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	<title>Sud - Il Blog di Gianfranco Miccichè &#187; giustizia</title>
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		<title>Noi ti difendiamo!</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 09:55:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>staffsud</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gianfranco Micciché]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1607" title="gaspare_giudice" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/gaspare_giudice.jpg" alt="gaspare_giudice" width="520" height="200" /></p>
<p>Ci risiamo! Ci risiamo con la stampa infamante e diffamatoria. <strong>Questa volta tocca all&#8217;Unità il triste primato dell&#8217;indecenza. Questa volta però è diverso, questa volta è peggio, perché hanno toccato, infangato l&#8217;onorabilità di un uomo che purtroppo non può neanche difendersi. Perché è</strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1607" title="gaspare_giudice" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/gaspare_giudice.jpg" alt="gaspare_giudice" width="520" height="200" /></p>
<p>Ci risiamo! Ci risiamo con la stampa infamante e diffamatoria. <strong>Questa volta tocca all&#8217;Unità il triste primato dell&#8217;indecenza. Questa volta però è diverso, questa volta è peggio, perché hanno toccato, infangato l&#8217;onorabilità di un uomo che purtroppo non può neanche difendersi. Perché è morto!</strong></p>
<p><strong>Gaspare Giudice, il mio amico Gaspare, l&#8217;onorevole Giudice è stato stroncato da un male incurabile, è stato ucciso da un calvario giudiziario, lungo undici anni, a cui era stato ingiustamente costretto da quella stessa avversione, bieca e violenta, che oggi ha mosso la penna di Claudio Fava</strong>. Ingiustamente! Perché Gaspare Giudice era stato <strong>assolto a formula piena</strong>. Gaspare Giudice era un uomo innocente e questo Fava lo sa.</p>
<p>Ma Fava appartiene a quella schiera di <strong>ipergiustizialisti manettari, che, in spregio alla nostra Costituzione, conoscono un solo principio: quello della presunzione di colpevolezza; che diventa certezza della colpevolezza quando si tratta di avversari politici</strong>. Molto più che un semplice principio. <strong>Un dogma</strong>, che si pretende di far valere e si sbandiera impudentemente persino quando l&#8217;avversario politico da colpire è stato <strong>assolto da una sentenza di un tribunale della Repubblica italiana, che questi signori dicono di amare, servire e rispettare.</strong> Ma la verità è che questi adepti del post comunismo d&#8217;azione,  nostalgici di Tangentopoli e monetine da lanciare, nuovi paladini del giustizialismo in viola, sono disposti <strong>ad amare, servire e rispettare la Repubblica italiana solo a condizione che Essa sia retta dall&#8217;Estremismo che professano e dai suoi principi e metodi illiberali</strong>&#8230; altrimenti, tutti ladri, mafiosi, corrotti; tutti da intercettare, da indagare, da sputtanare su quotidiani, trasformati in patiboli di fango.</p>
<p>Tutti, ma proprio tutti! <strong>Anche il povero Gaspare</strong>, che da lassù starà provando tanta pena per Fava e magari ci starà suggerendo di ignorarlo, di perdonare il suo vile e gratuito attacco.</p>
<p>No, amico mio!  A noi Fava non fa pena<strong>, ci fa schifo! </strong>Noi non possiamo ignorarlo, <strong>noi vogliamo difendere, coi denti e a qualunque costo, la tua memoria, la tua onorabilità, ciò che di straordinario ci hai lasciato.</strong> Noi lo difendiamo, contro Fava, che di straordinario ha combinato così poco, che ormai non sa trovare di meglio da fare che prendersela vigliaccamente con chi non c&#8217;è più, ma <strong>quando c&#8217;era sapeva difendersi, si è difeso e ha vinto!</strong></p>
<p><strong>Ciao Gaspare&#8230; e scusaci se ancora non siamo riusciti a fare dell&#8217;Italia un Paese migliore, quel Paese, libero e civile, che tante volte insieme abbiamo immaginato, pensato, sognato. E al quale tu hai dedicato la tua vita</strong>!</p>
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		<title>I Pozzi del sospetto</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 18:31:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gmodica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gianfranco Micciché]]></category>
		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Fidanzati]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-860" title="nicchi" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/nicchi.jpg" alt="nicchi" width="520" height="200" /></p>
<p>La notizia della <strong>cattura dei due superlatitanti, Nicchi e Fidanzati</strong>, ha del sensazionale e <strong>dimostra ancora una volta la durezza e la determinazione con cui lo Stato sta portando avanti la guerra alla mafia.</strong> Ancora un grosso plauso e&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-860" title="nicchi" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/nicchi.jpg" alt="nicchi" width="520" height="200" /></p>
<p>La notizia della <strong>cattura dei due superlatitanti, Nicchi e Fidanzati</strong>, ha del sensazionale e <strong>dimostra ancora una volta la durezza e la determinazione con cui lo Stato sta portando avanti la guerra alla mafia.</strong> Ancora un grosso plauso e un grazie di cuore ai ragazzi delle forze dell’ordine, che rischiano la vita per affidare alle patrie galere pericolosi nemici dello Stato e ai quali, però, credo non faccia piacere la dietrologia, tutta italiana, che si è scatenata attorno a questi <strong>due arresti, che secondo alcuni visionari sarebbero stati volutamente effettuati proprio il giorno dopo le dichiarazioni di Spatuzza, per dimostrare, a discolpa, l’impegno antimafia del Governo.</strong></p>
<p>Sono rimasto abbastanza perplesso nel sentire, per esempio, un giornalista domandare al Ministro Maroni di questa<strong> teoria sugli arresti ad orologeria</strong>; e condivido appieno la risposta del Ministro, che ha parlato senza mezzi termini di mancanza di rispetto verso i ragazzi della catturandi e della squadra mobile di Milano, che, non dimentichiamolo,  fanno un lavoro pericolosissimo per un normalissimo stipendio e meritano massimo rispetto.</p>
<p><span id="more-856"></span></p>
<p><strong>Non è mia intenzione fare polemica attorno ad un avvenimento lieto per lo Stato, ma non posso non registrare l’assurdità di certe illazioni o retro pensieri</strong>, frutto di una montante e artatamente montata cultura del sospetto, che nel nostro Paese investe le Istituzioni, pericolosamente invise ad alcuni segmenti di società. Ma vi pare possibile che si lavori per mesi appresso a un pericoloso boss latitante e che si aspetti l’ok di non so chi (sarà sempre lui, il solito Berlusconi!) per catturarlo? Ma ve l’immaginate i ragazzi della catturandi che, sul punto di prendere Nicchi, nervosi e tesi, anziché farlo nel momento migliore da un punto di vista operativo, rimandano (e rischiano di farselo sfuggire), in attesa che Spatuzza renda le sue dichiarazioni a Torino?</p>
<p>Mi <strong>sembrano le scene fantasiose di uno di quei film in cui si vede di spalle il malvagio Mister x</strong>, seduto alla sua poltrona, col gatto bianco sulle ginocchia, che è a capo di una qualche potente organizzazione paragovernativa o para non so che e gestisce il tutto da quella stessa poltrona, alzando il telefono e impartendo ordini.</p>
<p><strong>Non scherziamo! Stiamo davvero toccando il fondo, </strong>stiamo davvero perdendo di vista non solo la fiducia nelle Istituzioni (fatto grave), ma anche la ragionevolezza e la sobrietà nei giudizi. Siamo un Paese che ha una visione (o una tendenza alla visione) distorta delle cose, un Paese che sta incancrenendosi della cultura del sospetto, un Paese che sta imboccando la pericolosa via della sfiducia verso chi ci rappresenta. <strong>Di tutto ciò è responsabile la politica, siamo responsabili noi, classe dirigente,</strong> che evidentemente dobbiamo fare ancora di più, per instillare nella gente fiducia ed ottimismo; ma, lasciatemelo dire, <strong>di tutto ciò è responsabile soprattutto quell’apparato politico-ideologico-culturale, che sin dal 1994 avvelena i pozzi del Paese col siero della calunnia e del sospetto</strong>, <strong>nella speranza che di quest’acqua possa dissetarsi un numero sempre maggiore di cittadini.</strong></p>
<p>Per fortuna, <strong>c’è tanta gente che sa riconoscere l’acqua limpida e potabile ed oggi s’è dissetata con un bel bicchiere di pura legalità!</strong></p>
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		<title>Così parlò… Spatuzza!</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 18:01:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gmodica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-841" title="spatuzza" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/spatuzza.jpg" alt="spatuzza" width="520" height="200" /></p>
<p>Ebbene si, <strong>Gaspare Spatuzza parlò</strong>.</p>
<p>Devo dire che <strong>se fino al momento della sua deposizione, tutta la vicenda mi faceva adirare moltissimo, ora invece mi fa solo ridere.</strong> Un pentito, ex omicida, capace di sciogliere nell’acido un bambino di&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-841" title="spatuzza" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/spatuzza.jpg" alt="spatuzza" width="520" height="200" /></p>
<p>Ebbene si, <strong>Gaspare Spatuzza parlò</strong>.</p>
<p>Devo dire che <strong>se fino al momento della sua deposizione, tutta la vicenda mi faceva adirare moltissimo, ora invece mi fa solo ridere.</strong> Un pentito, ex omicida, capace di sciogliere nell’acido un bambino di 11 anni, va in tribunale e fa una ricostruzione non di fatti, verificatisi tra gli anni ‘90 e 2000, ma di cose riferite da terzi e di alcune chiacchierate, in un bar di Roma piuttosto che in un residence di Campofelice, collegando queste stesse chiacchierate con quella, avvenuta in carcere una decina d’anni dopo, con uno dei Graviano. Basta, tutto qui. In altre parole, <strong>Spatuzza accusa Dell’Utri e Berlusconi di essere mafiosi, perché collega tra di esse mezze frasi (tipiche dello stile mafioso), proferite a distanza di anni le une dalle altre.</strong></p>
<p>E’ ridicolo! E ancor più <strong>ridicolo è pensare di processare lo Stato</strong> (perché tale è il Senatore Dell’Utri e il Premier Berlusconi), <strong>sulla base delle dichiarazioni di un buffone</strong>, che purtroppo però non ha mai fatto ridere nessuno, ha solo fatto piangere decine di madri.</p>
<p><span id="more-838"></span></p>
<p>Non voglio ripetere ciò che ho già avuto modo di scrivere in questo blog. Ma non posso non indignarmi ancora, di fronte alle immagini di un Procuratore Generale che cerca di costruire il suo impianto accusatorio con le dichiarazioni di Spatuzza, al quale nel porgli le domande, si rivolge usando un tono di quasi deferenza. Questo la dice lunga su <strong>che cosa è oggi la giustizia italiana e su come possa essa trasformarsi in un fenomeno d’avanspettacolo, che fa audience, alle spese della credibilità di un Governo e dei suoi uomini.</strong> Questo giustifica gli sforzi enormi che il Ministro Alfano e tutti noi stiamo profondendo, per cambiare le regole di un gioco, che si sta facendo duro e sporco.</p>
<p>A tal riguardo, senza addentrarmi nel merito tecnico della materia, <strong>credo sia giunto il momento che venga rivisitata la normativa relativa ai pentiti,</strong> l’utilizzabilità delle loro dichiarazioni e i benefici che essi ricavano dall’acquisire tale status. Mi riferisco al programma di protezione, che spesso contempla agevolazioni e benefici di carattere premiale che, comunque, non dovrebbero essere concessi a gente che, pur se collaboranti con lo Stato, di esso sono stati  nemici spietati. Troppo facile!</p>
<p><strong>Lo Spatuzza di turno si pentirebbe, se ciò non gli evitasse il carcere duro che merita</strong>? Questi signori si lascerebbero ugualmente ungere dal divino ravvedimento, se ciò non si traducesse in una serie di pratici benefici? <strong>Ecco perché molti di questi pentiti (non tutti!) non sono credibili, perché non è credibile il loro pentimento</strong>, che il più delle volte altro non è se non una strada per arrivare in paradiso, meglio, per sfuggire all’inferno carcerario che invece meritano. E se poi sono disposti a dichiarare falsità colossali contro il nemico politico da annientare… altro che strada, imboccano un bella scorciatoia!</p>
<p>Spatuzza parla di Dio! Ma <strong>dov’era questo suo Dio, nel momento in cui sentiva la voce di quel povero bambino che implorava pietà,</strong> mentre il suo corpo svaniva, inghiottito dall’acido? No, risulta veramente difficile pensare che simili bestie, adepti del demonio, possano, a un certo punto della loro vita, trovare Dio; ancor più difficile, poi, se lo trovano nel momento in cui è per loro conveniente.</p>
<p>E allora <strong>chi è il suo Dio? Forse qualcuno (un PM agguerrito o chissà chi) che gli ha fatto intravedere la via della salvazione eterna</strong>, come premio per le sue dichiarazioni? Forse si!</p>
<p>Del resto, <strong>pur di far cadere Berlusconi, tutti i mezzi sono leciti.</strong> Anche utilizzare non un vero pentito dell’antimafia (quelli sono utili), ma uno pseudo pentito nemico dell’antimafia, cioè un pluriergastolano, che continua a professare pubblico amore per la famiglia mafiosa dei Graviano, nemico di un Governo che alla mafia sta infliggendo colpi durissimi&#8230; che sia questa la chiave di lettura di tutto?</p>
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		<title>I fuori onda non ci mandino fuori di testa</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 12:08:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gmodica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gianfranco Micciché]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category>
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		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-791" title="fuorionda" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/fuorionda.jpg" alt="fuorionda" width="520" height="200" /></p>
<p>Il <strong>consenso popolare non pone al di sopra della legge</strong>, ma non può neppure rendere martiri della legge e dei suoi Signori.</p>
<p><strong>Nessuno, nemmeno Berlusconi, dubita che governare non significa essere più forte della legge.</strong> A tutti noi, però,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-791" title="fuorionda" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/fuorionda.jpg" alt="fuorionda" width="520" height="200" /></p>
<p>Il <strong>consenso popolare non pone al di sopra della legge</strong>, ma non può neppure rendere martiri della legge e dei suoi Signori.</p>
<p><strong>Nessuno, nemmeno Berlusconi, dubita che governare non significa essere più forte della legge.</strong> A tutti noi, però, un dubbio viene: che chi governa lo debba stabilire non questa o quella legge elettorale, bensì la legge del magistrato più duro, che si accanisce a tal punto da far subire al nostro Premier un numero pazzesco di processi (a spese dei cittadini).</p>
<p>Al di là delle <strong>polemiche susseguenti al fuori onda di Fini</strong>, polemiche che reputo sterili, almeno quanto il tentativo di farne scaturire una crisi di Governo, io credo che <strong>il problema vero, da affrontare con grande serenità,</strong> <strong>sia proprio quello del rapporto tra politica e giustizia. </strong>Un problema la cui risoluzione richiede una grande opera riformatrice, che investa l’intero sistema giudiziario e che, come per ogni altra riforma, sarebbe opportuno venisse fuori da un dialogo tra maggioranza e opposizione.</p>
<p><span id="more-787"></span></p>
<p>Purtroppo, però, <strong>la Sinistra su questo tema si è sempre mostrata abbastanza refrattaria</strong> ad ogni possibilità di dialogo; né, per quanto ci riguarda, saremo mai disposti a sederci attorno a un tavolo e parlare di giustizia con chi insinua che ogni nostra azione sia mossa dall’interesse del nostro leader di sottrarsi ai processi, tantomeno col profeta del’integralismo giudiziario, il Santo inquisitore di piazza, il teorico delle manette facili, Tonino Di Pietro.</p>
<p><strong>E allora dobbiamo pensarci noi</strong>, che di questo Paese siamo maggioranza e che verso questo Paese abbiamo un debito di riconoscenza, che non può non tradursi in azioni riformatrici concrete, in primis proprio nel campo della giustizia.</p>
<p>Perché forse ce ne dimentichiamo, ma quando parliamo di giustizia ingiusta, di processi brevi, di organi inquirenti e giudicanti, di tribunali, di carte bollate, ecc, non parliamo mica di massimi sistemi, di complotti e strutture parapolitiche, di scontri tra poteri forti dello Stato, di Berlusconi e toghe rosse; <strong>parliamo della gente comune</strong>, che con la giustizia, in un modo o nell’altro, ha a che fare e ne esce sempre con le ossa rotte.</p>
<p><strong>Noi siamo la maggioranza voluta dagli italiani ed è nostra la responsabilità!</strong></p>
<p>Pertanto,<strong> l’auspicio è che i fuori onda (per quanto spiacevoli) non ci mandino fuori di testa </strong>e che si riprenda un percorso di unione e coesione, per affrontare, tutti assieme, questa e altre grandi sfide che il governo del Paese ci pone davanti.</p>
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		<title>Giorgio Napolitano: “Nulla può abbattere il governo che ha la maggioranza e il consenso degli elettori”</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 09:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gmodica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gianfranco Micciché]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[equilibrio dei poteri]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
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		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-757" title="napolitano" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/napolitano.jpg" alt="napolitano" width="520" height="200" /></p>
<p><strong>Condivido appieno le parole del Presidente della Repubblica</strong>, un uomo di altissimo lignaggio istituzionale e di grande sensibilità politica, ma soprattutto un Presidente davvero super partes.</p>
<p>In un Paese democratico come il nostro, è assiomatico quanto egli ha affermato,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-757" title="napolitano" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/napolitano.jpg" alt="napolitano" width="520" height="200" /></p>
<p><strong>Condivido appieno le parole del Presidente della Repubblica</strong>, un uomo di altissimo lignaggio istituzionale e di grande sensibilità politica, ma soprattutto un Presidente davvero super partes.</p>
<p>In un Paese democratico come il nostro, è assiomatico quanto egli ha affermato, al punto che non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo. Se lo ha fatto evidentemente è perché anche lui, come noi, <strong>ha dovuto registrare un attacco concentrico da parte di altri poteri forti dello Stato contro Silvio Berlusconi</strong>, Presidente del Consiglio. <strong>Il quale resiste, nonostante tutto, perché sente addosso il peso “democratico” del mandato popolare</strong>, che gli ha dato una maggioranza parlamentare e lo ha investito del compito di guidare il Paese per cinque anni. Un compito certamente duro, tant’è complessa l’azienda-Italia; durissimo, però, se al contempo si deve lottare su più fronti, non tutti legittimi, come quello delle diffamazioni a mezzo stampa o quello delle inquisizioni a mezzo Procure o quello delle beghe interne a mezzo rivendicazioni.</p>
<p><span id="more-755"></span></p>
<p>Ma Berlusconi resiste e noi assieme a lui, perché <strong>abbiamo un impegno con gli elettori e intendiamo portarlo avanti.</strong> E lo faremo, adesso rinfrancati dalle parole di Napolitano, che, al di là dell’attuale contesto, di scontro frontale tra politica e magistratura, in cui esse s&#8217;innestano, fissano un principio generale e sacrosanto per ogni sistema democratico: <strong>“Nulla può abbattere il governo che ha la maggioranza e il consenso degli elettori”.</strong></p>
<p><strong>Che questo principio valga per tutti i Governi del nostro Paese!</strong></p>
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		<title>Quando la giustizia fa bingo</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 11:20:07 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Gianfranco Micciché]]></category>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-434" title="giustizia" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/giustizia.jpg" alt="giustizia" width="520" height="200" /></p>
<p>Certo che <strong>questi pentiti sono bravi a spararle grosse!</strong> E sempre al momento giusto, in prossimità di scadenze elettorali oppure nei momenti di una certa tensione istituzionale, in cui c’è da dare una bella spallata a chi governa.</p>
<p>Se,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-434" title="giustizia" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/giustizia.jpg" alt="giustizia" width="520" height="200" /></p>
<p>Certo che <strong>questi pentiti sono bravi a spararle grosse!</strong> E sempre al momento giusto, in prossimità di scadenze elettorali oppure nei momenti di una certa tensione istituzionale, in cui c’è da dare una bella spallata a chi governa.</p>
<p>Se, poi, come in questo periodo, le due cose convergono, allora hanno fatto bingo!</p>
<p><strong>Questo è l’aspetto che più inquieta.</strong> Al di là delle loro cavolate colossali, che ci dipingono tutti come dei boss incalliti artefici di efferate stragi o come i pupari delle peggiori organizzazioni criminali di questo Paese, <strong>mi lascia molto perplesso il fatto che queste cavolate vengano fuori soprattutto adesso, in un momento in cui i rapporti tra la politica governativa e la magistratura sono abbastanza tesi e alle porte delle elezioni regionali in Italia.</strong> Bingo! In Campania siamo camorristi della peggiore specie, in Sicilia Gaspare Spatuzza ritrova improvvisamente la memoria e riesce a ricostruire un episodio dei primi anni ’90, il nostro Premier è un delinquente incallito che le ha combinate di tutti i colori e che si fa le leggi per sfuggire alla giustizia.</p>
<p><span id="more-746"></span></p>
<p>Ma <strong>la cosa più grave è che per ognuna di queste trovate c’è sempre un magistrato</strong> (che poi magari te lo ritrovi candidato da qualche parte), <strong>pronto a cavalcare la tigre della colpevolezza</strong>, consapevole che, comunque, nessuno gli potrà dire nulla e che non pagherà mai delle sue persecuzioni, neanche quando esse verranno acclarate come tali.</p>
<p>E <strong>questo sarebbe un Paese libero?</strong> Lo è solo grazie a noi e alla nostra strenua battaglia di libertà, che dal ’94 conduciamo con grande coraggio. Ma c’è ancora molto da fare. E occorre mettere un freno a questa corsa al giacobinismo giudiziario, partendo proprio da lì, dall’inesistenza di forme reali di responsabilità dei magistrati (poca cosa sono le responsabilità disciplinare e civile), per arrivare all’abbreviazione dei processi (altro scandalo e non si capisce il perché!) e a quella separazione delle carriere,  che da anni auspichiamo e che davvero darebbe un senso di equità ed imparzialità alla giustizia italiana.</p>
<p><strong>Nel frattempo, però, questi signori hanno fatto bingo!</strong> O, quantomeno, credono di averlo fatto, perché per fortuna gli italiani sono un popolo che sa discernere, che sa valutare, che capisce tutto questo e ogni volta dentro le urne lo dimostra.</p>
<p>Resta, comunque, il fatto che <strong>non è più tollerabile questo sistematico assalto all’arma bianca contro chi detiene il potere,</strong> non in virtù di chissà quali logiche losche, ma per mandato popolare.</p>
<p>Chissà che cosa s’inventeranno ancora, quale sarà la prossima cavolata.</p>
<p><strong>Noi, intanto, andiamo avanti, non ci fermiamo, né ci lasciamo intimidire</strong> e, come facciamo ormai da decenni, continuiamo imperterriti nella nostra opera riformatrice di un Paese che in effetti ne ha tanto bisogno.</p>
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		<title>L&#8217;ennesima cazzata!</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 16:12:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gmodica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gianfranco Micciché]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello Dell'Utri]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[processi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-434" title="giustizia" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/giustizia.jpg" alt="giustizia" width="520" height="200" /></p>
<p><strong>Parlare ancora della vicenda giudiziaria di Marcello Dell&#8217;Utri sta diventando ormai un esercizio quasi noioso, ripetitivo.</strong> E credo che lo stesso sia per quanti si ritrovano periodicamente a leggere o ascoltare notizie del genere.</p>
<p>Non so voi, ma credo&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-434" title="giustizia" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/giustizia.jpg" alt="giustizia" width="520" height="200" /></p>
<p><strong>Parlare ancora della vicenda giudiziaria di Marcello Dell&#8217;Utri sta diventando ormai un esercizio quasi noioso, ripetitivo.</strong> E credo che lo stesso sia per quanti si ritrovano periodicamente a leggere o ascoltare notizie del genere.</p>
<p>Non so voi, ma credo che tanta gente si sia stufata dell&#8217;ennesima notizia di <strong>un Dell&#8217;Utri a cui manca solo la coppola e la lupara per far concorrenza al capo dei capi</strong> (ma si attrezzeranno anche per questo, con un bel fotomontaggio), si sia stufata dell&#8217;ennesima uscita dell&#8217;ennesimo Pm che sembra finalmente aver trovato la via illuminata della verità o dell&#8217;ennesima dichiarazione dell&#8217;ennesimo pentito che riacquista la memoria e ne spara di tutti i colori.</p>
<p><span id="more-424"></span></p>
<p>Di sicuro, <strong>io sono stufo!</strong> Stufo di gridare ai quattro venti (magistratura compresa) la mia assoluta certezza della totale estraneità di Marcello a tutto questo; stufo di prendermela con certa magistratura che, nell&#8217;esercitare la Giustizia, non sembra affatto essere bendata come la Dea americana (che davvero non guarda chi ha davanti), stufo di sollevare qualche ragionevole dubbio sulle dichiarazioni di ex assassini che decidono di farsi &#8220;promuovere sul campo&#8221; e diventano pentiti; stufo di avercela con chi da anni specula mediaticamente su tutto questo. <strong>Sono stufo di affrontare un argomento che ha solo del ridicolo!</strong></p>
<p>Stufo, ma mai domo, perché <strong>mai accetterò di starmene a guardare, mentre continuano, imperterriti, a gettare fango su un uomo di raffinatissima cultura, che ha cambiato il volto di questo Paese</strong> e lo ha salvato da un destino, quasi scritto, di oscurantismo sinistroide, fondando Forza Italia. Con coraggio!</p>
<p>Perché <strong>già allora sapeva che un prezzo lo avrebbe pagato</strong> (nessuno però, neanche lui, poteva immaginare quanto alto potesse essere quel prezzo).  Ecco che allora, stanco ma non domo, <strong>affido alle parole dello stesso Marcello Dell&#8217;Utri il mio ennesimo grido di protesta e d&#8217;indignazione:</strong></p>
<p><em>&#8220;Sono tutte grandi cazzate di cui, per fortuna, riesco ancora a ridere. E´ tutto un teatrino che mi fa divertire. Lo faccio passare, altrimenti il danno sarebbe maggiore di quello che viene dalle sentenze. C´è tutta un´organizzazione per dare rilevanza mediatica a delle banalità: evidentemente ci sono obiettivi superiori. Quando tutto sarà finito, ci sarà da fare una riflessione su come sono state condotte alcune inchieste nel nostro Paese. Perché i magistrati, invece di perdere tempo con me, non indagano su chi ha fatto le stragi? I tre processi per l´eccidio di Borsellino pare siano stati un fallimento e non potrà passare sotto silenzio. E invece se la prendono con me e con i carabinieri. La procura tenta di condizionare il processo come hanno detto i miei avvocati. Il fatto che io sia stato il punto di riferimento dopo le stragi per la presunta trattativa tra mafia e Stato è un´assurdità così grossa che non ha bisogno di commenti. E´ una cosa allucinante! I Graviano non li conosco, mai visti, mai sentiti, neanche per telefono. Ho già detto nel processo chi conoscevo e con chi ho parlato&#8221;.</em></p>
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