
Quello dell’immagine della Sicilia è un tema a me molto caro, sul quale non ho mai lesinato pensieri, dichiarazioni ed azioni, pur attirandomi addosso critiche e polemiche, il più delle volte, comunque, capziose e strumentali. Ed è un tema sul quale voglio insistere, perché lo ritengo troppo importante per noi e per le nostre enormi potenzialità di attrazione, troppo spesso, però, vanificate, mortificate da chi esporta un’immagine della Sicilia tutta coppola e onore.
La responsabilità è dei radical chic da salotto nostrani, un’ipocrita classe intellettuale progressista, iper pessimista (e anche un po’ provincialotta), che non sa fare altro che produrre amplificatori di messaggi negativi della Sicilia, svendendone l’immagine al prezzo di una pretestuosa (e molto proficua) crociata di cambiamento, che in fin dei conti è solo semplice presa di distanze e condanna sommaria. Mi riferisco in particolar modo a chi produce, dirige e interpreta fiction e film dal solito tema gangsterista-mafioso e a chi continua a pubblicare romanzi e racconti in cui la Sicilia è solo il triste e grigio sfondo di “ammazzatine” e loschi affari.
Ed è un peccato, sol se si pensa a quali eccelse menti siciliane dominano il mondo del cinema, della televisione, della comunicazione e dell’arte in generale. Per non parlare della letteratura siciliana, erede naturale di quella scuola federiciana che nel ’200 segnò l’inizio della letteratura italiana e i cui interpreti (da Cielo d’Alcamo a Giacomo da Lentini) non raccontavano null’altro che l’amore e i colori della nostra terra.
Ecco, è proprio questo che noi siciliani vogliamo dai nostri scrittori, dai nostri registi, dai nostri sceneggiatori, dai nostri pittori, dai nostri musicisti, insomma da chi ci racconta nel mondo. Vogliamo che i grandi intelletti siciliani s’impegnino a raccontare una Terra diversa da quella che quasi sempre emerge dalle loro opere e, per di più, in un modo così netto, così radicale, che sembra essere quella l’unica faccia di una Sicilia che, invece, non è solo “Capo dei capi” e “Montalbano sono!”.
È la Sicilia delle scienze di Archimede, Majorana e Zichichi; la Sicilia dei Fasti, degli architetti, dei grandi pittori, dei greci, degli arabi, dei normanni; la Sicilia di una civiltà mai raggiunta dagli altri; la Sicilia del sole, dei limoni e dei piaceri, la Sicilia del Serpotta, degli eroi, di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, del Basile e di Ducrot …
Questa è la nostra Sicilia! Questa è la Sicilia che vogliamo offrire al mondo, a chi viene a trovarci in vacanza, a chi viene a investire qui, a chi viene a vivere da noi. E questa è la Sicilia che vogliamo offrire ai nostri figli, ai nostri giovani, ai quali è bene cominciare a trasmettere un messaggio diverso dal solito pessimistico:” meglio che ve ne andiate, qui non cresce nè erbà nè lavoro”, è bene cominciare a responsabilizzarli di più, dicendo loro: “la vostra è un terra meravigliosa, restate qui, è vostro il compito di debellare ciò che la incancrenisce e di dare lustro a ciò che la rende così …BEDDA!!












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