Articoli marcati con tag ‘blog’

L’ESERCITO DEI RIVOLUZIONARI DEL CLICK

lunedì, 22 febbraio 2010

logo_clandestino_ok 

post di redazione  (dal quotidiano Il Clandestino)

di Eusebio Dalì

Il blog di Miccichè è di nuovo sugli scudi, di nuovo bollente come non lo era da tempo, precisamente dai tempi memorabili dei moti rivoluzionari e crociate anticannoli. A riaccendere la miccia della passione ai bloggers, dormienti da un po’, è stato un articolo pubblicato da Repubblica, in cui il Sottosegretario viene dipinto come uno colluso con personaggi mafiosi. Personaggi che Miccichè, indignato come ai bei tempi, dice di non sapere neanche chi siano. Ed ecco riesplodere il blog, sommerso da commenti, mail e messaggi, di solidarietà per il profeta Miccichè, di dileggio per l’ “infame” giornalista. Ma a Miccichè questo non basta e dà mandato ai suoi legali di querelare il quotidiano.

Proposito stoppato dalla promessa di un’intervista riparatoria del giorno dopo. Il giorno dopo l’intervista esce, ma Miccichè non può che dolersi per il diverso spazio riservato ai due articoli, con relative foto, anch’esse ovviamente di diversa grandezza. Ma di questo si riserva di scrivere in seguito, perché intanto, nel pomeriggio, ci pensa l’Ordine dei giornalisti a dar fuoco alle polveri, con una dichiarazione di condanna per le parole dure usate dal Sottosegretario contro la categoria, a cui, secondo il paladino della rivoluzione siciliana, ben si addice l’ex covo di Totò Riina (giusto in quei giorni assegnato ai giornalisti). Apriti cielo! Le insegne rosse di Miccichè tornano a far capolino tra i commenti del blog, con un commento durissimo in cui  il Sottosegretario accusa l’Ordine di fare demagogia. Ed ecco rivedersi, tra le pagine luminescenti del blog miccichiano, i commenti notturni, in un gioco magico di passaparola in rete, che diventa un’onda anomala, travolgente, soverchiante.

Ma non è finita! Come preconizzato, alcune ore dopo Miccichè, non sentendosi ancora del tutto soddisfatto nel suo diritto di difesa, torna sull’argomento con un nuovo incandescente post. Questa volta, però, cambia strategia e si difende contrattaccando. Lancia al giornalista di Repubblica che ha scritto il pezzo della discordia una scommessa: “Signor Berizzi  – scrive – scommettiamo che è tutto falso?” Non solo, ma invita i suoi adepti del web a rilanciare, anch’essi, la stessa scommessa, promettendo di devolvere in beneficenza ciò che è sicuro di vincere. E ora siamo qui, a spulciare i commenti dei bloggers, che numerosi accettano la scommessa e rilanciano, fidandosi cecamente del loro Robespierre… proprio come ai bei tempi!

Che tutto questo sia una manovra di marketing, concepita da uno che il marketing ce l’ha nel sangue, o che sia lo spontaneo sfociare di una rabbia incontenibile non è dato saperlo. Quello che è certo è che il blog è riesploso, risorto dalle ceneri del disastro post Cuffaro. E che il signor Berizzi forse ci penserà due volte prima di riscrivere qualcosa su Gianfranco Miccichè e terrà certamente in considerazione che l’esercito dei rivoluzionari del click c’è sempre; magari sembra dormiente, ma quando c’è da combattere è sempre lì, alla testa del suo generale.

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HAVE A GOOD BLOG… RAFFAELE

mercoledì, 23 dicembre 2009

lombardoblog

Sono ben lieto di constatare che anche il Governatore Lombardo abbia attivato un suo blog.

Bravo Raffaele! Ottima scelta quella di imboccare la strada della rete e attivare un blog. E’ uno strumento straordinario, che io conosco benissimo e che mi ha dato e continua a darmi tanto, soprattutto in termini di dialogo e di confronto con la gente. Sono certo che anche tu ne avrai un riscontro positivo e presto ti accorgerai quanto sia stimolante e, soprattutto, importante poter interagire con la gente, anche se solo via web.

Certo, non v’è dubbio che nulla potrà mai sostiuire il contatto fisico, stringere le mani, guardare negli occhi chi ti sta davanti, parlargli. Tuttavia, per noi, spesso costretti nelle “segrete” dei Palazzi, a lavorare per il Paese, disporre di un blog, attraverso cui “sentire” gli umori del quotidiano, leggere di chi ci apprezza e conoscere le ragioni di chi dissente o ci disprezza, credo sia fondamentale.

Un politico con la p maiuscola non può prescindere dalla gente, dal confronto con essa, non può non conoscerne gli umori, le aspettative, i pensieri, le delusioni, i bisogni e le illusioni. Almeno per chi, come me, voglia intendere la politica alla maniera di Alexander Hamilton, il Padre fondatore degli Stati Uniti, convinto assertore dell’idea che la politca  (e le istituzioni che da essa promanano) venga dal popolo, sia del popolo e per il popolo.

Sono certo che anche Hamilton, se avesse potuto, avrebbe avuto un suo blog.

Noi possiamo e lo facciamo. Io da diverso tempo, ormai,  proprio perchè sospinto da quella stessa tensione emotiva verso il popolo, cui riconosco la piena ed esclusiva titolarità della politica.

Io da diverso tempo,  Raffaele da pochi giorni,  ma, come si dice in questi casi, non è mai troppo tardi… neanche per gli altri miei colleghi.

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Rieccoci

lunedì, 5 ottobre 2009

micci1

Rieccoci!

Ripartiamo col nuovo blog, rinnovato nella veste, rinnovato nei mezzi di cui è dotato (con facebook, twitter e altre “diavolerie” che il progresso ci regala) e inevitabilmente rinnovato in alcuni suoi contenuti, visti i mutati scenari della politica, nazionale e isolana. Ma sicuramente immutato nello spirito, immutato in quella sua funzione di spazio virtuale, aperto e libero, di reale confronto e interazione tra di noi; e immutato, spero, nella vostra partecipazione, a quel tempo oceanica e appassionata, come mai avrei osato sperare, immaginare, sognare.

Era il 9 Settembre del 2008 quando, dalle pagine del mio blog, vi salutai. Fu una decisione non facile, dovuta alla molteplicità dei miei impegni, a causa dei quali mi resi conto di non poter continuare ad essere presente, come avrei voluto.

Ma il mio non era un addio, bensì un “arrivederci”: così, lo ricordo bene, intitolai quel post di commiato. Un arrivederci ai vostri commenti, alle vostre discussioni, alla vostra sterminata, meravigliosa passione; un arrivederci a quel prezioso confronto con voi, tante volte foriero di importanti spunti di riflessione, che altrimenti la mia mente avrebbe forse lasciati inesplorati.

Migliaia di commenti e visite “inscenavano un esilarante spettacolo di immagini e parole” e facevano del blog una sorta di meta mondo del libero pensiero, una specie di regno magico, dove non c’erano re e sudditi, dove a regnare, incontrastata, era la dialettica, soggetta solo all’intransigente legge dell’awaiting for moderation.

(continua…)

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