• Home
  • Biografia
  • Blogosfera
  • Collabora con noi
  • Photo Gallery
  • Policy dei commenti
  • Comunicati Stampa

  • Lug
    20
    Ven

    Piemontesi in Sicilia

    micciche_garibaldi.jpgDirete voi…perchè questo sguardo? Per capirlo vi invito a seguirmi in questo breve viaggio attraverso il risorgimento Siciliano…Dopo il triste periodo spagnolo del 18° secolo (quello reso famoso dal terrore dell’inquisizione) la Sicilia vive una breve stagione sotto l’egida della Gran Bretagna. Nel 1812 nasce una nuova costituzione sorretta da lord William Beutinck.Nel marzo del 1848 torna ad essere indipendente con la nascita della Repubblica Siciliana e Ruggero Settimo diventa capo del Governo. Quello è il periodo della rivoluzione contro i Borboni. Gli inglesi si innamorarono dell’isola, nascono tanti matrimoni tra famiglie (i Witaker Woodhouse con i Florio tra queste) e gli stessi, avendo ancora forti interessi nell’isola, consigliano al Piemonte di annettersi la Sicilia (sic!).I Savoia preparano allora una spedizione che affidano ad un avventuriero senza scrupoli (ladro di cavalli nell’America del Sud, arrestato più volte e obbligato a tenere i capelli lunghi per nascondere la mancanza dell’orecchio destro che gli era stato tagliato come punizione per le sue ruberie). Si chiamava Giuseppe Garibaldi e l’unica persona seria che, conoscendo il personaggio, si oppose a tale spedizione si chiamava Camillo Benso conte di Cavour. Garibaldi, insieme ad un altro grande filibustiere di nome Nino Bixio, ne combinò di tutti i colori compiendo atrocità e massacri in tutta l’isola fino a quando nel 1860 i siciliani furono costretti a votare per la cosiddetta “unità d’Italia”. Votò solo il 15% dei cittadini e le urne furono consegnate ai garibaldini per il controllo degli scrutini: 432.053 voti ”si” contro 667 “no”. Giuseppe Mazzini e Massimo D’Azeglio rimasero disgustati dal metodo. Continua »

     
     
     
     
    serverstudio web marketing e design
    Pagina creata in 0.15 secondi.