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	<title>Sud - Il Blog di Gianfranco Miccichè &#187; riforme</title>
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		<title>I fuori onda non ci mandino fuori di testa</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 12:08:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gmodica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gianfranco Micciché]]></category>
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		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-791" title="fuorionda" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/fuorionda.jpg" alt="fuorionda" width="520" height="200" /></p>
<p>Il <strong>consenso popolare non pone al di sopra della legge</strong>, ma non può neppure rendere martiri della legge e dei suoi Signori.</p>
<p><strong>Nessuno, nemmeno Berlusconi, dubita che governare non significa essere più forte della legge.</strong> A tutti noi, però,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-791" title="fuorionda" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/fuorionda.jpg" alt="fuorionda" width="520" height="200" /></p>
<p>Il <strong>consenso popolare non pone al di sopra della legge</strong>, ma non può neppure rendere martiri della legge e dei suoi Signori.</p>
<p><strong>Nessuno, nemmeno Berlusconi, dubita che governare non significa essere più forte della legge.</strong> A tutti noi, però, un dubbio viene: che chi governa lo debba stabilire non questa o quella legge elettorale, bensì la legge del magistrato più duro, che si accanisce a tal punto da far subire al nostro Premier un numero pazzesco di processi (a spese dei cittadini).</p>
<p>Al di là delle <strong>polemiche susseguenti al fuori onda di Fini</strong>, polemiche che reputo sterili, almeno quanto il tentativo di farne scaturire una crisi di Governo, io credo che <strong>il problema vero, da affrontare con grande serenità,</strong> <strong>sia proprio quello del rapporto tra politica e giustizia. </strong>Un problema la cui risoluzione richiede una grande opera riformatrice, che investa l’intero sistema giudiziario e che, come per ogni altra riforma, sarebbe opportuno venisse fuori da un dialogo tra maggioranza e opposizione.</p>
<p><span id="more-787"></span></p>
<p>Purtroppo, però, <strong>la Sinistra su questo tema si è sempre mostrata abbastanza refrattaria</strong> ad ogni possibilità di dialogo; né, per quanto ci riguarda, saremo mai disposti a sederci attorno a un tavolo e parlare di giustizia con chi insinua che ogni nostra azione sia mossa dall’interesse del nostro leader di sottrarsi ai processi, tantomeno col profeta del’integralismo giudiziario, il Santo inquisitore di piazza, il teorico delle manette facili, Tonino Di Pietro.</p>
<p><strong>E allora dobbiamo pensarci noi</strong>, che di questo Paese siamo maggioranza e che verso questo Paese abbiamo un debito di riconoscenza, che non può non tradursi in azioni riformatrici concrete, in primis proprio nel campo della giustizia.</p>
<p>Perché forse ce ne dimentichiamo, ma quando parliamo di giustizia ingiusta, di processi brevi, di organi inquirenti e giudicanti, di tribunali, di carte bollate, ecc, non parliamo mica di massimi sistemi, di complotti e strutture parapolitiche, di scontri tra poteri forti dello Stato, di Berlusconi e toghe rosse; <strong>parliamo della gente comune</strong>, che con la giustizia, in un modo o nell’altro, ha a che fare e ne esce sempre con le ossa rotte.</p>
<p><strong>Noi siamo la maggioranza voluta dagli italiani ed è nostra la responsabilità!</strong></p>
<p>Pertanto,<strong> l’auspicio è che i fuori onda (per quanto spiacevoli) non ci mandino fuori di testa </strong>e che si riprenda un percorso di unione e coesione, per affrontare, tutti assieme, questa e altre grandi sfide che il governo del Paese ci pone davanti.</p>
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