Parallelismi Istituzionali

Facciamo un punto della situazione: per la prima volta nella storia, ci troviamo nella situazione in cui lo stesso giorno, a Roma e a Palermo, in due distinti Parlamenti si dibatte sulla fiducia a due diversi Presidenti. In entrambi i casi, altra coincidenza, il dibattito nasce da motivi legati alla giustizia (meglio dire al sistema giudiziario). Sono entrati in crisi due Governi di colore diverso. Se, come abbiamo detto, per entrambi il motivo scatenante è legato alla giustizia, è anche vero che, per entrambi, le ragioni vere del dibattito discendono dalla voglia di cambiamento che, a sua volta, discende da un malessere costante in cui vive la popolazione italiana e quella siciliana. Continua »
La Sapienza….

Non vi è notizia più grave! Il 15 gennaio 2008 è una data che ricorderemo. In Italia si è consentito ai terroristi latitanti di rientrare nel Paese e di tenere lezione da cattivi maestri, anche alla facoltà di lettere di Palermo, e si impedisce al Papa di partecipare alla inaugurazione dell’anno accademico a “La Sapienza”.
Non si è stati in grado di garantire la sicurezza di una personalità, un Capo di Stato, un’autorità religiosa, del vescovo di Roma; un professore, perché tale è Benedetto XVI, e’ stato costretto al silenzio dal fanatismo laicista di uno gruppo di professori arrogatisi il diritto di negare la parola a questo vecchio intellettuale.
Non sono i 67 docenti a sconvolgermi ma il resto del corpo accademico e dell’intero mondo Universitario che dimostrano la decadenza e lo scarso senso democratico raggiunto quando non si ribellano all’atto illiberale e censorio nei confronti di uno studioso, indipendentemente da chi egli sia e di cosa rappresenta.
Dove è finita la lezione dell’illuminismo sulla libertà ed il confronto. Il pericolo oscurantista si annida laddove vi è la chiusura culturale e il 15 gennaio 2008 si è palesato all’Università “La Sapienza” in Roma. Da Inorridire l’atteggiamento di Mussi che “parla a titolo personale” essendo Ministro, come l’atteggiamento di Prodi preoccupato più che altro di precisare che la sicurezza era garantita, come se non è chiaro a tutto il Paese che siamo dinanzi all’ennesima bugia ed all’ennesima dimostrazione di incapacità di governarlo questo Paese.













