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	<title>Sud - Il Blog di Gianfranco Miccichè &#187; fame nel mondo</title>
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		<title>La fame nel mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 17:07:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gmodica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gianfranco Micciché]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-656" title="fame" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/fame.jpg" alt="fame" width="520" height="200" /></p>
<p><strong>Più di un miliardo di persone nel mondo soffre di fame</strong>; e non è tutto, perché in realtà la malnutrizione riguarda oltre 2 miliardi di persone.  Pur se preso dalle complicate vicende della politica siciliana, <strong>seguo con vivo interesse</strong>&#8230;</p>]]></description>
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<p><strong>Più di un miliardo di persone nel mondo soffre di fame</strong>; e non è tutto, perché in realtà la malnutrizione riguarda oltre 2 miliardi di persone.  Pur se preso dalle complicate vicende della politica siciliana, <strong>seguo con vivo interesse il summit mondiale della Fao sul cibo, che si sta svolgendo a Roma.</strong> E devo dire che sono assolutamente solidale con l’iniziativa del direttore generale della Fao, Jacques Diouf, per un giorno senza cibo… e pensare che milioni di persone (specie i bambini) rimangono talmente tanto tempo senza cibo, da morirne. E’ assurdo!</p>
<p>Si deve fare qualcosa!<strong> I potenti della Terra, la cosiddetta comunità internazionale ha il dovere di fare qualcosa.</strong> Un qualcosa che però vada al di là dei proclami e degli interventi “istintivi” poco efficaci.  <strong>Occorre condurre la battaglia su più fronti</strong>: sviluppare l’agricoltura nelle zone più povere; correggere certi effetti dell’economia globalizzata, come la caduta dei prezzi dei prodotti agricoli e la diffusione incontrollata delle colture industriali; liberare i paesi poveri dal cappio dell’indebitamento; intervenire sugli effetti negativi dei mutamenti climatici (non può esserci sicurezza alimentare senza sicurezza climatica); moltiplicare gli aiuti umanitari; e, soprattutto, prima d’ogni altra cosa, far si che vi sia una maggiore consapevolezza del mondo verso il problema, che non è un luogo comune, non è un modo di dire, è un problema vero, reale, esiste e miete vittime in continuazione (da questo punto di vista, ritengo “provvidenziale” la presenza al Vertice del Papa).</p>
<p><span id="more-654"></span></p>
<p><strong>Speriamo veramente che questo, come ha affermato il Presidente Berlusconi, sia l’anno della svolta.</strong></p>
<p>Io, intanto,<strong> </strong>mi permetto di inaugurare<strong> una nuova prassi del blog, segnalandovi un libro sull’argomento,</strong> che ritengo possa fornire  al lettore un prospettiva interessante del problema: “Diritti al cibo!”, di Luca Colombo e Antonio Onorati. I due autori (due ricercatori) sostengono che bisogna non tanto aumentare, i Paesi ricchi, gli aiuti per l’agricoltura ed aumentare, quelli poveri, la produzione, bensì rifondare i sistemi agroalimentari sulla centralità del diritto dei popoli e dei contadini a produrlo: vale a dire <strong>“sovranità alimentare”</strong>, una formula che riunisce l’accesso e il controllo delle risorse naturali, la produzione di alimenti e l’aumento del potere di decisione<strong>.</strong> Nel libro si pone, inoltre, l’accento sull’effetto negativo delle speculazioni: ciò che, in fin dei conti, ha affermato il Presidente Berlusconi nel suo breve intervento di oggi, quando ha parlato di ridurre le speculazioni internazionali e il conseguente aumento dei prezzi delle risorse alimentari.</p>
<p><strong>Buona lettura!</strong></p>
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