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    26
    Gio

    Confesercenti, anche applausi al Cav. anti-giudici politicizzati

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    Dalla platea della Confesercenti, il premier Silvio Berlusconi affronta di petto la questione giustizia. E sferra un duro attacco contro “i giudici e pm politicizzati”, definendoli “una metastasi della nostra democrazia”. Una sortita accolta con molti fischi ma anche con qualche applauso dalla platea di Confesercenti, associazione di commercianti vicina al centrosinistra. “Della contestazione che c’è stata mi dispiace, non è stata né utile né corretta”, chiosa a caldo il presidente della Confesercenti, Marco Venturi. Cui poco prima Berlusconi aveva fatto i complimenti per “la migliore relazione da parte di una associazione che io abbia avuto occasione di ascoltare da molti anni a questa parte”. Sempre in tema giustizia, il capo del governo constata: “Prima passavo i sabati ad andare a trovare i miei collaboratori malati in ospedale, ora passo i sabati con i miei legali a preparare le udienze per contrastare il pm che mi attaccano”. Eppure - prosegue il Cavaliere - “ho fiducia nei magistrati perché sono sempre stato assolto, ma dopo il calvario che ho dovuto subire tutti questi anni, mi indigno a vedere questa opposizione che invece di unirsi alla maggioranza” sposa una linea giustizialista.

    “Molti pm vorrebbero vedermi così”, segnala Berlusconi simulando le manette ai polsi. “Dal 2006 - continua, rilanciando lo sfogo fatto ieri in un faccia a faccia con Carlo De Benedetti alla Camera - 789 pm e magistrati si sono occupati di me per sovvertire il voto degli italiani. Non ci sono riusciti nel ’94, non ci riusciranno in questa occasione. Gli italiani hanno il diritto di farsi governare da chi hanno votato”. Quanto all’accusa di legiferare nel proprio interesse, il mio interesse - rimarca il presidente del Consiglio - sarebbe stato di andar via dal paese e godermi i soldi che mi sono guadagnato e meritato. Quando questa opposizione non capisce un tale stato di cose il dialogo si spezza”. Berlusconi manifesta indignazione “perché - dice - vedo una democrazia in libertà vigilata sotto il tacco dei giudici politicizzati. Così stando le cose non c’è più possibilità di dialogo con una opposizione che è rimasta giustizialista”. Più in generale, Berlusconi rileva che “il governo fatica a operare, non può intervenire come vorrebbe e ha le mani legate dall’attuale architettura istituzionale dell’Italia”. Un’architettura “da Stato antico” più che da Stato moderno. Spiega il Cavaliere: “Ho passato una nottata a guardare dei problemi che sembrano irrisolvibili perché la situazione in cui siamo, l’architettura istituzionale, rende difficilissimo il lavoro di innovazione in tutte le direzioni. Credo che la volontà di operare non sia colta dai cittadini”.

    I primi 40 giorni trascorsi a Palazzo Chigi sono stati “abbastanza difficili e intensi”, riferisce il premier. Che alla platea di Confesercenti ricorda di essere stato “un artigiano. Poi, però, sono arrivato a più di 50mila collaboratori. Io non ho mai avuto scioperi nelle mie aziende. E sapete perché? Perché tra me e la mia gente c’é sempre stato un rapporto basato sull’amore sul rispetto e sulla simpatia. Passavo tutti i sabato mattina ad andare a trovare i miei collaboratori malati”. Ora, invece, quel tempo è dedicato a incontrare avvocati. A commercianti e artigiani di Confesercenti, il premier promette di “lavorare per togliere i vincoli imposti da una serie di direttive europee che sono pesi insostenibili per imprese e cittadini”. Tornando a Bruxelles, il Cavaliere ha trovato “una Europa appesantita che è passata da 15 a 27 membri e che l’incidente irlandese ha bloccato nelle sue decisioni”. Per Berlusconi “è indispensabile invece che l’Unione europea si dia una politica di sicurezza comune che oggi non c’é, una politica di difesa comune che oggi non c’è, una politica dell’immigrazione comune che oggi non c’è, una politica dell’energia comune che oggi non c’é. Soprattutto, una politica comune delle imprese cui l’Europa non ha saputo dare risposte sul problema della scarsa competitività”.

    Quanto alla tutela della legalità, il premier assicura: “Non sarà più consentita una deriva anarchica che il paese stava pericolosamente prendendo”. Vale per l’emergenza rifiuti, ma anche per le proteste contro le grandi opere. “Non consentiremo più che una minoranza organizzata non rispetti la legge, blocchi i lavori, occupi strade o ferrovie. Recupereremo l’autorità dello Stato con la forza dello Stato e garantiremo legalità e sicurezza”. Su questo, garantisce Berlusconi, “ho le idee ben chiare”. Immediata la replica di Veltroni al Cavaliere: “Chi ha responsabilità di governo dovrebbe imparare a rispettare il paese e le categorie a cui si rivolge”. Il segretario del Pd, seduto in prima fila nella sala durante l’intervento di Berlusconi, aggiunge: “Con questi toni il dialogo è molto difficile”. Erga omnes sono invece le parole del capo dello Stato Giorgio Napolitano - pronunciate nel corso di un incontro al Quirinale con il Consiglio nazionale forense, prima che Berlusconi prendesse la parola all’assemblea di Confesercenti - sul rapporto politica-giustizia: il presidente della Repubblica esorta a evitare una “deleteria contrapposizione” che rappresenterebbe “un danno per tutti”. Sia al mondo politico sia all’ordine giudiziario, Napolitano chiede “misura ed equilibrio” affinché si ripristini un ”clima di ascolto reciproco” e - nessuno - neppure “in questo momento di tensione” - rinunci “a cercare il dialogo”.

    Nicholas D. Leone

    Fonte Il Velino

    Feb
    24
    Dom

    In Prima Linea, Salite?

    busstop.JPG

    Sono qua, un deluso che ha trovato comunque una strada, insieme al Presidente Berlusconi, per rendere utile alla Sicilia un progetto che sembrerebbe fallito. Partiamo dalla conclusione poi racconto quello che successo. Sino all’altro ieri ho lottato perchè si capisse che non era così necessario il collegamento con Lombardo colpevole, a mio avviso, di trascinarsi dietro colui che mi aveva minacciato di non farmi candidare (e, purtroppo, c’è riuscito). Quando ho capito che la mia candidatura non sarebbe mai andata in porto con il PdL ho provato insieme a Stefania Prestigiacomo (che ha dimostrato di essere per me come una sorella) di lanciare la sua candidatura.

    Insieme però, alla fine, abbiamo trovato un muro da non potere abbattere. Mi ha richiamato per l’ennesima volta il Presidente che mi detto una cosa che mi ha convinto: “guarda Gianfranco, io sono convinto che sui numeri hai ragione tu ma siamo arrivati ad un punto in cui, se noi lasciassimo l’MpA, si creerebbe nel Paese la convinzione che Berlusconi perde pezzi e che adesso può perdere le elezioni. Io sono uomo di marketing, prima che politico, ed ho capito che era vero. Gli ho ribattuto che non potevo permettere comunque di darla vinta a chi mi aveva intimidito e che rappresentava quel metodo clientelare che io volevo abbattere! Mi ha detto che senza il mio OK non avrebbe chiuso ma che a quel punto era già deciso il suo ok a Lombardo. Pensate quanto vale oggi la pressione dei media e dell’opinione pubblica! ma era così. Ormai, non avendo più la speranza di realizzare un sogno, mi sono chiuso con i miei amici più stretti e ho cominciato a pensare cosa fare. Avevo lasciato il Presidente dicendogli che lui doveva chiudere con Lombardo, se riteneva questo inevitabile, ma che io mi sarei sentito libero di fare quello che volevo. Mentre ragionavo sul nostro futuro mi ha ancora richiamato il Presidente ed io ho ancora resistito. Poi il Presidente ha chiamato Marcello dell’Utri (che ancora una volta è stato per me come un secondo padre) pregandolo di convincermi a trovare una soluzione positiva. Ci siamo incontrati anche con Stefania e gli altri ragazzi che sono stati quasi un mese con me a Roma, Pippo, Mario, Gaspare, Michele, ed abbiamo cominciato a ragionare su cosa fare. Fino a quel momento avevamo rifiutato qualsiasi offerta. Mi ha richiamato il Presidente, era quasi mezzanotte, e mi ha detto: “se vai da solo farai certo una bella battaglia ideale ma, alla fine, non porterai a casa nessun risultato per la tua Sicilia. Ti chiedo invece di essere, per me, il garante di quel processo di cambiamento e di rafforzamento delle infrastrutture di legalità di cui tu parli sempre. Solo stando insieme a me avrai la possibilità di influire realmente sui nomi che costituiranno la prossima giunta di Governo Regionale, potrai garantire un futuro ai tuoi uomini ed offrire un futuro ad una nuova classe dirigente che inizi quel ricambio generazionale che ti sta a cuore!”

    Sapevo che accettando avrei deluso tanti di voi e me per primo, ma mi hanno insegnato che quando si ha davanti la certezza di una sconfitta bisogna sapere trasformare i problemi in opportunità.

    Sognavo salire di salire in un altro autobus, accetto di salire su questo ma con il fastidioso ruolo di controllore.

    Ho parlato con Fini che mi dato ampie garanzie per un progetto che, peraltro, è nel DNA di Alleanza Nazionale e, in mattinata, ho sentito anche Raffaele Lombardo. Lo so che tanti di voi penseranno che mi sono venduto per una poltrona (qualcuno ha anche guadagnato scommettendo) ma voglio dimostrarvi che il mio progetto di rinnovamento e rafforzamento della legalità è vero. Ho detto al Presidente Berlusconi che io oggi sono fortemente condizionato dal mio blog che ha raggiunto livelli di interesse fenomenali.

    Ho comunicato che presenterò una lista elettorale che rappresenti la tanta gente di centro destra che vuole cambiare il vecchio metodo di una politica fallimentare e vuole gridare la propria voglia di cambiamento. Bene, io voglio continuare a stare con voi ed è per questo che vi invito tutti a partecipare a questa lista. Voglio essere sicuro che tanti di voi sono interessati realmente al futuro della nostra Sicilia e allora vi invito alla sfida! voglio una lista che nasca dal blog e si formi nel blog! voglio che vi facciate avanti, voglio che alcuni di voi diventino deputati regionali. Io ci metterò le risorse per fare conoscere la nostra lista (che non ha ancora un nome e si accettano suggerimenti). Voglio vedere di che pasta siete fatti. Voglio ricevere centinaia di curricula per iniziare subito le selezioni e voglio con voi iniziare una battaglia che ormai è diventata realtà. Anche dopo la delusione iniziale. Speravamo di iniziare ed avere subito successo. Il successo è rimandato ma la nostra creatura è nata. Dobbiamo portarla avanti! Al nostro futuro dobbiamo pensarci noi, tutti insieme. E’ difficile ma aiutiamoci a vincere. YES WE CAN

    Gianfranco Miccichè

    Feb
    12
    Mar

    Spunti Di Riflessione…

    Ho letto stamattina l’editoriale del Giornale di Sicilia.
    Non è firmato, quindi immagino sia del direttore Giovanni Pepi. Comunque sia, l’editoriale porta ad una conclusione che considero logica ed esatta: nel centro destra si litiga per il candidato, ma nessuno ad oggi ha parlato di cosa vuole fare, del perché i siciliani dovrebbero votarlo. E’ vero, sino ad oggi ho parlato di cambiamento, ho accennato ad alcune cose che non vanno ma non sono stato chiaro su quello che si deve fare. Certamente molto dipende dalla incertezza dell’attuale quadro politico e dal non volere fare passi avanti senza sapere se il semaforo è verde oppure no. Non sarebbe quindi corretto tracciare le linee programmatiche, però un paio di argomenti sui quali è possibile discutere provo ad anticiparli:

    1. Legalità

      Occorre costruire vere e proprie infrastrutture di legalità (l’espressione è di Mimì La Cavera ma la sposo volentieri). Come? con l’applicazione di regole precise e rigide che tutti i direttori regionali dovranno rispettare, con l’applicazione della legge sulla semplificazione amministrativa che è già pronta e che toglie, laddove è possibile, il potere delle autorizzazioni. Ancora, alla Regione vengono decise una serie di nomine in cui il curriculum sembra solo un optional.
      E’ obbligatorio cambiare il metodo affidando, ad un gruppo di persone qualificate la scelta delle nomine.

    2. Fondi Strutturali

      L’uso dei fondi strutturali va coordinato in maniera seria e le scelte sul come spendere le risorse non possono essere affidate ai singoli assessorati ma devono fare parte di una strategia complessiva con l’individuazione delle priorità e delle cose realmente realizzabili.

    3. Energia

      Sul campo dell’energia e delle infrastrutture non si può più continuare a rimandare le scelte. Nei primi mesi di governo occorre chiarire le posizioni della Regione in funzione delle convenienze economiche ed ambientali e poi, senza tentennamenti, portare avanti le realizzazioni di ciò che serve.

    Questo non è un programma ma soltanto spunti di riflessioni che sono validi per chiunque voglia fare il il Presidente della Regione.

    Gianfranco Miccichè

     
     
     
     
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