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	<title>Sud - Il Blog di Gianfranco Miccichè &#187; giovani</title>
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		<title>Ho incontrato giovani interessati, appassionati e presi dal nostro progetto</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 10:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>staffsud</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gianfranco Micciché]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[incontro]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1646" title="invito_pdlsicilia" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/invito_pdlsicilia.jpg" alt="invito_pdlsicilia" width="520" height="245" /></p>
<p>Devo confessare che <strong>l&#8217;incontro è andato oltre le più rosee aspettative.</strong> C&#8217;erano <strong>tanti giovani, interessati, appassionati, incredibilmente presi dal nostro progetto politico</strong>, che nemmeno io pensavo potesse essere già entrato nei loro cuori e nelle loro teste. Nei loro volti &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1646" title="invito_pdlsicilia" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/invito_pdlsicilia.jpg" alt="invito_pdlsicilia" width="520" height="245" /></p>
<p>Devo confessare che <strong>l&#8217;incontro è andato oltre le più rosee aspettative.</strong> C&#8217;erano <strong>tanti giovani, interessati, appassionati, incredibilmente presi dal nostro progetto politico</strong>, che nemmeno io pensavo potesse essere già entrato nei loro cuori e nelle loro teste. Nei loro volti  ho rivisto un entusiamo che quasi avevo dimenicato. <strong>E&#8217; stato bello e divertente!</strong></p>
<p>Ho dato mandato allo staff del blog di postare al più presto <strong>un resoconto video in modo che tutti possano avere contezza di quello che è successo ieri&#8230;</strong> e ne vedrete delle belle.</p>
<p>Buon weekend.</p>
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		<title>Una bella esperienza</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 16:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gmodica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gianfranco Micciché]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-895" title="studenti" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/studenti.jpg" alt="studenti" width="520" height="200" /></p>
<p>Voglio <strong>raccontarvi di una bella esperienza</strong>, vissuta la scorsa settimana (e non è un caso che mi venga in mente di farlo oggi, nel bel mezzo di questa estenuante e per certi versi nauseante crisi regionale).</p>
<p>La scorsa settimana,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-895" title="studenti" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/studenti.jpg" alt="studenti" width="520" height="200" /></p>
<p>Voglio <strong>raccontarvi di una bella esperienza</strong>, vissuta la scorsa settimana (e non è un caso che mi venga in mente di farlo oggi, nel bel mezzo di questa estenuante e per certi versi nauseante crisi regionale).</p>
<p>La scorsa settimana, a Palazzo Chigi, nella sala Verde, l’aula dove abitualmente si tengono le riunioni del Cipe, almeno<strong> per una volta non ho avuto come interlocutori i colleghi di Governo, ma una nutrita ed attenta rappresentanza di studenti del liceo classico Gorgia di Lentini (Siracusa).</strong></p>
<p>A vederli così silenziosi, attenti e rispettosi del luogo nel quale si trovavano, ma soprattutto <strong>curiosi di conoscere i meccanismi della politica</strong>, mi è venuto istintivo tirare un sospiro di sollievo, pensando alla facilità con cui, generalizzando, <strong>spesso si liquidano le nuove generazioni come prive d’ interessi e senso civico.</strong></p>
<p><strong><span id="more-891"></span></strong><strong>Evitare di fare di tutta l’erba un fascio è proprio uno degli inviti che ho rivolto ai giovani cittadini. </strong>Ho detto loro di non credere a quanti descrivono la politica come un male, perché le generalizzazioni sono sempre sbagliate. Ho raccomandato loro di pensare con la propria testa, di farsi una propria opinione e, nel farlo, pensando alla politica, di tenere conto di quanto sia complicata e articolata l’attività di chi si occupa della cosa pubblica. Li ho portati a ragionare sul fatto che certamente, come in ogni categoria, anche in politica esistono le mele marce e i corrotti, ma ciò non ha nulla a che vedere con chi quotidianamente s’impegna in favore della comunità; sarebbe come dire che visto che alcuni docenti hanno concesso lauree in cambio di denaro, anche i loro insegnanti sono dei corrotti. Ed è stata simpatica, a  questo punto della discussione, la replica scherzosa dei professori, che mi hanno detto di non provarci a corromperli per promuovere i ragazzi.</p>
<p><strong>La discussione si è poi sviluppata</strong>, toccando temi vari e di sicuro interesse, quali le polemiche e le continue, irriguardose maldicenze sul Presidente del Consiglio, le funzioni del Cipe, le ipotesi di sviluppo per il Sud e la Sicilia, i pro e i contro della costruzione del ponte sullo Stretto, eccetera.</p>
<p><strong>Tutto molto coinvolgente!</strong></p>
<p>E’ stato necessario un pressing serrato da parte di chi cura la mia fitta agenda, per mettere fine all’incontro, che nessuno dei presenti, io per primo, voleva concludere.</p>
<p>Incontro che è terminato con le foto di rito, con la consegna di un voluminoso libro su Palazzo Chigi al Preside e, infine, con <strong>un mio augurio ai ragazzi siciliani: “Mi auguro &#8211; ho detto loro ed ero sincero &#8211; che tra di voi oggi sia presente colui che un domani potrà occupare il mio posto ed impegnarsi per favorire la crescita e lo sviluppo della nostra regione e dell’Italia”</strong>.</p>
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		<title>Il ritorno di Fantozzi?</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 17:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gmodica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gianfranco Micciché]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[flessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Tremonti]]></category>
		<category><![CDATA[mercato del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[posto fisso]]></category>
		<category><![CDATA[precarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-404" title="fantozzi" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/fantozzi.jpg" alt="fantozzi" width="520" height="200" /></p>
<p><strong>Le parole di Tremonti in favore del posto fisso</strong> hanno scatenato dibattiti e qualche polemica, che francamente non capisco. Tremonti, in fin dei conti, si è limitato a dire una cosa ovvia. Semmai, <strong>una riflessione seria va fatta sul</strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-404" title="fantozzi" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/fantozzi.jpg" alt="fantozzi" width="520" height="200" /></p>
<p><strong>Le parole di Tremonti in favore del posto fisso</strong> hanno scatenato dibattiti e qualche polemica, che francamente non capisco. Tremonti, in fin dei conti, si è limitato a dire una cosa ovvia. Semmai, <strong>una riflessione seria va fatta sul valore o (per Tremonti) disvalore della flessibilità.</strong></p>
<p>Anzitutto, che il posto fisso sia un valore non c’è dubbio. Un’ovvietà in Italia, dove (al Nord come al Sud) di generazione in generazione ci si è tramandati il sogno del posto sicuro (meglio se pubblico).</p>
<p><strong>E&#8217;</strong>,<strong> però, un errore rinnegare la flessibilità. </strong>Anch’essa è, a parer mio, un valore o, meglio, lo è quando sappia sostanziarsi in uno strumento d’incremento dell’occupazione, da un lato, e di garanzia di qualità del lavoro prestato, dall’altro.</p>
<p><span id="more-389"></span></p>
<p>Certo, se parlando di flessibilità pensiamo <strong>agli lsu, pip e simili,</strong> storciamo il naso<strong>,</strong> perché pensiamo alla precarietà di migliaia di persone, che riempiono le amministrazioni e periodicamente le piazze, alla testa di capipopolo e sindacalisti delle sigle più disparate. Questo è il popolo dei precari, onesti lavoratori, molti dei quali incolpevolmente inutilizzati, che legittimamente aspirano alla stabilizzazione. Qualcuno li definisce “una piaga sociale”<strong>; io li definisco una grande risorsa umana, svenduta dalla mala politica. </strong>Tutto questo, infatti, non ha nulla a che vedere con la flessibilità del lavoro, intesa come un valore. <strong>Tutto questo è semplicemente una  stortura della politica clientelare e scriteriata, che ha flessibilizzato precarizzando,</strong> ha cioè utilizzato lo strumento della flessibilità solo per “vendere posti” in cambio di voti, creando, così, un sovrannumero di dipendenti “pubblici”, messi là a congestionare le amministrazioni (che non ne avevano bisogno) e ad aspettare che quella stessa mala politica corregga i propri errori e trasformi la loro precarietà in posto fisso.</p>
<p><strong>Se la flessibilità nel nostro Paese si è trasformata in precarietà è perché l’economia italiana non è cresciuta come avrebbe dovuto</strong>, <strong>non è competitiva come dovrebbe esserlo.</strong> E’ fuor di dubbio, infatti, che la flessibilità si trasforma in precarietà soprattutto per la mancanza di continuità nella partecipazione al mercato del lavoro. E cos’è il mercato del lavoro? E&#8217; l’incontro tra i posti di lavoro disponibili e le persone in cerca d&#8217;occupazione (ecco perché, per tornare agli lsu, questi sono diventati precari, nell’accezione più negativa possibile del termine).</p>
<p><strong>Tuttavia, non dobbiamo perdere di vista il valore della flessibilità.</strong></p>
<p>La società e <strong>l’economia hanno bisogno di essere flessibili.</strong> E’ cambiata l’economia,  è cambiato il mercato del lavoro. Oggi le aziende vanno a produrre in Cina o in Polonia non perché ce l’hanno coi lavoratori italiani, ma per essere competitivi e stare nel mercato.  Pensate, quindi,  se non potessero nemmeno avvalersi di quegli strumenti contrattuali che prevedono il lavoro flessibile e che, peraltro,  garantiscono una maggiore professionalità, dal momento che tendenzialmente <strong>il lavoro flessibile stimola alla produttività, più di quanto non lo faccia quello fisso</strong>.</p>
<p>Certo, occorre anche affrontare <strong>il tema dei salari,</strong> perché ciò che i precari guadagnano è davvero poco. Ma questo non è un tema legato all’impiego a tempo determinato o indeterminato (o non lo è in parte), è un tema più generale, perché anche tra chi ha il posto fisso c‘è chi non arriva alla fine del mese.</p>
<p><strong>E infine, ci sono i giovani.</strong> I giovani di oggi non cercano più “il posto fisso alla Regione” (per usare un’espressione frequente dalle nostre parti), a loro non interessa, almeno all’inizio, il tipo di contratto, ma che abbiano un contratto, attraverso cui mettersi in gioco, con le carte di cui dispongono: capacità, conoscenza, intraprendenza, professionalità. E la flessibilità ha in effetti permesso<strong> a tanti giovani di entrare nel mondo del lavoro e, una volta entrati, li ha stimolati a migliorarsi, a specializzarsi</strong>, diventando spesso delle risorse per sé stessi e per il datore di lavoro. E sono questi giovani, sono queste nuove leve del lavoro che stanno trasformando in meglio la nostra società, grazie a loro, una società sempre meno &#8220;fantozziana&#8221; e sempre più competitiva e al passo coi tempi e col sistema.</p>
<p>In conclusione, <strong>non sono contrario al posto fisso e non nego che in linea di principio esso sia un valore. Ma difendo anche il valore della flessibilità!</strong></p>
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