Articoli marcati con tag ‘pdl-sicilia’

Ho incontrato giovani interessati, appassionati e presi dal nostro progetto

sabato, 6 marzo 2010

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Devo confessare che l’incontro è andato oltre le più rosee aspettative. C’erano tanti giovani, interessati, appassionati, incredibilmente presi dal nostro progetto politico, che nemmeno io pensavo potesse essere già entrato nei loro cuori e nelle loro teste. Nei loro volti  ho rivisto un entusiamo che quasi avevo dimenicato. E’ stato bello e divertente!

Ho dato mandato allo staff del blog di postare al più presto un resoconto video in modo che tutti possano avere contezza di quello che è successo ieri… e ne vedrete delle belle.

Buon weekend.

L’INTERGRUPPO

martedì, 16 febbraio 2010

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Post di redazione

Nasce alla Provincia regionale di Palermo l’intergruppo Pdl-Sicilia-Mpa, un patto federativo stipulato tra i due gruppi, che più volte a Palazzo Comitini si sono ritrovati a condividere azioni e intenzioni.

È un ulteriore esperimento politico, attuato da ben distinte, ma assolutamente compatibili, sensibilità politiche, che già alla Regione condividono lo stesso percorso governativo.

Significative, a tal riguardo, le parole del parlamentare nazionale del Pdl Sicilia Pippo Fallica, segretario di Presidenza della Camera dei Deputati: “La nascita dell’intergruppo Pdl-Sicilia Mpa alla Provincia regionale di Palermo risponde a un’esigenza fondamentale: coordinare le proposte e le idee per meglio stimolare l’attività politica e istituzionale a sostegno della crescita e sviluppo della nostra Provincia. Sono certo che questo nuovo intergruppo produrrà analisi e sintesi, per progetti comuni volti a rilanciare l’attività amministrativa della giunta provinciale”.

LA FORZA DEL PDL SICILIA

giovedì, 28 gennaio 2010

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Post di redazione

E’ una vera e propria dimostrazione di forza quella data dal Pdl Sicilia alla Provincia regionale di Palermo, dove sono appena rientrati i due assessori ”ribelli” (Dimaggio e Dalì), precedentemente l’uno messo alla porta, per indicazione del Coordinatore dell’ala “lealista”, Castiglione, l’altro dimessosi per protestare contro un atto d’inaudita violenza politica (di “logiche da padrino” aveva allora parlato un indignato Miccichè).  Da quel momento (uno dei momenti più bassi della soria del Pdl siciliano) è stata un’escalation di accadimenti e azioni politiche forti, magistralmente architettate dal leader Miccichè e portate avanti, con serietà e grande capacità di mediazione e sintesi, dagli otto consiglieri provinciali del neo costituito gruppo del Pdl-Sicilia.  Fino al reintegro in Giunta dei due: non soltanto un riscatto personale, ma soprattutto un chiaro segnale di forza politica, che il fronte miccichiano ha dato a tutta la compagine di Centrodestra, attestandosi come un interlocutore qualificato, col quale tutte le rappresentanze istituzionali devono e dovranno fare i conti

 Tutto ciò, poi,  s’innesta in un ben più complessivo quadro politico regionale, dove l’asse Miccichè – Lombardo sta cercando di governare i processi di sviluppo della Sicilia, dando vita ad un inedito schema politico-partitico, che evidentemente funziona, se riesce a trovare importanti proiezioni su diverse realtà istituzionali siciliane, come la stessa Provincia di Palermo, dove si registra un interessante patto federativo tra i consiglieri di Pdl Sicilia ed Mpa, “nell’ottica di una maggiore sinergia programmatica tra l’azione politico-amministrativa regionale e quella provinciale”,  dichiarano i consiglieri. 

 Senza, peraltro, trascurare l’ipotesi che questa ricomposizione col Presidente uddicino, Giovanni Avanti, possa segnare un riavvicinamento tra Gianfranco Miccichè e Saverio Romano, leader dell’Udc in Sicilia: un’ipotesi che apre a possibili e futuribili scenari nuovi sul paino del Governo regionale.

Non sappiamo quanto questa ipotesi sia plausibile e quanto sia invece frutto della fantasia di chi osserva e analizza. Ad ogni modo, un dato emerge, chiaro e inconfutabile, da questa vicenda provinciale, nonchè dai connotati ben più vasti che essa politicamente assume:  Gianfranco Miccichè, con Misuraca e Scalia, non ha creato una corrente “ribelle” e minoritaria del Pdl, ma una componente che rappresenta più della meta del partito ed occupa un posto di prim’ordine al tavolo delle trattative politiche, riuscendo ad ottenere, quando lo ritenga opportuno, congrua rappresentanza.

Lettera aperta ai lettori di SUD del capogruppo del Pdl-Sicilia all’Ars Giulia Adamo

mercoledì, 20 gennaio 2010

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Post di Giulia Adamo

Un governo democratico è la sintesi di un progetto, aderente ai bisogni dei cittadini e valutato positivamente dal corpo elettorale.

Il progetto del governo Lombardo e delle forze parlamentari che lo sostengono è la Sicilia. L’ammodernamento del sistema-regione rappresenta il bisogno primario che gli elettori ci hanno chiesto di soddisfare con il loro sostegno nella primavera del 2008.

La crescita economica, sociale e culturale della nostra terra è il progetto politico del gruppo Pdl-Sicilia e massima è l’aderenza alle richieste di innovamento e sviluppo che con sempre maggiore insistenza giungono da ampi settori della società civile.

Sosterremo con lealtà e responsabilità l’azione politica e amministrativa del nuovo esecutivo regionale, perché crediamo fortemente nelle capacità degli uomini che lo compongono e ne condividiamo lo spirito innovatore.

Tuttavia, il cambiamento che tutti auspichiamo deve essere reale e tangibile, non una dichiarazione di intenti ma un fatto sostanziale. Il Pdl-Sicilia, scompaginando in maniera traumatica il gruppo del Popolo della Libertà, ha dato fin dall’inizio un chiaro segnale alla politica regionale: la Sicilia al di sopra di tutto.

Abbiamo compiuto una scelta consapevole della quale non ci pentiamo, anzi crediamo fermamente che il valore della coerenza, contrapposto a quello della illogicità, sia il caposaldo di una corretta azione politica. Distinta e distante da certe logiche personalistiche e del tutto corrispondente alla richiesta di governabilità dei cittadini siciliani.

Il Pdl-Sicilia continuerà a fare la sua parte. Pretenderemo ritmo ed efficienza dal governo, così come garantiremo uniformità di giudizio, determinazione nell’azione parlamentare e compattezza decisionale.

L’esecutivo Lombardo ha un unico obiettivo: predisporre, di concerto con le forze parlamentari disposte ad accettare la sfida del cambiamento, un piano organico di riforme che possano incidere profondamente sul tessuto economico e sociale della Sicilia.

Per aspirare a essere la ‘regione’ di riferimento del Mediterraneo bisogna investire sul futuro modificando le micro e macro storture che danneggiano la nostra Isola.

La giunta che guiderà la nostra regione nasce dalle ceneri di un’esperienza politica fallimentare che ha rifiutato di affrontare con coraggio la crisi determinata dalla drammatica fine del precedente governo. Ma a differenza dell’araba fenice che si rigenera del tutto simile a se stessa, la nuova compagine governativa regionale e i gruppi parlamentari che la sostengono hanno fatto tesoro dell’esperienza passata e sono già proiettati verso un futuro diverso, migliore. Il cambiamento.

Siamo certi che questo sarà il governo del fare. E lo ha dimostrato fin da subito.

La nostra terra necessita di profonde modifiche. Bisogna rompere le catene che ci legano a un passato di subalternità e arretratezza culturale e materiale, figlio di una visione politica timida incline solo al compromesso.

Con il nuovo governo Lombardo inauguriamo l’era del coraggio: il coraggio di interrompere la comoda e redditizia strada dell’accondiscendenza e del tirare a campare, lastricata nel passato prossimo da grandi e suggestivi numeri parlamentari, per intraprendere il ripido e scosceso sentiero delle riforme anche a costo di sporgerci troppo sul dirupo della limitata, sulla carta, consistenza parlamentare della maggioranza.

Il futuro della nostra Isola passa inevitabilmente dalle scelte che saremo tenuti a compiere nei prossimi mesi. E’ giunto per tutti il tempo delle decisioni: stare con la Sicilia o contro di essa; operare attraverso le riforme strutturali a favore del suo sviluppo o continuare a galleggiare favorendone solo la stagnazione.

La politica siciliana deve schierarsi: a sostegno delle scelte del governo Lombardo, ovvero contro i vecchi e inconcludenti schemi politici, oppure a favore di una logora e snervante dottrina dell’accomodamento. Tertium non datur.

Naturalmente nessuno è disposto ad accettare niente a scatola chiusa. La sfida delle riforme può essere vinta solo attraverso un confronto leale di idee e progetti. Crediamo in questa impostazione programmatica, siamo certi che solo procedendo attraverso una costruttiva analisi dei contenuti è possibile determinare il cambiamento della nostra terra.

Conditio sine qua non è l’apporto fattivo di tutti coloro che credono fermamente nel progetto. Non possiamo più permetterci di assistere a situazioni imbarazzanti dove esponenti della maggioranza uscita vittoriosa dalle urne, componenti di gruppi rappresentati nel governo, operino contro di esso.

Lealtà, rispetto e fermezza devono essere i principi basilari per una solida e costruttiva azione a sostegno delle riforme. Su questo noi vigileremo, stimolando e incoraggiando l’azione del governo, attraverso i nostri rappresentati al suo interno e dai banchi di Sala d’Ercole.

Una burocrazia più snella, un sistema industriale più coraggioso e invogliato ad investire, un programma di gestione e smaltimento dei rifiuti più efficiente e rispettoso dell’ambiente, una ancor più intelligente valorizzazione dei nostri beni artistici e architettonici, incentivi e valorizzazione del merito per evitare la fuga dei nostri migliori cervelli. Tutto questo significa cambiamento.

Su queste basi il Pdl-Sicilia accetta la sfida delle riforme ed esprime fiducia al governo Lombardo.

PDL SICILIA: PIU’ CARICA E NIENTE CARICHE

mercoledì, 13 gennaio 2010

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Ancora una volta desidero congrutalarmi coi ragazzi del Pdl- Sicilia network, che con passione e amore per la politica hanno scelto di sposare la nostra causa, il nostro progetto.  Straordinari!

Voglio però affettuosamente tirare le orecchie ai miei ragazzi, i quali nel mettere in piedi la struttura, si sono dati incarichi e titoli. So perferttamente che ciò non risponde a un’esigenza di apparire o di distinguersi tra loro in gerarchie, bensì alla ben più nobile necessità di darsi una struttura organizzativa, lo so. Tuttavia, voglio metterli in guardia dai facili pruriti di questo mondo, dalle futili chimere d’incarichi e titoli che, da soli, non servono a niente. Non servono certamente al Pdl Sicilia! Il Pdl-Sicilia oggi non è un partito e questo già basta per dire che esso non ha bisogno di cariche, ma solo di alcuni ruoli fattivi e funzionali (per esempio, all’interno dei gruppi). E non è nemmeno una semplice corrente, bensì un progetto politico che, attraverso i gruppi consiliari, i deputati, gli assessori, i sindaci, i club, i social network, i bloggers, i militanti e i semplici simpatizzanti che incontriamo per strada e ci manifestano sostegno, sta mettendo assieme tutte le energie positive e proprositive che questa terra sa ancora esprimere, per cercare di fare del Pdl ciò che Berlusconi aveva in mente quando l’ha creato: un grande partito, capace di dettare tempi e modi della politica di questo Paese, di questa Regione, di questo Sud.

Questo è il Pdl- Sicilia! Un progetto politico, un semplice, grande, straordinario progetto politico, cui hanno accesso e spazio tutti coloro che vogliono vivere da protagonisti una nuova stagione politica, all’insegna del rilancio e del riscatto; e dove basta questo per essere protagonisti.

Al Pdl Sicilia le cariche non interessano, c’interessa piuttosto la carica che ognuno di noi e voi possa avere dentro e metterla a disposizione del progetto. Niente cariche, niente coordinatori, responsabili, segretari e chi più ne ha più ne metta. Nel Pdl Sicilia solo energie positive e propositive!

Voglio perciò rassicurare quanti vorrebbero in queste ore immaginare, anzi immaginarmi seduto alla mia scrivania, tutto preso con nomi e caselle da riempire, intento a nominare coordinatore regionale e coordinatori provinciali. Non ne ho alcuna intenzione e non ne avrò nessuna intenzione fin quando saremo non un partito diverso, bensì una componente forte, anzi maggioritaria, di questo stesso partito, nel quale rivendichiamo congrua rappresentanza.

Ma  già so che dovremo fare i conti con chi smania di “nominarsi” i suoi coordinatori, provinciali e cittadini e, volendo colpevolmente escludere dalla sua lottizzazione la rappresentanza partitica di maggior peso (noi!), s’inventa simili, surreali immagini, da poter poi  presentare a Roma come  eventuali prove a discolpa.

On line il sito del Pdl Sicilia Network

mercoledì, 13 gennaio 2010

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Post di Costanza Castello

Oggi va online www.pdlsicilianetwork.it il  sito del Pdl sicilia network, un progetto che nasce su facebook e che pian piano sta vedendo passare i gruppi, in tutto il territorio siciliano, dal virtuale alla realtà.

I nostri gruppi  nascono principalmente per 3 motivi:

1°-  formare una rete capillare sul territorio

2° – fornire un’informazione costante sull’operato del pdl sicilia e del suo leader, Gianfranco Miccichè

3° - cominciare anche noi, ognuno di noi, a sentirci portavoce di un’idea, parte di un progetto (e questo si può fare non solo credendoci veramente e diffondendo quelli che sono i motivi che hanno portato alla nascita del pdl sicilia e che ne ispirano l’azione, ma anche e soprattutto diventando parte propositiva, attiva e partecipando alle iniziative che vengono promosse in tutto il territorio regionale).

Avevo 16 anni quando entrai per la prima volta  in una sede di partito: era la sede di Forza Italia di Palermo; e sono stata fortunata, perché ho trovato l’eccezione della politica, persone oneste che avevano la Sicilia nel sangue e mi hanno insegnato ad amarla e come amarla. Ma malgrado ciò mi rendo perfettamente conto che può essere scoraggiante per chiunque avvicinarsi al mondo della politica, che troppo a lungo è stata teatro di bassissimo livello con attori che mai vorremmo frequentassero i palazzi di governo  ma… ahimè,  la politica è bella !!! Per Aristotele era  l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti, ma secondo me è anche un virus che ti entra dentro e dal quale non puoi ma soprattutto non vuoi  guarire; e se, come noi, credete che è arrivato il momento in cui non si può più demandare agli altri, dobbiamo tutti insieme essere gli artefici del futuro della nostra terra e con la costituzione di gruppi, virtuali o reali che siano, abbiamo la possibilità, tutti, di poter dire la nostra e di contribuire a questo sogno che ci ha regalato Gianfranco Miccichè  e che giorno dopo giorno da progetto è diventato realtà nelle mani di ognuno di noi.

Ci “vediamo” su www.pdlsicilianetwork.it

Costanza Castello
coordinatore regionale Pdl Sicilia network

Cimino: “Silvio è con noi”

domenica, 10 gennaio 2010

cimino

post di redazione

Di seguito l’intervista rilasciata dal vice Presidente della regione sicilina, Michele Cimino (Pdl-Sicilia), a  LiveSicilia.it

La frattura tra “lealisti” e “scissionisti” si fa sempre più profonda. La corrente che fa capo al Guardasigilli Alfano e al presidente del Senato Schifani sta affrontando la questione delle nomine dei coordinatori provinciali in Sicilia, con la chiara intenzione di escludere l’area “ribelle” legata al sottosegretario Micciché. Carlo Vizzini, nel frattempo, ha chiesto ai vertici romani d’impedire che i miccicheiani usino il simbolo del Pdl e il richiamo a Berlusconi. Ma gli “scissionisti”, dal canto loro, non fanno una piega e attraverso l’assessore all’Economia e vicepresidente della Regione, Michele Cimino, ribattono punto su punto agli avversari interni al partito.

Onorevole Cimino, i “lealisti” sembrano pronti a nominare coordinatori provinciali tagliando fuori i miccicheiani. Eventualmente, quale sarà la vostra risposta?
“Francamente è un atto che mi pare un grande controsenso, perché c’è già un coordinatore regionale che risponde alla rappresentatività di tutto il Pdl. Se loro ci escluderanno da queste nomine, vuol dire che penseremo a scegliere i nostri coordinatori provinciali”

(continua…)

Un partito in liquidazione

martedì, 5 gennaio 2010

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Quello che nel nostro partito sta accadendo attorno alle imminenti elezioni regionali mi lascia abbastanza perplesso e m’induce a una riflessione, che va al di là dei nomi e delle personalità che alla fine correranno per la Presidenza.

E’ sotto gli occhi di tutti come la componente forzista del Pdl stia rimanendo a guardare, mentre Lega e componente An  fanno incetta di candidature in tutta Italia.  Al Nord la Lega riesce ad ottenere il Piemonte e il Veneto (qui, peraltro, a spese di un forzista doc e Governatore amato, come Galan), lasciando a Forza Italia soltanto Formigoni, la cui candidatura era comunque fuori discussione, quindi fuori trattative.  Al Centro-Sud a farla da padrone è An, con le candidature, comunque autorevoli, di Scopelliti in Calabria e della Polverini nel Lazio.

Per cartità, nulla da ridire sulle qualità dei candidati, specie se parliamo di personaggi che sul campo hanno dimostrato capacità degne di un ruolo così importante. E nulla da ridire sulla scelta di Renata Polverini, meglio, sull’opportunità politica che nel Lazio la scelta spetti alla componente di An, che in quel territorio è sempre stata radicata, forte e presente, tanto da avere oggi il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno (senza dimenticare che il predecessore di Marrazzo era l’allora aennino Francesco Storace).

Ma è il quadro complessivo che mi lascia perplesso, cioè il fatto che Forza Italia (scusate se la chiamo ancora così, ma ho motivo di esserne nostalgico) non riesca più ad imporsi e ad imporre i suoi uomini, come si converrebbe, invece, alla componenete politica dal maggior peso consensuale, e quindi politico, all’interno del partito e della coalizione tutta.

L’analisi politica che ne consegue non mi porta a c0nclusioni ottimistiche e temo che questo Pdl sia destinato al naufragio definitivo, dopo questa deriva, se continuerà ad annichilire la sua componente di maggior forza e rappresentatività.

E non posso non scorgere in questo annichilimento un certo parallelismo con quanto succede a me in Sicilia. Il riferimento non è tanto alla, sia pur simile, vicenda della Presidenza della Regione, che un anno e mezzo fa mi vide protagonista (sapete tutti com’è andata), quanto alle avversità e ai contrasti interni, cui ho dovuto far fronte in questi mesi e che altro non sono se non un  tentativo (per fortuna vano) di annichilimento di un forzista, peggio, del fondatore di Forza Italia in Sicilia.

E in questo quadro, suona assurdo, quasi irridente, il grido di scandalo del coordinamento nazionale contro chi, come me, per salvarsi da questa deriva politica,  prende le distanze e fonda il Pdl-Sicilia. Che cosa pretendevano? Che me ne stessi a guardare, mentre permettevano a Castiglione e ai suoi referenti di far naufragare il partito, disperdendo in un mare d’irresponsabile schizofrenia la fiducia che in questi anni i siciliani ci hanno riconosciuto, affidandoci le redini della maggior parte dei governi locali? Che cosa pretendono adesso? Che altri se ne stiano a guardare, mentre regalano il Paese alle altre forze politiche, mettendo di fatto in liquidazione Forza Italia?

Non era una liquidazione, era una fusione! Questo era il Pdl, se non l’hanno ancora capito.

E allora, si lamentino di meno, cerchino di capire le ragioni del malumore che un po’ dappertutto serpeggia e s’impegnino di più ai tavoli delle trattative; e soprattutto, lì ricordino che Forza Italia, il più grande partito della storia repubblicana, non è solo il maggiore azionista del Pdl, non è solo la sua componente maggiore, ma è l’anima e il corpo di questo partito. Ed abbiano perciò più rispetto per i tanti Galan che hanno fatto la storia di questo partito e la storia di questo Paese e che ora, invece, devono vedersi dare una pacca sulla spalla e sentirsi dire: “Grazie, le faremo sapere”.

Io il naufragio non lo voglio! Io alla liquidazione di Forza Italia non ci sto, e non solo per evidenti ragioni di cuore. Sarebbe un delitto politico, sarebbe una iattura per l’intero Paese, che in questo ventennio ha avuto in noi forzisti un vero, grande baluardo di libertà e rinnovamento.  Io alla liquidazione di Forza Italia non mi rassegno! Spero, pertanto, in una netta inversione di tendenza e nel rilancio di quel grande progetto politico che era Forza Italia e che avrebbe dovuto continuare ad esserlo dentro il Pdl.

Però dubito che ciò accadrà. Ed è questo dubbio che mi spinge, ogni giorno sempre di più, verso il partito del Sud: lì si che si potrà di nuovo respirare l’atmosfera di un tempo e si potrà tornare a fare grandi cose per il meridione e per il Paese.  Con Silvio Berlusconi!