
Prendendo spunto dai fatti di Rosarno, voglio ragionare assieme a voi sul fenomeno del razzismo, senza avventurarmi in dichiarazioni di parte, che tanto sanno di politichese e mai, come in questi casi, appaiono inopportune.
Voglio solo fornirvi qualche spunto di riflessione e “leggervi”, sapere cosa ne pensate, capire se secondo voi il razzismo sia un fenomeno realmente presente tra noi e in noi o se sia solo un disvalore etico col quale cerchiamo di spiegare taluni gravi accadimenti di violenza, talvolta verbale, talvolta fisica.
Io penso che la verità stia nel mezzo, nel senso che in diverse e variegate fette della nostra società resista ancora un certo sentimento di xenofobia (paura del diverso) o di razzismo (gerarchia delle razze) e che questo sentimento venga poi artatamente mescolato alle cattive intenzioni di alcuni: per esempio di chi vuole aizzare la violenza negli stadi; o di chi vuol trovare un facile capro espiatorio in una vicenda giudiziaria; o della malavita calabrese, che a Rosarno, con la scusa dei ”negri da cacciare via”, ha voluto dare una forte dimostrazione di sua presenza nel territorio.
Ma quel sentimento c’è, è innegabile! Nella stragrande maggioranza di coloro che lo coltivano è prudentemente tenuto a freno da un perbenismo di facciata, però c’è! E’ come un germe d’ignoranza e cieca intolleranza che cova di nascosto alimentando cattivi pensieri e pessime azioni, anche nel quotidiano (provate a soffermarvi un momento su ciò che accade nei semafori, per esempio).
E finchè ci sarà quel sentimento, a poco potranno servire leggi (anche buone), interventi, manifestazioni, volgari strumentalizzazioni politiche e barricate pseudo-ideologiche, perchè ci sarà sempre e comunque un “negro da cacciare via” (senza alcuna distinzione tra gli immigrati regolari e i clandestini, i quali vanno esplulsi, non cacciati via come cani rabbiosi da bastonare)
Combattiamo allora quel sentimento, quell’idea assurda che la diversità (di razza, ma anche di sesso, di lingua o religiosa) possa essere non solo distintiva, ma anche discriminante. Combattiamo l’ignornza! Combattiamola con l’unica, meravigliosa, potentissima arma che la civiltà ci ha messo a disposizione: il dialogo.
Parliamone, parlatene. Io starò qui a “leggervi”!





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