dal quotidiano di Grande Sud
Gianfranco Miccichè, insieme alla senatrice Poli Bortone e all’onorevole Saglia, è stato ricevuto poco fa a Palazzo Giustiniani dal presidente incaricato Mario Monti per le consultazioni sul nuovo governo.
Al termine dell’incontro, Miccichè ha riferito in conferenza stampa di “aver chiesto che il prossimo governo – che sarà certamente un governo di lacrime e sangue e di sacrifici per tutti – garantisca equità di sacrificio nelle varie zone del territorio italiano. Abbiamo chiesto per il Sud riequilibrio rispetto al resto del Paese e che si possa ottenere un lavoro per le infrastrutture del Sud più vero e impegnativo rispetto a quello svolto fino ad oggi.
La disponibilità del professor Monti nel venire incontro alle nostre richieste c’è.
Il nostro appoggio al governo Monti non sarà condizionato a nulla se non a queste richieste che dovranno essere presenti nel programma del presidente.
Non abbiamo posto limiti di durata a questo esecutivo, purchè non ci vengano chiesti limiti per il Sud.
Sappiamo che Monti avrebbe apprezzato alcune presenze politiche nell’esecutivo – secondo noi positive – ma i partiti più grandi si sono opposti.
La disponibilità di Monti nei confronti della politica, in senso assoluto, ci lascia sperare che possa esserci un rapporto serio e proficuo tra la “tecnica” e la “politica” in Italia”.
Il leader di Grande Sud, infine, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha precisato che “non avrebbe avuto senso un governo Monti se non per fare quelle cose che la politica non è stata capace di fare perché impossibilitata rispetto al suo consenso”.
E a chi chiede cosa ne pensa su un’eventuale patrimoniale e sui tagli ai privilegi della politica, risponde:
“Non c’è dubbio che i privilegi debbano sparire, ma il governo Monti è qui per risanare i conti dello Stato. Preferirei che i sacrifici venissero chiesti ai grandi patrimoni, piuttosto che caricati sulle spalle dell’impiegato del Sud.
Berlusconi non ha voluto, o forse potuto, portare avanti la patrimoniale. Non so se Monti vorrà farla o meno, ma qualcosa di simile la si dovrà fare.
Il governo Monti nasce perché i mercati chiedono all’Italia un veloce risanamento dei propri conti.
Contemporaneamente ci deve essere però una proposta seria di crescita: risanare i conti non significa solo mettere le mani nelle tasche degli italiani, ma significa anche innalzare il Pil.
Probabilmente insieme alla proposta di crescita, ci saranno quindi dei sacrifici da richiedere a tutti.
Noi siamo pronti a convincere la gente del sud dei sacrifici che si devono compiere, a condizione che siano sacrifici equi rispetto all’intera popolazione italiana. Non sopporteremmo che una qualche azione vada solo al danno del Sud.
Siamo in attesa – conclude – di conoscere le dichiarazioni programmatiche del presidente Monti. Vorremmo votare la fiducia al prossimo governo ma è chiaro che queste sono le condizioni”.
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