Articoli marcati con tag ‘giustizia’

Noi ti difendiamo!

sabato, 27 febbraio 2010

gaspare_giudice

Ci risiamo! Ci risiamo con la stampa infamante e diffamatoria. Questa volta tocca all’Unità il triste primato dell’indecenza. Questa volta però è diverso, questa volta è peggio, perché hanno toccato, infangato l’onorabilità di un uomo che purtroppo non può neanche difendersi. Perché è morto!

Gaspare Giudice, il mio amico Gaspare, l’onorevole Giudice è stato stroncato da un male incurabile, è stato ucciso da un calvario giudiziario, lungo undici anni, a cui era stato ingiustamente costretto da quella stessa avversione, bieca e violenta, che oggi ha mosso la penna di Claudio Fava. Ingiustamente! Perché Gaspare Giudice era stato assolto a formula piena. Gaspare Giudice era un uomo innocente e questo Fava lo sa.

Ma Fava appartiene a quella schiera di ipergiustizialisti manettari, che, in spregio alla nostra Costituzione, conoscono un solo principio: quello della presunzione di colpevolezza; che diventa certezza della colpevolezza quando si tratta di avversari politici. Molto più che un semplice principio. Un dogma, che si pretende di far valere e si sbandiera impudentemente persino quando l’avversario politico da colpire è stato assolto da una sentenza di un tribunale della Repubblica italiana, che questi signori dicono di amare, servire e rispettare. Ma la verità è che questi adepti del post comunismo d’azione,  nostalgici di Tangentopoli e monetine da lanciare, nuovi paladini del giustizialismo in viola, sono disposti ad amare, servire e rispettare la Repubblica italiana solo a condizione che Essa sia retta dall’Estremismo che professano e dai suoi principi e metodi illiberali… altrimenti, tutti ladri, mafiosi, corrotti; tutti da intercettare, da indagare, da sputtanare su quotidiani, trasformati in patiboli di fango.

Tutti, ma proprio tutti! Anche il povero Gaspare, che da lassù starà provando tanta pena per Fava e magari ci starà suggerendo di ignorarlo, di perdonare il suo vile e gratuito attacco.

No, amico mio!  A noi Fava non fa pena, ci fa schifo! Noi non possiamo ignorarlo, noi vogliamo difendere, coi denti e a qualunque costo, la tua memoria, la tua onorabilità, ciò che di straordinario ci hai lasciato. Noi lo difendiamo, contro Fava, che di straordinario ha combinato così poco, che ormai non sa trovare di meglio da fare che prendersela vigliaccamente con chi non c’è più, ma quando c’era sapeva difendersi, si è difeso e ha vinto!

Ciao Gaspare… e scusaci se ancora non siamo riusciti a fare dell’Italia un Paese migliore, quel Paese, libero e civile, che tante volte insieme abbiamo immaginato, pensato, sognato. E al quale tu hai dedicato la tua vita!

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I Pozzi del sospetto

sabato, 5 dicembre 2009

nicchi

La notizia della cattura dei due superlatitanti, Nicchi e Fidanzati, ha del sensazionale e dimostra ancora una volta la durezza e la determinazione con cui lo Stato sta portando avanti la guerra alla mafia. Ancora un grosso plauso e un grazie di cuore ai ragazzi delle forze dell’ordine, che rischiano la vita per affidare alle patrie galere pericolosi nemici dello Stato e ai quali, però, credo non faccia piacere la dietrologia, tutta italiana, che si è scatenata attorno a questi due arresti, che secondo alcuni visionari sarebbero stati volutamente effettuati proprio il giorno dopo le dichiarazioni di Spatuzza, per dimostrare, a discolpa, l’impegno antimafia del Governo.

Sono rimasto abbastanza perplesso nel sentire, per esempio, un giornalista domandare al Ministro Maroni di questa teoria sugli arresti ad orologeria; e condivido appieno la risposta del Ministro, che ha parlato senza mezzi termini di mancanza di rispetto verso i ragazzi della catturandi e della squadra mobile di Milano, che, non dimentichiamolo,  fanno un lavoro pericolosissimo per un normalissimo stipendio e meritano massimo rispetto.

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Così parlò… Spatuzza!

venerdì, 4 dicembre 2009

spatuzza

Ebbene si, Gaspare Spatuzza parlò.

Devo dire che se fino al momento della sua deposizione, tutta la vicenda mi faceva adirare moltissimo, ora invece mi fa solo ridere. Un pentito, ex omicida, capace di sciogliere nell’acido un bambino di 11 anni, va in tribunale e fa una ricostruzione non di fatti, verificatisi tra gli anni ‘90 e 2000, ma di cose riferite da terzi e di alcune chiacchierate, in un bar di Roma piuttosto che in un residence di Campofelice, collegando queste stesse chiacchierate con quella, avvenuta in carcere una decina d’anni dopo, con uno dei Graviano. Basta, tutto qui. In altre parole, Spatuzza accusa Dell’Utri e Berlusconi di essere mafiosi, perché collega tra di esse mezze frasi (tipiche dello stile mafioso), proferite a distanza di anni le une dalle altre.

E’ ridicolo! E ancor più ridicolo è pensare di processare lo Stato (perché tale è il Senatore Dell’Utri e il Premier Berlusconi), sulla base delle dichiarazioni di un buffone, che purtroppo però non ha mai fatto ridere nessuno, ha solo fatto piangere decine di madri.

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I fuori onda non ci mandino fuori di testa

mercoledì, 2 dicembre 2009

fuorionda

Il consenso popolare non pone al di sopra della legge, ma non può neppure rendere martiri della legge e dei suoi Signori.

Nessuno, nemmeno Berlusconi, dubita che governare non significa essere più forte della legge. A tutti noi, però, un dubbio viene: che chi governa lo debba stabilire non questa o quella legge elettorale, bensì la legge del magistrato più duro, che si accanisce a tal punto da far subire al nostro Premier un numero pazzesco di processi (a spese dei cittadini).

Al di là delle polemiche susseguenti al fuori onda di Fini, polemiche che reputo sterili, almeno quanto il tentativo di farne scaturire una crisi di Governo, io credo che il problema vero, da affrontare con grande serenità, sia proprio quello del rapporto tra politica e giustizia. Un problema la cui risoluzione richiede una grande opera riformatrice, che investa l’intero sistema giudiziario e che, come per ogni altra riforma, sarebbe opportuno venisse fuori da un dialogo tra maggioranza e opposizione.

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Giorgio Napolitano: “Nulla può abbattere il governo che ha la maggioranza e il consenso degli elettori”

sabato, 28 novembre 2009

napolitano

Condivido appieno le parole del Presidente della Repubblica, un uomo di altissimo lignaggio istituzionale e di grande sensibilità politica, ma soprattutto un Presidente davvero super partes.

In un Paese democratico come il nostro, è assiomatico quanto egli ha affermato, al punto che non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo. Se lo ha fatto evidentemente è perché anche lui, come noi, ha dovuto registrare un attacco concentrico da parte di altri poteri forti dello Stato contro Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio. Il quale resiste, nonostante tutto, perché sente addosso il peso “democratico” del mandato popolare, che gli ha dato una maggioranza parlamentare e lo ha investito del compito di guidare il Paese per cinque anni. Un compito certamente duro, tant’è complessa l’azienda-Italia; durissimo, però, se al contempo si deve lottare su più fronti, non tutti legittimi, come quello delle diffamazioni a mezzo stampa o quello delle inquisizioni a mezzo Procure o quello delle beghe interne a mezzo rivendicazioni.

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Quando la giustizia fa bingo

giovedì, 26 novembre 2009

giustizia

Certo che questi pentiti sono bravi a spararle grosse! E sempre al momento giusto, in prossimità di scadenze elettorali oppure nei momenti di una certa tensione istituzionale, in cui c’è da dare una bella spallata a chi governa.

Se, poi, come in questo periodo, le due cose convergono, allora hanno fatto bingo!

Questo è l’aspetto che più inquieta. Al di là delle loro cavolate colossali, che ci dipingono tutti come dei boss incalliti artefici di efferate stragi o come i pupari delle peggiori organizzazioni criminali di questo Paese, mi lascia molto perplesso il fatto che queste cavolate vengano fuori soprattutto adesso, in un momento in cui i rapporti tra la politica governativa e la magistratura sono abbastanza tesi e alle porte delle elezioni regionali in Italia. Bingo! In Campania siamo camorristi della peggiore specie, in Sicilia Gaspare Spatuzza ritrova improvvisamente la memoria e riesce a ricostruire un episodio dei primi anni ’90, il nostro Premier è un delinquente incallito che le ha combinate di tutti i colori e che si fa le leggi per sfuggire alla giustizia.

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L’ennesima cazzata!

venerdì, 23 ottobre 2009

giustizia

Parlare ancora della vicenda giudiziaria di Marcello Dell’Utri sta diventando ormai un esercizio quasi noioso, ripetitivo. E credo che lo stesso sia per quanti si ritrovano periodicamente a leggere o ascoltare notizie del genere.

Non so voi, ma credo che tanta gente si sia stufata dell’ennesima notizia di un Dell’Utri a cui manca solo la coppola e la lupara per far concorrenza al capo dei capi (ma si attrezzeranno anche per questo, con un bel fotomontaggio), si sia stufata dell’ennesima uscita dell’ennesimo Pm che sembra finalmente aver trovato la via illuminata della verità o dell’ennesima dichiarazione dell’ennesimo pentito che riacquista la memoria e ne spara di tutti i colori.

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