
Quanto accaduto Domenica sera mi ha fatto ripensare a un articolo apparso diversi giorni fa sul Financial Times: il quotidiano finanziario britannico attaccava apertamente Berlusconi, praticamente definendolo incapace di fare le riforme, in quanto passa più tempo ad occuparsi dei suoi problemi che di quelli del Paese.
Tuttavia, non è per confutare delle affermazioni che francamente si commentano da sole che scrivo questo post, anche perché il Presidente non ha bisogno di avvocati difensori, potendosi difendere da sé, attraverso le tantissime cose realizzate in questi anni per il Paese (da ultimo, la straordinaria realizzazione ferroviaria e, per quanto più da vicino ci riguarda, il completamento dell’autostrada SR-CT).
Mi preme, piuttosto, segnalare la mia preoccupazione per l’idea che all’Estero possano farsi del Presidente del Consiglio italiano, perché se è questa l’idea, se è questa l’immagine del nostro Premier, se la figura di Berlusconi oltre gli italici confini risulta essere indebolita a tal punto da indurre il FT a scrivere cose del genere, è il nostro Paese, in ultima analisi, a pagarne il conto. Ed è un conto salatissimo, è il conto della non credibilità!





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