´Agostino (Mpa):  ”Quello che è accaduto in questi mesi è semplicemente una lotta di potere tra un presidente avido di poltrone e la sua maggioranza. Non si capisce che sono i programmi che fanno la differenza, che qualificano l´azione di un governo. Il merito di quest´assemblea è stato quello di individuare le priorità di volta in volta, nonostante gli scontri il dialogo e l´apertura mentale hanno sempre prevalso. I primi mesi del governo sono stati mesi di fibrillazione, di depistaggi, di assenza. Bisogna decidere da che parte stare e decidere significa prendere la parte dei siciliani”.</p>
<p><strong>19:20</strong> Anche l’Udc presenta il suo ordine del giorno che non approva  ”la relazione e le comunicazione del Presidente della Regione sullo stato di salute della maggioranza e del governo”. I centristi si dicono insoddisfatti della permanenza in giunta dell’assessore Armao e della relazione di Lombardo. Come si era già profilato negli ultimi giorni non ci sono margini per una ricucitura con Lombardo. Quasi tutti i deputati regionali dell’Udc stanno prendendo la parola criticando Lombardo.</p>
<p><strong>19:05</strong> Fortunato Romano dell’Mpa se la prende col governo nazionale, accusato di ascarismo. E boccia anche la vendita dei beni confiscati. E’ il preludio a un voto favorevole all’odg del Pd che tocca proprio questi temi?</p>
<p><strong>18:50</strong> Salvo Pogliese, lealista Pdl e aspirante pontiere: “I giornali e le riviste patinate negli ultimi mesi hanno rappresentato l’unico terreno di dialogo o meglio di scontro tra i membri della maggioranza. Le contraddizioni sono esplose durante la votazione sul Dpef, sul quale hanno pesato come un macigno i rilievi della Corte dei conti. È solo grazie a quella bocciatura che, a otto mesi di distanza dall’ultimo incontro, c’è stato un confronto tra l’Mpa e il Pdl. Qualcuno sui media ha fatto dei paragoni col milazzismo, ma io credo che siamo in una situazione completamente diversa perché rispetto a 51 anni fa è cambiato qualcosa, come la legge elettorale: oggi i siciliani votano un governatore e una coalizione. Oggi più di ieri c’è la necessità di un governo forte e stabile. Come ha detto lo stesso Lombardo, immaginare elezioni anticipate rappresenta una sciagura e una iattura. Ecco perché chiedo al presidente di trovare un’intesa, lo si deve alla Sicilia e soprattutto ai siciliani” .</p>
<p><strong>18:40</strong> L’ordine del giorno di Mpa e miccicheiani suona come una sorta di forca caudina per il Pdl lealista. Difficile immaginare che un documento di questo tipo possa essere votato da alfaniani e schifaniani. Intanto il Pd presenta un suo odg. Chiede a Lombardo di azzerare la giunta, di dichiarare il fallimento del centrodestra, di rompere col passato e dare segnali di discontinuità. E ancora chiede a Lombardo di intervenire nei confronti del governo nazionale contro la vendita dei beni confiscati alla mafia. Sono queste le condizioni poste dai democratici a Lombardo.</p>
<p><strong>18:30</strong> Il gruppo dell’Mpa e quello del Pdl Sicilia presenteranno oggi un ordine del giorno che impegna il governo regionale “a proseguire senza indugio nell’azione intrapresa di modernizzazione e riforme della Regione, attraverso la puntuale realizzazione dei putni programmatici elencati dal Presidente, auspicando il consenso parlamentare più solido”. L’ordine del giorno stigmatizza il comportamento del Pdl accusato della “scelta unilaterale di votare contro il Dpef, malgrado i suoi rappresentanti nell’esecutivo avessero precedentemente approvato il provvedimento in sede di giunta”.</p>
<p><strong>18:25</strong> Interviene Giovanni Ardizzone che attacca Lombardo. Il presidente dice che vuole ridurre le partecipate e questa è l´ammissione di un insuccesso, perché è un proposito che ha dichiarato fin dall´inizio. Abbiamo avuto il commissariamento di enti inutili, dobbiamo fare delle leggi che possano modificare l´azione amministrativa. Lombardo dice che bisogna contenere i costi della politica, allora inizi con gli assessori esterni che hanno la stessa indennità dei parlamentari. Quando avrà fatto queste cose potrà tornare in aula a chiedere il consenso di tutti i parlamentari”.</p>
<p><strong>18:15</strong> Prende la parola Pippo Gianni dell’Udc e cita Mao Tze Tung: “Che confusione, compagni, abbiamo vinto”. Dice a Lombardo: “Presidente, lei ha perso la rotta”. “La fragilità di questo parlamento e del governo ci stanno portando a un punto irreversibile, tanto che non riusciamo più a dialogare col governo nazionale. Siamo qui a votare il programma, un programma che Lombardo continua a variare, a seconda delle geometrie variabili e dalla giornata. In giunta abbiamo dato il massimo della lealtà e delle risposte e i siciliani si ricorderanno ogni giorno di tutte le cose che non ha fatto e che non sta facendo. La sfido a fare il governo che lo ha eletto o a dimettersi e andare alle urne”.</p>
<p><strong>18:05</strong> Inizia il dibattito. Il primo a parlare è Marco Falcone del Pdl. Definisce “irrituale” l’ipotesi di inciuci tra Lombardo e il Pd. “La scelta più logica e coerente è quella di un governo di centrodestra”. Un governo che guardi alla maggioranza che ha vinto le elezioni, aggiunge in seguito. Altrimenti “saremo all’opposizione”.</p>
<p><strong>18 </strong>“Se vi dico che non ho idea di come finiranno le cose mi credete? So che ci sono in corso accordi, pour parler, pentimenti… Io sono sereno”. lo ha detto un sorridente Raffaele Lombardo ai giornalisti al suo arrivo all’Ars. Alla domanda dei giornalisti su chi sarebbero i protagonisti dei pentimenti, Lombardo ha risposto: “Si pente sempre chi ha sbagliato”.</p>
<p><strong>17:50</strong> Esauriti i convenevoli si dovrebbe passare al dibattito d’Aula sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione. Di cui però non si hanno notizie. Cascio dispone un breve rinvio.</p>
<p><strong>17:30</strong> Si apre la seduta dell’Ars. Presiede Francesco Cascio.</p>
<p>Oggi, all’Ars, dalle 17 circa, l’ennesima prova di fuoco del governatore Raffaele Lombardo che terrà il suo discorso programmatico all’Assemblea, correlato da un drammatico “chi c’è c’è”.  Livesicilia seguirà la diretta. Miccichè apre alla cooperazione col Pd. Giuseppe Lupo, segretario regionale del Pd, stoppa: “Pronti alle riforme ma dall’opposizione”. Intanto, Castiglione del Pdl  parla di telefonate cordiali col presidente e di “un governo forte per il futuro della Sicilia”. Come finirà?Lombardo: inizio e fine?</p>
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		<title>Crisi alla regione: le parole di Miccichè</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 09:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gmodica</dc:creator>
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<p><em><strong>Post di redazione</strong></em></p>
<p>Ecco un <strong>estratto delle ultime dichiarazioni dell’on. Gianfranco Miccichè</strong>, rilasciate in questi giorni alla stampa, <strong>in merito alla crisi regionale.</strong></p>
<p>“No so quale formula Lombardo possa scegliere per chiudere la crisi e ancora non può saperlo&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-488" title="micci3" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/micci3.jpg" alt="micci3" width="520" height="200" /></p>
<p><em><strong>Post di redazione</strong></em></p>
<p>Ecco un <strong>estratto delle ultime dichiarazioni dell’on. Gianfranco Miccichè</strong>, rilasciate in questi giorni alla stampa, <strong>in merito alla crisi regionale.</strong></p>
<p>“No so quale formula Lombardo possa scegliere per chiudere la crisi e ancora non può saperlo neanche lui. Non c’è una formula prestabilita. <strong>L’unico segnale che mi pare di poter cogliere dalla seduta scorsa è che non ci sarà una maggioranza fatta da Pdl, Mpa e Udc.</strong> Quanto all’asse tra il Pdl cosiddetto lealista e l’Udc, al di là di qualche dichiarazione di Castiglione, da cui sembra potersi dedurre un venir meno di esso, io non credo sia così, ma se è così ne prendiamo atto. Posso comunque affermare che <strong>noi in Giunta col Pd non possiamo stare</strong> e, di converso, presumo sia così anche per loro. <strong>Non avrei comunque vergogna ad accettare un Governo di minoranza, composto da Mpa e Pdl- Sicilia, con l’appoggio esterno del Pd;</strong> un esecutivo per le riforme, di connotato più tecnico che politico. E <strong>non sarebbe un ribaltone, anzi, posso affermare che noi del Pdl-Sicilia siamo al momento l’unico argine alle tentazioni di un ribaltone e all’eventualità che si torni alle urne</strong>, con Lombardo candidato del Centrosinistra. Sarebbe una disgrazia e tale la considera anche Berlusconi, che ho visto in questi giorni e che mi ha dato come unica indicazione quella di evitare che Lombardo vada a sinistra. Ma <strong>il problema è che ci sono Presidenti del Senato, Ministri e Coordinatori regionali che lo stano spingendo lì.</strong> Se Alfano non avrà il coraggio di far rimuovere Castiglione dalla guida del partito nell’Isola… “</p>
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		<title>énews &#8211; La maggioranza non c&#8217;è più.</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 09:43:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gmodica</dc:creator>
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<p><em><strong>Da <a href="http://www.livesicilia.it">LiveSicilia.it</a><br />
</strong></em><br />
Il re è nudo. <strong>Il governo Lombardo da ieri sera non ha più una maggioranza all’Ars</strong>. L’Aula di Sala d’Ercole ha impallinato il Documento di programmazione economica e finanziaria 2010-2013 della giunta regionale. Sul documento&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-640" title="lombardo" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/lombardo1.jpg" alt="lombardo" width="520" height="200" /></p>
<p><em><strong>Da <a href="http://www.livesicilia.it">LiveSicilia.it</a><br />
</strong></em><br />
Il re è nudo. <strong>Il governo Lombardo da ieri sera non ha più una maggioranza all’Ars</strong>. L’Aula di Sala d’Ercole ha impallinato il Documento di programmazione economica e finanziaria 2010-2013 della giunta regionale. Sul documento che lo bocciava, promosso dal Pd, sono confluiti i voti dell’Udc e del Pdl. <strong>Col governo hanno votato solo l’Mpa e il gruppo “Sicilia” di Miccichè e compagni.</strong> La crisi, insomma, assume ormai il crisma dell’ufficialità.</p>
<p><span id="more-637"></span></p>
<p>Le conseguenze pratiche della bocciatura del Dpef non sono devastanti, ben altro sarebbe stato il danno se ad essere affossato fosse stato l’assestamento di bilancio, ma <strong>il timer della crisi è avviato e la resa dei conti è solo rinviata alla settimana prossima.</strong> Da qui a martedì ci sarà il tempo per le grandi manovre che dovranno permettere al centrodestra di disincagliarsi dalla secca. Viceversa, non resterà che il rompete le righe e il ritorno alle urne, tabù impronunciabile fino a qualche ora fa, che invece adesso comincia a diventare più che uno spauracchio.</p>
<p><strong>Che ci fosse aria di colpo gobbo in Aula si era capito quando l’Udc aveva forzato la mano per invertire l’ordine dei lavori ed affrontare, prima di rendiconto e assestamento di bilancio, il Dpef.</strong> Dopo una discussione carica di tensione e dopo l’intervento dell’assessore Di Mauro si sono votati gli ordini del giorno e quello del Pd, che bocciava il documento, è passato con 44 voti favorevoli e 27 contrari.</p>
<p><strong>Quello arrivato a Lombardo dall’Ars è più che un avvertimento.</strong> Opposizione ed ex alleati hanno dimostrato di fare sul serio. Il tempo dei bluff è scaduto e un intervento dall’alto, ovvero da parte di Silvio Berlusconi, l’unico a poter sbrogliare l’intricata matassa, non è più procrastinabile. Il governo non può rischiare di andare sotto anche sull’assestamento di bilancio, ipotesi che di fatto paralizzerebbe la sua azione.</p>
<p>Prevedere le prossime mosse della partita non è facile. <strong>Lombardo potrebbe far saltare i due assessori espressione dei così detti “lealisti”, ma l’escalation dello scontro, ormai, sembra destinata solo a portare i duellanti a un vicolo cieco.</strong> C’è da aspettarsi piuttosto che proseguano le trattative già avviate nelle ultime ore per arrivare a un armistizio tra le varie anime del litigioso centrodestra nostrano. Ma la strada che porta alla pace è quanto mai stretta e impervia. E la fine anticipata della legislatura appare, da stasera, un epilogo tutt’altro che improbabile. <strong>Il governatore intanto promette di non mollare. “Non indietreggio. Lo devo ai siciliani e alla mia coscienza”</strong>.</p>
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