Articoli marcati con tag ‘Silvio Berlusconi’

MICCICHE’ INCONTRA XCITTA’

giovedì, 11 marzo 2010

micciche-480

Post di redazione
Da XCittà- Palermo (scritto da Valeria Russo)

Abbiamo incontrato il sottosegretario alla Presidenza, Gianfranco Miccichè, nella sua villa a Cefalù. Tra una telefonata di lavoro e i commenti sulla partita del Palermo, Miccichè non le manda di certo a dire parlando della politica siciliana, di riforme, Berlusconi e anche di blog.

“Questa alleanza un po’ anomala che c’è alla Regione ha un senso se produce risultati effettivi e concreti”, inizia Miccichè, ideatore del Pdl Sicilia detto “dei ribelli”, parlando a proposito dell’incontro che dovrebbe tenersi tra Miccichè e il presidente della Regione Raffalele Lombardo. Da alcuni giorni i due infatti dialogano dalle pagine dei giornali.

“Le priorità perchè il Pdl Sicilia resti al governo sono le riforme, altrimenti “rischia di diventare inutile che noi restiamo”, avverte Miccichè. Sul tavolo la riforma sugli appalti e quella per snellire la burocrazia regionale. “E’ evidente una cosa – prosegue il sottosegretario – se per realizzare delle opere è necessario ipotizzare una situazione di emergenza questo è perché le leggi che ci sono non funzionano, sono leggi fatte per non realizzare”.

E poi ancora Berlusconi, che “capisce che la situazione siciliana è stata gestita in maniera barbara dal Pdl” – afferma Miccichè a proposito della maggioranza all’Ars, senza dimenticare di tirare una bordata al cosiddetto Pdl lealista – “e siccome credo che non abbia nessuna intenzione di perdere la parte migliore del Pdl, che fa riferimento a noi, ovviamente ci fa andare avanti anche con questo appoggio esterno del Pd”. Che però dice non piace nè a lui nè al premier.

Sul Partito democratico al governo Miccichè è chiaro: “Noi rapporti organici con la sinistra non ne vogliamo”. Nei giorni scorsi il governatore della Sicilia aveva parlato di un possibile ingresso del Pd in un eventuale quarto governo Lombardo. Un’ipotesi che a Miccichè non piace per niente: “le porte sono due - dice il sottosegretario - se il Pd entra il Pdl Sicilia esce“.

Infine, i blog e internet, passione di Miccichè già da quando era presidente dell’Ars e voleva portare Palazzo dei Normanni su Second Life. I punti salienti dell’intervista li trovate nel video.

Guarda il video

Condividi questo articolo
[Facebook] [Google] [MySpace] [Segnalo] [Technorati] [Twitter] [Windows Live] [Yahoo!] [Email]

A LORO PIACE VINCERE FACILE

lunedì, 8 marzo 2010

grtta-e-vinci

Una riflessione sul caso liste.

Ritengo che Governo e Quirinale, col decreto interpretativo, abbiano fatto ciò che dovevano: garantire a TUTTO l’elettorato attivo il diritto al voto, talmente sacro, inviolabile e cruciale per un sistema democratico, da non potersi consentire che venisse mortificato da un banale vizio di forma.

Con questo non voglio affatto dire che la forma non sia importante; anzi, tutt’altro, essa rappresenta ciò che conferisce a un ordinamento e alla sostanza dei suoi principi l’indispensabile crisma dell’autoritarietà. Ciononostante, tale assunto, per quanto insindacabile, non può esimere il Legislatore dal dovere di intervenire, quando ciò serva a colmare le eventuali lacune che il sistema evidenzi, anche nelle sue articolazioni e regole formali.

Ed è quello che hanno fatto Governo e Quirinale con quel decreto, da tutti detto “salva liste”, che a me, invece, piace definire “salva regole”. Si, perché, a differenza di quanto inopportunamente sostenuto da un esponente della Cei, io credo che con questo decreto il Governo Berlusconi e il Presidente della Repubblica abbiano, non cambiato le regole in corso ma, mantenuto quelle del normale agire democratico di un Paese che da decenni ormai si determina col voto libero, riconosciuto a TUTTI.

Ovviamente, le opposizioni, irresponsabili, gridano allo scandalo, sono pronte a scendere in piazza, taluni vorrebbero addirittura ipotizzare uno strappo istituzionale nei confronti del Capo dello Stato. Io, invece, credo che il Presidente Napolitano, firmando, si sia comportato da vero Capo dello Stato, cioè con grande senso di responsabilità. Sarebbe stato irresponsabile, infatti, limitare il diritto di voto ad un imprecisato (probabilmente il maggiore) numero di elettori; sarebbe stato irresponsabile lasciare che la burocrazia prevalesse sulla democrazia; sarebbe stato irresponsabile assistere, inerti, alla morte del primo assioma di una competizione elettorale in un Paese libero e democratico, cioè quella par condicio tra i competitors, tanto sbandierata quando conviene farlo, che questa volta davvero rischiava di essere cancellata.

E sarebbe irresponsabile continuare ad avvelenare, con dichiarazioni al vetriolo e manifestazioni colorate e colorite, la campagna elettorale, che (dovrebbero ricordarselo Di Pietro e i suoi amici) non è un’arena su cui scannarsi per vincere a tutti i costi e conquistare l’agognato trofeo, bensì un momento di civile e paritario confronto, che consenta ai cittadini di scegliere la classe politica che debba guidarli. E allora, lascino stare le piazze e  si dedichino alla campagna elettorale. Esprimano civilmente le loro idee, i loro programmi, i loro progetti e cerchino di convincere la gente confrontandosi con noi, anziché sperare in una vittoria a tavolino, per abbandono di campo forzato.

Poi, se a loro piace vincere facile… si diano al gratta e vinci!

Condividi questo articolo
[Facebook] [Google] [MySpace] [Segnalo] [Technorati] [Twitter] [Windows Live] [Yahoo!] [Email]

QUALE QUESTIONE MORALE?

venerdì, 12 febbraio 2010

bertolaso_pic

La vicenda Bertolaso ci pone ancora una volta di fronte alla questione morale, ma non nel solo senso che tutti intendono. La questione morale non attiene soltanto alla condotta di quanti sono investiti di responsabilità pubblica, ma anche all’agire di chi accusa (e già condanna) e di chi informa (e già giudica).

Guido Bertolaso, uno degli uomini immagine del nostro Paese, un eroe, un uomo che s’è certamente guadagnato sul campo i galloni che giustamente il Premier e noi tutti gli riconosciamo, è già stato condannato, è già stato giudicato.

Bertolaso è già stato “condannato” da chi lo accusa, sfoderando una tal sicurezza nel muovergli contro gli addebiti, da sembrare già sentenza; una sentenza che pesa sul morale dell’uomo e sulla serenità del personaggio. Bertolaso è già stato giudicato dall’opinione pubblica, artatamente mossa da quell’informazione drogata, che nel nostro Paese viene gestita non da testate giornalistiche di parte, ma da veri e propri organi di partito camuffati di giornalismo;  e, credetemi, è un giudizio che fa male, perché non se ne va, è una macchia d’infamia che nessuna (vera!) sentenza d’assoluzione riesce poi a cancellare del tutto.

E allora mi chiedo: qual è la vera questione morale?

Perseguitare “chiassosamente” uno stimato uomo di Stato, gridare al mondo che è un puttaniere corrotto senza prima averlo accertato non è forse immorale almeno quanto ciò che il solito Pm “zelante” gli addebita? Sbattere in prima pagina un mostro presunto non è immorale almeno quanto l’essere realmente mostro? E se tutto questo accade, guarda caso, dopo che Berlusconi lo investe Ministro in pectore ... cosa c’è di più immorale?

Ecco perché condivido in pieno la fermezza con la quale il Presidente Berlusconi ha fatto da scudo, frapponendosi tra Guido Bertolaso e i suoi aggressori, togati e col taccuino. Guido Bertolaso non può andersene, non deve andarsene: l’Italia perderebbe uno dei suoi uomini migliori.

E comunque, se ad ogni squillo di tromba giudiziaria dovessero seguire le dimissioni di chi ne è vittima, quanti di noi starebbero ancora sul campo di battaglia a lottare per la libertà, a lottare per un Paese che da più di 15 anni cerchiamo di preservare dall’immoralità di poteri forti usati contro di noi?

Condividi questo articolo
[Facebook] [Google] [MySpace] [Segnalo] [Technorati] [Twitter] [Windows Live] [Yahoo!] [Email]

Cimino: “Silvio è con noi”

domenica, 10 gennaio 2010

cimino

post di redazione

Di seguito l’intervista rilasciata dal vice Presidente della regione sicilina, Michele Cimino (Pdl-Sicilia), a  LiveSicilia.it

La frattura tra “lealisti” e “scissionisti” si fa sempre più profonda. La corrente che fa capo al Guardasigilli Alfano e al presidente del Senato Schifani sta affrontando la questione delle nomine dei coordinatori provinciali in Sicilia, con la chiara intenzione di escludere l’area “ribelle” legata al sottosegretario Micciché. Carlo Vizzini, nel frattempo, ha chiesto ai vertici romani d’impedire che i miccicheiani usino il simbolo del Pdl e il richiamo a Berlusconi. Ma gli “scissionisti”, dal canto loro, non fanno una piega e attraverso l’assessore all’Economia e vicepresidente della Regione, Michele Cimino, ribattono punto su punto agli avversari interni al partito.

Onorevole Cimino, i “lealisti” sembrano pronti a nominare coordinatori provinciali tagliando fuori i miccicheiani. Eventualmente, quale sarà la vostra risposta?
“Francamente è un atto che mi pare un grande controsenso, perché c’è già un coordinatore regionale che risponde alla rappresentatività di tutto il Pdl. Se loro ci escluderanno da queste nomine, vuol dire che penseremo a scegliere i nostri coordinatori provinciali”

(continua…)

Condividi questo articolo
[Facebook] [Google] [MySpace] [Segnalo] [Technorati] [Twitter] [Windows Live] [Yahoo!] [Email]