Articoli marcati con tag ‘politica’

Quando la giustizia fa bingo

giovedì, 26 novembre 2009

giustizia

Certo che questi pentiti sono bravi a spararle grosse! E sempre al momento giusto, in prossimità di scadenze elettorali oppure nei momenti di una certa tensione istituzionale, in cui c’è da dare una bella spallata a chi governa.

Se, poi, come in questo periodo, le due cose convergono, allora hanno fatto bingo!

Questo è l’aspetto che più inquieta. Al di là delle loro cavolate colossali, che ci dipingono tutti come dei boss incalliti artefici di efferate stragi o come i pupari delle peggiori organizzazioni criminali di questo Paese, mi lascia molto perplesso il fatto che queste cavolate vengano fuori soprattutto adesso, in un momento in cui i rapporti tra la politica governativa e la magistratura sono abbastanza tesi e alle porte delle elezioni regionali in Italia. Bingo! In Campania siamo camorristi della peggiore specie, in Sicilia Gaspare Spatuzza ritrova improvvisamente la memoria e riesce a ricostruire un episodio dei primi anni ’90, il nostro Premier è un delinquente incallito che le ha combinate di tutti i colori e che si fa le leggi per sfuggire alla giustizia.

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L’ennesima cazzata!

venerdì, 23 ottobre 2009

giustizia

Parlare ancora della vicenda giudiziaria di Marcello Dell’Utri sta diventando ormai un esercizio quasi noioso, ripetitivo. E credo che lo stesso sia per quanti si ritrovano periodicamente a leggere o ascoltare notizie del genere.

Non so voi, ma credo che tanta gente si sia stufata dell’ennesima notizia di un Dell’Utri a cui manca solo la coppola e la lupara per far concorrenza al capo dei capi (ma si attrezzeranno anche per questo, con un bel fotomontaggio), si sia stufata dell’ennesima uscita dell’ennesimo Pm che sembra finalmente aver trovato la via illuminata della verità o dell’ennesima dichiarazione dell’ennesimo pentito che riacquista la memoria e ne spara di tutti i colori.

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Lealisti smemorati

mercoledì, 14 ottobre 2009

radici

Un politico si riconosce prima di tutto dalla sua storia, da ciò che ha saputo realizzare. E la storia non si dimentica, né tanto meno si rinnega, perché chi lo fa è un uomo senza futuro per sé e senza possibilità di costruire un futuro per gli altri.

Pertanto,  pur con un antipatico esercizio di autocelebrazione (lontano anni luce dal mio modo di fare), mi permetto di rinfrescare la memoria ai 15 signori parlamentari nazionali, cosiddetti “lealisti”, i quali non solo mi hanno rinnegato (rinnegando però sé stessi, visto che promanano tutti dai miei sforzi e dal mio lavoro), ma hanno, forse, dimenticato i miei sacrifici per questo partito e per questa terra. Anzi, siccome li considero sani di mente, sono certo che abbiano dimenticato, altrimenti non avrebbero sottoscritto un documento in cui mi chiedono di lasciare il Governo e il Pdl.

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I “ribelli” del Pdl-Sicilia

lunedì, 5 ottobre 2009

Post di redazione

Al Comune di Palermo e alla Provincia di Palermo e Caltanissetta sono sorti i gruppi del Pdl – Sicilia, composti dai Consiglieri fedeli al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianfranco Miccichè, e al Deputato nazionale, Dore Misuraca. A questi aggiungansi i finiani, ed ecco pronta la schiera dei cosiddetti “ribelli” del Pdl, tutti pronti, adesso, a creare il gruppo Pdl-Sicilia anche all’Assemblea regionale siciliana. Una spaccatura, non una scissione, all’interno del partito siciliano, che ha radici lontane.

Nasce con la nomina di Castiglione a co-Coordinatore regionale, cresce con l’avversione che subito Castiglione mostra verso Lombardo e il suo Governo, si aggrava con l’aperto schierarsi di Micciché dalla parte del Governatore e con l’annosa questione dei fondi Fas (presumibilmente bloccati a Roma da chi non vuol perdere occasione per mettere a Lombardo il bastone tra le ruote) ed esplode definitivamente quando, l’estate scorsa, in piena campagna elettorale per le europee, gli assessori miccichiani, Bufardeci e Cimino (quest’ultimo candidato) vengono inopinatamente sospesi dal partito, “rei” di sostenere il nemico Lombardo, il quale, intanto, stufo dei continui contrasti interni, estromette dal Governo regionale gli esponenti cosiddetti “lealisti”.

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