
Post di Giulia Adamo
Un governo democratico è la sintesi di un progetto, aderente ai bisogni dei cittadini e valutato positivamente dal corpo elettorale.
Il progetto del governo Lombardo e delle forze parlamentari che lo sostengono è la Sicilia. L’ammodernamento del sistema-regione rappresenta il bisogno primario che gli elettori ci hanno chiesto di soddisfare con il loro sostegno nella primavera del 2008.
La crescita economica, sociale e culturale della nostra terra è il progetto politico del gruppo Pdl-Sicilia e massima è l’aderenza alle richieste di innovamento e sviluppo che con sempre maggiore insistenza giungono da ampi settori della società civile.
Sosterremo con lealtà e responsabilità l’azione politica e amministrativa del nuovo esecutivo regionale, perché crediamo fortemente nelle capacità degli uomini che lo compongono e ne condividiamo lo spirito innovatore.
Tuttavia, il cambiamento che tutti auspichiamo deve essere reale e tangibile, non una dichiarazione di intenti ma un fatto sostanziale. Il Pdl-Sicilia, scompaginando in maniera traumatica il gruppo del Popolo della Libertà, ha dato fin dall’inizio un chiaro segnale alla politica regionale: la Sicilia al di sopra di tutto.
Abbiamo compiuto una scelta consapevole della quale non ci pentiamo, anzi crediamo fermamente che il valore della coerenza, contrapposto a quello della illogicità, sia il caposaldo di una corretta azione politica. Distinta e distante da certe logiche personalistiche e del tutto corrispondente alla richiesta di governabilità dei cittadini siciliani.
Il Pdl-Sicilia continuerà a fare la sua parte. Pretenderemo ritmo ed efficienza dal governo, così come garantiremo uniformità di giudizio, determinazione nell’azione parlamentare e compattezza decisionale.
L’esecutivo Lombardo ha un unico obiettivo: predisporre, di concerto con le forze parlamentari disposte ad accettare la sfida del cambiamento, un piano organico di riforme che possano incidere profondamente sul tessuto economico e sociale della Sicilia.
Per aspirare a essere la ‘regione’ di riferimento del Mediterraneo bisogna investire sul futuro modificando le micro e macro storture che danneggiano la nostra Isola.
La giunta che guiderà la nostra regione nasce dalle ceneri di un’esperienza politica fallimentare che ha rifiutato di affrontare con coraggio la crisi determinata dalla drammatica fine del precedente governo. Ma a differenza dell’araba fenice che si rigenera del tutto simile a se stessa, la nuova compagine governativa regionale e i gruppi parlamentari che la sostengono hanno fatto tesoro dell’esperienza passata e sono già proiettati verso un futuro diverso, migliore. Il cambiamento.
Siamo certi che questo sarà il governo del fare. E lo ha dimostrato fin da subito.
La nostra terra necessita di profonde modifiche. Bisogna rompere le catene che ci legano a un passato di subalternità e arretratezza culturale e materiale, figlio di una visione politica timida incline solo al compromesso.
Con il nuovo governo Lombardo inauguriamo l’era del coraggio: il coraggio di interrompere la comoda e redditizia strada dell’accondiscendenza e del tirare a campare, lastricata nel passato prossimo da grandi e suggestivi numeri parlamentari, per intraprendere il ripido e scosceso sentiero delle riforme anche a costo di sporgerci troppo sul dirupo della limitata, sulla carta, consistenza parlamentare della maggioranza.
Il futuro della nostra Isola passa inevitabilmente dalle scelte che saremo tenuti a compiere nei prossimi mesi. E’ giunto per tutti il tempo delle decisioni: stare con la Sicilia o contro di essa; operare attraverso le riforme strutturali a favore del suo sviluppo o continuare a galleggiare favorendone solo la stagnazione.
La politica siciliana deve schierarsi: a sostegno delle scelte del governo Lombardo, ovvero contro i vecchi e inconcludenti schemi politici, oppure a favore di una logora e snervante dottrina dell’accomodamento. Tertium non datur.
Naturalmente nessuno è disposto ad accettare niente a scatola chiusa. La sfida delle riforme può essere vinta solo attraverso un confronto leale di idee e progetti. Crediamo in questa impostazione programmatica, siamo certi che solo procedendo attraverso una costruttiva analisi dei contenuti è possibile determinare il cambiamento della nostra terra.
Conditio sine qua non è l’apporto fattivo di tutti coloro che credono fermamente nel progetto. Non possiamo più permetterci di assistere a situazioni imbarazzanti dove esponenti della maggioranza uscita vittoriosa dalle urne, componenti di gruppi rappresentati nel governo, operino contro di esso.
Lealtà, rispetto e fermezza devono essere i principi basilari per una solida e costruttiva azione a sostegno delle riforme. Su questo noi vigileremo, stimolando e incoraggiando l’azione del governo, attraverso i nostri rappresentati al suo interno e dai banchi di Sala d’Ercole.
Una burocrazia più snella, un sistema industriale più coraggioso e invogliato ad investire, un programma di gestione e smaltimento dei rifiuti più efficiente e rispettoso dell’ambiente, una ancor più intelligente valorizzazione dei nostri beni artistici e architettonici, incentivi e valorizzazione del merito per evitare la fuga dei nostri migliori cervelli. Tutto questo significa cambiamento.
Su queste basi il Pdl-Sicilia accetta la sfida delle riforme ed esprime fiducia al governo Lombardo.
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