PPL: Per Tutti Quelli Che Ci Vogliono Stare

Ieri sera sentendo il Presidente Silvio Berlusconi e vedendolo in TV a San Babila mi si è aperto il cuore; mi è sembrato di essere tornato a respirare il clima del ‘94 quando mi chiamò per servire il Paese. Negli occhi, nello sguardo e nella voce ho riconosciuto ed ho sentito le stesse vibrazioni di 14 anni fa. Quando poi l’ho sentito per telefono ho avuto la conferma: Berlusconi ha ritrovato in sè quello spirito che lo ha fatto grande e che lo ha portato a fare grandi cose. In una sola mossa, una mossa geniale, ha saputo rimettersi al centro della scena politica tutelando in questo modo gli interessi del ceto medio, e degli Italiani, contro le manovre di Palazzo ed il Teatrino della politica. Tutto questo nel giorno in cui 7 milioni di italiani si sono messi in fila per firmare e dare un euro per sostenere la richiesta di elezioni presso il Presidente della Repubblica ma soprattutto per sostenere Silvio Berlusconi. Continua »
Giovani e Politica: Ascoltiamoli…

Strano….iniziare con una fotografia di Woodstock, ma cosa meglio di questo fotogramma può efficacemente sintetizzare la partecipazione massiva dei giovani alla politica, all’ideologia pervasiva di quegli anni, ad una trasgressività talvolta violenta, ma il cui fondamento era l’idea che dal basso potesse nascere un movimento capace di “cambiare” letteralmente il mondo.
Adesso mi chiedo è vero che i giovani e la politica stanno attraversando un momento, lungo per la verità, di crisi e di reciproca disaffezione, sentimenti lontanissimi dalla vivacità di quel lontano 1969?La risposta non è poi così scontata come potrebbe sembrare a prima vista.
Secondo una recente ricerca condotta a livello europeo su un campione di 8000 giovani tra i 18 e i 25 anni soltanto il 5,9% degli intervistati si dichiara molto interessato e il 30,7% abbastanza interessato a fronte di un 44,4% poco interessato e un 19,1% che sostiene di essere per nulla interessato alla politica.Sono dati che devono farci riflettere: non esiste più, o è molto meno presente, quello che nelle generazioni precedenti era un impegno chiaro e netto verso le questioni politiche, che si esprimeva spesso anche in forme violente e massimaliste, ma che comunque denotava un interesse ed un bisogno forte e concreto di partecipazione.
Quella stessa ricerca mette in evidenza un altro dato interessante: se nelle generazioni precedenti la politica, intesa principalmente come appartenenza partitica ed espressione fortemente identitaria, spingeva i giovani a partecipare alle mobilitazioni sindacali e alle rivendicazioni sociali (pensiamo ai movimenti degli anni ‘60 e ‘70) oggi l’interesse dei giovani si rivolge soprattutto verso i temi etici, l’associazionismo, l’impegno umanitario, il recupero del sentimento religioso.
E allora, i giovani si disinteressano della politica? E come possiamo fare in modo che la disaffezione per i temi propri della politica si trasformi in rinnovato interesse? Quali sono gli strumenti per recuperare i ventenni, che sono i cittadini ed i politici di domani, all’impegno verso la cosa pubblica?













