Articoli marcati con tag ‘Giulio Tremonti’

L’INTERVISTA

sabato, 27 agosto 2011

 

Post di redazione

In un’intervista rilasciata all’Ansa, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e leader di FdS Gianfranco Miccichè, afferma che “la manovra ha avuto un buon impatto di marketing politico soprattutto in l’Europa, ma bisogna dire le cose come stanno: è un provvedimento molto approssimativo e improvvisato. E soprattutto manda in fumo il piano per il Sud”.

Lunedì il leader di Forza del Sud riunirà a Roma i parlamentari del partito per predisporre un pacchetto di emendamenti, annunciando “battaglia vera in Parlamento”.

Miccichè non condivide molti aspetti della manovra di Tremonti, definendo ”folli” alcune misure, tra cui quelle relative alla soppressione dei “comuni polvere” e delle Province con meno di 300mila abitanti. “Le Province o si aboliscono tutte, cosa auspicabile, o nessuna”, chiosa il sottosegretario alla Presidenza, che lancia l’allarme sui fondi destinati al Mezzogiorno: “Tremonti sta mandando in fumo il piano per il Sud”.

Non crede però che il governo ricorrerà al voto di fiducia, almeno alla Camera.

Mi sembrerebbe alquanto curioso, sarebbe un modo pessimo di gestione di questa manovra, che va fatta, ma va fatta bene e cercando il consenso in Parlamento”.

E invita il coordinatore del Pdl, Angelino Alfano, al dialogo: “Lo chiamo, gli spiegherò quali sono le nostre idee”.

Non risparmia neanche critiche all’operato del Governo regionale siciliano e dell’Ars: “I tagli all’Ars vanno fatti in modo diverso rispetto a quello che stanno facendo. Tanto per cominciare, la Presidenza faccia rispettare i tempi delle sedute. Rinviare l’aula di una o due ore, rispetto al calendario, determina un costo: bisogna pagare gli straordinari ai commessi e al personale dipendente, il ristorante è costretto a prolungare l’orario con un aggravio dei costi e così via”.

Se sento parlare del governo Lombardo mi viene da vomitare. Impossibile fare peggio di quello che ha fatto, mi sembra che tutto sia funzionale a rimanere a galla. E’ un governo povero, intellettivamente mi sembra davvero povero. E non capisco cosa vuole il Pd, mi viene da ridere quando qualcuno mi dice che i democratici vogliono la legittimazione popolare. La verità è che vogliono potere, lo dicano e basta”.

Questa l’analisi impietosa che il leader di Forza del Sud, Gianfranco Miccichè, conversando con l’ANSA, fa del governo di Raffaele Lombardo. A tal punto da affermare con tono ironico: “Pagherei per fare cadere Lombardo”.

Ma poi sul voto anticipato di un anno, uno dei tre punti (gli altri due sono l’alleanza politica e le primarie) sui quali il Pd cerca l’intesa con il Terzo polo, Sel e Idv, il sottosegretario si fa serio: “Ma che senso ha? Dovrebbe essere l’ambizione dell’opposizione non di un partito della maggioranza. Eppure, io sarei il primo a volerlo – aggiunge -. Mi converrebbe, perchè mi voglio candidare alla Presidenza della Regione”.

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Berlusconi al telefono con Lombardo: fiducia sui precari

giovedì, 10 giugno 2010

Post di redazione – dal Giornale di Sicilia.it

Il contatto arriva in previsione dell’incontro che il governatore avrà con Tremonti sulle emergenze della Sicilia e dopo un colloquio tra il premier e Micciché

Il premier Silvio Berlusconi ha sentito telefonicamente il governatore Raffaele Lombardo rassicurandolo e confermandogli fiducia e stima anche in previsione dell’incontro che il presidente della Regione siciliana avrà la prossima settimana con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti sulle emergenze della Sicilia, a cominciare dai contratti in scadenza dei 22.500 lavoratori precari degli enti locali.

Il contatto tra Berlusconi e Lombardo è avvenuto dopo il colloquio che il premier ha avuto con il sottosegretario alla Presidenza Gianfranco Micciché e con l’assessore siciliano all’Economia Michele Cimino. Micciché e Cimino hanno informato il premier sulla difficile situazione finanziaria della Regione siciliana, alle prese con problemi di bilancio e con la vicenda dei precari di Comuni e Province.

Che presto ci sarà un incontro con Giulio Tremonti sulla situazione di bilancio della Sicilia lo assicura anche Micciché, al termine di un incontro a Palazzo Grazioli con il premier.

“La data non è ancora stata fissata ma c’é la volontà di fissare un appuntamento con Tremonti per discutere della situazione siciliana” ha detto Micciché, accompagnato nell’incontro in Via del Plebiscito dall’assessore al Bilancio della Regione Sicilia, Michele Cimino.

Con Berlusconi, ha riferito il sottosegretario, “abbiamo parlato della situazione in Sicilia e in particolare delle emergenze: da quella dei forestali ai fondi Fas; dai precari ad altri problemi relativi al bilancio”.

Nel corso dell’incontro, ha aggiunto Micciché, Berlusconi ha telefonato a Lombardo e ha “preso appunti” chiedendo a Lombardo “chiarimenti sulla situazione di bilancio”. “Conosco bene Berlusconi e so che quando prende appunti e si informa in questo modo, significa che vuole risolvere i problemi” ha concluso Micciché.

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TREMONTI: ISTRUZIONE PER IL DISUSO… RECENSIONE SEMISERIA

martedì, 23 febbraio 2010

giuliotremonti

post di redazione

di Francesco Armetta (ufficio stampa Pdl Sicilia)

Molto spesso dalle pagine di questo blog sono stati espressi giudizi politici sull’operato del ministro dell’economia Giulio Tremonti. Si è parlato delle sue posizioni filo nordiste, è stato enfatizzato il suo ruolo nel sacco dei fondi Fas, ma con altrettanta enfasi è stata riconosciuta al ministro una presunta ‘superiorità’ intellettuale, patrimonio inestimabile della coalizione di centrodestra, condensato di sapienza e scienza economica.

Insomma, il messaggio che è passato può essere sintetizzato così: Tremonti è un uomo del nord, è molto vicino alle posizioni della Lega, le sue scelte hanno favorito e favoriscono il settentrione, ma che ci possiamo fare? È un genio dell’economia, quindi, testa bassa e pedalare!

Genio incompreso o potere della comunicazione? A smascherare il bluff mediatico di Giulio Tremonti ci hanno pensato cinque economisti italiani, ‘emigrati’ negli Stati Uniti. Con “pignoleria, irriverenza, logica, aritmetica e quel poco di economia che basta”, Alberto Bisin, Michele Boldrin, Sandro Brusco, Andrea Moro e Giulio Zanella nel libro “Tremonti, istruzioni per il disuso”, edizioni l’Ancora del Mediterraneo, hanno smontato pezzo per pezzo la teoria, ma anche la pratica, economica del ministro dell’economia, definito Voltremont, “il cugino politico di Lord Voltemort, il Signore del male nella saga dei libri per ragazzi del maghetto Harry Potter”.

Con un tono volutamente beffardo i cinque professori italiani, snocciolando dati e riferimenti teorici ma soprattutto criticando nel merito il metodo di analisi ed elaborazione delle tesi di Tremonti, hanno “reso esplicito che l’Oscuro Signore è intellettualmente in mutande e che le medesime sono piene di buchi”. L’invito ai lettori è esplicito: “Non cercate – scrivono gli autori di “Tremonti, istruzioni per il disuso” – risposte nei suoi scritti, perché non li troverete.

Troverete invece visioni oniriche, frasi roboanti e la sicumera di essere l’unico al mondo investito, in modo misterioso, di una qualche sorta di conoscenza esoterica (…) e offrire soluzioni magiche”. La tesi di fondo del libro, molto ben documentata e argomentata ai limiti dell’incredibile visto il peso specifico del personaggio politico sotto analisi, è che il comportamento del super-ministro sarebbe incoerente, multiforme, cangiante, contraddittorio, che nell’elaborazione delle sue teorie compie errori logici elementari.

Una stroncatura a tutto tondo, come un’esplosione atomica nello spazio, ma soprattutto, sempre dati alla mano, i cinque economisti puntano l’indice verso il silenzio che raccoglie l’evoluzione del pensiero di Tremonti e la sua articolazione nell’ambito degli economisti italiani e della stampa italiana.

Oscar Giannino ha definito così questa forma particolare di servo encomio: “Tremonti è riuscito a prendere in mano il bandolo nella matassa e nessuno ha le palle per dirgli talvolta: ‘ma cosa stai dicendo!’”. Un ‘asservimento’ di comodo inconciliabile con il bisogno di chiarezza dei cittadini.

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Il Partito del Sud? M’illuminò Berlusconi

lunedì, 26 ottobre 2009

micci3

Post di Redazione

Da Blogsicilia.it

Sul Corriere della Sera di oggi è stato pubblicato l’articolo di Enrico Marro su Gianfranco Miccichè, sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri con delega al Cipe, che ha rafforzato la proposta del Partito del Sud.

Estrapoliamo quanto affermato dal politico palermitano, così da trarne uno spunto di riflessione e di dibattito:

- Il governo Berlusconi “è diventato ormai un monocolore della Lega, perché il Pdl è di atto un partito inesistente“. Di conseguenza è necessario un “partito del Sud”.

(continua…)

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Il ritorno di Fantozzi?

giovedì, 22 ottobre 2009

fantozzi

Le parole di Tremonti in favore del posto fisso hanno scatenato dibattiti e qualche polemica, che francamente non capisco. Tremonti, in fin dei conti, si è limitato a dire una cosa ovvia. Semmai, una riflessione seria va fatta sul valore o (per Tremonti) disvalore della flessibilità.

Anzitutto, che il posto fisso sia un valore non c’è dubbio. Un’ovvietà in Italia, dove (al Nord come al Sud) di generazione in generazione ci si è tramandati il sogno del posto sicuro (meglio se pubblico).

E’, però, un errore rinnegare la flessibilità. Anch’essa è, a parer mio, un valore o, meglio, lo è quando sappia sostanziarsi in uno strumento d’incremento dell’occupazione, da un lato, e di garanzia di qualità del lavoro prestato, dall’altro.

(continua…)

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Banca del Sud: si del governo

giovedì, 15 ottobre 2009

tremonti

Da Il Messaggero

ROMA (15 ottobre) – Vai libera dal Consiglio dei Ministri al disegno di legge per la creazione della Banca del Sud. In base al provvedimento la Banca dovrà aumentare la disponibilità del credito destinato al Mezzogiorno. Prevista anche l’emissione di bond per canalizzare il risparmio a sostegno di progetti imprenditoriali e a incrementare l’occupazione al Sud. Coordinatore del piano per il Sud sarà il ministro Claudio Scajola.

Lo Stato «sarà il socio promotore» della Banca per il Sud, il modello vuole essere «quello del Credit Agricole» e le Poste «potranno svolgere una funzione di servizio». Sono le caratteristiche che avrà la Banca del Sud illustrate ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

«La Banca del Mezzogiorno non può diventare un carrozzone perché l’Unione europea non lo consente».

(continua…)

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