
Poche parole, per augurarvi buon Natale, a tutti.
Anche se inevitabilmente il mio pensiero va ai meno fortunati, a chi non ce la fa, a chi sta vivendo un momento di difficoltà, a chi non arriva alla fine del mese, a chi non sa come fare perchè il suo piccolo possa trovare sotto l’albero quel regalo che nella letterina ha chiesto a Babbo Natale. Il mio pensiero, caloroso ed affettuoso, va a loro, ai poveri, ai disagiati, ai senza tetto, ai disoccupati e a quei tanti padri e madri di famiglia che temono di diventarlo.
Agli operai di Termini Imerese, agli sfollati di Giampilieri e Scaletta Zanclea, ai giovani di questa terra che se ne vanno e a quelli che malgrado tutto restano, tanto ne sono innamorati, ai passanti costretti a turarsi il naso per non sentir la puzza della monnezza disseminata per strada, a chi per queste feste non avrà la tredicesima perché qualcuno (che la tredicesima neanche sa cos’è) ha amministrato male l’azienda dove lavora, agli anziani siciliani che vivono nell’alienante solitudine di città sempre meno a misura loro, ai tanti pendolari che viaggiano su strade di provincia da terzo mondo, agli scolari costretti a scuole da terzo mondo, ai commercianti che sentono più degli altri la crisi e a quelli che in crisi lo sono da sempre pechè taglieggiati dalla mafia…
A tutti i siciliani che soffrono, dico, dal profondo del mio cuore, buon Natale.
E buon Natale alla politica, che è causa di questa sofferenza o comunque non riesce a fare abbastanza per lenirla. Buon Natale alla politica tutta, di destra, di centro e di sinistra; e ai politici tutti, perché, al di là delle leggittime divisioni ideologico-partitiche (comunque sterili di fronte a queste cose), si possa insieme riscoprire il senso della condivisone dell’unica cosa che deve accomunarci: il bene della nostra gente, il bene della nostra terra.
Che questa Santa festa e ciò che di più intimo essa rappresenta possa risplendere dentro di noi.
Buon Natale!





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