Articoli marcati con tag ‘Raffaele Lombardo’

LA FORZA DEL PDL SICILIA

giovedì, 28 gennaio 2010

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Post di redazione

E’ una vera e propria dimostrazione di forza quella data dal Pdl Sicilia alla Provincia regionale di Palermo, dove sono appena rientrati i due assessori ”ribelli” (Dimaggio e Dalì), precedentemente l’uno messo alla porta, per indicazione del Coordinatore dell’ala “lealista”, Castiglione, l’altro dimessosi per protestare contro un atto d’inaudita violenza politica (di “logiche da padrino” aveva allora parlato un indignato Miccichè).  Da quel momento (uno dei momenti più bassi della soria del Pdl siciliano) è stata un’escalation di accadimenti e azioni politiche forti, magistralmente architettate dal leader Miccichè e portate avanti, con serietà e grande capacità di mediazione e sintesi, dagli otto consiglieri provinciali del neo costituito gruppo del Pdl-Sicilia.  Fino al reintegro in Giunta dei due: non soltanto un riscatto personale, ma soprattutto un chiaro segnale di forza politica, che il fronte miccichiano ha dato a tutta la compagine di Centrodestra, attestandosi come un interlocutore qualificato, col quale tutte le rappresentanze istituzionali devono e dovranno fare i conti

 Tutto ciò, poi,  s’innesta in un ben più complessivo quadro politico regionale, dove l’asse Miccichè – Lombardo sta cercando di governare i processi di sviluppo della Sicilia, dando vita ad un inedito schema politico-partitico, che evidentemente funziona, se riesce a trovare importanti proiezioni su diverse realtà istituzionali siciliane, come la stessa Provincia di Palermo, dove si registra un interessante patto federativo tra i consiglieri di Pdl Sicilia ed Mpa, “nell’ottica di una maggiore sinergia programmatica tra l’azione politico-amministrativa regionale e quella provinciale”,  dichiarano i consiglieri. 

 Senza, peraltro, trascurare l’ipotesi che questa ricomposizione col Presidente uddicino, Giovanni Avanti, possa segnare un riavvicinamento tra Gianfranco Miccichè e Saverio Romano, leader dell’Udc in Sicilia: un’ipotesi che apre a possibili e futuribili scenari nuovi sul paino del Governo regionale.

Non sappiamo quanto questa ipotesi sia plausibile e quanto sia invece frutto della fantasia di chi osserva e analizza. Ad ogni modo, un dato emerge, chiaro e inconfutabile, da questa vicenda provinciale, nonchè dai connotati ben più vasti che essa politicamente assume:  Gianfranco Miccichè, con Misuraca e Scalia, non ha creato una corrente “ribelle” e minoritaria del Pdl, ma una componente che rappresenta più della meta del partito ed occupa un posto di prim’ordine al tavolo delle trattative politiche, riuscendo ad ottenere, quando lo ritenga opportuno, congrua rappresentanza.

énews – Attenti a quei due

lunedì, 11 gennaio 2010

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Da Livesicilia.it

Hanno votato in 542. Il responso del sondaggio di livesicilia è chiaro. Gianfranco Miccichè e Raffaele Lombardo sono i siciliani più potenti dell’Isola, quelli che contano di più. In parte è un gioco, in parte conta. E le segreterie dei politici non disdegnano di prestare attenzione ai giochi di questo genere. Un altro successo, dunque, per la “strana coppia. E proprio dai lettori di Livesicilia che non hanno mai amato, in tanti, l’ultimo governo. Ecco i risultati…

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I fatti oltre le parole

martedì, 29 dicembre 2009

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Ed eccoci al Lombardo ter!

Alcuni sostengono che è ribaltone! Ma dov’è il ribaltone? Capisco l’acrimonia, gli asti, il dover spendersi in dichiarazioni di parte, capisco il nervosismo che in taluni diventa odio politico.  Ma è tutto un ciarlare, fa tutto parte di quella politica parolaia, nella quale, lo ammetto, anch’io talvolta mi ritrovo invischiato e che però rimane soltanto sterile polemica, buona solo a rimpire le pagine dei giornali.

E allora in questo post voglio cessare questa stupida guerra all’ultima dichiarazione, dove non c’è mai un vincitore, in cui sembra che tutti abbiano ragione, dove a perdere sono solo i siciliani, in cui ad aver torto sono soltanto loro. Voglio mettere da parte le parole e attenermi ai fatti: quelli sono oggettivi, nessuno li discute.

Fatto: circa un anno e mezzo fa volevo candidarmi a Governatore della Regione e per questo entrai in competizione con Raffaele Lombardo; ma qualcuno (anche e soprattutto del mio stesso partito) me lo ha impedito, convincendo Berlusconi che Lombardo fosse la scelta giusta.

Fatto: la scelta cadde proprio su Lombardo, io mi sottomisi con senso di responsabilità alle ragioni della coalizione e feci campagna elettorale per il nostro candidato.

Fatto: Lombardo vince e comincia a governare, contraddistinguendosi per una tendenza riformatrice che, almeno a parole, tutti invocavano; ma dopo qualche mese, quegli stessi soggetti che lo avevano voluto al Governo al posto mio, cominciano a remare contro, probabilmente perchè, al di là delle parole di circostanza, Lombardo inizia a toccare nervi scoperti e interessi coperti, ma forse anche perchè il Governatore si macchia della “colpa” di riuscire a dialogare con me, più di quanto non riesca a fare con gli altri.

Fatto: a differenza, infatti, dei miei colleghi del Pdl e di quelli dell’Udc, io mantengo fede al mandato degli elettori e, sebbene utilitaristicamente mi converrebbe cavalcare il malcontento e far cadere Lombardo per ripropormi (cosa che peraltro mi è stata offerta), continuo invece  a sostenerne il Governo, anche perchè convinto della strada riformatrice da esso intrapresa.

Fatto:  per via delle continue, talvolta subdole, ostilità (vedi vicenda fondi Fas), il primo Governo Lombardo entra in crisi e viene avvicendato da un Lombardo bis, in cui i cosiddetti lealisti, nonostante tutto, continuano a essere rappresentati con ben due assessori (Milone e Beninati).

Fatto: le cose però non migliorano, anzi Lombardo deve registrare non solo l’ostilità (adesso comprensibile) dell’Udc, ormai all’opposizione, ma incomprensibilmente anche quella dei deputati lealisti, sebbene essi siano rappresentati in Giunta.

Fatto: le ostilità dei lealisti raggiungono un livello di criticità massima, quando questi bocciano in aula il DPEF, decretando di fatto la fine del Lombardo bis e mettendosi manifestamente all’opposizione.

Fatto: Lombardo deve andare avanti, non può cedere, non può mollare, deve fare le riforme di cui la Sicilia non può fare a meno e ovviamente può farle solo con chi ci vuole stare.

Fatto: Lomabardo forma un nuovo Governo, con assessori che fanno riferimento alle aree politiche che ci vogliono stare e con dei tecnici, alcuni dei quali pare abbiano delle simpatie per il Pd; ma un tecnico (anche questo è un fatto, il resto sono solo parole) viene scelto per le sue competenze, non per le sue simpatie politiche, e non si può pensare di chiedere  a un insigne economista o ad uno stimato dirigente per chi ha votato alle ultime elezioni, prima di chiedergli di mettere al servizio del Governo quelle competenze; e comunque (altro fatto) oggi leggo le dichiarazioni di Lupo, Segreterio regionale Pd, il quale afferma di non aver dato nessuna indicazione.

Ecco! Questi sono i fatti incontrovertivbili, che incontrovertibilmente dicono non esserci stato nessun ribaltone, ma solo la ferma volontà di andare avanti e di fare quelle riforme di cui la Sicilia ha bisogno (riforma burocratica e accelerazione della spesa, prima di tutto).

Quella stessa Sicilia che se ne frega di tutto sto teatrino, quella stessa Sicilia che se ne frega se un assessore è lealista o ribelle, se è tecnico o politico, quella Sicilia che è stanca, anzi nauseata della politica delle parole, perchè  vuole solo fatti.

Quella Sicilia che per me viene prima di tutto e di tutti!

énews – Habemus giunta. Dentro Russo e Centorrino

martedì, 29 dicembre 2009

ars

da Livesicilia.it

Fumata bianca a palazzo D’Orleans. Sono Mario Centorrino e  Pier Carmelo Russo i nuovi assessori che entrano al posto di Mario Milone e Antonino Beninati. “L’ingresso di due tecnici di indiscutibile competenza rafforza una compagine di governo che intende affrontare le riforme necessarie per il rilancio dell’economia siciliana – scrive il presidente Lombardo nel suo blog – in questa direzione ci sarà di grande aiuto la conoscenza della ‘macchina’ regionale che è propria di Pier Carmelo Russo, così come sarà preziosa la competenza di Mario Centorrino, che è uno dei più profondi conoscitori dei pregi e dei difetti del contesto economico siciliano e di tutto il Mezzogiorno”.

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HAVE A GOOD BLOG… RAFFAELE

mercoledì, 23 dicembre 2009

lombardoblog

Sono ben lieto di constatare che anche il Governatore Lombardo abbia attivato un suo blog.

Bravo Raffaele! Ottima scelta quella di imboccare la strada della rete e attivare un blog. E’ uno strumento straordinario, che io conosco benissimo e che mi ha dato e continua a darmi tanto, soprattutto in termini di dialogo e di confronto con la gente. Sono certo che anche tu ne avrai un riscontro positivo e presto ti accorgerai quanto sia stimolante e, soprattutto, importante poter interagire con la gente, anche se solo via web.

Certo, non v’è dubbio che nulla potrà mai sostiuire il contatto fisico, stringere le mani, guardare negli occhi chi ti sta davanti, parlargli. Tuttavia, per noi, spesso costretti nelle “segrete” dei Palazzi, a lavorare per il Paese, disporre di un blog, attraverso cui “sentire” gli umori del quotidiano, leggere di chi ci apprezza e conoscere le ragioni di chi dissente o ci disprezza, credo sia fondamentale.

Un politico con la p maiuscola non può prescindere dalla gente, dal confronto con essa, non può non conoscerne gli umori, le aspettative, i pensieri, le delusioni, i bisogni e le illusioni. Almeno per chi, come me, voglia intendere la politica alla maniera di Alexander Hamilton, il Padre fondatore degli Stati Uniti, convinto assertore dell’idea che la politca  (e le istituzioni che da essa promanano) venga dal popolo, sia del popolo e per il popolo.

Sono certo che anche Hamilton, se avesse potuto, avrebbe avuto un suo blog.

Noi possiamo e lo facciamo. Io da diverso tempo, ormai,  proprio perchè sospinto da quella stessa tensione emotiva verso il popolo, cui riconosco la piena ed esclusiva titolarità della politica.

Io da diverso tempo,  Raffaele da pochi giorni,  ma, come si dice in questi casi, non è mai troppo tardi… neanche per gli altri miei colleghi.

Le parole di Miccichè: “cosa pensano, che siamo tutti fessi?”

venerdì, 18 dicembre 2009

schifani_alfano

Post di redazione

Le ultime dichiarazioni rilasciate dal leader del Pdl-sicilia

“Lombardo dia retta ai Siciliani, vada avanti col programma di riforme e vari subito un Governo, il più affidabile possibile. Noi ci entreremo solo se non ci saranno gli uomini di Schifani e Alfano.

Quanto al futuro del Pdl, se davvero vogliono collaborare diano un segnale. Serve il commissariamento del partito, affidato a qualcuno con un mandato preciso: riprendere il dialogo con Lombardo e con me!

E comunque, continuo a non capire cosa vogliono Schifani e Alfano.  Hanno scelto come coordinatore Castiglione, che è sempre stato nemico di Lombardo; hanno avuto gli assessori in giunta, ma hanno votato contro il Governo. la verità è che i loro errori hanno spaccato il  Pdl. Secondo me non controllano più neppure il gruppo, visto che quando Cascio ha prospettato la trattativa per la sostituzione dei vertici è stato aggredito dai deputati.

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énews – Schifani contro Lombardo. “No al trasformismo”

venerdì, 18 dicembre 2009

schifani

Da Livesicilia.it

“La mia regione ha tanti problemi, penso alla legalità, le infrastrutture, il mancato uso dei fondi Ue… per risolverli non serve vivacchiare alla giornata, ricorrendo a trasformismi, disgregando o riaggregando maggioranze diverse da quelle scelte dai cittadini”.

Il presidente del Senato, Renato Schifani, in occasione del tradizionale scambio di auguri natalizi con l’Associazione della stampa parlamentare, a Palazzo Giustiniani, risponde a una domanda sulla crisi che si è aperta a Palazzo dei Marescialli e invita il presidente Raffaele Lombardo a non cambiare maggioranza.

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Lombardismo?

giovedì, 17 dicembre 2009

lombardo-micciche

post di redazione (Articolo di Eusebio Dalì,  pubblicato dal quotidiano Il Clandestino)

Ciò che sta accadendo alla Regione siciliana, dove il Governo-Lombardo non ha più il sostegno dell’Udc né, di fatto, quello del Pdl cosiddetto “lealista” (che continua, però, a mantenere in Giunta due Assessori), altro non è che lo specchio fedele della contraddittorietà ed unicità della politica siciliana, oggi attraversata da una crisi d’identità, non certo nuova a un contesto politico da sempre definito “laboratorio”, già altre volte segnato da divisioni, diaspore, spaccature, aventini e ribaltoni.

Ma se da un lato è vero che queste continue crisi d’identità costituiscono un freno per la Sicilia, da un altro punto di vista è grazie ad esse se l’Isola riesce ancora ad essere terra laboratorio, scenario alternativo alle predefinite e preconfezionate logiche romane. Non che le logiche romane siano da rinnegare, ma non sempre esse rispecchiano le reali esigenze e gli equilibri di una terra, che in fin dei conti l’autonomia ce l’ha nel dna, non solo nel suo Statuto. E’ un’autonomia culturale, sociale, economica. E’ un’autonomia politica.

(continua…)