
Devo ammettere di essere positivamente colpito dalle ultime dichiarazioni di Domenico Nania, il quale, nel redarguire il suo alter ego e l’ennesima sua sparata anti Miccichè, opportunamente ha parlato di crescita del Pdl, di discussione al suo interno, di rispetto per le scelte degli elettori, di siciliani, di responsabilità politica e di percorsi comuni: tutti concetti ed espressioni cui non eravamo più abituati.
Spesso io e Nania ci siamo trovati su posizioni differenti, talvolta antitetiche, sul modo di guidare il Pdl in Sicilia e sulla linea politica da adottare nella nostra regione. Ma oggi devo riconoscergli il merito di essersi comportato da vero coordinatore, perchè tale è colui che si dichiara uomo di sintesi.
Che ciò segni l’inizio di un nuovo corso per il partito siciliano? Io me lo auguro. Di certo, l’uso di un linguaggio costruttivo, che sappia affrancarsi da una dialettica aspra e vuota, e la ricerca di una mediazione che passi attraverso il giusto riconoscimento della dignità e sensibilità politica di ognuno degli attori in campo, è una precondizione indespensabile perchè si possa intavolare un qualche dialogo, altre volte da me stesso negato, proprio per la mancanza di detta precondizione.
Adesso mi aspetto che quel desiderio di sintesi, che chiaramente traspare dalle dichiarazioni di Nania, trovi riscontro in atteggiamenti totalmente diversi da quelli fino ad ora adottati dal co-coordinatore. Mi aspetto che Nania dimostri di voler dare seguito alle sue intenzioni di unità e dialogo, prendendo le debite distanze da una gestione del partito, che fin qui può definirsi un fallimento politico, causa del fallimento del Centrodestra siciliano.
Ripartiamo da qui, dalla ricomposizione di quella granitica maggioranza, che due anni fa sancì la vittoria quasi plebiscitaria di Lombardo e che aveva il dovere di mantenere la barra dritta; non di cedere alle prime scosse, non di sgretolarsi sotto i colpi di una politica da otricello, che ho sempre avversato e sempre avverserò, perchè nemica della Sicilia e dei suoi interessi.
Ripartiamo da qui, “per ridare – sono parole di Nania - al Centrodestra siciliano il ruolo e le responsabilità che gli competono e che gli elettori gli hanno attribuito”.
Da qui il dialogo può ripartire.






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