Articoli marcati con tag ‘Raffaele Lombardo’

IN SICILIA SIAMO ALL’OPPOSIZIONE E VOGLIAMO GUIDARE IL CAMBIAMENTO

venerdì, 11 novembre 2011

dal quotidiano di Grande Sud

www.forzadelsud.it

La disponibilità di Grande Sud a sostenere il nuovo governo nazionale, a patto che questo metta in atto una serie di misure a favore del Meridione, ha alimentato anche il dibattito sulla possibilità di larghe intese anche in Sicilia. Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, conversando con i cronisti a Palazzo d’Orleans ha detto: ”Non sono ostile all’idea di allargare la maggioranza che sostiene il governo della Regione, ma andrebbe fatto però se ci fosse il consenso dell’attuale coalizione sulla base di una omogeneità programmatica e senza fare pasticci”. E sull’eventuale apertura a Grande Sud ha aggiunto: “Non sono contrario, ma ripeto, serve il consenso degli alleati”.

Pronta la replica del leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè: “Qualcuno ci tira per la giacca senza comprendere, però, che Grande Sud non è assolutamente disposto a sostenere un governo che si è dimostrato incapace di affrontare e risolvere le grandi emergenze della Sicilia. La nostra posizione, a differenza di certe dichiarazioni improntate più a disorientare e creare confusione, è stata da sempre molto chiara: Grande Sud – conclude – non sosterrà in alcun modo il governo Lombardo. Siamo all’opposizione. Il nostro obiettivo è guidare il cambiamento”.

TAORMINA, 2° FESTA NAZIONALE DI “ITALIA IN MOVIMENTO”

sabato, 10 settembre 2011

Post di redazione

Da giovedì 8 settembre è in corso a Taormina la seconda festa nazionale di Italia in Movimento.

Incontri, dibattiti e tavole rotonde sui temi di attualità, politica e cultura che vedranno ospiti di eccellenza del panorama politico italiano.

Oggi, dalle 19,30 in poi, è previsto un incontro sul tema “Nord e Sud: due Italie, un solo destino?”, cui interverranno Raffaele Fitto, Gianfranco Miccichè,Raffaele Lombardo, Francesco Speroni, Luigi CompagnaFilippo Cangemi.

 

L’INTERVISTA

sabato, 27 agosto 2011

 

Post di redazione

In un’intervista rilasciata all’Ansa, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e leader di FdS Gianfranco Miccichè, afferma che “la manovra ha avuto un buon impatto di marketing politico soprattutto in l’Europa, ma bisogna dire le cose come stanno: è un provvedimento molto approssimativo e improvvisato. E soprattutto manda in fumo il piano per il Sud”.

Lunedì il leader di Forza del Sud riunirà a Roma i parlamentari del partito per predisporre un pacchetto di emendamenti, annunciando “battaglia vera in Parlamento”.

Miccichè non condivide molti aspetti della manovra di Tremonti, definendo ”folli” alcune misure, tra cui quelle relative alla soppressione dei “comuni polvere” e delle Province con meno di 300mila abitanti. “Le Province o si aboliscono tutte, cosa auspicabile, o nessuna”, chiosa il sottosegretario alla Presidenza, che lancia l’allarme sui fondi destinati al Mezzogiorno: “Tremonti sta mandando in fumo il piano per il Sud”.

Non crede però che il governo ricorrerà al voto di fiducia, almeno alla Camera.

Mi sembrerebbe alquanto curioso, sarebbe un modo pessimo di gestione di questa manovra, che va fatta, ma va fatta bene e cercando il consenso in Parlamento”.

E invita il coordinatore del Pdl, Angelino Alfano, al dialogo: “Lo chiamo, gli spiegherò quali sono le nostre idee”.

Non risparmia neanche critiche all’operato del Governo regionale siciliano e dell’Ars: “I tagli all’Ars vanno fatti in modo diverso rispetto a quello che stanno facendo. Tanto per cominciare, la Presidenza faccia rispettare i tempi delle sedute. Rinviare l’aula di una o due ore, rispetto al calendario, determina un costo: bisogna pagare gli straordinari ai commessi e al personale dipendente, il ristorante è costretto a prolungare l’orario con un aggravio dei costi e così via”.

Se sento parlare del governo Lombardo mi viene da vomitare. Impossibile fare peggio di quello che ha fatto, mi sembra che tutto sia funzionale a rimanere a galla. E’ un governo povero, intellettivamente mi sembra davvero povero. E non capisco cosa vuole il Pd, mi viene da ridere quando qualcuno mi dice che i democratici vogliono la legittimazione popolare. La verità è che vogliono potere, lo dicano e basta”.

Questa l’analisi impietosa che il leader di Forza del Sud, Gianfranco Miccichè, conversando con l’ANSA, fa del governo di Raffaele Lombardo. A tal punto da affermare con tono ironico: “Pagherei per fare cadere Lombardo”.

Ma poi sul voto anticipato di un anno, uno dei tre punti (gli altri due sono l’alleanza politica e le primarie) sui quali il Pd cerca l’intesa con il Terzo polo, Sel e Idv, il sottosegretario si fa serio: “Ma che senso ha? Dovrebbe essere l’ambizione dell’opposizione non di un partito della maggioranza. Eppure, io sarei il primo a volerlo – aggiunge -. Mi converrebbe, perchè mi voglio candidare alla Presidenza della Regione”.

La conferenza stampa: il video

martedì, 21 settembre 2010
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L’INTERVISTA

venerdì, 17 settembre 2010

Post di redazione – da SiciliaInformazioni.com

Onorevole, è stato un divorzio o una separazione, magari consensuale?
“Ci ha provato a convincermi, ma non c’erano le condizioni…”.

Divorzio, dunque.
“Lo chiami come vuole, percorriamo strade diverse. I nostri due assessori si dimettono in tempi brevi. Non esiste alcuna possibilità che il Pdl Sicilia rimanga in un governo con la partecipazione organica del Partito democratico”.

 

Onorevole Miccichè, non c’è proprio spazio per una riflessione, un ripensamento, una alternativa? Il canale della trattiva si è interrotto difenitivamente?
“Sì, proprio così. Non ci piace ciò che ha deciso Raffaele Lombardo, non siamo d’accordo su nulla”.

Qual è il pomo della discordia?
“Il Pd, naturalmente. Il disastro del Pdl ufficiale ci ha costretti a cercare vie diverse per fare le riforme e governare la Sicilia. Ma una cosa è chiedere l’appoggio dei democratici sulle riforme e un’altra il governo organico con la sinistra. Non si può nemmeno immaginare che si stia insieme con il Pd…”

Ma voi così restate soli anche nel Pdl Sicilia. I finiani non vi seguono sulla strada dell’ostracismo.
“Abbiamo motivazioni diverse, capisco Pippo Scalia. I finiani hanno da tenere conto dell’ottica nazionale, dei risvolti romani della crisi siciliana. Se non ci fossero logiche nazionali, non avrei dubbi sulla loro scelta. Anche per loro è una forzatura. Credo che per Fini rappresenti anche un rischio. Se preferisce il centrosinistra, deve vedersela con il suo elettorato. Con Scalia e gli altri, tuttavia, conservo rapporti eccellenti, di assoluta serenità. Sono scelte che prescindono dalle loro volontà. Credo che vivano con malessere questa svolta”.

Avrà letto quel che dicono di lei alcuni leaders del Pdl siciliano? Non le stanno preparando un’accoglienza gentile.
“Perché mai dovrebbero accogliermi?”.

Avrebbe intenzione di non tornare a casa?
“Lo ripeto fino alla nausea. Non torno indietro, non vado nel Pdl, non ho niente a spartire con loro. Dico di più, quando leggo certe cose mi diverto. Sanno bene che non intendo tornare, sono stato invitato a farlo in tutte le salse…”.

Mi sta dicendo che in pubblico polemizzano e fanno di tutto perché lei si arrabbi, ma sottobanco le offrirebbero ponti d’oro?
“Dicono cose imbarazzanti, s’intende imbarazzanti per loro. Fanno certe figure…”.

A chi si riferisce?
“Nessuno in particolare…”.

Sembra che il Presidente dell’Ars, Francesco Cascio, il suo predecessore, sia il più coriaceo, fissi paletti molto netti, soprattutto in ordine alla sua eventuale candidatura alla presidenza della Regione.
“Sì, ho letto, credo che abbia ottenuto qualche promessa o impegno, non lo so e non ne voglio sapere. Sono affari loro. Con quelli non ci torno”.

Suppongo che Silvio Berlusconi non si affatto contento del suo rifiuto.
“E’ più importante che io faccia contenta la Sicilia in questa circostanza. Berlusconi mi invitò a tornare nel Pdl. Gli ho risposto che con quelli non voglio averci a che fare. E ho aggiunto che anche se la pensassi diversamente, non si risolverebbe niente”.

Per quale ragione, mi faccia capire.
“Semplice, se Berlusconi mi desse il partito nelle mani, come mi ha offerto, non cambierebbe niente, l’altra metà farebbe la fronda. Non ci starebbero con me”.

E’ un altro divorzio.
“Un momento, io non divorzio affatto da Berlusconi. Lui può contare sempre su di me, ha rapporti filiali con me….”

Non torna a casa, rompe con Lombardo. E poi? La strada è diventata angusta. Che cosa fa?
“Faccio il partito, naturalmente”.

Il partito del popolo siciliano o il partito del sud?
“Il partito del popolo siciliano”.

Berlusconi che ne pensa?
“Valuta con serenità questa prospettiva, sa di potersi fidare di me. La Sicilia è una cosa, il Pdl nazionale un’altra. Il mio partito non nasce contro Berlusconi e il Pdl. Troveremo un accordo alle elezioni politiche. C’è riuscito anche il Mpa con l’1,8 per cento ad entrare nelle Camere, grazie all’alleanza con il centrodestra. Sarò presuntuoso ma credo che il mio partito possa raccogliere maggiori consensi. Non spariremo di certo”.

Le faccio osservare che il partito del popolo siciliano entrerebbe subito in linea di collisione con il Mpa di Raffaele Lombardo. Questo non la turba?
“E per quale motivo dovrebbe turbarmi? Non m’interessa niente. Lui va a sinistra, io resto nel centrodestra. Non posso seguirlo. Lamenterò la scarsa attenzione del Pdl verso il Meridione e la Sicilia, ma rimango in questa area”.

Perché tanta acrimonia verso il Pdl siciliano? Non le pare di esagerare?
“Niente affatto, hanno combinato un sacco di danni i cosiddetti lealisti, non sono disponibile per loro, non lo sarò mai”.

Nascerà un gruppo parlamentare del popolo siciliano?
“Certo, nascerà presto, avremo il nostro simbolo e potremo contare su collegamenti, rapporti e solidarietà”.

E con Lombardo, come finirà?
“Offro amicizia lunga, a vita, e ognuno per la sua strada”.

Berlusconi al telefono con Lombardo: fiducia sui precari

giovedì, 10 giugno 2010

Post di redazione – dal Giornale di Sicilia.it

Il contatto arriva in previsione dell’incontro che il governatore avrà con Tremonti sulle emergenze della Sicilia e dopo un colloquio tra il premier e Micciché

Il premier Silvio Berlusconi ha sentito telefonicamente il governatore Raffaele Lombardo rassicurandolo e confermandogli fiducia e stima anche in previsione dell’incontro che il presidente della Regione siciliana avrà la prossima settimana con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti sulle emergenze della Sicilia, a cominciare dai contratti in scadenza dei 22.500 lavoratori precari degli enti locali.

Il contatto tra Berlusconi e Lombardo è avvenuto dopo il colloquio che il premier ha avuto con il sottosegretario alla Presidenza Gianfranco Micciché e con l’assessore siciliano all’Economia Michele Cimino. Micciché e Cimino hanno informato il premier sulla difficile situazione finanziaria della Regione siciliana, alle prese con problemi di bilancio e con la vicenda dei precari di Comuni e Province.

Che presto ci sarà un incontro con Giulio Tremonti sulla situazione di bilancio della Sicilia lo assicura anche Micciché, al termine di un incontro a Palazzo Grazioli con il premier.

“La data non è ancora stata fissata ma c’é la volontà di fissare un appuntamento con Tremonti per discutere della situazione siciliana” ha detto Micciché, accompagnato nell’incontro in Via del Plebiscito dall’assessore al Bilancio della Regione Sicilia, Michele Cimino.

Con Berlusconi, ha riferito il sottosegretario, “abbiamo parlato della situazione in Sicilia e in particolare delle emergenze: da quella dei forestali ai fondi Fas; dai precari ad altri problemi relativi al bilancio”.

Nel corso dell’incontro, ha aggiunto Micciché, Berlusconi ha telefonato a Lombardo e ha “preso appunti” chiedendo a Lombardo “chiarimenti sulla situazione di bilancio”. “Conosco bene Berlusconi e so che quando prende appunti e si informa in questo modo, significa che vuole risolvere i problemi” ha concluso Micciché.

IL PRESTITO

sabato, 8 maggio 2010

Post di redazione

Ebbene si, anche le parole sono un bene alienabile, almeno secondo Gianfranco Miccichè, il quale ha detto di voler prendere a prestito niente poco di meno che le parole di Renato Schifani.

Tutto ha avuto origine da una dichiarazione del presidente del Senato: “L’elettore chiede coerenza ai politici e ha il diritto di indignarsi se la colazione che ha vinto le elezioni si disgrega e chi era nella maggioranza finisce all’opposizione. Il politico – ha aggiunto – deve essere tutore del patto elettorale stretto con i cittadini. Il cambio di maggioranza e’ un virus patologico pericoloso”.  Opinioni, quelle del Presidente Schifani, espresse senza alcun riferimento esplicito al caso Sicilia, ma nelle quali non poteva non intravedersi un cenno al governatore Lombardo, che si ritrova una maggioranza diversa da quella uscita dalle urne.

E il prestito?

Il prestito è avvenuto qualche ora dopo, quando Gianfranco Miccichè ha dichiarato: “Concordo pienamente con il presidente del Senato, che ha enunciato un principio basilare e indiscutibile per una democrazia compiuta com’e’ la nostra.  Prendero’ a prestito le sue parole quando mi trovero’ a sottolineare ancora una volta le profonde ragioni del mio rifiuto a seguire la linea politica dettata dal coordinamento regionale del Pdl. Sono convinto che queste sue dichiarazioni facciano riflettere chi in Sicilia ha ritenuto di non rispettare il patto elettorale stretto dal centrodestra e da Lombardo con i cittadini siciliani, disseminando il pericoloso virus dell’instabilita’ e delle divisioni, di cui, per fortuna, la buona politica ha saputo essere antidoto efficace”

Chi lo avrebbe mai detto? Schifani che presta una cosa a Miccichè! La domanda adesso è: gliela restituirà?

Tra Repubblica e Lombardo… Raffaele tutta la vita!

lunedì, 29 marzo 2010

lombardo_520

Rimango alquanto perplesso per la notizia con cui la Sicilia si è svegliata stamattina. E’ proprio il caso di dirlo: Repubblica colpisce ancora! La mia perplessità nasce dalla constatazione che in questo Paese resista un’informazione politicamente pilotata, che pretende di processare e condannare prima del tempo, sostituendosi da un lato al potere giudiziario, dall’altro alla volontà popolare, che cerca di sovvertire proprio attraverso questi processi di carta straccia.

Certo, la notizia che il Governatore della Sicilia sia indagato per concorso esterno in associazione mafiosa lascia tutti abbastanza scossi; ed è ovvio, fisiologico che essa venga poi ”cavalvcata”, sull’onda del sensazionalismo, da tutta l’informazione, nazionale e locale. Ma è prorpio questo che mi lascia perplesso, che mi scuote, mi fa rabbrividire: non tanto il fatto di apprendere che Raffaele Lombardo sia indagato, quanto il fatto che ciò si apprenda attraverso le pagine di un quotidiano nemico giurato, qual’è Repubblica, alle cui fandonie, menzogne e maneggiamenti siamo ormai abituati (io ne so qualcosa).

Un plauso, quindi, alla Procura catanese, che, con senso di responsabilità, ha deciso di indagare sulla fuga di notizie: ciò che dovrebbero fare tutte le Procure di questo Paese e che invece non fanno, lasciando il povero indagato (che è INNOCENTE per assunto costituzionale!) in balia dell’inquisizione, violenta e sommaria, dell’informazione di parte.

Non è una notizia che fa un giudizio, non è una fuga di notizie che può spingermi ad epimere un giudizio, ancorchè politico e non solo personale;  a maggior ragione, poi, se si tratta, come in questo caso, di una notizia il cui crisma di attendibilità è già messo in discussione dal solo fatto di essere data da quel quotidiano sputa sentenze…e condanne. E comunque, se dovessi scegliere tra la verità di Repubblica e la verità che traspare dalle dichiarazioni, nette e serene, di Lombardo, sceglierei Raffaele tutta la vita!

Ma non scelgo, non mi pronuncio, non entro nel merito.  Data la delicatezza della questione e del momento, questa è una notizia che merita grande cautela. E’ una notizia che non merita certamente di essere “cavalcata”, oltre che dai giornalisti d’assalto e senza scrupoli, da politicanti incoscienti, che anche questa volta, haimè, non hanno lesinato dichiarazioni inopportune. Come quelle del capogruppo del Pdl all’Ars, Leontini, il quale, atteggiandosi a colpevolista ad oltranza, non ha perso l’occasione per rammentarci come abbiamo fatto bene a prendere le distanze da certa classe dirigente pidiellina, per rammentarci come certi esponenti di quel Pdl, che taluni ancora si sforzano di definire “ufficiale”, non abbiano nulla a che vedere con Silvio Berlusconi. Se non avessi letto il suo nome sopra quelle dichiarazioni, avrei pensato trattarsi del capogruppo dell’ IDV.

Qualcuno, per favore, spieghi a Leontini che noi siamo garantisti, lo siamo sempre e comunque, a prescindere da chi sia il garantito; e che questo è uno dei nostri principali tratti distintivi, che ci rendono così distanti dal colpevolismo manettaro della Sinistra delle piazze e delle gogne mediatiche.  Qualcuno spieghi a Leontini e, se ne ha voglia, anche ai vari Fava, Orlando e company, che Lombardo deve rimanere al suo posto, perchè non possiamo consentire che una fuga di notizia sia più forte della volontà dei siciliani, che due anni fa scelsero il loro Governatore.

Raffaele Lombardo, da Governatore della Sicilia, per il momento ha solo il dovere di spiegare ed aiutare gli inquirenti a fare chiarezza, prendendo le debite distanze da chi in questa vicenda abbia eventualmente assunto condotte illecite: a quanto vedo e leggo, lo sta già facendo!