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	<title>Sud - Il Blog di Gianfranco Miccichè &#187; economia</title>
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		<title>Pdl-Sicilia agricoltura</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 11:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>staffsud</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2562" title="frutta_mercato" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/frutta_mercato.jpg" alt="" width="520" height="200" /></p>
<p><em><strong>Post di redazione</strong></em></p>
<p><strong>Gianfranco Miccichè ha preso parte ieri ad un incontro a Marsala con gli agricoltori e i pescatori della provincia di Trapani, organizzato dal PdL Sicilia.</strong></p>
<p>Presenti il capogruppo all’ARS <strong>Giulia Adamo, l’on. Scilla e l’assessore Bufardeci</strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2562" title="frutta_mercato" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/frutta_mercato.jpg" alt="" width="520" height="200" /></p>
<p><em><strong>Post di redazione</strong></em></p>
<p><strong>Gianfranco Miccichè ha preso parte ieri ad un incontro a Marsala con gli agricoltori e i pescatori della provincia di Trapani, organizzato dal PdL Sicilia.</strong></p>
<p>Presenti il capogruppo all’ARS <strong>Giulia Adamo, l’on. Scilla e l’assessore Bufardeci che nei loro interventi hanno evidenziato la necessità che l’agricoltura siciliana vada tutelata, ma anche liberata da pratiche e procedure che, in passato, hanno garantito sacche di potere e rendite di posizione</strong> che ormai sono deleterie. <strong>E’ necessaria una rivoluzione culturale</strong>, è necessario fare autocritica e cambiare metodo: attraverso il sistema della filiera, dell’aggregazione, degli accorpamenti, bisogna fare in modo che la Sicilia &#8211; oggi produttrice di materie prime che vengono poi commercializzate da altri &#8211; divenga protagonista del processo produttivo in tutte le sue fasi, dalla produzione alla conservazione alla trasformazione fino alla commercializzazione del prodotto finito. <strong>Che la Sicilia da luogo di consumo divenga luogo della produzione</strong>.</p>
<p><strong>Miccichè &#8211; che ha concluso l’incontro &#8211; si è confrontato a muso duro, ma con la solita franchezza, con un’agitata platea</strong> i cui iniziali mugugni si sono trasformati, col trascorrere dei minuti di un intervento breve ma incisivo, in applausi e manifestazioni di consensi: <strong>“Solo oggi, qui, prendo piena coscienza del vostro problema che va risolto attraverso il lavoro ed il supporto politico. A noi non manca né la forza, né la volontà, né il coraggio e nemmeno l’incazzatura per risolverlo e darvi le risposte aspettate</strong>. Certo noi &#8211; a differenza di altri che, per esempio, fanno di tutto per non fare arrivare in Sicilia i FAS &#8211; rappresentiamo quella politica coraggiosa che ama la propria terra e antepone questo amore a tutti e a tutto, cariche comprese. E a proposito di sviluppo della nostra terra e di battaglie condotte con questa motivazione, <strong>sono ben lieto di dirvi che è stata convocata da Berlusconi e Tremonti una conferenza stampa sulla semplificazione delle procedure amministrative</strong>. Ho chiamato il Presidente e l’ho ringraziato perché è una cosa che chiedo da tempo&#8221;.</p>
<p>Miccichè ha, poi, concluso: “<strong>Crediamo nel nostro progetto a tal punto da metterci in gioco e rischiare tutti molto</strong>, come ho rischiato io, hanno rischiato Titti Bufardeci e Giulia Adamo. Ma è un progetto a cui crediamo davvero ed è per questo che siamo qui a prenderci anche le contestazioni, perché <strong>vogliamo confrontarci con la gente e comunicare tutto quello che stiamo facendo per fare di questa nostra bella Sicilia una terra migliore.</strong>”</p>
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		<title>Videopost: Gianfranco Miccicchè sul nucleare</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 11:38:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>staffsud</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gianfrancomicciche.net/2010/03/01/videopost-gianfranco-miccicche-sul-nucleare/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>TREMONTI: ISTRUZIONE PER IL DISUSO&#8230; RECENSIONE SEMISERIA</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 08:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>staffsud</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1562" title="giuliotremonti" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/giuliotremonti.jpg" alt="giuliotremonti" width="520" height="200" /></p>
<p><em>post di redazione</em></p>
<p>di F<strong>rancesco Armetta</strong> (ufficio stampa Pdl Sicilia)</p>
<p>Molto spesso dalle pagine di <a href="http://www.gianfrancomicciche.net" target="_blank"><strong>questo blog</strong></a> sono stati espressi giudizi politici sull’operato del ministro dell’economia <a href="http://www.giuliotremonti.it" target="_blank"><strong>Giulio Tremonti</strong></a>. Si è parlato delle sue posizioni filo nordiste,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1562" title="giuliotremonti" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/giuliotremonti.jpg" alt="giuliotremonti" width="520" height="200" /></p>
<p><em>post di redazione</em></p>
<p>di F<strong>rancesco Armetta</strong> (ufficio stampa Pdl Sicilia)</p>
<p>Molto spesso dalle pagine di <a href="http://www.gianfrancomicciche.net" target="_blank"><strong>questo blog</strong></a> sono stati espressi giudizi politici sull’operato del ministro dell’economia <a href="http://www.giuliotremonti.it" target="_blank"><strong>Giulio Tremonti</strong></a>. Si è parlato delle sue posizioni filo nordiste, è stato enfatizzato il suo ruolo nel sacco dei fondi Fas, ma con altrettanta enfasi è stata riconosciuta al ministro una presunta ‘superiorità’ intellettuale, patrimonio inestimabile della coalizione di centrodestra, condensato di sapienza e scienza economica.</p>
<p>Insomma, il messaggio che è passato può essere sintetizzato così: <strong>Tremonti è un uomo del nord, è molto vicino alle posizioni della Lega, le sue scelte hanno favorito e favoriscono il settentrione, ma che ci possiamo fare? </strong>È un genio dell’economia, quindi, testa bassa e pedalare!</p>
<p>Genio incompreso o potere della comunicazione? A smascherare il bluff mediatico di Giulio Tremonti ci hanno pensato cinque economisti italiani, ‘emigrati’ negli Stati Uniti. Con “<em>pignoleria, irriverenza, logica, aritmetica e quel poco di economia che basta</em>”, <strong>Alberto Bisin</strong>, <strong>Michele Boldrin</strong>, <strong>Sandro Brusco</strong>, <strong>Andrea Moro</strong> e <strong>Giulio Zanella</strong> nel libro “Tremonti, istruzioni per il disuso”, edizioni l’Ancora del Mediterraneo, hanno smontato pezzo per pezzo la teoria, ma anche la pratica, economica del ministro dell’economia, definito <strong>Voltremont</strong>, “<em>il cugino politico di Lord Voltemort, il Signore del male nella saga dei libri per ragazzi del maghetto Harry Potter</em>”.</p>
<p>Con un tono volutamente beffardo i cinque professori italiani, snocciolando dati e riferimenti teorici ma soprattutto criticando nel merito il metodo di analisi ed elaborazione delle tesi di Tremonti, hanno “<em>reso esplicito che l’Oscuro Signore è intellettualmente in mutande e che le medesime sono piene di buchi</em>”. L’invito ai lettori è esplicito: “Non cercate &#8211; scrivono gli autori di “Tremonti, istruzioni per il disuso” &#8211; risposte nei suoi scritti, perché non li troverete.</p>
<p>Troverete invece visioni oniriche, frasi roboanti e la sicumera di essere l’unico al mondo investito, in modo misterioso, di una qualche sorta di conoscenza esoterica (&#8230;) e offrire soluzioni magiche”. La tesi di fondo del libro, molto ben documentata e argomentata ai limiti dell’incredibile visto il peso specifico del personaggio politico sotto analisi, è che <strong>il comportamento del super-ministro sarebbe incoerente, multiforme, cangiante, contraddittorio, che nell’elaborazione delle sue teorie compie errori logici elementari</strong>.</p>
<p>Una stroncatura a tutto tondo, come un’esplosione atomica nello spazio, ma soprattutto, sempre dati alla mano, i cinque economisti puntano l’indice verso il silenzio che raccoglie l’evoluzione del pensiero di Tremonti e la sua articolazione nell’ambito degli economisti italiani e della stampa italiana.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oscar_Giannino" target="_blank"><strong>Oscar Giannino</strong></a> ha definito così questa forma particolare di <em>servo encomio</em>: “Tremonti è riuscito a prendere in mano il bandolo nella matassa e nessuno ha le palle per dirgli talvolta: ‘ma cosa stai dicendo!’”. Un ‘asservimento’ di comodo inconciliabile con il bisogno di chiarezza dei cittadini.</p>
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		<title>A difesa di Termini</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 10:34:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>staffsud</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-689" title="produzione_fiat" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/produzione_fiat.jpg" alt="produzione_fiat" width="520" height="200" /></p>
<p><em>Post di Pietro Vazzana (consigliere provinciale  Pdl Sicilia)</em></p>
<p> </p>
<p>Dalla cronaca di questi giorni emerge chiaramente che la dirigenza Fiat ribadisce la <strong>ferma volontà di sospendere la produzione di auto a Termini Imerese.</strong></p>
<p>Con rammarico riscontriamo che lo scenario che&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-689" title="produzione_fiat" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/produzione_fiat.jpg" alt="produzione_fiat" width="520" height="200" /></p>
<p><em>Post di Pietro Vazzana (consigliere provinciale  Pdl Sicilia)</em></p>
<p> </p>
<p>Dalla cronaca di questi giorni emerge chiaramente che la dirigenza Fiat ribadisce la <strong>ferma volontà di sospendere la produzione di auto a Termini Imerese.</strong></p>
<p>Con rammarico riscontriamo che lo scenario che viviamo vede di fronte da un lato <strong>un’azienda storicamente assistita dallo Stato</strong>, che ora scopre la velleità di inseguire logiche imprenditoriali, di puro profitto, rivelando una straordinaria abilità nell’incassare profitti, facendo ricadere le passività sulla collettività, e chvie dopo quaranta anni di sussidi pubblici e di devastazione irreversibile di un territorio tra i più belli della Sicilia scopre paradisi esteri di lavoro a basso costo. <strong>Alla faccia dell’etica d’impresa!</strong></p>
<p><strong>Dall’altro lato i lavoratori</strong>, che con grande dignità e coraggio difendono con forza il mantenimento del proprio posto di lavoro.</p>
<p>Si lotta per la sopravvivenza di un intero comprensorio, per le generazioni attuali e per quelle future. La mobilitazione governativa e, soprattutto, quella del Santo Padre di questi giorni, in favore dei lavoratori <strong>è la conferma del valore della forza lavoro siciliana</strong>, della necessità di continuare ad investire su Termini Imerese e delle enormi ricadute sociali che il problema rappresenta.</p>
<p><strong>Ora più che mai è fondamentale che si completino le infrastrutture dell’area in tempi rapidi, rendendo così più competitivo e appetibile agli investitori esterni il nostro sito industriale.</strong></p>
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		<title>énews &#8211; Termini, la Fiat muore</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 09:14:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gmodica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-689" title="produzione_fiat" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/produzione_fiat.jpg" alt="produzione_fiat" width="520" height="200" /></p>
<p>Da <a href="http://www.livesicilia.it">Livesicilia.it</a></p>
<p><strong>Primo giorno delle due settimane di cassa integrazione per le tute blu dello stabilimento Fiat di Termini Imerese</strong>. Uno stop forzato che coincide con l’avvio di una stagione di forte mobilitazione dei sindacati e delle tute&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-689" title="produzione_fiat" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/produzione_fiat.jpg" alt="produzione_fiat" width="520" height="200" /></p>
<p>Da <a href="http://www.livesicilia.it">Livesicilia.it</a></p>
<p><strong>Primo giorno delle due settimane di cassa integrazione per le tute blu dello stabilimento Fiat di Termini Imerese</strong>. Uno stop forzato che coincide con l’avvio di una stagione di forte mobilitazione dei sindacati e delle tute blu contro il piano dell’azienda di stoppare dal 2011 la produzione automobilistica nell’impianto siciliano.</p>
<p><strong>Assemblea, questa mattina davanti ai cancelli, degli operai diretti e dell’indotto.</strong> Poi, spostamento nella cittadina per occupare il municipio di Termini. “Non è un’occupazione simbolica – spiega Roberto Mastrosimone della Fiom Cgil – perché bloccheremo realmente l’attività amministrativa. Pensiamo che la morte dello stabilimento significhi la fine dell’economia di Termini e del comprensorio”.</p>
<p><span id="more-685"></span></p>
<p>Fino a quando non si riuscirà ad avere un incontro con il ministro alle Attività produttive, sottolineano i sindacati, “non renderemo operativi i Comuni. In questo percorso abbiamo la necessità di avere a nostro fianco tutte le istituzioni e tutti i parlamentari siciliani perchè da questa vertenza dipenderà il futuro del nostro territorio”. <strong>Previsto anche uno sciopero generale da svolgere a Termini Imerese con il coinvolgimento di tutte le forze produttive.</strong></p>
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		<item>
		<title>énews &#8211; Miccichè: &#8220;Poca attenzione per il sud&#8221;</title>
		<link>http://www.gianfrancomicciche.net/2009/11/17/enews-micciche-poca-attenzione-per-il-sud/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 15:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gmodica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-488" title="micci3" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/micci3.jpg" alt="micci3" width="520" height="200" /></p>
<p>Dal Giornale di Sicilia</p>
<p><strong>&#8220;Purtroppo i partiti nazionali sembrano avere troppa attenzione per il nord Italia e troppo poca per i nostri territori&#8221;</strong>. Lo ha detto il sottosegretario Gianfranco Miccichè a margine di un convegno a Reggio Calabria sui&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-488" title="micci3" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/micci3.jpg" alt="micci3" width="520" height="200" /></p>
<p>Dal Giornale di Sicilia</p>
<p><strong>&#8220;Purtroppo i partiti nazionali sembrano avere troppa attenzione per il nord Italia e troppo poca per i nostri territori&#8221;</strong>. Lo ha detto il sottosegretario Gianfranco Miccichè a margine di un convegno a Reggio Calabria sui temi dello sviluppo.</p>
<p>&#8220;Quando, tempo fa, da ministro &#8211; ha aggiunto &#8211; portai una iniziativa in Consiglio dei ministri, la Lega non la volle far passare e Berlusconi mi dovette dire: loro sono un partito e tu no. Questo mi fece scattare in testa il problema della protezione dei nostri territori più di quanto sinora non sia stato fatto&#8221;.</p>
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		<title>Il ritorno di Fantozzi?</title>
		<link>http://www.gianfrancomicciche.net/2009/10/22/il-ritorno-di-fantozzi/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 17:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gmodica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gianfranco Micciché]]></category>
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		<category><![CDATA[precarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-404" title="fantozzi" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/fantozzi.jpg" alt="fantozzi" width="520" height="200" /></p>
<p><strong>Le parole di Tremonti in favore del posto fisso</strong> hanno scatenato dibattiti e qualche polemica, che francamente non capisco. Tremonti, in fin dei conti, si è limitato a dire una cosa ovvia. Semmai, <strong>una riflessione seria va fatta sul</strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-404" title="fantozzi" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/fantozzi.jpg" alt="fantozzi" width="520" height="200" /></p>
<p><strong>Le parole di Tremonti in favore del posto fisso</strong> hanno scatenato dibattiti e qualche polemica, che francamente non capisco. Tremonti, in fin dei conti, si è limitato a dire una cosa ovvia. Semmai, <strong>una riflessione seria va fatta sul valore o (per Tremonti) disvalore della flessibilità.</strong></p>
<p>Anzitutto, che il posto fisso sia un valore non c’è dubbio. Un’ovvietà in Italia, dove (al Nord come al Sud) di generazione in generazione ci si è tramandati il sogno del posto sicuro (meglio se pubblico).</p>
<p><strong>E&#8217;</strong>,<strong> però, un errore rinnegare la flessibilità. </strong>Anch’essa è, a parer mio, un valore o, meglio, lo è quando sappia sostanziarsi in uno strumento d’incremento dell’occupazione, da un lato, e di garanzia di qualità del lavoro prestato, dall’altro.</p>
<p><span id="more-389"></span></p>
<p>Certo, se parlando di flessibilità pensiamo <strong>agli lsu, pip e simili,</strong> storciamo il naso<strong>,</strong> perché pensiamo alla precarietà di migliaia di persone, che riempiono le amministrazioni e periodicamente le piazze, alla testa di capipopolo e sindacalisti delle sigle più disparate. Questo è il popolo dei precari, onesti lavoratori, molti dei quali incolpevolmente inutilizzati, che legittimamente aspirano alla stabilizzazione. Qualcuno li definisce “una piaga sociale”<strong>; io li definisco una grande risorsa umana, svenduta dalla mala politica. </strong>Tutto questo, infatti, non ha nulla a che vedere con la flessibilità del lavoro, intesa come un valore. <strong>Tutto questo è semplicemente una  stortura della politica clientelare e scriteriata, che ha flessibilizzato precarizzando,</strong> ha cioè utilizzato lo strumento della flessibilità solo per “vendere posti” in cambio di voti, creando, così, un sovrannumero di dipendenti “pubblici”, messi là a congestionare le amministrazioni (che non ne avevano bisogno) e ad aspettare che quella stessa mala politica corregga i propri errori e trasformi la loro precarietà in posto fisso.</p>
<p><strong>Se la flessibilità nel nostro Paese si è trasformata in precarietà è perché l’economia italiana non è cresciuta come avrebbe dovuto</strong>, <strong>non è competitiva come dovrebbe esserlo.</strong> E’ fuor di dubbio, infatti, che la flessibilità si trasforma in precarietà soprattutto per la mancanza di continuità nella partecipazione al mercato del lavoro. E cos’è il mercato del lavoro? E&#8217; l’incontro tra i posti di lavoro disponibili e le persone in cerca d&#8217;occupazione (ecco perché, per tornare agli lsu, questi sono diventati precari, nell’accezione più negativa possibile del termine).</p>
<p><strong>Tuttavia, non dobbiamo perdere di vista il valore della flessibilità.</strong></p>
<p>La società e <strong>l’economia hanno bisogno di essere flessibili.</strong> E’ cambiata l’economia,  è cambiato il mercato del lavoro. Oggi le aziende vanno a produrre in Cina o in Polonia non perché ce l’hanno coi lavoratori italiani, ma per essere competitivi e stare nel mercato.  Pensate, quindi,  se non potessero nemmeno avvalersi di quegli strumenti contrattuali che prevedono il lavoro flessibile e che, peraltro,  garantiscono una maggiore professionalità, dal momento che tendenzialmente <strong>il lavoro flessibile stimola alla produttività, più di quanto non lo faccia quello fisso</strong>.</p>
<p>Certo, occorre anche affrontare <strong>il tema dei salari,</strong> perché ciò che i precari guadagnano è davvero poco. Ma questo non è un tema legato all’impiego a tempo determinato o indeterminato (o non lo è in parte), è un tema più generale, perché anche tra chi ha il posto fisso c‘è chi non arriva alla fine del mese.</p>
<p><strong>E infine, ci sono i giovani.</strong> I giovani di oggi non cercano più “il posto fisso alla Regione” (per usare un’espressione frequente dalle nostre parti), a loro non interessa, almeno all’inizio, il tipo di contratto, ma che abbiano un contratto, attraverso cui mettersi in gioco, con le carte di cui dispongono: capacità, conoscenza, intraprendenza, professionalità. E la flessibilità ha in effetti permesso<strong> a tanti giovani di entrare nel mondo del lavoro e, una volta entrati, li ha stimolati a migliorarsi, a specializzarsi</strong>, diventando spesso delle risorse per sé stessi e per il datore di lavoro. E sono questi giovani, sono queste nuove leve del lavoro che stanno trasformando in meglio la nostra società, grazie a loro, una società sempre meno &#8220;fantozziana&#8221; e sempre più competitiva e al passo coi tempi e col sistema.</p>
<p>In conclusione, <strong>non sono contrario al posto fisso e non nego che in linea di principio esso sia un valore. Ma difendo anche il valore della flessibilità!</strong></p>
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