Articoli marcati con tag ‘Ars’

Lettera aperta ai lettori di SUD del capogruppo del Pdl-Sicilia all’Ars Giulia Adamo

mercoledì, 20 gennaio 2010

ars_nuvole_ok

Post di Giulia Adamo

Un governo democratico è la sintesi di un progetto, aderente ai bisogni dei cittadini e valutato positivamente dal corpo elettorale.

Il progetto del governo Lombardo e delle forze parlamentari che lo sostengono è la Sicilia. L’ammodernamento del sistema-regione rappresenta il bisogno primario che gli elettori ci hanno chiesto di soddisfare con il loro sostegno nella primavera del 2008.

La crescita economica, sociale e culturale della nostra terra è il progetto politico del gruppo Pdl-Sicilia e massima è l’aderenza alle richieste di innovamento e sviluppo che con sempre maggiore insistenza giungono da ampi settori della società civile.

Sosterremo con lealtà e responsabilità l’azione politica e amministrativa del nuovo esecutivo regionale, perché crediamo fortemente nelle capacità degli uomini che lo compongono e ne condividiamo lo spirito innovatore.

Tuttavia, il cambiamento che tutti auspichiamo deve essere reale e tangibile, non una dichiarazione di intenti ma un fatto sostanziale. Il Pdl-Sicilia, scompaginando in maniera traumatica il gruppo del Popolo della Libertà, ha dato fin dall’inizio un chiaro segnale alla politica regionale: la Sicilia al di sopra di tutto.

Abbiamo compiuto una scelta consapevole della quale non ci pentiamo, anzi crediamo fermamente che il valore della coerenza, contrapposto a quello della illogicità, sia il caposaldo di una corretta azione politica. Distinta e distante da certe logiche personalistiche e del tutto corrispondente alla richiesta di governabilità dei cittadini siciliani.

Il Pdl-Sicilia continuerà a fare la sua parte. Pretenderemo ritmo ed efficienza dal governo, così come garantiremo uniformità di giudizio, determinazione nell’azione parlamentare e compattezza decisionale.

L’esecutivo Lombardo ha un unico obiettivo: predisporre, di concerto con le forze parlamentari disposte ad accettare la sfida del cambiamento, un piano organico di riforme che possano incidere profondamente sul tessuto economico e sociale della Sicilia.

Per aspirare a essere la ‘regione’ di riferimento del Mediterraneo bisogna investire sul futuro modificando le micro e macro storture che danneggiano la nostra Isola.

La giunta che guiderà la nostra regione nasce dalle ceneri di un’esperienza politica fallimentare che ha rifiutato di affrontare con coraggio la crisi determinata dalla drammatica fine del precedente governo. Ma a differenza dell’araba fenice che si rigenera del tutto simile a se stessa, la nuova compagine governativa regionale e i gruppi parlamentari che la sostengono hanno fatto tesoro dell’esperienza passata e sono già proiettati verso un futuro diverso, migliore. Il cambiamento.

Siamo certi che questo sarà il governo del fare. E lo ha dimostrato fin da subito.

La nostra terra necessita di profonde modifiche. Bisogna rompere le catene che ci legano a un passato di subalternità e arretratezza culturale e materiale, figlio di una visione politica timida incline solo al compromesso.

Con il nuovo governo Lombardo inauguriamo l’era del coraggio: il coraggio di interrompere la comoda e redditizia strada dell’accondiscendenza e del tirare a campare, lastricata nel passato prossimo da grandi e suggestivi numeri parlamentari, per intraprendere il ripido e scosceso sentiero delle riforme anche a costo di sporgerci troppo sul dirupo della limitata, sulla carta, consistenza parlamentare della maggioranza.

Il futuro della nostra Isola passa inevitabilmente dalle scelte che saremo tenuti a compiere nei prossimi mesi. E’ giunto per tutti il tempo delle decisioni: stare con la Sicilia o contro di essa; operare attraverso le riforme strutturali a favore del suo sviluppo o continuare a galleggiare favorendone solo la stagnazione.

La politica siciliana deve schierarsi: a sostegno delle scelte del governo Lombardo, ovvero contro i vecchi e inconcludenti schemi politici, oppure a favore di una logora e snervante dottrina dell’accomodamento. Tertium non datur.

Naturalmente nessuno è disposto ad accettare niente a scatola chiusa. La sfida delle riforme può essere vinta solo attraverso un confronto leale di idee e progetti. Crediamo in questa impostazione programmatica, siamo certi che solo procedendo attraverso una costruttiva analisi dei contenuti è possibile determinare il cambiamento della nostra terra.

Conditio sine qua non è l’apporto fattivo di tutti coloro che credono fermamente nel progetto. Non possiamo più permetterci di assistere a situazioni imbarazzanti dove esponenti della maggioranza uscita vittoriosa dalle urne, componenti di gruppi rappresentati nel governo, operino contro di esso.

Lealtà, rispetto e fermezza devono essere i principi basilari per una solida e costruttiva azione a sostegno delle riforme. Su questo noi vigileremo, stimolando e incoraggiando l’azione del governo, attraverso i nostri rappresentati al suo interno e dai banchi di Sala d’Ercole.

Una burocrazia più snella, un sistema industriale più coraggioso e invogliato ad investire, un programma di gestione e smaltimento dei rifiuti più efficiente e rispettoso dell’ambiente, una ancor più intelligente valorizzazione dei nostri beni artistici e architettonici, incentivi e valorizzazione del merito per evitare la fuga dei nostri migliori cervelli. Tutto questo significa cambiamento.

Su queste basi il Pdl-Sicilia accetta la sfida delle riforme ed esprime fiducia al governo Lombardo.

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I fatti oltre le parole

martedì, 29 dicembre 2009

ars_nuvole_ok

Ed eccoci al Lombardo ter!

Alcuni sostengono che è ribaltone! Ma dov’è il ribaltone? Capisco l’acrimonia, gli asti, il dover spendersi in dichiarazioni di parte, capisco il nervosismo che in taluni diventa odio politico.  Ma è tutto un ciarlare, fa tutto parte di quella politica parolaia, nella quale, lo ammetto, anch’io talvolta mi ritrovo invischiato e che però rimane soltanto sterile polemica, buona solo a rimpire le pagine dei giornali.

E allora in questo post voglio cessare questa stupida guerra all’ultima dichiarazione, dove non c’è mai un vincitore, in cui sembra che tutti abbiano ragione, dove a perdere sono solo i siciliani, in cui ad aver torto sono soltanto loro. Voglio mettere da parte le parole e attenermi ai fatti: quelli sono oggettivi, nessuno li discute.

Fatto: circa un anno e mezzo fa volevo candidarmi a Governatore della Regione e per questo entrai in competizione con Raffaele Lombardo; ma qualcuno (anche e soprattutto del mio stesso partito) me lo ha impedito, convincendo Berlusconi che Lombardo fosse la scelta giusta.

Fatto: la scelta cadde proprio su Lombardo, io mi sottomisi con senso di responsabilità alle ragioni della coalizione e feci campagna elettorale per il nostro candidato.

Fatto: Lombardo vince e comincia a governare, contraddistinguendosi per una tendenza riformatrice che, almeno a parole, tutti invocavano; ma dopo qualche mese, quegli stessi soggetti che lo avevano voluto al Governo al posto mio, cominciano a remare contro, probabilmente perchè, al di là delle parole di circostanza, Lombardo inizia a toccare nervi scoperti e interessi coperti, ma forse anche perchè il Governatore si macchia della “colpa” di riuscire a dialogare con me, più di quanto non riesca a fare con gli altri.

Fatto: a differenza, infatti, dei miei colleghi del Pdl e di quelli dell’Udc, io mantengo fede al mandato degli elettori e, sebbene utilitaristicamente mi converrebbe cavalcare il malcontento e far cadere Lombardo per ripropormi (cosa che peraltro mi è stata offerta), continuo invece  a sostenerne il Governo, anche perchè convinto della strada riformatrice da esso intrapresa.

Fatto:  per via delle continue, talvolta subdole, ostilità (vedi vicenda fondi Fas), il primo Governo Lombardo entra in crisi e viene avvicendato da un Lombardo bis, in cui i cosiddetti lealisti, nonostante tutto, continuano a essere rappresentati con ben due assessori (Milone e Beninati).

Fatto: le cose però non migliorano, anzi Lombardo deve registrare non solo l’ostilità (adesso comprensibile) dell’Udc, ormai all’opposizione, ma incomprensibilmente anche quella dei deputati lealisti, sebbene essi siano rappresentati in Giunta.

Fatto: le ostilità dei lealisti raggiungono un livello di criticità massima, quando questi bocciano in aula il DPEF, decretando di fatto la fine del Lombardo bis e mettendosi manifestamente all’opposizione.

Fatto: Lombardo deve andare avanti, non può cedere, non può mollare, deve fare le riforme di cui la Sicilia non può fare a meno e ovviamente può farle solo con chi ci vuole stare.

Fatto: Lomabardo forma un nuovo Governo, con assessori che fanno riferimento alle aree politiche che ci vogliono stare e con dei tecnici, alcuni dei quali pare abbiano delle simpatie per il Pd; ma un tecnico (anche questo è un fatto, il resto sono solo parole) viene scelto per le sue competenze, non per le sue simpatie politiche, e non si può pensare di chiedere  a un insigne economista o ad uno stimato dirigente per chi ha votato alle ultime elezioni, prima di chiedergli di mettere al servizio del Governo quelle competenze; e comunque (altro fatto) oggi leggo le dichiarazioni di Lupo, Segreterio regionale Pd, il quale afferma di non aver dato nessuna indicazione.

Ecco! Questi sono i fatti incontrovertivbili, che incontrovertibilmente dicono non esserci stato nessun ribaltone, ma solo la ferma volontà di andare avanti e di fare quelle riforme di cui la Sicilia ha bisogno (riforma burocratica e accelerazione della spesa, prima di tutto).

Quella stessa Sicilia che se ne frega di tutto sto teatrino, quella stessa Sicilia che se ne frega se un assessore è lealista o ribelle, se è tecnico o politico, quella Sicilia che è stanca, anzi nauseata della politica delle parole, perchè  vuole solo fatti.

Quella Sicilia che per me viene prima di tutto e di tutti!

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énews – Habemus giunta. Dentro Russo e Centorrino

martedì, 29 dicembre 2009

ars

da Livesicilia.it

Fumata bianca a palazzo D’Orleans. Sono Mario Centorrino e  Pier Carmelo Russo i nuovi assessori che entrano al posto di Mario Milone e Antonino Beninati. “L’ingresso di due tecnici di indiscutibile competenza rafforza una compagine di governo che intende affrontare le riforme necessarie per il rilancio dell’economia siciliana – scrive il presidente Lombardo nel suo blog – in questa direzione ci sarà di grande aiuto la conoscenza della ‘macchina’ regionale che è propria di Pier Carmelo Russo, così come sarà preziosa la competenza di Mario Centorrino, che è uno dei più profondi conoscitori dei pregi e dei difetti del contesto economico siciliano e di tutto il Mezzogiorno”.

(continua…)

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Intervista a Giulia Adamo, capogruppo del Pdl-Sicilia all’Ars

sabato, 12 dicembre 2009

ars

Post di redazione

Abbiamo dimostrato ancora una volta onestà e coerenza. Ai nostri elettori non interessano i giochetti di Palazzo e le astuzie dialettiche che coprono scelte politiche ingiustificabili. Ci hanno votato per cambiare la Sicilia, questo è il nostro obiettivo. Semmai sono gli altri a dover fare mea culpa e tornare sui propri passi”. Chiara e decisa come sempre, il capogruppo di PdL-Sicilia all’Ars, Giulia Adamo, non lascia spazio ad equivoci ed esprime a SUD tutta la sua gioia per la prima grande vittoria parlamentare del nuovo gruppo del Popolo della Libertà che si riconosce in Gianfranco Miccichè.

“Con gli amici del Mpa – spiega Giulia Adamo ricostruendo le ore antecedenti alla seduta di Sala d’Ercole di mercoledì scorso – abbiamo elaborato un ordine del giorno che rispecchiasse la verità dei fatti e fungesse da stimolo per l’azione riformatrice del governo Lombardo. Sono stati momenti febbrili, si sono susseguiti diversi incontri, abbiamo fatto un buon lavoro. Ringrazio – continua – tutti coloro che hanno contribuito alla stesura del testo, ogni suggerimento è stato recepito. La coralità e la comunione d’intenti che abbiamo mostrato in questa occasione sarà il quid pluris della nostra azione parlamentare”.

Onorevole Adamo, ma in quel documento sono presenti accuse ben precise ai ‘lealisti’.
“Abbiamo fatto emergere una contraddizione palese che era sotto gli occhi di tutti. Essere contemporaneamente al governo, con gli assessori di riferimento che hanno sostenuto il Dpef, e non votare il più importante strumento economico-finanziario della regione è qualcosa di inspiegabile”.

(continua…)

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