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    Sacconi: Distante da norma su precari - E’ tensione

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    28 lug. - ”Si tratta di un emendamento nato in ambito parlamentare. Non e’ del governo, ne’ tantomeno, dunque, del ministro Sacconi”. E’ quanto ribadiscono fonti del ministero di via Veneto a proposito della norma anti-precari entrata a far parte della manovra, dopo l’ok alla Camera, ed ora all’esame del Senato. Norma dalla quale, viene fatto notare, ”il ministro e’ stato e rimane distinto e distante”. La norma riguarda ‘’solo il contenzioso in corso e mai il futuro e solo le irregolarità’ ed è relativa ”quasi esclusivamente alle Poste”. Si tratta, dunque, di ”una sorta di sanatoria o di norma transitoria”, viene sottolineato. Per quanto riguarda il raggio di interesse, il contenzioso in materia di contratti a termine, fanno notare, ”è molto limitato nei numeri e - si ribadisce - riguarda quasi esclusivamente le Poste”.

    BOCCHINO, MACCHE’ ANTIPRECARI, NORMA GARANZIA PARTI - ‘‘Quella che l’opposizione, utilizzando un lessico demagogico, chiama anti-precari è, in realta’, una misura equa per entrambe le parti perchè avere giustizia dopo decenni non agevola nè il lavoratore nè l’azienda ma comporta solamente un iniquo dispendio di spese”: lo dichiara Italo Bocchino, vicepresidente dei deputati del Pdl. E aggiunge: ”Da stigmatizzare la strumentalizzazione di certo sindacato che col centrosinistra è propenso ad avvallare qualsiasi cosa, mentre col centrodestra al governo cede volentieri alla tentazione di far politica anziche’ ad esercitare il proprio ruolo che dovrebbe essere quello di tutelare i lavoratori”.

    MURA (IDV), NORMA ANTIPRECARI E’ SCANDALOSA - ”Con la norma antiprecari il governo compie una scelta molto chiara, si schiera dalla parte dei forti che hanno commesso irregolarita’, le aziende, e getta a mare i deboli che di queste ingiustizie sono stati vittime”: lo dichiara l’on. Silvana Mura (Idv) che chiede la modifica del testo di legge al Senato.

    ”Il balletto che ora inscena il governo - prosegue - addossando la paternita’ della norma all’iniziativa parlamentare e’ scandaloso e serve solo a mettere in luce la cattiva coscienza di chi viene scoperto con le che la manovra dovra’ tornare comunque alla Camera per l’approvazione definitiva, altrimenti si astenga dal recitare pantomime deprecabili. Spero che maggioranza e governo non vogliano anteporre la fretta di andare in ferie ai diritti dei lavoratori precari”.

    STORACE, DILAGA L’INGIUSTIZIA SOCIALE - ”La decisione parlamentare sui precari è vergognosa. In questo paese dilaga l’ingiustizia sociale”. E’ quanto dichiara Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra.

    FIORE (FN), BARRICATE CONTRO NORMA ANTIPRECARI - ”Il lavoratore, in caso di irregolarita’, potra’ non essere riammesso nel suo impiego. L’emendamento va a tutto favore del datore di lavoro, favorendo cosi’ lo sviluppo di una vera e propria riserva di schiavi, che mai saranno regolarizzati, che mai avranno un futuro, che mai potranno permettersi nemmeno di sognare una vita ai limiti della decenza”. Il leader di Forza Nuova Roberto Fiore protesta, in una nota. contro l’inserimento nella manovra economica al vaglio del Senato di un emendamento che blocca il reintegro dei precari. ”Il datore di lavoro potrà effettuare una serie pressochè infinita di contratti a termine rischiando al massimo una sanzione di importo pari a sei mensilità” osserva Fiore che annuncia: ‘’siamo pronti alle barricate se rimane questo emendamento. Tale porcheria deve essere modificata”.

    E. LETTA, MANCATA QUALSIASI CONCERTAZIONE SU PRECARI - ”E’ una norma che cambia fondamentalmente la regolamentazione di tutto il sistema e soprattutto e’ stata approvata senza nessun tipo di concertazione con le parti sociali”. Così Enrico Letta commenta a Sky Tg24 l’emendamento sul reintegro dei precari. ”Questa norma - spiega il responsabile del Welfare del governo ombra del Pd - non ha la paternità nemmeno del Governo, non si sa chi l’abbia infilata nel maxiemendamento, non se ne è accorto nessuno”.

    ICHINO, NORMA SU PRECARI APPARE INCOSTITUZIONALE - La cosiddetta norma anti-precari inserita nella manovra, è difficile ”che possa superare il vaglio di costituzionalità”. Lo ha detto Pietro Ichino a Sky Tg24 in riferimento all’emendamento inserito nella Finanziaria estiva sul reintegro dei precari in caso di violazione delle norme nei contratti a termine.

    ”La norma riguardante l’indennizzo - ha detto il senatore del Pd - nel caso di apposizione illegittima del termine nella formulazione che è giunta al Senato dalla Camera sembrerebbe applicarsi soltanto ai procedimenti in corso”. ”In realta’ - spiega Ichino - avrebbe un’ applicazione limitata ai soli rapporti su cui c’e’ una controversia attualmente aperta. Dubito che una norma di questo genere possa superare il vaglio di costituzionalita’ perche’ non si puo’ stabilire una regola che vale solamente per chi e’ in causa in quel momento”.

    Invece - aggiunge Ichino - c’e’ l’altra parte della norma che e’ quella in cui l’emendamento allarga drasticamente i limiti tra i quali e’ consentito assumere un lavoratore a termine. Per offrire maggiore flessibilita’ alle imprese si torna ad allargare le maglie della protezione nel settore del lavoro precario”.

    CREMASCHI; NORMA PRECARI, ROMPERE CON CONFINDUSTRIA - ”Il sindacato ha una sola risposta seria visto che il mandante” della norma sui precari contenuta nel maxi-emendamento del Governo” è la Confindustria. La risposta è rompere le trattative con la Marcegaglia e preparare un autunno di lotte per il salario e contro la precarietà”. E’ quanto sostiene il segretario nazionale della Fiom-Cgil, Giorgio Cremaschi. ”Qualsiasi altra reazione - aggiunge - rientra nel regno delle chiacchiere. Lo scandalo improvviso sulla norma anti-precari è alquanto ipocrita in quanto questa norma era conosciuta da diverse settimane e alcuni di noi l’avevano con forza denunciata”.

    CONTE (PDL), EMENDAMENTO PRECARI ERA PER POSTE - La cosiddetta norma anti-precari nasce da un emendamento della Lega e da uno del Pdl che servivano a porre fine ad una serie di contenziosi aperti da alcuni precari delle Poste che si sono rivolti alla magistratura per essere assunti a titolo definitivo. A spiegarlo è Gianfranco Conte, presidente della commissione Finanze della Camera e co-presentatore dell’emendamento, che difende l’emendamento. ”La norma - ricorda Conte all’Ansa - è stata inserita nel maxi-emendamento del governo, che però ha recepito un emendamento della Lega e uno del Pdl approvato in Commissione. All’origine il nostro emendamento era un pò diverso, poi sono state espunte alcune norme e alla fine è stato approvato così come è ora”.

    Conte sottolinea che che l’emendamento serviva a sistemare la partita dei precari delle Poste. Si tratta di una vicenda che riguarda qualche migliaio di persone, presi con contratti di sostituzione per coprire assenze (ferie, malattie, ecc), poi ripetuti nel tempo. Alcune di queste persone hanno avviato cause di lavoro e in alcuni casi il giudice non solo ha decretato il reintegro, ma lo ha fatto partire dall’inizio del rapporto di lavoro, anche se nel frattempo il precario aveva lavorato per altre aziende e non aveva avuto continuita’ di contratto. Ora i nuovi contratti vengono scritti in modo diverso: si indica con precisione la persona sostituita e il periodo di lavoro”

    Il presidente della commissione Finanze della Camera difende la norma: ”ognuno la pensa come crede - spiega - ma la ‘ratio’ del nostro emendamento era di evitare un bagno di sangue alle Poste, un’azienda che è stata risanata. Abbiamo cercato di correggere le conseguenze di errori materiali nei contratti. E poi in passato cose del genere sono state fatte. Non è una norma così devastante - conclude Conte - perchè non riguarda il futuro ma solo alcuni casi pendenti; e poi viene comunque riconosciuta al lavoro una indennità”.

    PRECARI, DA GIUGNO ABROGATE DIMISSIONI ON-LINE - La norma che annulla la possibilità per i lavoratori, una volta fatto ricorso al giudice e constatata la irregolarità del rapporto di lavoro, che il contratto a tempo determinato possa essere trasformato a tempo indeterminato, contenuta nel maxi-emendamento del Governo dalla prossima settimana all’esame del Senato, ha riaperto il dibattito sulle garanzie a tutela dei precari.

    Nello scorso mese di giugno il Governo aveva abrogato con Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 25 giugno 2008, la legge n. 188/2007, vale a dire la disciplina delle dimissioni on line.

    Quest’ultima norma era stata varata dal precedente Governo per far fronte al fenomeno delle cosiddette ”dimissioni in bianco”, ovvero alla pratica illegale utilizzata in alcuni casi per obbligare i neo-assunti a firmare una lettera di dimissioni priva di data, contestualmente alla sottoscrizione del contratto di lavoro. Scopo della lettera è quello di allontanare il dipendente senza corrispondere alcuna indennità e per qualsiasi motivo.

    Per porre fine a questa pratica, il Parlamento aveva approvato la Legge del 17 ottobre 2007, n. 188, recante Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie della lavoratrice, del lavoratore, nonchè del prestatore d’opera e della prestatrice d’opera, su disegno di legge del Governo Prodi, che imponeva l’obbligo di redigere le dimissioni su un apposito modello informatico, predisposto e reso disponibile da uffici autorizzati.

    Dal 5 marzo 2008 secondo quanto disposto dalla legge la procedura per le dimissioni andava eseguita obbligatoriamente on line sul sito del Ministero del Lavoro, pena la nullità delle dimissioni. I moduli erano gratuiti, contrassegnati da un codice di identificazione progressiva, ed avevano una durata limitata di quindici giorni. Dovevano essere compilati con gli identificativi del datore di lavoro, del dipendente e del contratto di assunzione. Il mancato rispetto della forma prescritta o l’uso di un modello ‘’scaduto” comportava la nullità delle dimissioni. Il codice progressivo, la data validata telematicamente, limitata a soli 15 giorni, assicuravano che non si trattasse di atti sottoscritti tempo prima e utilizzati a discrezione del datore di lavoro. Dal 25 giugno 2008, con l’entrata in vigore del decreto, che dovrà essere convertito entro 60 giorni, le dimissioni volontarie possono essere presentate al proprio datore di lavoro senza piu’ alcuna procedura informatizzata.

    BONELLI (VERDI), GOVERNO SCHIERATO CON POTERI FORTI - ”Si tratta di una norma immorale, iniqua e di un’ingiustizia sociale unica. Così il Governo Berlusconi sta perseguitando i lavoratori precari ed impedisce a milioni di giovani italiani di sperare in un futuro migliore”. Così Angelo Bonelli dei Verdi ha commentato l’inserimento nella manovra della cosiddetta norma anti-precari. ”La lotta contro il precariato - ha aggiunto Bonelli - è una vera e propria emergenza sociale che va affrontata. Cosi’ si calpestano i diritti di milioni di giovani precari ed il Governo Berlusconi dimostra di essere sempre piu’ schierato con i poteri forti che non a caso plaudono a questa norma di inciviltà”.

    NAPOLI (PDL), OPPOSIZIONE SI AGITA SENZA COSTRUTTO - ”L’opposizione si agita tanto con nessun costrutto per se’ ma soprattutto senza costrutto per quella parte dei lavoratori precari in attesa di una sentenza di reintegro. Le critiche scriteriate alla norma inserita nella manovra ricordano l’aforisma togliattiano di chi, per cuocere un uovo pensa di abbattere la foresta amazzonica”. Così Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl, commenta le critiche delle opposizioni alla norma anti-precari inserita nella manovra.

    ”Scopo della norma - spiega Napoli - e’ quello di accorciare i tempi del contenzioso a tutto vantaggio dei lavoratori e delle aziende. La platea di lavoratori interessati e’ molto ridotta. Ma come sempre l’opposizione preferisce guardare alla pagliuzza nell’occhio degli altri - conclude l’esponente del Pdl - e non vedere la trave che il governo Prodi ha messo in testa al Paese”.

    DONADI, GOVERNO NEGA AI GIOVANI IL FUTURO - ”Altro che politiche di sinistra! Questo e’ il governo dei falchi di Confindustria che lascia i giovani precari senza speranze per il futuro e in un mondo senza regole e senza diritti, neanche quello fondamentale, in qualunque stato di diritto, di rivolgersi al proprio giudice e chiedere il rispetto e la tutela della propria condizione di lavoratore”. Lo sostiene il capogruppo dell’ Idv alla Camera Massimo Donadi dell’ Italia dei Valori che annuncia la richiesta del suo partito di stralciare dalla manovra economica la norma definita ”ingiusta ed iniqua” perche’ ”impedisce al giudice la possibilita’ di obbligare un datore di lavoro a stabilizzare un dipendente precario”.

    Fonte: Clandestinoweb

     
     
     
     
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