
Post di redazione
Quella di ieri è stata una delle più concitate sedute che all’Assemblea regionale siciliana si ricordino in questi ultimi anni. Una seduta iniziata all’insegna della tensione e proseguita con le parole del Governatore Lombardo, il quale s‘è mostrato deciso nell’affermare: “ho il dovere morale di portare avanti questo impegno e questo lavoro. Lo devo ai siciliani!” e nel ribadire: “Non me ne starò immobile mentre qualcuno mi tiene le mani. Abbiamo il dovere di recuperare il tempo perduto”.
Una seduta che ha registrato il colpo di scena (a dire il vero, già nell’aria) della rimessione delle deleghe da parte di Armao, il discusso Assessore “ribelle”, su cui gravava una mozione di censura, dal granissimo significato politico, risolvendosi in una mozione contro il Governo stesso. Dopo il relativo annuncio, fatto dallo stesso Lombardo, Cracolici (capogruppo PD, presentatore originario dell’atto) ritira la mozione, non avendo ormai essa più ragion d’essere.
Un agguerrito Udc dichiara di volerla fare sua, ma è costretto a cedere alla volontà contraria del Presidente dell’Assemblea, Cascio.
Questi i tratti salienti di una seduta che si conclude con Pd, Udc e Pdl- frangia Castiglione che manifestano perplessità sulla tenuta del Governo e chiedono a Lombardo un segnale forte di discontinuità, o azzerando la Giunta (Leontini, Pdl) oppure dichiarando il fallimento della sua maggioranza (Maira, Udc), per cominciare un nuovo percorso istituzionale, con altri interpreti (Cracolici, Pd).
La prossima seduta è prevista per Mercoledì 9: di nuovo palla al centro… destra?





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