Il piano di Berlusconi: “Subito tre discariche”

20 Mag. Napoli si prepara ad ospitare il primo Consiglio dei Ministri e far fronte all’emergenza rifiuti e roghi in Campania. Guido Ruotolo su lastampa.it fa un’attenta disamina della situazione.
Una ordinanza della presidenza del Consiglio, un atto amministrativo. Non c’è più tempo, la cronaca di queste ore, l’ennesima emergenza rifiuti, ha convinto Silvio Berlusconi a rompere gli indugi. La città continua a bruciare, anche se i roghi sono diminuiti, e ieri è andata in tilt per via di uno sciopero (selvaggio) dei mezzi pubblici. I compattatori stanno ripulendo le strade, il sindaco Iervolino scommette che per domani Napoli sarà (quasi) pulita. Sicuramente è stato «spazzato» il salotto, piazza Plebiscito, dove domani si terrà il primo Consiglio dei ministri, e le vie adiacenti. Il centro insomma. Mentre le periferie e la provincia continuano a soffrire, soffocate da 50.000 tonnellate di rifiuti, e attraversate da quella collera che si trasforma in atti incivili e illegali, come i blocchi stradali e le barricate di rifiuti.
Grazie ai treni per la Germania e alla discarica di Serre, Salerno, all’imminente apertura del sito di stoccaggio di ecoballe di Eboli, la situazione «è stata presa per i capelli». Ma questo, anche se fa tirare un sospiro di sollievo, ha convinto il premier a muoversi da subito. Al Dipartimento della Protezione civile, e dunque a Guido Bertolaso, dovrebbe essere affidato anche il capitolo delle gare e delle procedure per gli impianti di trattamento finale dei rifiuti (i termovalorizzatori). E ieri Bertolaso è stato a palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio si è reso conto della necessità di una «cabina di regia» centralizzata, che coordini e indirizzi i diversi aspetti del problema: raccolta rifiuti e discariche; termovalorizzatori e differenziata; bonifiche del territorio. L’orientamento del presidente Berlusconi è quello di una investitura politica, ma su questo punto ancora non c’è una decisione definitiva (il nome che va per la maggiore è quello di Barbara Contini). Alla fine potrebbe optare per la soluzione Bertolaso.
Dunque, discariche e termovalorizzatori. I conti presentati a palazzo Chigi dal Commissariato straordinario per l’emergenza rifiuti non sono rassicuranti. Quasi due anni per mettere in funzione il primo termovalorizzatore, quello di Acerra. I lavori sono bloccati, pur essendo gli impianti completati all’83,7%. Questo significa che se da domani mattina la ditta x iniziasse i lavori (costo previsto: 73,5 milioni di euro), passeranno sei mesi per la consegna dell’impianto. Poi, però, serviranno altri 12 mesi per il «commissioning» e il collaudo. E’ vero che Salerno è ormai alla definizione della gara d’appalto, ma anche per quel termovalorizzatore passeranno due anni prima che possa funzionare. Il terzo impianto, quello di Caserta, è all’anno zero.
Ecco perché diventa prioritario rispondere all’emergenza con la «circolazione extracorporea» (dixit De Gennaro) delle discariche (che consentiranno di intervenire sugli impianti di trattamento, i Cdr). Savignano e Sant’Arcangelo Trimonte, tra la fine di maggio e metà giugno dovrebbero entrare in funzione (in tutto, 1.400.000 tonnelate di rifiuti). Ma se passeranno due anni prima che entri in funzione il primo inceneritore, occorreranno discariche per 5.000.000 di tonnellate. Se la differenziata dovesse avere successo, scenderanno a 4 milioni. Insomma, servono discariche. Non solo quella di Chiaiano, Napoli, ma anche altre. E De Gennaro ne ha indicate due: Vallata, Avellino, per due milioni di tonnellate, Giugliano, Napoli, per settecentomila.
Il nodo Chiaiano è molto complicato. Berlusconi è consapevole di doversi muovere con grande cautela, essendo un campo minato. Finora, la partita si è giocata sull’alternativa forza-violenza. Insomma, come a Pianura, con il «movimento» da una parte, le forze di polizia dall’altro. C’è bisogno della capacità di «convincere» il territorio. E non sarà facile. Proprio il «movimento» darà il benvenuto a Silvio Berlusconi. Per domani sono annunciate nove manifestazioni. La Digos è riuscita a «convincere» le varie sigle a fermarsi a piazza Municipio, volendo i manifestanti arrivare a piazza Plebiscito, dove si terrà il Consiglio dei ministri. Quella di domani sarà una giornata particolare.
(Guido Ruotolo)
Tratto da La Stampa
Due temi importanti: l’immagine della Sicilia e le fonti alternative di energia
Fra i tanti commenti che arrivano e i tanti argomenti affrontati ce ne sono due che riguardano più direttamente le future scelte della politica (quelli nel titolo), ma prima devo delle risposte o dei chiarimenti: Filippo, ti ringrazio ed ho già chiesto alla struttura amministrativa di verificare le tue osservazioni; Tony ogni giornata è diversa dall’altra, ma se ti piace ti invito a seguire una giornata all’Ars direttamente sul luogo. fammi sapere. un grazie a Nottambula, Cristina, Lillo e Davide che mi aiutate non poco con la vostra fiducia. Mi sembra che Adele abbia il giusto approccio (proviamoci).
La Nutella è sempre stata per me simbolo di buon gusto e mi sembra che anche stavolta abbiamo gli stessi gusti… Caro Mario dagli Stati Uniti e caro Marco io capisco le vostre parole di rabbia per la condizione che sieti costretti a vivere di lontananza dalla vostra terra. Sull’argomento sono state scritte migliaia di pagine, girati chilometri di pellicole e spese milioni di parole. Tutti vi capiamo ma non è aggredendo e vergognandoti della Sicilia che troverete serenità e soluzione ai vostri problemi. Infine il problema dei termovalorizzatori: vedi Fabio io ancora non ho chiaro quale sia la cosa più inquinante fra tutte quelle che ogni giorno ci propinano e se tutte queste fonti di energia alternativa siano effettivamente più dannose del petrolio. Quello che è certo è che il danno subito dalle raffinerie non è più risanabile e la Sicilia resterà l’unica Regione ad avere pagato un prezzo così alto in termini ambientali.
Altro fatto certo è che comunque il petrolio va esaurendosi e di conseguenza il costo a barile ha raggiunto cifre già oggi non sostenibili e continua ad aumentare vertiginosamente, il nucleare lo abbiamo rifiutato (giusto o sbagliato che sia), l’eolico disturba la vista dei monti ed il fotovoltaico non so che altro; di rigassificatori non ne dobbiamo neanche parlare. Probabilmente è tutto giusto quello che stiamo facendo ed è corretto subire le pressioni dei movimenti ambientalisti. Sono d’accordo anche io.
Però, caro Fabio di Noto, una classe dirigente ha il dovere di trovare soluzioni accettabili. non potendo andare appresso al costo del petrolio, che comunque sta finendo, che altro facciamo? io credo che qualche scienziato debba venire incontro ai dubbi di tutti noi dandoci delle indicazioni sul rapporto costo/benefici, ma qualcuno dovrà prendere delle decisioni. diversamente vinceranno le lobby più forti o le tangenti maggiori ed io il futuro della terra nelle mani di qualche lobby non ho intenzione di lasciarlo.
E’ giunto il momento di dirci la verità sulle fonti alternative sapendo che, comunque, una o l’altra o forse più di una la dovremo utilizzare. Nessuno oggi può avere certezze ma in tempi brevi le dovremo avere!Due parole vanno spese per l’immagine della nostra Sicilia. chiedo quindi a Daniela, se può, di andare a leggere sul sito dell’Ars (trovi il link nel post soprastante) il mio intervento in occasione della visita del Presidente Napolitano.













