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TAGLIARE LE SPESE NON BASTA, BISOGNA AUMENTARE LE ENTRATE TAGLIANDO LA BUROCRAZIA INUTILE

domenica, 2 settembre 2012

La Sicilia è già una regione povera, dobbiamo fare in modo di non impoverirla ancora di più. Limitarsi a tagliare le spese significherebbe impoverirla ancora di più.

Per pareggiare il bilancio bisogna tagliare le spese ma, anche e soprattutto, aumentare le entrate.

Bisogna individuare un meccanismo virtuoso per riattivare l’economia della regione, aumentando il Pil.

L’economia oggi è bloccata dagli eccessivi vincoli burocratici. Basta con le farraginose procedure necessarie per ottenere le autorizzazioni: dalla finestra sul prospetto di casa, all’impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Si potrebbe cominciare con l’effettiva applicazione della DIA (dichiarazione di inizio lavori) che consentirebbe l’inizio delle opere su semplice assunzione di responsabilità da parte dei professionisti incaricati dal committente privato.

In Sicilia è necessario farsi autorizzare a rispettare la legge, tutto ciò che è vietato non si può fare tutto ciò che è possibile deve essere autorizzato. Faccio spesso questo esempio del semaforo: oggi con la burocrazia funziona come se quando c’è il rosso so che mi devo fermare ma quando c’è il verde, per passare, devo chiedere il permesso al vigile. Immaginate che ingorghi si creerebbero.

Questo è quello che oggi succede con la burocrazia: migliaia di pratiche ferme negli uffici in attesa di autorizzazioni.

Abbiamo le idee chiare. Sappiamo dove intervenire per rendere tutto meno farraginoso e più semplice per i cittadini. Restituiremo ad ognuno la propria libertà.

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SICILIA, SI RIPARTA DA TURISMO, HI-TECH E MENO BUROCRAZIA

giovedì, 2 agosto 2012

 

Dal quotidiano online di Grande Sud

Il leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè ha rilasciato un’intervista al quotidiano La Sicilia in cui ha parlato delle dimissioni del governatore Raffaele Lombardo.

“La situazione generale italiana non ha favorito questo governo. Però, si poteva certamente fare di più. Molti bandi non sono stati fatti e, conseguentemente, sono stati poco spesi i fondi europei. Sul piano dell’immagine, quando sei già dimissionario non puoi essere ogni giorno sui giornali perle nomine che sforni – ha commentato Miccichè – La Sicilia si puo riprendere solo se si riprendono gli investimenti. Non si stimola la crescita, tagliando o licenziando i dipendenti pubblici che, poi, ti ritroveresti disoccupati. Il pubblico impiego è stato un ammortizzatore sociale, non va dimenticato. Adesso va fatto crescere il Pil, cominciando a dire si alle imprese. Ma per questa occorre una burocrazia più responsabile: chi non lavora va mandato a casa”.

Oltre alla burocrazia anche la politica deve cambiare. “La politica deve fare delle scelte strategiche: puntare su settori come il turismo, l’hi-tech, l’agricoltura. Il resto via. Non si puo pensare di dare ancora soldi ad industrie come la Fiat. Puntiamo sul turismo: si potrebbero aumentare i posti letto, ma c’e bisogno di una burocrazia che non dice sempre no. II caso più eclatante è quello dell’energia da fonti rinnovabili: per mettere un pannello solare occorrono 28 autorizzazioni”.

Miccichè parla anche della sua candidatura alle prossime elezioni: “Ho gia detto che se non viene fuori qualcuno che abbia la mia stessa conoscenza dei fondi strutturali, avendoli inventati, la mia candidatura è certa”. Sulla sua passata alleanza con Lombardo Miccichè non ha “nessun rammarico. E stata un’esperienza che avrebbe potuto dare una grande spinta alla Sicilia, se avesse continuato sulla via dell’autonomia dai partiti nazionali – ha spiegato -: dell’autonomia istituzionale, per quello che ci ha dato, francamente non me ne frega nulla. Non sono pentito di avere appoggiato quella scelta, mi dispiace che il protagonista abbia preso un’altra strada”.

Miccichè traccia la strada per vincere le prossime elezioni. “Bisogna cercare il consenso in quei partiti che hanno subito scelte non condivise. Il Pd ne ha fatte più di Giufà. Il Pdl non ne parliamo. Ma gli errori li hanno fatti gli uomini, non i partiti. Per vincere, vista la situazione, basterebbe raggiungere il 30% dei consensi. Ma sarebbe da irresponsabili puntare solo su questa. Poi, e ovvio, non sono a deciclere le alleanze. In ogni partito c’e sempre qualcuno che ti è contrario. A quel punta diventa dirimente il programma”.

“Io dialogo con tutti – ha concluso MIccichè – Mi piacerebbe ricostruire il vecchio centrodestra. Si può dire ciò che si vuole, ma ottenemmo grandi risultati, il 61 a 0″.

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