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    Catania, operai morti: nuovi rilievi

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    12 Giu. Proseguono i rilievi scientifici di Carabinieri e tecnici nella vasca del depuratore di Mineo dove sono morti, in un incidente sul lavoro, sei persone: quattro dipendenti comunali e due operai di una ditta specializzata del settore. Secondo la tesi maggiormente accreditata, potrebbero essere stati travolti da materiale di scarico riversato nella vasca, rilasciando miasmi venefici. I sei sarebbero deceduti nel tentativo di salvarsi a vicenda.

    Sui corpi non ci sono lesioni
    I sei operai sono stati trovati in una vasca con 30 centimetri di “fango”, costituito dal materiale filtrato dal depuratore. Sono deceduti mentre stavano compiendo un intervento di pulizia e ripristino di un filtro. Dai primi accertamenti medico-legali i corpi non presentano lesioni ed erano “imbrattati” di fango. Secondo la tesi più probabile, formulata dal comandante provinciale dei carabinieri di Catania, Giuseppe Governale, gli operai potrebbero essere stati travolti da materiale di scarico che all’improvviso, per cause non ancora stabilite, si sarebbe riversato nella vasca creato condizioni simili alle sabbie mobili. I sei, trovati abbracciati, potrebbero essere morti nel tentativo di salvarsi a vicenda. E il decesso sarebbe attribuibile a un “mix” tra la presenza improvvisa del fango del depuratore e i miasmi emessi dallo stesso fango.

    Gli esami clinici
    Le salme delle vittime dell’incidente sul lavoro si trovano negli obitori di tre paesi della zona: due ciascuno tra Caltagirone, Mineo e Palagonia. In giornata il procuratore capo della Repubblica di Caltagirone, Onofrio Lo Re, che coordina le indagini dei carabinieri di Catania, dovrebbe disporre le autopsie. L’esame sui corpi prevede un’indagine degli organi interni e in particolare dei polmoni, oltre che su test ematici per verificare la presenza di sostanze tossiche nel sangue.

    Chi erano le vittime
    Le sei persone decedute erano esperte del settore del quale si occupavano. Giuseppe Zaccaria, 47 anni, era perito industriale, ed era il responsabile della sicurezza dell’impianto. Era stato assunto dal Comune nel dicembre del 2001, dove era entrato come lavoratore socialmente utile dopo la chiusura della sua impresa. Con la moglie, negli anni scorsi, avevano adottato un bambino. Era rientrato dalle ferie appositamente per riparare il guasto al depuratore. Anche Natale Giovanni Sofia, 37 anni, era dipendente comunale dal dicembre del 2001. Lascia la moglie e due figli. Giuseppe Palumbo, 57 anni, aveva due figli grandi, una delle quali si sarebbe dovuta sposare il mese prossimo. Era un appassionato di caccia. Salvatore Pulici, 37 anni, era il custode dell’impianto. Lascia due figli: un ragazzo di 11 anni e una bambina di pochi mesi che era stata battezzata nelle scorse settimane. Era un ‘contrattista’ con un part-time e presto sarebbe stato stabilizzato. Anche i tecnici dell’azienda Carfì morti a Mineo erano reputati attenti e preparati. Salvatore Tumino, aveva 47 anni, ed era originario di Ragusa. Salvatore Smecca, anche lui di 47 anni, era originario di Gela (Caltanissetta) ma si era trasferito a Marina di Ragusa. Nel capoluogo ibleo, il giorno della tragedia è stato proclamato il lutto cittadino.

    Fonte: TgCom

     
     
     
     
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