
da La Sicilia, 20 settembre 2011
Il sottosegretario alla presidenza con delega al Cipe, Gianfranco Miccichè, dopo avere letto il comunicato stampa della Cgil di Ragusa sul rischio che i fondi Fas possano, ancora una volta, essere negati alla Sicilia, ha chiesto ai suoi uffici di verificare i motivi del ritardo della pubblicazione della delibera relativa alla seduta dello scorso 3 agosto, quando alla Regione furono destinati un miliardo e 197 milioni di euro. Dalla verifica è emerso che l’allarme sarebbe fuori luogo.
«Dal dipartimento mi hanno assicurato – ha detto Miccichè - che la delibera del Cipe dello scorso 3 agosto sta per essere formalizzata ed inviata al ministero dell’Economia per la copertura finanziaria. Subito dopo sarà inviata alla Corte dei conti per la registrazione. La procedura sarà completata entro un mese».
Il ritardo nell’iter sarebbe fisiologico, considerate le ferie estive e il certosino lavoro di verifica, voce per voce, dei singoli finanziamenti. E, comunque, il piano di attuazione regionale per l’impiego dei fondi Fas non ha subito alcuna modifica. Anzi, rispetto allo stanziamento iniziale alla Sicilia sono stati attribuiti 105 milioni di euro in più, provenienti da progetti interregionali che sono stati definanziati.
«Il cofinanziamento delta Catania-Ragusa - ha aggiunto Miccichè – fa parte dei fondi Fas già deliberati, così come la Circumetnea ed alcuni lotti della Nord-Sud. I tre lotti della Siracusa-Gela, invece, non erano compresi in questa tranche di finanziamenti».
Dunque, bisognerà attendere la conclusione dell’iter burocratico per ottenere, la Regione, la competenza per l’impiego di queste risorse.
«Risorse - ha continuato il sottosegretario alla Presidenza con delega al Cipe – fondamentali per lo sviluppo della Sicilia e per le quali mi sono sempre battuto. La Regione adesso faccia la sua parte, rimodulando i fondi europei ai fine di raggiungere gli obiettivi, evitando di restituire soldi all’Ue».
Il dipartimento della Programmazione proprio in questi giorni è impegnato in una ricognizione delle somme finora impegnate e spese che entro il 31 dicembre dovranno ammontare a circa un miliardo e 400 milioni di euro.







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