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	<title>Sud - Il Blog di Gianfranco Miccichè &#187; Gianfranco Fini</title>
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		<title>Micciché su SiciliaOggi: “Garibaldi un assassino, l’Unità d’Italia una disgrazia e il Pdl è confuso”</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 11:36:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>staffsud</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/siciliaoggi1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-2604" title="siciliaoggi" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/siciliaoggi1.png" alt="" width="520" height="200" /></a></p>
<p>Post di redazione<br />
di Giuseppe Taibi per <a href="http://www.siciliaoggi.net/2010/06/micciche-su-siciliaoggi-garibaldi-un-assassino-lunita-ditalia-una-disgrazia-e-il-pdl-e-un-partito-confuso/">Siciliaoggi.net</a></p>
<p>Se volete fare colpo su Gianfranco Micciché, non perdete tempo a tessere le lodi di Garibaldi, non mostrate apprezzamenti per “i mille”, e se vi chiede qual è l’anno&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/siciliaoggi1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-2604" title="siciliaoggi" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/siciliaoggi1.png" alt="" width="520" height="200" /></a></p>
<p>Post di redazione<br />
di Giuseppe Taibi per <a href="http://www.siciliaoggi.net/2010/06/micciche-su-siciliaoggi-garibaldi-un-assassino-lunita-ditalia-una-disgrazia-e-il-pdl-e-un-partito-confuso/">Siciliaoggi.net</a></p>
<p>Se volete fare colpo su Gianfranco Micciché, non perdete tempo a tessere le lodi di Garibaldi, non mostrate apprezzamenti per “i mille”, e se vi chiede qual è l’anno storico da voi preferito, non fate l’errore di dire con certezza “il 1861, l’anno dell’unificazione d’Italia”. Miccichè ha un’idea ben precisa dell’Unità (“da lì sono iniziate le nostre disgrazie”), di Garibaldi (“ladro e assassino”- oltre che uxoricida- “ammazzò Anita”), dei mille (“ni ficiru un culu tanto”). Ha il cuore a forma di trinacria, è un uomo del Sud che crede in un Sud diverso, difeso da un altrettanto “Partito del Sud”. E’ uno stratega, che attua in politica le leggi della fisica: studia la gravitazione, fa uso delle norme che regolano gli equilibri, mastica i dettami sul bilanciamento dei pesi. Di ogni elemento ne conosce il peso specifico: misura le proporzioni. A volte supera la continenza, ma lo fa per scardinare le chiusure avverse, per rendere le parole, messaggi che centrino gli obiettivi. E’ popolare perché nei comizi pratica la facezia. Si serve di battute, scivola nel volgo senza essere volgare. E’ un mattatore delle piazze ricolme di simboli e faccioni di candidati. Ma è sempre chiaro e diretto. Ama Berlusconi, ma non come Bondi: lo adora ma non lo santifica, lo teme ma non è servile.</p>
<p><strong>Onorevole Micciché, lei spesso parla di confusione all’interno del Pdl, ma non crede che parte di quella confusione sia stata generata da lei?</strong><br />
“Assolutamente no. Torniamo indietro per ripercorrere i passaggi degli ultimi anni. Il Pdl è stato il partito che ha voluto il presidente Lombardo a tutti i costi, quasi come se non ci fosse stato lui avremmo rischiato la morte. Al tempo delle elezioni regionali avevo dato la mia disponibilità, mi sarebbe piaciuto fare il presidente della Regione, non lo nascondo. Quando Berlusconi ha però detto che doveva essere Lombardo il candidato, mi sono allineato alle decisioni del partito. Ho lavorato, ho fatto una campagna elettorale per Lombardo, forse sono stato l’unico a farlo per davvero. Poi il Pdl ufficiale, dopo soli tre mesi, mi ha chiesto di nominare coordinatore regionale Giuseppe Castiglione, il più grande nemico storico di Lombardo. Da quel momento hanno cominciato un continuo attacco ad un presidente votato tre mesi prima. Mi sono reso conto che dovevo fare qualcosa, altrimenti avremmo consegnato Lombardo alla sinistra, ed io di Sicilia rossa non ne ho mai sentito parlare e mai ne vorrei sentire. La stupidità del Pdl ortodosso, la sua follia,il suo totale isterismo, avrebbe consegnato la regione alla sinistra. Per tale motivo ho scelto di sostenere Lombardo: con me la squadra di deputati che sta a mio fianco, i deputati vicini a Fini e che non provengono da Forza Italia, coloro che da sinistra si sono spostati al Gruppo misto e alcuni dell’Udc. Chi fa quindi confusione, noi o loro? Io amo Berlusconi, amavo fortissimamente Berlusconi, però questo Pdl mi sembra molto confuso”.</p>
<p><strong>Nei giorni dello strappo tra Fini e Berlusconi, i “finiani”, per difendersi dalle accuse di disfattismo, avevano indicato in lei un vero dissidente interno.</strong><br />
“Non è così. Fini ha voluto prendere l’esempio siciliano per dire a Berlusconi: guarda che il partito così com’è, non funziona da nessuna parte; quello che sta succedendo in Sicilia e sintomatico di un problema che si registra in tutta Italia. E penso che Berlusconi adesso se ne sia reso conto”.</p>
<p><strong>Si dice che la sua operazione abbia l’avallo di Berlusconi: lei farebbe parte di un progetto per contrastare il dilagare della Lega. Una scelta dovuta dopo il successo di Bossi alle elezioni regionali.</strong><br />
“Le regionali non c’entrano. Della prepotenza, dello strapotere della Lega e che certamente avrebbe originato uno scontro interno alla coalizione, ne parlavo già due anni fa. Oggi lo dice anche Fitto. Due anni fa mi avevano preso per pazzo; io ho soltanto avuto capacità di capire prima degli altri quello che sarebbe accaduto. Io credo che la cosa più giusta da fare per la Sicilia è essere rappresentati a livello nazionale da un partito che abbia una sua autonomia, un numero di deputati tale da condizionare l’esistenza di un Governo. Senza Udc e Alleanza nazionale siamo succubi dalla Lega, per questo motivo è necessario che ci sia un contrappeso. Ecco, noi siamo il contrappeso”.</p>
<p><span id="more-2590"></span></p>
<p><strong>Oggi si chiama Pdl Sicilia, domani?</strong><br />
“Certamente non si chiamerà più Pdl Sicilia”.</p>
<p><strong>So che le piace Partito del Popolo siciliano.</strong><br />
“Sì, Partito del popolo siciliano mi piace. Perché credo che ci sia bisogno di un partito per davvero dalla parte del popolo siciliano”.</p>
<p><strong>Quest’anno si festeggia il 150anniversario dello sbarco dei Mille. Che giudizio da all’Unificazione d’Italia, e cosa pensa di Giuseppe Garibaldi?</strong><br />
“Garibaldi è un personaggio fortemente negativo. Purtroppo pochi conoscono la vera storia, anche perché la storia la scrivono i vincitori”.</p>
<p><strong>Però non riconosce all’Unificazione un momento fondamentale anche per il sud?</strong><br />
“L’Unità d’Italia si fa con un erario nazionale di 639 milioni di lire oro, di questi 490 arrivano dal Banco di Sicilia e da quello di Napoli. Napolitano è andato ad inaugurare le celebrazioni e lo hanno portato all’Ansaldo di Genova. L’Ansaldo originariamente era di Napoli, ma viene trasferita a Genova nel 1862. Inizia con l’unità d’Italia il vero problema del sud. Dal punto di vista geografico l’Italia sarebbe nata lo stesso, ma credo che le nostre disgrazie sono iniziate proprio con l’Unità”.</p>
<p><strong>Lei non ha proprio stima di Garibaldi…</strong><br />
“Garibaldi era chiamato eroe dei due mondi perché  dovette scappare dall’Italia in quanto ricercato per omicidio. Arriva in un Paese Sudamericano, viene processato e condannato per un altro omicidio, scappa in un altro Paese, anche qui viene condannato per furto con il taglio dell’orecchio. Ecco perché i capelli gli coprivano le orecchie. Era un assassino ed era un ladro”.</p>
<p><strong>Ma è comunque stato un eroe.</strong><br />
“Eroe di cosa? Per scrivere la storia di Garibaldi vengono chiamati quattro romanzieri coordinati da Alessandro Dumas, i quali hanno il compito di inventarne la sua storia. Alcune carte dell’epoca dicono poi che Anita l’ha ammazzata lui. La strangola in un viaggio in mare nei pressi di Hammamet. Lui dice che muore per una malattia, ma accorgendosi dei segni c’è chi ne chiede un’autopsia, che non verrà fatta perché intanto riuscirà a far sparire il cadavere”.</p>
<p><strong>E perché mai l’avrebbe uccisa?</strong><br />
“La regola tra i suoi uomini era questa: tutti i feriti dovevano essere uccisi perché d’impaccio. Come si è reso conto che Anita era d’ostacolo perché malata, ha preferito ammazzarla. Garibaldi è un massacratore, che uccide bambini, che processa una bimba di 9 anni a Palermo attraverso un processo sommario in piazza. E la condanna a morte. Fucilata a 9 anni. E’ un uomo che ha rubato, non è un eroe, e ha trovato nei siciliani troppi ascari e che non hanno smesso di esserlo anche oggi al Parlamento nazionale. Come Garibaldi trovò strada fertile per fregare il Mezzogiorno, ho l’impressione che oggi ci sia qualche altro che per comparsi i siciliani butta due ossa a terra”.</p>
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		<title>Il caso Sicilia</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 18:33:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>staffsud</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Direzione Nazionale]]></category>
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<p><a href="http://www.gianfrancomicciche.net/2010/04/22/il-caso-sicilia/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>Scontro Fini-Berlusconi: chi vince e chi perde?</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 10:32:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>staffsud</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2157" title="berlusconi-fini" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/berlusconi-fini.jpg" alt="" width="520" height="200" /></p>
<p>Post di redazione<br />
Dal <a href="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/">blog di Luigi Crespi</a></p>
<p><strong>In tanti mi hanno scritto, come non era mai successo, tutti tarantolati dallo scontro Fini/Berlusconi. Quanto vale Fini? Quanto prende da solo? Come reagisce l’elettorato?</strong> Queste sono le domande&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2157" title="berlusconi-fini" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/berlusconi-fini.jpg" alt="" width="520" height="200" /></p>
<p>Post di redazione<br />
Dal <a href="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/">blog di Luigi Crespi</a></p>
<p><strong>In tanti mi hanno scritto, come non era mai successo, tutti tarantolati dallo scontro Fini/Berlusconi. Quanto vale Fini? Quanto prende da solo? Come reagisce l’elettorato?</strong> Queste sono le domande più frequenti.</p>
<p>Io credo che una misurazione a caldo possa fornirci dati poco chiari se non confusi e credo utili solo per essere utilizzati strumentalmente.</p>
<p>Ma <strong>è evidente che non mi sottrarrò prestissimo pubblicherò uno studio su questa vicenda</strong>. Anche se devo rilevare che dei due contendenti uno parla e si esprime copiosamente, Berlusconi e l’altro invece tace e a parlare sono i suoi uomini, portando nello scontro se stessi.</p>
<p>Più in generale posso dire che <strong>al netto delle tifoserie, nell’elettorato prevale un certo sconcerto, una difficoltà a capire non solo le ragioni di Fini ma perchè non possano essere contenute nel partito che Berlusconi e Fini hanno contribuito a fondare.</strong></p>
<p>Quindi se da una parte è giusto misurare l’impatto emotivo di una vicenda traumatica come questa dall’altra è necessario comprendere che solo attraverso la mediazione del tempo si potrà comprendere appieno il valore di una parte o dell’altra.</p>
<p>Di certo anche se Berlusconi ha dato prova di poter digerire strappi ed abbandoni come quello di Bossi un decennio fa o quello più recente di Casini, <strong>non si può pensare che Gianfranco Fini possa produrre lo stesso effetto di Follini.</strong></p>
<p>Mentre <strong>aspettiamo di capire chi vincerà il duello tra i due leader della maggioranza possiamo già stabilire chi ha perso</strong>: Bersani e il suo PD, il partito delle “nuove generazioni” e della “costituzione”, che continua a parlare come un funzionario degli anni 70, senza rendersi conto che non solo non funziona ma non c’è più manco il partito.</p>
<p><strong>Il ruolo dell’opposizione ora è tutto di Fini che riesce a fare litigare anche D’Alema e Franceschini.</strong></p>
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		<title>I fuori onda non ci mandino fuori di testa</title>
		<link>http://www.gianfrancomicciche.net/2009/12/02/i-fuori-onda-non-ci-mandino-fuori-di-testa/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 12:08:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gmodica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gianfranco Micciché]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Pdl]]></category>
		<category><![CDATA[riforme]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-791" title="fuorionda" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/fuorionda.jpg" alt="fuorionda" width="520" height="200" /></p>
<p>Il <strong>consenso popolare non pone al di sopra della legge</strong>, ma non può neppure rendere martiri della legge e dei suoi Signori.</p>
<p><strong>Nessuno, nemmeno Berlusconi, dubita che governare non significa essere più forte della legge.</strong> A tutti noi, però,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-791" title="fuorionda" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/fuorionda.jpg" alt="fuorionda" width="520" height="200" /></p>
<p>Il <strong>consenso popolare non pone al di sopra della legge</strong>, ma non può neppure rendere martiri della legge e dei suoi Signori.</p>
<p><strong>Nessuno, nemmeno Berlusconi, dubita che governare non significa essere più forte della legge.</strong> A tutti noi, però, un dubbio viene: che chi governa lo debba stabilire non questa o quella legge elettorale, bensì la legge del magistrato più duro, che si accanisce a tal punto da far subire al nostro Premier un numero pazzesco di processi (a spese dei cittadini).</p>
<p>Al di là delle <strong>polemiche susseguenti al fuori onda di Fini</strong>, polemiche che reputo sterili, almeno quanto il tentativo di farne scaturire una crisi di Governo, io credo che <strong>il problema vero, da affrontare con grande serenità,</strong> <strong>sia proprio quello del rapporto tra politica e giustizia. </strong>Un problema la cui risoluzione richiede una grande opera riformatrice, che investa l’intero sistema giudiziario e che, come per ogni altra riforma, sarebbe opportuno venisse fuori da un dialogo tra maggioranza e opposizione.</p>
<p><span id="more-787"></span></p>
<p>Purtroppo, però, <strong>la Sinistra su questo tema si è sempre mostrata abbastanza refrattaria</strong> ad ogni possibilità di dialogo; né, per quanto ci riguarda, saremo mai disposti a sederci attorno a un tavolo e parlare di giustizia con chi insinua che ogni nostra azione sia mossa dall’interesse del nostro leader di sottrarsi ai processi, tantomeno col profeta del’integralismo giudiziario, il Santo inquisitore di piazza, il teorico delle manette facili, Tonino Di Pietro.</p>
<p><strong>E allora dobbiamo pensarci noi</strong>, che di questo Paese siamo maggioranza e che verso questo Paese abbiamo un debito di riconoscenza, che non può non tradursi in azioni riformatrici concrete, in primis proprio nel campo della giustizia.</p>
<p>Perché forse ce ne dimentichiamo, ma quando parliamo di giustizia ingiusta, di processi brevi, di organi inquirenti e giudicanti, di tribunali, di carte bollate, ecc, non parliamo mica di massimi sistemi, di complotti e strutture parapolitiche, di scontri tra poteri forti dello Stato, di Berlusconi e toghe rosse; <strong>parliamo della gente comune</strong>, che con la giustizia, in un modo o nell’altro, ha a che fare e ne esce sempre con le ossa rotte.</p>
<p><strong>Noi siamo la maggioranza voluta dagli italiani ed è nostra la responsabilità!</strong></p>
<p>Pertanto,<strong> l’auspicio è che i fuori onda (per quanto spiacevoli) non ci mandino fuori di testa </strong>e che si riprenda un percorso di unione e coesione, per affrontare, tutti assieme, questa e altre grandi sfide che il governo del Paese ci pone davanti.</p>
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		<title>IL MEDIATORE E IL SEGRETARIO</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 14:39:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serverstudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Pdl]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Bossi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-202" title="micciche_la7" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/micciche_la7.jpg" alt="micciche_la7" width="520" height="200" /></p>
<p><em><strong>Post di redazione</strong></em></p>
<p>Ebbene sì, ci risiamo! Ieri sera Gianfranco Miccichè ha colpito ancora, tanto da far emettere al compassato Gad Lerner un inaspettato “Olè’!”, un’esclamazione di sorpresa, mista al godimento, per l’audience che presumibilmente lievitava ad ogni parola&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-202" title="micciche_la7" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/micciche_la7.jpg" alt="micciche_la7" width="520" height="200" /></p>
<p><em><strong>Post di redazione</strong></em></p>
<p>Ebbene sì, ci risiamo! Ieri sera Gianfranco Miccichè ha colpito ancora, tanto da far emettere al compassato Gad Lerner un inaspettato “Olè’!”, un’esclamazione di sorpresa, mista al godimento, per l’audience che presumibilmente lievitava ad ogni parola del Sottosegretario.</p>
<p><span id="more-149"></span></p>
<p>Incalzato dalle domande del giornalista “Infedele” sul <strong>ruolo della Lega all’interno della maggioranza</strong> e sugli equilibri in essa determinatisi (con un sempre più evidente strapotere del partito di Bossi, oggi unico interlocutore del Premier), <strong>Miccichè immagina un Pdl</strong> che, per avere più peso all’interno della coalizione, sia <strong>strutturato diversamente, cioè come un vero partito, quale esso ancora non può definirsi.</strong> Ciò, secondo il Sottosegretario, sarebbe già stato possibile se alla nascita del Pdl, il Presidente del Consiglio, <strong>Berlusconi, avesse assunto l’incarico di Presidente</strong> del partito, lasciando il <strong>ruolo di Segretario all’altro leader e co-fondatore, Gianfranco Fini</strong>.</p>
<p><strong>“Una provocazione”: cosi l’ha definita lo stesso Miccichè.</strong> Anche se, più che una provocazione, a molti è apparsa come il disegno lucido di un Pdl che, così strutturato, consentirebbe al Premier di esercitare il ruolo, a lui congeniale, di mediatore tra i partiti della coalizione (“ruolo &#8211; afferma Miccichè &#8211; che oggi non è in condizione di svolgere, avendo soltanto il rapporto con la Lega”); e consentirebbe al partito di far sentire di più la sua voce, di far valere con maggior forza le sue idee.</p>
<p>E’ insomma, il <strong>disegno di un Pdl più forte</strong>, che possa sedersi al tavolo delle  trattative, occupando il posto d’onore che ad esso spetta, senza dover subire la straripante forza della Lega e del <em>Senatur</em>, il quale continua a ripetere che  gli basta una visitina ad Arcore, per ottenere ciò che vuole.</p>
<p><strong>Provocazione o disegno lucido? </strong>Non importa!  All’orizzonte le elezioni regionali si scorgono sempre più nitide e vicine: forse una riflessione seria andrebbe comunque fatta.</p>
<p><a href="http://www.gianfrancomicciche.net/2009/10/06/il-mediatore-e-il-segretario/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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