Articoli marcati con tag ‘Pdl’

Il partito è fatto dagli elettori

martedì, 10 novembre 2009

manifestazione

Post di Remo Pulcini

IL PARTITO E’ FATTO DAGLI ELETTORI E NON DAI COORDINATORI, CHI GOVERNA CON LOMBARDO HA DIRITTO AD ESSERE DEL PDL GLI ALTRI NO!
Ribadisco se ve ne fosse bisogno e a prova smentita, che quando si e’ votato per le Nazionali il mandato che i cittadini Siciliani hanno accettato era stabilito da un patto preventivo, che può essere ben riassunto da questo articolo dell’epoca (un articolo fra i tanti disponibili sul web: La Stampa, giornale non certo del Sud o di Miccichè).

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Intervista: l’incontro con Berlusconi

lunedì, 9 novembre 2009

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Post di redazione

PALERMO (ITALPRESS) – “Venerdì scorso ho avuto un incontro con il presidente del Consiglio che mi ha chiesto di avvertirlo se all’orizzonte si dovessero profilare problemi per la tenuta del governo regionale”. All’indomani del forum dell’ala “lealista” del Pdl, tenutosi a Letojanni, in una lunga intervista all’agenzia ITALPRESS, il sottosegretario Gianfranco Miccichè torna a parlare dei rapporti tesi nella maggioranza siciliana, e del futuro del suo Pdl Sicilia, per il quale non esclude la possibilità di “maggioranze d’aula”, come le ha definite nei giorni scorsi l’ex An Fabio Granata, e l’ipotesi di “esportare” l’esperienza siciliana oltre i confini dell’Isola.

“L’esecutivo regionale – dice Miccichè – è nato dopo una travagliata trattativa portata aventi dal presidente Berlusconi. Operare più o meno nell’ombra per far cadere la giunta Lombardo significherebbe disattendere il volere del premier“. E spiega che “ogni ipotesi di sabotaggio del bilancio regionale e il tentativo di delegittimare il governo Lombardo sarebbe l’ennesimo esempio di schizofrenia dei vertici di quel che rimane dell’originario Pdl siciliano”.

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Il manifesto del Pdl-Sicilia

giovedì, 5 novembre 2009

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Post di redazione

Pur provenendo da storie e identità diverse, in questi mesi abbiamo dato vita a un comune itinerario politico e culturale che, col progetto “PDL SICILIA” ha avuto il merito di animare il dibattito politico regionale e nazionale all’interno e forse ancor più all’esterno del Popolo della Libertà, contribuendo a polarizzare l’attenzione della pubblica opinione, degli osservatori e dei cittadini su tre grandi questioni:

1. il rilancio politico e mediatico della QUESTIONE MERIDIONALE volutamente dimenticata o peggio negata sull’onda di crescenti suggestioni culturali leghiste, di un certo pensiero unico economico e di politiche di governo a senso unico che troppo spesso anziché riequilibrare hanno incrementato il divario tra il Sud e il Nord del Paese;

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énews – Ora ci pensa Silvio

mercoledì, 4 novembre 2009

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Da Livesicilia.it

Dell’Utri aveva già invocato con forza l’intervento del maggior azionista del Pdl, nel giorno della spaccatura: basterebbe un pranzo organizzato da Berlusconi con i dirigenti siciliani – ecco l’auspicio del senatore – per mettere tutti d’accordo. Lombardo, invece, più che un auspicio, esprime una certezza, mentre il Pdl Sicilia comincia a navigare con ardimento tra procelle e venti di malaugurio: “Berlusconi mi ha assicurato che interverrà con decisione su tutto il Pdl per scongiurare qualsiasi crisi in Sicilia e per sostenere l’azione del mio governo”. La notizia è piombata sulle truppe ribelli e su quegli altri al termine di un incontro a Palazzo Chigi tra Silvio e Raffaele.

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énews – In Sicilia lo strappo di Miccichè

mercoledì, 4 novembre 2009

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Da Lastampa.it

Si chiama “Pdl Sicilia” ma ha tutta l’aria di essere il primo vero strappo all’interno del Popolo delle libertà. Dopo mesi di trattative e avvertimenti, la frattura all’interno del partito di Berlusconi c’è stata. E la segna ufficialmente la nascita del nuovo gruppo parlamentare all’Assemblea regionale siciliana, composto da 15 deputati regionali, vicini al sottosegretario Gianfranco Miccichè e al presidente della Camera, Gianfranco Fini, che hanno lasciato il vecchio gruppo del Pdl composto da compagni di partito vicini al presidente del Senato, Renato Schifani, al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e “leali” con i due coordinatori regionali del partito in Sicilia.

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Il derby

mercoledì, 4 novembre 2009

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Post di redazione

Una delle pessime regole di certa politica è quella di rispondere alle iniziative “non gradite” non attraverso proposte alternative e serie, bensì con dichiarazioni di circostanza spesso vacue e stupide, ma soprattutto, quel che è peggio, basate su dati, elementi e considerazioni fasulle.

E come in quelle partite di calcio molto sentite, tipo i derby, in cui agli attacchi dell’ avversario, l’allenatore, anziché preoccuparsi di risistemare la squadra e rivederne l’assetto, non ammette i propri errori e continua in quella sua tattica scriteriata, mandando i suoi allo sbaraglio. Ed è quanto accaduto ieri, con la nascita del Pdl-Sicilia.

Durante la conferenza stampa (puntualmente postata da questa redazione), i fautori dell’iniziativa hanno enucleato, a sostegno di essa, diversi concetti di politica, che possono essere condivisi o meno, ma restano pur sempre validi concetti di politica.

Qual è stata la reazione di Castiglione e Leontini? Non il contrapporre al progetto Politico (la P maiuscola non è un errore di battitura) di Miccichè, un loro progetto politico alternativo, ma il prodursi in uno slancio di politichese da dilettanti.

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Conferenza stampa

martedì, 3 novembre 2009

Post di redazione

Ecco il video della conferenza stampa di presentazione del Pdl-Sicilia all’ARS.

Immagine anteprima YouTube

IL PDL DEI “RIBELLI” LEALI

lunedì, 2 novembre 2009

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Ebbene si, ci siamo! Domani si costituirà all’ARS il Pdl-Sicilia.

E’ davvero il passo decisivo, un passo verso la schiarita definiiva all’interno del partito siciliano, che oggi, più che un  partito, è una torre di babele, dove leaders e leaderotti parlano, ognuno, un linguaggio politico differente; e dove regna l’incoerenza di coloro che sventolano la bandiera della semplificazione politica, ma non si preoccupano di attaccare a piè sospinto un Governo dove siedono anche assessori di loro riferimento.

E’ da qui, cioè dalla coerenza dei comportamenti, che deve cominciare quel processo, senza dubbio virtuoso, di semplificazione della politica, il quale deve prendere le mosse solo ed esclusivamente dall’esigenza di fornire alla gente un quadro più chiaro e meno confusionario.

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