Articoli marcati con tag ‘politica’

BASTA CON I PARTITI NAZIONALI

lunedì, 20 agosto 2012

Dal quotidiano online di Grande Sud

Editoriale di Gianfranco Micciché - In un momento di estrema confusione politica, in cui tutto appare condizionato dalle scelte nazionali, bisogna pensare solo alla Sicilia. Questo significa rimanere liberi dai condizionamenti che giungono dai palazzi del potere della Capitale. Dico basta ai partiti nazionali.

Per troppo tempo, ormai, gli interessi reali della nostra Isola sono stati ostaggio di più ampi, ma per noi siciliani poco convenienti, disegni politici elaborati al di la’ dello Stretto. (continua…)

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LA POLITICA DEVE TORNARE A OCCUPARSI DEI TERRITORI

giovedì, 26 luglio 2012

Dal quotidiano online di Grande Sud

Di Luigi Erbetta – Il leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè è intervenuto alla presentazione della Lista Civica Rete Attiva X Roma, che appoggia la candidatura di Gianni Alemanno per le prossime elezioni amministrative del 2013, tenutasi sulla Terrazza del Pincio a Roma.

La redazione di Grande Sud News ha raggiunto il fondatore del movimento arancione dopo il suo intervento per una domanda sul futuro della politica e sul ruolo che ricopriranno le liste civiche territoriali nel futuro prossimo.

Miccichè ha ribadito che “il futuro della politica è occuparsi del territorio, cosa che negli ultimi anni non è stata fatta“. Per l’esponente di Grande Sud la legge elettorale attualmente in vigore ha stravolto il ruolo che la politica ricopriva facendo si che questa abbandonasse i territori. Da questa idea è nato Grande Sud, movimento concepito con la stessa logica di una lista civica.

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SICILIA, IL RAFFORZAMENTO DELLA COLLABORAZIONE CON ROMA E’ UN ELEMENTO POSITIVO

martedì, 24 luglio 2012

Dal quotidiano online di Grande Sud

Il leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè commenta l’incontro tra i vertici della Regione Siciliana e quelli del governo nazionale. “L’incontro di oggi – afferma il fondatore del movimento arancione – è garanzia per un percorso democratico corretto che avrà compimento con le elezioni dell’ottobre prossimo. Grande Sud continua – non può che valutare positivamente quanto accaduto questa mattina a Palazzo Chigi”.

Miccichè aggiunge che “il rafforzamento del rapporto di collaborazione tra Roma e Palermo non potrà che avere un impatto positivo sulle future politiche di risanamento e crescita che la Sicilia dovrà mettere in campo per uscire dalle secche della recessione economica e sociale. L’esito dell’incontro di questa mattina – conclude – rende onore alle parti che l’hanno fortemente voluto e reso fruttuoso”.

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L’INTERVISTA

venerdì, 17 settembre 2010

Post di redazione – da SiciliaInformazioni.com

Onorevole, è stato un divorzio o una separazione, magari consensuale?
“Ci ha provato a convincermi, ma non c’erano le condizioni…”.

Divorzio, dunque.
“Lo chiami come vuole, percorriamo strade diverse. I nostri due assessori si dimettono in tempi brevi. Non esiste alcuna possibilità che il Pdl Sicilia rimanga in un governo con la partecipazione organica del Partito democratico”.

 

Onorevole Miccichè, non c’è proprio spazio per una riflessione, un ripensamento, una alternativa? Il canale della trattiva si è interrotto difenitivamente?
“Sì, proprio così. Non ci piace ciò che ha deciso Raffaele Lombardo, non siamo d’accordo su nulla”.

Qual è il pomo della discordia?
“Il Pd, naturalmente. Il disastro del Pdl ufficiale ci ha costretti a cercare vie diverse per fare le riforme e governare la Sicilia. Ma una cosa è chiedere l’appoggio dei democratici sulle riforme e un’altra il governo organico con la sinistra. Non si può nemmeno immaginare che si stia insieme con il Pd…”

Ma voi così restate soli anche nel Pdl Sicilia. I finiani non vi seguono sulla strada dell’ostracismo.
“Abbiamo motivazioni diverse, capisco Pippo Scalia. I finiani hanno da tenere conto dell’ottica nazionale, dei risvolti romani della crisi siciliana. Se non ci fossero logiche nazionali, non avrei dubbi sulla loro scelta. Anche per loro è una forzatura. Credo che per Fini rappresenti anche un rischio. Se preferisce il centrosinistra, deve vedersela con il suo elettorato. Con Scalia e gli altri, tuttavia, conservo rapporti eccellenti, di assoluta serenità. Sono scelte che prescindono dalle loro volontà. Credo che vivano con malessere questa svolta”.

Avrà letto quel che dicono di lei alcuni leaders del Pdl siciliano? Non le stanno preparando un’accoglienza gentile.
“Perché mai dovrebbero accogliermi?”.

Avrebbe intenzione di non tornare a casa?
“Lo ripeto fino alla nausea. Non torno indietro, non vado nel Pdl, non ho niente a spartire con loro. Dico di più, quando leggo certe cose mi diverto. Sanno bene che non intendo tornare, sono stato invitato a farlo in tutte le salse…”.

Mi sta dicendo che in pubblico polemizzano e fanno di tutto perché lei si arrabbi, ma sottobanco le offrirebbero ponti d’oro?
“Dicono cose imbarazzanti, s’intende imbarazzanti per loro. Fanno certe figure…”.

A chi si riferisce?
“Nessuno in particolare…”.

Sembra che il Presidente dell’Ars, Francesco Cascio, il suo predecessore, sia il più coriaceo, fissi paletti molto netti, soprattutto in ordine alla sua eventuale candidatura alla presidenza della Regione.
“Sì, ho letto, credo che abbia ottenuto qualche promessa o impegno, non lo so e non ne voglio sapere. Sono affari loro. Con quelli non ci torno”.

Suppongo che Silvio Berlusconi non si affatto contento del suo rifiuto.
“E’ più importante che io faccia contenta la Sicilia in questa circostanza. Berlusconi mi invitò a tornare nel Pdl. Gli ho risposto che con quelli non voglio averci a che fare. E ho aggiunto che anche se la pensassi diversamente, non si risolverebbe niente”.

Per quale ragione, mi faccia capire.
“Semplice, se Berlusconi mi desse il partito nelle mani, come mi ha offerto, non cambierebbe niente, l’altra metà farebbe la fronda. Non ci starebbero con me”.

E’ un altro divorzio.
“Un momento, io non divorzio affatto da Berlusconi. Lui può contare sempre su di me, ha rapporti filiali con me….”

Non torna a casa, rompe con Lombardo. E poi? La strada è diventata angusta. Che cosa fa?
“Faccio il partito, naturalmente”.

Il partito del popolo siciliano o il partito del sud?
“Il partito del popolo siciliano”.

Berlusconi che ne pensa?
“Valuta con serenità questa prospettiva, sa di potersi fidare di me. La Sicilia è una cosa, il Pdl nazionale un’altra. Il mio partito non nasce contro Berlusconi e il Pdl. Troveremo un accordo alle elezioni politiche. C’è riuscito anche il Mpa con l’1,8 per cento ad entrare nelle Camere, grazie all’alleanza con il centrodestra. Sarò presuntuoso ma credo che il mio partito possa raccogliere maggiori consensi. Non spariremo di certo”.

Le faccio osservare che il partito del popolo siciliano entrerebbe subito in linea di collisione con il Mpa di Raffaele Lombardo. Questo non la turba?
“E per quale motivo dovrebbe turbarmi? Non m’interessa niente. Lui va a sinistra, io resto nel centrodestra. Non posso seguirlo. Lamenterò la scarsa attenzione del Pdl verso il Meridione e la Sicilia, ma rimango in questa area”.

Perché tanta acrimonia verso il Pdl siciliano? Non le pare di esagerare?
“Niente affatto, hanno combinato un sacco di danni i cosiddetti lealisti, non sono disponibile per loro, non lo sarò mai”.

Nascerà un gruppo parlamentare del popolo siciliano?
“Certo, nascerà presto, avremo il nostro simbolo e potremo contare su collegamenti, rapporti e solidarietà”.

E con Lombardo, come finirà?
“Offro amicizia lunga, a vita, e ognuno per la sua strada”.

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RICORDARE

martedì, 6 aprile 2010

laquila

Anch’io voglio ricordare la tragedia che un anno fa scosse l’Aquila e l’intera Italia, quel terribile terremoto, la cui magnitudo fece crollare case, morire persone e vibrare i cuori di tutti noi.

Ricordo ancora le impressionanti scene dei cumuli di macerie, ammassate sopra i corpi invisibili, eppure drammaticamente reali, di persone d’ogni età: anziani, bambini, mamme e giovani … i giovani della Casa dello studente.

E poi, i soccorsi, repentini, efficaci. La grande capacità della Protezione civile di esserci, con lucidità, professionalità ed esperienza. Ogni corpo estratto vivo da quegli informi ammassi di detriti e calcinacci era come un alito di speranza che soffiava in quegli stessi nostri cuori, era come assistere alla nascita di una vita nuova, era, in fondo, come una specie di riscatto dell’uomo sulla natura, che aveva appena sfoderato tutta la sua soverchiante potenza devastatrice.

E poi, gli aiuti, la macchina umanitaria, che subito si mise in moto, mostrando la faccia migliore del nostro Paese, il nostro saper essere solidali di fronte a simili tragedie. Da ogni parte d’Italia, giungevano volontari, a prestare il proprio aiuto, a prestarsi senza risparmiarsi. E quella povera gente si sentì meno sola.

E poi, la politica, la buona politica, che ha saputo intervenire con una rapidità ed una concretezza che mai s’era vista nel nostro Paese, altre volte funestato da simili eventi.

A un anno di distanza, molto si è fatto per gli aquilani e per la loro meravigliosa terra; molto ancora c’è da fare e, ne sono certo, si farà. Intanto, ritengo doveroso RICORDARE e, attraverso il ricordo, rinnovare il dolore e, con esso, l’attenzione  e lo straordinario spirito solidale che ci accompagnò in quei terribili giorni, durante i quali gli aquilani, più d’ogni altra cosa, avevano bisogno che l’intero Paese li tenesse per mano.

Che quella nostra grande mano possa mantenere ferma la presa!

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MICCICHE’ INCONTRA XCITTA’

giovedì, 11 marzo 2010

micciche-480

Post di redazione
Da XCittà- Palermo (scritto da Valeria Russo)

Abbiamo incontrato il sottosegretario alla Presidenza, Gianfranco Miccichè, nella sua villa a Cefalù. Tra una telefonata di lavoro e i commenti sulla partita del Palermo, Miccichè non le manda di certo a dire parlando della politica siciliana, di riforme, Berlusconi e anche di blog.

“Questa alleanza un po’ anomala che c’è alla Regione ha un senso se produce risultati effettivi e concreti”, inizia Miccichè, ideatore del Pdl Sicilia detto “dei ribelli”, parlando a proposito dell’incontro che dovrebbe tenersi tra Miccichè e il presidente della Regione Raffalele Lombardo. Da alcuni giorni i due infatti dialogano dalle pagine dei giornali.

“Le priorità perchè il Pdl Sicilia resti al governo sono le riforme, altrimenti “rischia di diventare inutile che noi restiamo”, avverte Miccichè. Sul tavolo la riforma sugli appalti e quella per snellire la burocrazia regionale. “E’ evidente una cosa – prosegue il sottosegretario – se per realizzare delle opere è necessario ipotizzare una situazione di emergenza questo è perché le leggi che ci sono non funzionano, sono leggi fatte per non realizzare”.

E poi ancora Berlusconi, che “capisce che la situazione siciliana è stata gestita in maniera barbara dal Pdl” – afferma Miccichè a proposito della maggioranza all’Ars, senza dimenticare di tirare una bordata al cosiddetto Pdl lealista – “e siccome credo che non abbia nessuna intenzione di perdere la parte migliore del Pdl, che fa riferimento a noi, ovviamente ci fa andare avanti anche con questo appoggio esterno del Pd”. Che però dice non piace nè a lui nè al premier.

Sul Partito democratico al governo Miccichè è chiaro: “Noi rapporti organici con la sinistra non ne vogliamo”. Nei giorni scorsi il governatore della Sicilia aveva parlato di un possibile ingresso del Pd in un eventuale quarto governo Lombardo. Un’ipotesi che a Miccichè non piace per niente: “le porte sono due - dice il sottosegretario - se il Pd entra il Pdl Sicilia esce“.

Infine, i blog e internet, passione di Miccichè già da quando era presidente dell’Ars e voleva portare Palazzo dei Normanni su Second Life. I punti salienti dell’intervista li trovate nel video.

Guarda il video

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On line il sito del Pdl Sicilia Network

mercoledì, 13 gennaio 2010

gruppo_giovani

Post di Costanza Castello

Oggi va online www.pdlsicilianetwork.it il  sito del Pdl sicilia network, un progetto che nasce su facebook e che pian piano sta vedendo passare i gruppi, in tutto il territorio siciliano, dal virtuale alla realtà.

I nostri gruppi  nascono principalmente per 3 motivi:

1°-  formare una rete capillare sul territorio

2° – fornire un’informazione costante sull’operato del pdl sicilia e del suo leader, Gianfranco Miccichè

3° - cominciare anche noi, ognuno di noi, a sentirci portavoce di un’idea, parte di un progetto (e questo si può fare non solo credendoci veramente e diffondendo quelli che sono i motivi che hanno portato alla nascita del pdl sicilia e che ne ispirano l’azione, ma anche e soprattutto diventando parte propositiva, attiva e partecipando alle iniziative che vengono promosse in tutto il territorio regionale).

Avevo 16 anni quando entrai per la prima volta  in una sede di partito: era la sede di Forza Italia di Palermo; e sono stata fortunata, perché ho trovato l’eccezione della politica, persone oneste che avevano la Sicilia nel sangue e mi hanno insegnato ad amarla e come amarla. Ma malgrado ciò mi rendo perfettamente conto che può essere scoraggiante per chiunque avvicinarsi al mondo della politica, che troppo a lungo è stata teatro di bassissimo livello con attori che mai vorremmo frequentassero i palazzi di governo  ma… ahimè,  la politica è bella !!! Per Aristotele era  l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti, ma secondo me è anche un virus che ti entra dentro e dal quale non puoi ma soprattutto non vuoi  guarire; e se, come noi, credete che è arrivato il momento in cui non si può più demandare agli altri, dobbiamo tutti insieme essere gli artefici del futuro della nostra terra e con la costituzione di gruppi, virtuali o reali che siano, abbiamo la possibilità, tutti, di poter dire la nostra e di contribuire a questo sogno che ci ha regalato Gianfranco Miccichè  e che giorno dopo giorno da progetto è diventato realtà nelle mani di ognuno di noi.

Ci “vediamo” su www.pdlsicilianetwork.it

Costanza Castello
coordinatore regionale Pdl Sicilia network

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I fatti oltre le parole

martedì, 29 dicembre 2009

ars_nuvole_ok

Ed eccoci al Lombardo ter!

Alcuni sostengono che è ribaltone! Ma dov’è il ribaltone? Capisco l’acrimonia, gli asti, il dover spendersi in dichiarazioni di parte, capisco il nervosismo che in taluni diventa odio politico.  Ma è tutto un ciarlare, fa tutto parte di quella politica parolaia, nella quale, lo ammetto, anch’io talvolta mi ritrovo invischiato e che però rimane soltanto sterile polemica, buona solo a rimpire le pagine dei giornali.

E allora in questo post voglio cessare questa stupida guerra all’ultima dichiarazione, dove non c’è mai un vincitore, in cui sembra che tutti abbiano ragione, dove a perdere sono solo i siciliani, in cui ad aver torto sono soltanto loro. Voglio mettere da parte le parole e attenermi ai fatti: quelli sono oggettivi, nessuno li discute.

Fatto: circa un anno e mezzo fa volevo candidarmi a Governatore della Regione e per questo entrai in competizione con Raffaele Lombardo; ma qualcuno (anche e soprattutto del mio stesso partito) me lo ha impedito, convincendo Berlusconi che Lombardo fosse la scelta giusta.

Fatto: la scelta cadde proprio su Lombardo, io mi sottomisi con senso di responsabilità alle ragioni della coalizione e feci campagna elettorale per il nostro candidato.

Fatto: Lombardo vince e comincia a governare, contraddistinguendosi per una tendenza riformatrice che, almeno a parole, tutti invocavano; ma dopo qualche mese, quegli stessi soggetti che lo avevano voluto al Governo al posto mio, cominciano a remare contro, probabilmente perchè, al di là delle parole di circostanza, Lombardo inizia a toccare nervi scoperti e interessi coperti, ma forse anche perchè il Governatore si macchia della “colpa” di riuscire a dialogare con me, più di quanto non riesca a fare con gli altri.

Fatto: a differenza, infatti, dei miei colleghi del Pdl e di quelli dell’Udc, io mantengo fede al mandato degli elettori e, sebbene utilitaristicamente mi converrebbe cavalcare il malcontento e far cadere Lombardo per ripropormi (cosa che peraltro mi è stata offerta), continuo invece  a sostenerne il Governo, anche perchè convinto della strada riformatrice da esso intrapresa.

Fatto:  per via delle continue, talvolta subdole, ostilità (vedi vicenda fondi Fas), il primo Governo Lombardo entra in crisi e viene avvicendato da un Lombardo bis, in cui i cosiddetti lealisti, nonostante tutto, continuano a essere rappresentati con ben due assessori (Milone e Beninati).

Fatto: le cose però non migliorano, anzi Lombardo deve registrare non solo l’ostilità (adesso comprensibile) dell’Udc, ormai all’opposizione, ma incomprensibilmente anche quella dei deputati lealisti, sebbene essi siano rappresentati in Giunta.

Fatto: le ostilità dei lealisti raggiungono un livello di criticità massima, quando questi bocciano in aula il DPEF, decretando di fatto la fine del Lombardo bis e mettendosi manifestamente all’opposizione.

Fatto: Lombardo deve andare avanti, non può cedere, non può mollare, deve fare le riforme di cui la Sicilia non può fare a meno e ovviamente può farle solo con chi ci vuole stare.

Fatto: Lomabardo forma un nuovo Governo, con assessori che fanno riferimento alle aree politiche che ci vogliono stare e con dei tecnici, alcuni dei quali pare abbiano delle simpatie per il Pd; ma un tecnico (anche questo è un fatto, il resto sono solo parole) viene scelto per le sue competenze, non per le sue simpatie politiche, e non si può pensare di chiedere  a un insigne economista o ad uno stimato dirigente per chi ha votato alle ultime elezioni, prima di chiedergli di mettere al servizio del Governo quelle competenze; e comunque (altro fatto) oggi leggo le dichiarazioni di Lupo, Segreterio regionale Pd, il quale afferma di non aver dato nessuna indicazione.

Ecco! Questi sono i fatti incontrovertivbili, che incontrovertibilmente dicono non esserci stato nessun ribaltone, ma solo la ferma volontà di andare avanti e di fare quelle riforme di cui la Sicilia ha bisogno (riforma burocratica e accelerazione della spesa, prima di tutto).

Quella stessa Sicilia che se ne frega di tutto sto teatrino, quella stessa Sicilia che se ne frega se un assessore è lealista o ribelle, se è tecnico o politico, quella Sicilia che è stanca, anzi nauseata della politica delle parole, perchè  vuole solo fatti.

Quella Sicilia che per me viene prima di tutto e di tutti!

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