Articoli marcati con tag ‘pdl-sicilia’

Attenti al Sud

sabato, 2 gennaio 2010

sud_logo

Voglio segnalarvi l’intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera dal Ministro Roberto Maroni, il quale ha detto alcune cose sul Sud e sulla sua possibilità di crescita, che mi sembrano abbastanza interessanti, soprattutto perchè, nel farlo, sembra quasi tracciare alcune delle fondamentali linee guida del progetto partito del Sud. E se si pensa che ciò viene da un esponente di quel partito, la lega Nord, al cui modello territorialista la mia idea di partito del Sud si ispira, il tutto assume una connotazione ancor più interessante.

Da sottolineare è soprattutto il fatto che Maroni punti il dito contro ciò che, io lo ripeto da anni, più di tutto ha costituito un freno allo sviluppo del Sud: l’assistenzialismo di massa e la speculare cultura clientelare che permea, ahimè, gran parte della politica meridionale, condizionandone fortemente l’azione.

Quando parlo di nuova classe dirigente, quando dico che il partito del Sud (o anche il Pdl siciliano che vorremmo) non sarà aperto a chicchessia, ma solo a una classe politica che abbia a cuore il bene comune prima d’ogni cosa e che sia abbastanza forte da non svendersi al prezzo di una carriera e da non svendere la nostra terra ai poteri romani, dico proprio questo, affermo cioè la necessità di un cambiamento radicale nel modo d’intendere la politica da parte di coloro che di essa, al meridione, si fanno interpreti ad ogni livello, politico e istituzionale.

E in fin dei conti è ciò che mi ha indotto a sostenere, senza se e senza ma, l’azione riformatrice di questo Governo regionale, il cui indubbio merito è di aver messo mano all’impalcatura complessiva del sistema Sicilia, per modificarla radicalmente: basti pernsare a quanto fatto in materia di Sanità o all’azione di seria razionalizzazione dell’apparato burocratico, con l’accorpamento dei dipartimenti, o alla volontà di tagliare gli enti inutili, che costano tanto e producono niente, o a ciò che seriamente si vuol fare in materia di formazione e lavoro, dove lo slogan che campeggia sulle nostre teste è: “basta assunzioni a carico della Pubblica Amministrazione, che generano stipendifici e regresso, e via con gli investimenti virtuosi e con la spesa utile, che crei svilluppo e lavoro vero”.

Sono straconvinto che la linea da seguire sia questa e che non si possa recedere di un passo, perchè sarebbe come recedere davanti alle proprie responsabilità di classe dirigente del Sud, cui ci ha indirettamente ma fermamente richiamato anche il Capo dello Stato, durante il Suo messaggio alla Nazione.

Che questo 2010 sia l’anno della rinascita della politica del e per il Sud… a cominciare dalle immininenti elezioni regionali, dalle quali auspico possano venir fuori numerosi nuovi soggetti politici, potenziali dirigenti e militanti del partito del Sud.

I fatti oltre le parole

martedì, 29 dicembre 2009

ars_nuvole_ok

Ed eccoci al Lombardo ter!

Alcuni sostengono che è ribaltone! Ma dov’è il ribaltone? Capisco l’acrimonia, gli asti, il dover spendersi in dichiarazioni di parte, capisco il nervosismo che in taluni diventa odio politico.  Ma è tutto un ciarlare, fa tutto parte di quella politica parolaia, nella quale, lo ammetto, anch’io talvolta mi ritrovo invischiato e che però rimane soltanto sterile polemica, buona solo a rimpire le pagine dei giornali.

E allora in questo post voglio cessare questa stupida guerra all’ultima dichiarazione, dove non c’è mai un vincitore, in cui sembra che tutti abbiano ragione, dove a perdere sono solo i siciliani, in cui ad aver torto sono soltanto loro. Voglio mettere da parte le parole e attenermi ai fatti: quelli sono oggettivi, nessuno li discute.

Fatto: circa un anno e mezzo fa volevo candidarmi a Governatore della Regione e per questo entrai in competizione con Raffaele Lombardo; ma qualcuno (anche e soprattutto del mio stesso partito) me lo ha impedito, convincendo Berlusconi che Lombardo fosse la scelta giusta.

Fatto: la scelta cadde proprio su Lombardo, io mi sottomisi con senso di responsabilità alle ragioni della coalizione e feci campagna elettorale per il nostro candidato.

Fatto: Lombardo vince e comincia a governare, contraddistinguendosi per una tendenza riformatrice che, almeno a parole, tutti invocavano; ma dopo qualche mese, quegli stessi soggetti che lo avevano voluto al Governo al posto mio, cominciano a remare contro, probabilmente perchè, al di là delle parole di circostanza, Lombardo inizia a toccare nervi scoperti e interessi coperti, ma forse anche perchè il Governatore si macchia della “colpa” di riuscire a dialogare con me, più di quanto non riesca a fare con gli altri.

Fatto: a differenza, infatti, dei miei colleghi del Pdl e di quelli dell’Udc, io mantengo fede al mandato degli elettori e, sebbene utilitaristicamente mi converrebbe cavalcare il malcontento e far cadere Lombardo per ripropormi (cosa che peraltro mi è stata offerta), continuo invece  a sostenerne il Governo, anche perchè convinto della strada riformatrice da esso intrapresa.

Fatto:  per via delle continue, talvolta subdole, ostilità (vedi vicenda fondi Fas), il primo Governo Lombardo entra in crisi e viene avvicendato da un Lombardo bis, in cui i cosiddetti lealisti, nonostante tutto, continuano a essere rappresentati con ben due assessori (Milone e Beninati).

Fatto: le cose però non migliorano, anzi Lombardo deve registrare non solo l’ostilità (adesso comprensibile) dell’Udc, ormai all’opposizione, ma incomprensibilmente anche quella dei deputati lealisti, sebbene essi siano rappresentati in Giunta.

Fatto: le ostilità dei lealisti raggiungono un livello di criticità massima, quando questi bocciano in aula il DPEF, decretando di fatto la fine del Lombardo bis e mettendosi manifestamente all’opposizione.

Fatto: Lombardo deve andare avanti, non può cedere, non può mollare, deve fare le riforme di cui la Sicilia non può fare a meno e ovviamente può farle solo con chi ci vuole stare.

Fatto: Lomabardo forma un nuovo Governo, con assessori che fanno riferimento alle aree politiche che ci vogliono stare e con dei tecnici, alcuni dei quali pare abbiano delle simpatie per il Pd; ma un tecnico (anche questo è un fatto, il resto sono solo parole) viene scelto per le sue competenze, non per le sue simpatie politiche, e non si può pensare di chiedere  a un insigne economista o ad uno stimato dirigente per chi ha votato alle ultime elezioni, prima di chiedergli di mettere al servizio del Governo quelle competenze; e comunque (altro fatto) oggi leggo le dichiarazioni di Lupo, Segreterio regionale Pd, il quale afferma di non aver dato nessuna indicazione.

Ecco! Questi sono i fatti incontrovertivbili, che incontrovertibilmente dicono non esserci stato nessun ribaltone, ma solo la ferma volontà di andare avanti e di fare quelle riforme di cui la Sicilia ha bisogno (riforma burocratica e accelerazione della spesa, prima di tutto).

Quella stessa Sicilia che se ne frega di tutto sto teatrino, quella stessa Sicilia che se ne frega se un assessore è lealista o ribelle, se è tecnico o politico, quella Sicilia che è stanca, anzi nauseata della politica delle parole, perchè  vuole solo fatti.

Quella Sicilia che per me viene prima di tutto e di tutti!

Il PDL-SICILIA AL COMUNE DI CALTANISSETTA

martedì, 22 dicembre 2009

caltanissetta

Ieri sera sono stato ospite dell’aula consiliare di Caltanissetta, a Palazzo del Carmine, per la presentazione del nostro gruppo consiliare: tre consiglieri comunali nisseni, Ricotta, Fiaccabrino e Tricoli, che hanno scelto il nostro progetto, hanno scelto di stare con noi.  Li ringrazio per questo; li ringrazio e li responsabilizzo, anche. Si, perchè, come ho precisato ieri, il nostro progetto non è indiscriminatamente aperto a tutti, ma soltanto a politici e militanti che abbiano a cuore, soprattutto e prima di tutto, l’interesse collettivo, soltanto a uomini e donne vere, che ci credano ed abbiano le spalle abbastanza larghe per resistere al prezzo della compravendita politica, quella che per decenni ha indotto la maggior parte dei politici siciliani a svendere la nostra (e loro) terra, per la promessa di una carriera brillante, che il più delle volte si è poi spenta nel nulla.

L’interesse collettivo! E’ questa l’unica bussola che deve guidare il Pdl-Sicilia.

La bussola che, per esempio, alla Regione ci sta guidando verso il cammino delle riforme, accettando di condividere questo cammino con coloro che, a prescindere dalle appartenenze, dimostrano di volerci stare,  dimostrano di avere veramente a cuore le sorti della Sicilia.

La bussola che dovrà guidare anche i tre amici consiglieri nisseni, ai quali, non a caso, ho raccomandato non tanto di essere opposizione o maggioranza (non m’interessa più di tanto), quanto di votare bene, cioè di votare con piena coscienza civica e senso del bene comune, di votare, insomma, secondo la rotta indicata dalla nostra bussola.

Buon lavoro Pdl-Sicilia di Caltanissetta!

Pdl Sicilia network: il virtuale che diventa reale!

sabato, 19 dicembre 2009

network

Questa sera nella “mia” Cefalù ho preso parte alla presentazione del Pdl-Sicilia Network Cefalù. Ne sono stato felice! Vedere tanti giovani cefaludesi, e non solo, parteciparte, intervenire, ascoltare, vederli stare lì con gli occhi che luccicavano di genuina passione, avvertire la loro voglia di fare, di esserci, sentirli pronti a vivere e cavalcare con me il sogno di un Pdl diverso e di una politica diversa, mi ha suscitato un miscuglio di meravigliose sensazioni. Emozionante, stimolante!

E mi ha suggerito, ancora una volta, che la strada che abbiamo imboccato è quella giusta, che quel sogno merita di essere vissuto fino in fondo, fino a che non diventi realà.

(continua…)

Lombardismo?

giovedì, 17 dicembre 2009

lombardo-micciche

post di redazione (Articolo di Eusebio Dalì,  pubblicato dal quotidiano Il Clandestino)

Ciò che sta accadendo alla Regione siciliana, dove il Governo-Lombardo non ha più il sostegno dell’Udc né, di fatto, quello del Pdl cosiddetto “lealista” (che continua, però, a mantenere in Giunta due Assessori), altro non è che lo specchio fedele della contraddittorietà ed unicità della politica siciliana, oggi attraversata da una crisi d’identità, non certo nuova a un contesto politico da sempre definito “laboratorio”, già altre volte segnato da divisioni, diaspore, spaccature, aventini e ribaltoni.

Ma se da un lato è vero che queste continue crisi d’identità costituiscono un freno per la Sicilia, da un altro punto di vista è grazie ad esse se l’Isola riesce ancora ad essere terra laboratorio, scenario alternativo alle predefinite e preconfezionate logiche romane. Non che le logiche romane siano da rinnegare, ma non sempre esse rispecchiano le reali esigenze e gli equilibri di una terra, che in fin dei conti l’autonomia ce l’ha nel dna, non solo nel suo Statuto. E’ un’autonomia culturale, sociale, economica. E’ un’autonomia politica.

(continua…)

Intervista a Giulia Adamo, capogruppo del Pdl-Sicilia all’Ars

sabato, 12 dicembre 2009

ars

Post di redazione

Abbiamo dimostrato ancora una volta onestà e coerenza. Ai nostri elettori non interessano i giochetti di Palazzo e le astuzie dialettiche che coprono scelte politiche ingiustificabili. Ci hanno votato per cambiare la Sicilia, questo è il nostro obiettivo. Semmai sono gli altri a dover fare mea culpa e tornare sui propri passi”. Chiara e decisa come sempre, il capogruppo di PdL-Sicilia all’Ars, Giulia Adamo, non lascia spazio ad equivoci ed esprime a SUD tutta la sua gioia per la prima grande vittoria parlamentare del nuovo gruppo del Popolo della Libertà che si riconosce in Gianfranco Miccichè.

“Con gli amici del Mpa – spiega Giulia Adamo ricostruendo le ore antecedenti alla seduta di Sala d’Ercole di mercoledì scorso – abbiamo elaborato un ordine del giorno che rispecchiasse la verità dei fatti e fungesse da stimolo per l’azione riformatrice del governo Lombardo. Sono stati momenti febbrili, si sono susseguiti diversi incontri, abbiamo fatto un buon lavoro. Ringrazio – continua – tutti coloro che hanno contribuito alla stesura del testo, ogni suggerimento è stato recepito. La coralità e la comunione d’intenti che abbiamo mostrato in questa occasione sarà il quid pluris della nostra azione parlamentare”.

Onorevole Adamo, ma in quel documento sono presenti accuse ben precise ai ‘lealisti’.
“Abbiamo fatto emergere una contraddizione palese che era sotto gli occhi di tutti. Essere contemporaneamente al governo, con gli assessori di riferimento che hanno sostenuto il Dpef, e non votare il più importante strumento economico-finanziario della regione è qualcosa di inspiegabile”.

(continua…)

énews – Lombardo: inizio e fine?

giovedì, 10 dicembre 2009

ars

Da LiveSicilia

23:10 “La dissoluzione del centrodestra parte dalla Sicilia”, commenta Giuseppe Lupo, segretario del Pd. Che sottolinea la rottura di Lombardo con gli alleati e le sue critiche alle politiche “antimeridionaliste” del governo Berlusconi. Lombardo annuncia che la nuova giunta nascerà in anticipo rispetto alla scadenza del 31 dicembre. Giallo sull’esito del voto. Ci sarebbero i sì di deputati assenti. E i voti contrari sarebbero in realtà zero, ma sono stati conteggiati i voti dei richiedenti della mozione Udc ritirata, come contrari. Decisiva l’astensione dei deputati del Pd.  Da stasera la maggioranza all’Ars è defunta. Si apre una nuova pagina.

(continua…)

Crisi alla regione: le parole di Miccichè

lunedì, 7 dicembre 2009

micci3

Post di redazione

Ecco un estratto delle ultime dichiarazioni dell’on. Gianfranco Miccichè, rilasciate in questi giorni alla stampa, in merito alla crisi regionale.

“No so quale formula Lombardo possa scegliere per chiudere la crisi e ancora non può saperlo neanche lui. Non c’è una formula prestabilita. L’unico segnale che mi pare di poter cogliere dalla seduta scorsa è che non ci sarà una maggioranza fatta da Pdl, Mpa e Udc. Quanto all’asse tra il Pdl cosiddetto lealista e l’Udc, al di là di qualche dichiarazione di Castiglione, da cui sembra potersi dedurre un venir meno di esso, io non credo sia così, ma se è così ne prendiamo atto. Posso comunque affermare che noi in Giunta col Pd non possiamo stare e, di converso, presumo sia così anche per loro. Non avrei comunque vergogna ad accettare un Governo di minoranza, composto da Mpa e Pdl- Sicilia, con l’appoggio esterno del Pd; un esecutivo per le riforme, di connotato più tecnico che politico. E non sarebbe un ribaltone, anzi, posso affermare che noi del Pdl-Sicilia siamo al momento l’unico argine alle tentazioni di un ribaltone e all’eventualità che si torni alle urne, con Lombardo candidato del Centrosinistra. Sarebbe una disgrazia e tale la considera anche Berlusconi, che ho visto in questi giorni e che mi ha dato come unica indicazione quella di evitare che Lombardo vada a sinistra. Ma il problema è che ci sono Presidenti del Senato, Ministri e Coordinatori regionali che lo stano spingendo lì. Se Alfano non avrà il coraggio di far rimuovere Castiglione dalla guida del partito nell’Isola… “