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BENVENUTO SANTO PADRE

domenica, 3 ottobre 2010

Gianfranco Miccichè e Staffsud danno il benvenuto al Santo Padre.

L’INTERVISTA

lunedì, 20 settembre 2010

da Clandestinoweb.com

DI ALESSANDRA LANZI – “Ricordiamoci che prima è nata la Lega Veneta e poi si è arrivati alla Lega Nord. E’ per questo che faccio appello alle classi dirigenti delle regioni del Sud affinchè possano valutare, nelle loro regioni, lastessa idea che abbiamo avuto noi. Solo cosi’, tutti insieme, potremo pensare a una Lega Sud. Gianfranco Miccichè sceglie il Clandestinoweb, per parlare della nascita del nuovo Partito Siciliano. E su Casini: “se pensa di costringere uomini come i siciliani a lavorare a un alleanza con la sinistra è una totale follia”.

Via dal Pdl.
“Voglio fare una premessa. Al di là del mio disagio nel PdL, noi stiamo correndo un rischio per il Sud a causa dell alleanza tra il PdL e la Lega. E la nostra gente non crede a questa alleanza, che lavori per gli interessi del Sud. Con l’uscita di Fini e la rottura di Casini, se dovessimo andare alle elezioni ora, lasceremmo l elettorato del Sud completamente nelle mani di gente che sfrutterebbe l’opportunità elettoralmente e basta. L elettorato del Sud non puo’ affidarsi alla Lega. Noi vogliamo lavorare per gli interessi del nostro territorio. Questo tipo di messaggio non lo puo’ passare Bossi e neanche il PdL che oggettivamente è a trazione nordista. E’ l inizio di un nuovo percorso”.

Quali sono i progetti del Partito Siciliano?
“Voglio chiarire un concetto. Noi non abbiamo alcuna intenzione di lasciare Berlusconi. Rimarremo nel PdL fino a fine legislatura. Vogliamo costruire qualcosa da offrire al centrodestra, affinchè possa occupare uno spazio nella politica territoriale. Il nostro obiettivo è rafforzare Berlusconi, non certo logorarlo”.

Possiamo parlare di una Lega Sud?
Si’. Ma deve nascere dall unione delle regioni del Sud, mosse dalla stessa idea. Ricordiamoci che prima è nata la Lega Veneta e poi si è arrivati alla Lega Nord. E’ per questo che faccio appello alle classi dirigenti delle regioni del Sud affinchè possano valutare la stessa idea che abbiamo avuto noi, nelle loro regioni. Solo cosi’, tutti insieme, potremo pensare a una Lega Sud”.

Ha avuto un colloquio con Berlusconi a Taormina. Che cosa ne è uscito fuori?
“Noi stiamo facendo qualcosa di positivo che conviene a Berlusconi. E infatti il premier ha capito che si tratta di un opportunità. E’ incuriosito da questo tipo di iniziativa”.

Ha chiesto al premier il permesso di fondare il nuovo partito?
“No. Non è necessario. Anche perchè il processo che abbiamo iniziato è irreversibile”.

Ha intenzione di presentarsi solo alle elezioni regionali o anche a quelle politiche?
“A livello regionale sicuramente. Dopo la separazione del gruppo di Fini dal PdL è arrivato il momento di partire da soli. Per pensare invece di presentarsi a livello nazionale bisogna costruire un unione delle regioni del sul prima“.

Un accordo con l’Mpa di Lombardo?
“E’ escluso. Via dal governo Lombardo. Siamo in antitesi”.

Secondo lei il governo Lombardo andra’ avanti in Sicilia o si andrà alle elezioni del nuovo Presidente?
“Credo che in un paese normale non gli sarebbe consentito andare avanti. Ma non siamo un paese normale. Secondo me andrà avanti perchè i parlamentari della regione non vogliono essere mandati a casa. Io spero oggi che il governo Lombardocontinui cosi’per un po’intanto noi avremo il tempo per crescere”

Questo significa che poi potrebbe candidarsi alla presidenza della Regione Siciliana?
Già due anni fa ho manifestato la mia voglia di candidarmi. Non è stato possibile perchè i miei colleghi di partito hanno preferito Lombardo. Oggi? Credo di conoscere le ricette giuste per la Sicilia da poter applicare. Le stesse ricette che oggi non vengono applicate”.

Cosa pensa dei deputati dell’Udc Sicilia, tra cui Cuffaro, che vogliono stare con Berlusconi e contestano Casini?
“Al di là delle singole persone, in Sicilia è assolutamente antistorico allearsi col Pd. Ed è per questo che i finiani perderanno tutto l’elettorato. La gente per strada me lo ripete tutti i giorni: “con la sinistra mai”. Che Casini pensi di costringere uomini come i siciliani a lavorare a un alleanza con la sinistra è una totale follia. Questa è la fine per Casini cosi’ come è la fine per il presidente della Camera. Se Fini pensa di stringere un alleanza col Pd qui in Sicilia sbaglia. E’ per questo che spero di raccogliere il consenso di tutta questa gente che non accetterà mai di andare con casini o con Fini e la loro alleanza col Pd”.

IL POPOLO SICILIANO HA UN PARTITO

sabato, 18 settembre 2010

L’intervista al Corriere della Sera segna una svolta è arrivato il momento di rendere concreto il nostro lavoro degli ultimi 2 anni. Abbiamo il dovere di fare qualcosa per la nostra Sicilia e per tutto il Sud Italia.

Il Corriere, mette insieme due frasi, entrambe vere, ma non una conseguenza dell’altra: lascio il PdL per dedicarmi interamente alla Sicilia e al Sud e non perchè il partito è in mano a La Russa (cosa comunque vera).

Io non chiedero’ a nessuno di uscire dai gruppi del Pdl di Camera e Senato, Berlusconi non ha assolutamente nulla di cui trattare con me, non ha neanche bisogno di chiedermelo, perche’ sa che la mia posizione e’ del tutto diversa da quella di chi ha fatto altre scelte, sa che,come ho dichiarato in nell’intervista al Corriere della sera, sono più’ berlusconiano di lui

In Parlamento noi siamo con berlusconi e ci restiamo! In Sicilia facciamo il partito del popolo siciliano, perche’ convinti che sia la strada giusta per quella rivoluzione siciliana che non si e’ ancora compiuta, anzi non e’ nemmeno cominciata. Io ci credo, in tanti lo avete chiesto, ora nasce Il Partito Siciliano siciliano

LEGGI L’INTERVISTA

L’INTERVISTA

venerdì, 17 settembre 2010

Post di redazione – da SiciliaInformazioni.com

Onorevole, è stato un divorzio o una separazione, magari consensuale?
“Ci ha provato a convincermi, ma non c’erano le condizioni…”.

Divorzio, dunque.
“Lo chiami come vuole, percorriamo strade diverse. I nostri due assessori si dimettono in tempi brevi. Non esiste alcuna possibilità che il Pdl Sicilia rimanga in un governo con la partecipazione organica del Partito democratico”.

 

Onorevole Miccichè, non c’è proprio spazio per una riflessione, un ripensamento, una alternativa? Il canale della trattiva si è interrotto difenitivamente?
“Sì, proprio così. Non ci piace ciò che ha deciso Raffaele Lombardo, non siamo d’accordo su nulla”.

Qual è il pomo della discordia?
“Il Pd, naturalmente. Il disastro del Pdl ufficiale ci ha costretti a cercare vie diverse per fare le riforme e governare la Sicilia. Ma una cosa è chiedere l’appoggio dei democratici sulle riforme e un’altra il governo organico con la sinistra. Non si può nemmeno immaginare che si stia insieme con il Pd…”

Ma voi così restate soli anche nel Pdl Sicilia. I finiani non vi seguono sulla strada dell’ostracismo.
“Abbiamo motivazioni diverse, capisco Pippo Scalia. I finiani hanno da tenere conto dell’ottica nazionale, dei risvolti romani della crisi siciliana. Se non ci fossero logiche nazionali, non avrei dubbi sulla loro scelta. Anche per loro è una forzatura. Credo che per Fini rappresenti anche un rischio. Se preferisce il centrosinistra, deve vedersela con il suo elettorato. Con Scalia e gli altri, tuttavia, conservo rapporti eccellenti, di assoluta serenità. Sono scelte che prescindono dalle loro volontà. Credo che vivano con malessere questa svolta”.

Avrà letto quel che dicono di lei alcuni leaders del Pdl siciliano? Non le stanno preparando un’accoglienza gentile.
“Perché mai dovrebbero accogliermi?”.

Avrebbe intenzione di non tornare a casa?
“Lo ripeto fino alla nausea. Non torno indietro, non vado nel Pdl, non ho niente a spartire con loro. Dico di più, quando leggo certe cose mi diverto. Sanno bene che non intendo tornare, sono stato invitato a farlo in tutte le salse…”.

Mi sta dicendo che in pubblico polemizzano e fanno di tutto perché lei si arrabbi, ma sottobanco le offrirebbero ponti d’oro?
“Dicono cose imbarazzanti, s’intende imbarazzanti per loro. Fanno certe figure…”.

A chi si riferisce?
“Nessuno in particolare…”.

Sembra che il Presidente dell’Ars, Francesco Cascio, il suo predecessore, sia il più coriaceo, fissi paletti molto netti, soprattutto in ordine alla sua eventuale candidatura alla presidenza della Regione.
“Sì, ho letto, credo che abbia ottenuto qualche promessa o impegno, non lo so e non ne voglio sapere. Sono affari loro. Con quelli non ci torno”.

Suppongo che Silvio Berlusconi non si affatto contento del suo rifiuto.
“E’ più importante che io faccia contenta la Sicilia in questa circostanza. Berlusconi mi invitò a tornare nel Pdl. Gli ho risposto che con quelli non voglio averci a che fare. E ho aggiunto che anche se la pensassi diversamente, non si risolverebbe niente”.

Per quale ragione, mi faccia capire.
“Semplice, se Berlusconi mi desse il partito nelle mani, come mi ha offerto, non cambierebbe niente, l’altra metà farebbe la fronda. Non ci starebbero con me”.

E’ un altro divorzio.
“Un momento, io non divorzio affatto da Berlusconi. Lui può contare sempre su di me, ha rapporti filiali con me….”

Non torna a casa, rompe con Lombardo. E poi? La strada è diventata angusta. Che cosa fa?
“Faccio il partito, naturalmente”.

Il partito del popolo siciliano o il partito del sud?
“Il partito del popolo siciliano”.

Berlusconi che ne pensa?
“Valuta con serenità questa prospettiva, sa di potersi fidare di me. La Sicilia è una cosa, il Pdl nazionale un’altra. Il mio partito non nasce contro Berlusconi e il Pdl. Troveremo un accordo alle elezioni politiche. C’è riuscito anche il Mpa con l’1,8 per cento ad entrare nelle Camere, grazie all’alleanza con il centrodestra. Sarò presuntuoso ma credo che il mio partito possa raccogliere maggiori consensi. Non spariremo di certo”.

Le faccio osservare che il partito del popolo siciliano entrerebbe subito in linea di collisione con il Mpa di Raffaele Lombardo. Questo non la turba?
“E per quale motivo dovrebbe turbarmi? Non m’interessa niente. Lui va a sinistra, io resto nel centrodestra. Non posso seguirlo. Lamenterò la scarsa attenzione del Pdl verso il Meridione e la Sicilia, ma rimango in questa area”.

Perché tanta acrimonia verso il Pdl siciliano? Non le pare di esagerare?
“Niente affatto, hanno combinato un sacco di danni i cosiddetti lealisti, non sono disponibile per loro, non lo sarò mai”.

Nascerà un gruppo parlamentare del popolo siciliano?
“Certo, nascerà presto, avremo il nostro simbolo e potremo contare su collegamenti, rapporti e solidarietà”.

E con Lombardo, come finirà?
“Offro amicizia lunga, a vita, e ognuno per la sua strada”.

L’intervista

domenica, 15 agosto 2010

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Servizio Tg2 sulla polemica Mondiali: Abete si deve dimettere o no?

domenica, 27 giugno 2010
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Berlusconi al telefono con Lombardo: fiducia sui precari

giovedì, 10 giugno 2010

Post di redazione – dal Giornale di Sicilia.it

Il contatto arriva in previsione dell’incontro che il governatore avrà con Tremonti sulle emergenze della Sicilia e dopo un colloquio tra il premier e Micciché

Il premier Silvio Berlusconi ha sentito telefonicamente il governatore Raffaele Lombardo rassicurandolo e confermandogli fiducia e stima anche in previsione dell’incontro che il presidente della Regione siciliana avrà la prossima settimana con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti sulle emergenze della Sicilia, a cominciare dai contratti in scadenza dei 22.500 lavoratori precari degli enti locali.

Il contatto tra Berlusconi e Lombardo è avvenuto dopo il colloquio che il premier ha avuto con il sottosegretario alla Presidenza Gianfranco Micciché e con l’assessore siciliano all’Economia Michele Cimino. Micciché e Cimino hanno informato il premier sulla difficile situazione finanziaria della Regione siciliana, alle prese con problemi di bilancio e con la vicenda dei precari di Comuni e Province.

Che presto ci sarà un incontro con Giulio Tremonti sulla situazione di bilancio della Sicilia lo assicura anche Micciché, al termine di un incontro a Palazzo Grazioli con il premier.

“La data non è ancora stata fissata ma c’é la volontà di fissare un appuntamento con Tremonti per discutere della situazione siciliana” ha detto Micciché, accompagnato nell’incontro in Via del Plebiscito dall’assessore al Bilancio della Regione Sicilia, Michele Cimino.

Con Berlusconi, ha riferito il sottosegretario, “abbiamo parlato della situazione in Sicilia e in particolare delle emergenze: da quella dei forestali ai fondi Fas; dai precari ad altri problemi relativi al bilancio”.

Nel corso dell’incontro, ha aggiunto Micciché, Berlusconi ha telefonato a Lombardo e ha “preso appunti” chiedendo a Lombardo “chiarimenti sulla situazione di bilancio”. “Conosco bene Berlusconi e so che quando prende appunti e si informa in questo modo, significa che vuole risolvere i problemi” ha concluso Micciché.

Micciché su SiciliaOggi: “Garibaldi un assassino, l’Unità d’Italia una disgrazia e il Pdl è confuso”

martedì, 8 giugno 2010

Post di redazione
di Giuseppe Taibi per Siciliaoggi.net

Se volete fare colpo su Gianfranco Micciché, non perdete tempo a tessere le lodi di Garibaldi, non mostrate apprezzamenti per “i mille”, e se vi chiede qual è l’anno storico da voi preferito, non fate l’errore di dire con certezza “il 1861, l’anno dell’unificazione d’Italia”. Miccichè ha un’idea ben precisa dell’Unità (“da lì sono iniziate le nostre disgrazie”), di Garibaldi (“ladro e assassino”- oltre che uxoricida- “ammazzò Anita”), dei mille (“ni ficiru un culu tanto”). Ha il cuore a forma di trinacria, è un uomo del Sud che crede in un Sud diverso, difeso da un altrettanto “Partito del Sud”. E’ uno stratega, che attua in politica le leggi della fisica: studia la gravitazione, fa uso delle norme che regolano gli equilibri, mastica i dettami sul bilanciamento dei pesi. Di ogni elemento ne conosce il peso specifico: misura le proporzioni. A volte supera la continenza, ma lo fa per scardinare le chiusure avverse, per rendere le parole, messaggi che centrino gli obiettivi. E’ popolare perché nei comizi pratica la facezia. Si serve di battute, scivola nel volgo senza essere volgare. E’ un mattatore delle piazze ricolme di simboli e faccioni di candidati. Ma è sempre chiaro e diretto. Ama Berlusconi, ma non come Bondi: lo adora ma non lo santifica, lo teme ma non è servile.

Onorevole Micciché, lei spesso parla di confusione all’interno del Pdl, ma non crede che parte di quella confusione sia stata generata da lei?
“Assolutamente no. Torniamo indietro per ripercorrere i passaggi degli ultimi anni. Il Pdl è stato il partito che ha voluto il presidente Lombardo a tutti i costi, quasi come se non ci fosse stato lui avremmo rischiato la morte. Al tempo delle elezioni regionali avevo dato la mia disponibilità, mi sarebbe piaciuto fare il presidente della Regione, non lo nascondo. Quando Berlusconi ha però detto che doveva essere Lombardo il candidato, mi sono allineato alle decisioni del partito. Ho lavorato, ho fatto una campagna elettorale per Lombardo, forse sono stato l’unico a farlo per davvero. Poi il Pdl ufficiale, dopo soli tre mesi, mi ha chiesto di nominare coordinatore regionale Giuseppe Castiglione, il più grande nemico storico di Lombardo. Da quel momento hanno cominciato un continuo attacco ad un presidente votato tre mesi prima. Mi sono reso conto che dovevo fare qualcosa, altrimenti avremmo consegnato Lombardo alla sinistra, ed io di Sicilia rossa non ne ho mai sentito parlare e mai ne vorrei sentire. La stupidità del Pdl ortodosso, la sua follia,il suo totale isterismo, avrebbe consegnato la regione alla sinistra. Per tale motivo ho scelto di sostenere Lombardo: con me la squadra di deputati che sta a mio fianco, i deputati vicini a Fini e che non provengono da Forza Italia, coloro che da sinistra si sono spostati al Gruppo misto e alcuni dell’Udc. Chi fa quindi confusione, noi o loro? Io amo Berlusconi, amavo fortissimamente Berlusconi, però questo Pdl mi sembra molto confuso”.

Nei giorni dello strappo tra Fini e Berlusconi, i “finiani”, per difendersi dalle accuse di disfattismo, avevano indicato in lei un vero dissidente interno.
“Non è così. Fini ha voluto prendere l’esempio siciliano per dire a Berlusconi: guarda che il partito così com’è, non funziona da nessuna parte; quello che sta succedendo in Sicilia e sintomatico di un problema che si registra in tutta Italia. E penso che Berlusconi adesso se ne sia reso conto”.

Si dice che la sua operazione abbia l’avallo di Berlusconi: lei farebbe parte di un progetto per contrastare il dilagare della Lega. Una scelta dovuta dopo il successo di Bossi alle elezioni regionali.
“Le regionali non c’entrano. Della prepotenza, dello strapotere della Lega e che certamente avrebbe originato uno scontro interno alla coalizione, ne parlavo già due anni fa. Oggi lo dice anche Fitto. Due anni fa mi avevano preso per pazzo; io ho soltanto avuto capacità di capire prima degli altri quello che sarebbe accaduto. Io credo che la cosa più giusta da fare per la Sicilia è essere rappresentati a livello nazionale da un partito che abbia una sua autonomia, un numero di deputati tale da condizionare l’esistenza di un Governo. Senza Udc e Alleanza nazionale siamo succubi dalla Lega, per questo motivo è necessario che ci sia un contrappeso. Ecco, noi siamo il contrappeso”.

(continua…)