MICCICHE’ A COLLOQUIO CON MONTI: “SI’ AL GOVERNO, MA PRETENDIAMO MISURE A FAVORE DEL SUD”

14 novembre 2011


dal quotidiano di Grande Sud

www.forzadelsud.it

Gianfranco Miccichè, insieme alla senatrice Poli Bortone e all’onorevole Saglia, è stato ricevuto poco fa a Palazzo Giustiniani dal presidente incaricato Mario Monti per le consultazioni sul nuovo governo.

Al termine dell’incontro, Miccichè ha riferito in conferenza stampa di “aver chiesto che il prossimo governo – che sarà certamente un governo di lacrime e sangue e di sacrifici per tutti – garantisca equità di sacrificio nelle varie zone del territorio italiano. Abbiamo chiesto per il Sud riequilibrio rispetto al resto del Paese e che si possa ottenere un lavoro per le infrastrutture del Sud più vero e impegnativo rispetto a quello svolto fino ad oggi.

La disponibilità del professor Monti nel venire incontro alle nostre richieste c’è.

Il nostro appoggio al governo Monti non sarà condizionato a nulla se non a queste richieste che dovranno essere presenti nel programma del presidente.

Non abbiamo posto limiti di durata a questo esecutivo, purchè non ci vengano chiesti limiti per il Sud.

Sappiamo che Monti avrebbe apprezzato alcune presenze politiche nell’esecutivo – secondo noi positive – ma i partiti più grandi si sono opposti.

La disponibilità di Monti nei confronti della politica, in senso assoluto, ci lascia sperare che possa esserci un rapporto serio e proficuo tra la “tecnica” e la “politica” in Italia”.

Il leader di Grande Sud, infine, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha precisato che “non avrebbe avuto senso un governo Monti se non per fare quelle cose che la politica non è stata capace di fare perché impossibilitata rispetto al suo consenso”.

E a chi chiede cosa ne pensa su un’eventuale patrimoniale e sui tagli ai privilegi della politica, risponde:

“Non c’è dubbio che i privilegi debbano sparire, ma il governo Monti è qui per risanare i conti dello Stato. Preferirei che i sacrifici venissero chiesti ai grandi patrimoni, piuttosto che caricati sulle spalle dell’impiegato del Sud.

Berlusconi non ha voluto, o forse potuto, portare avanti la patrimoniale. Non so se Monti vorrà farla o meno, ma qualcosa di simile la si dovrà fare.

Il governo Monti nasce perché i mercati chiedono all’Italia un veloce risanamento dei propri conti.

Contemporaneamente ci deve essere però una proposta seria di crescita: risanare i conti non significa solo mettere le mani nelle tasche degli italiani, ma significa anche innalzare il Pil.

Probabilmente insieme alla proposta di crescita, ci saranno quindi dei sacrifici da richiedere a tutti.

Noi siamo pronti a convincere la gente del sud dei sacrifici che si devono compiere, a condizione che siano sacrifici equi rispetto all’intera popolazione italiana. Non sopporteremmo che una qualche azione vada solo al danno del Sud.

Siamo in attesa – conclude – di conoscere le dichiarazioni programmatiche del presidente Monti. Vorremmo votare la fiducia al prossimo governo ma è chiaro che queste sono le condizioni”.

 

INTERVISTA A IN ONDA

14 novembre 2011

Telese a casa di Miccichè i retroscena

11 novembre 2011

Da Forzadelsud.it
Luca Telese dal video alla regia di un’intervista semiseria realizzata in casa di Gianfranco Miccichè.
Il giornalista si è recato nell’appartamento del leader di Grande Sud per realizzare una breve intervista per ”In onda”, il programma di La7. Telese, alla ricerca della inquadratura perfetta e della migliore stanza dell’appartamento per girare il video, ha fatto quasi innervosire Gianfranco Micciché che per scherzo ha anche imitato Stracquadanio che aggredisce le telecamere. Tra un giro dell’appartamento e la spiegazione dell’arredamento, Miccichè si è chiesto anche se invece della troupe di La7 avesse aperto la porta ai giornalisti di ”Vogue casa”.
Il video che vi proponiamo è il backstage del servizio di La7, un siparietto semiserio dell’intervista serissima che sarà trasmessa da ”In Onda”.

IN SICILIA SIAMO ALL’OPPOSIZIONE E VOGLIAMO GUIDARE IL CAMBIAMENTO

11 novembre 2011

dal quotidiano di Grande Sud

www.forzadelsud.it

La disponibilità di Grande Sud a sostenere il nuovo governo nazionale, a patto che questo metta in atto una serie di misure a favore del Meridione, ha alimentato anche il dibattito sulla possibilità di larghe intese anche in Sicilia. Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, conversando con i cronisti a Palazzo d’Orleans ha detto: ”Non sono ostile all’idea di allargare la maggioranza che sostiene il governo della Regione, ma andrebbe fatto però se ci fosse il consenso dell’attuale coalizione sulla base di una omogeneità programmatica e senza fare pasticci”. E sull’eventuale apertura a Grande Sud ha aggiunto: “Non sono contrario, ma ripeto, serve il consenso degli alleati”.

Pronta la replica del leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè: “Qualcuno ci tira per la giacca senza comprendere, però, che Grande Sud non è assolutamente disposto a sostenere un governo che si è dimostrato incapace di affrontare e risolvere le grandi emergenze della Sicilia. La nostra posizione, a differenza di certe dichiarazioni improntate più a disorientare e creare confusione, è stata da sempre molto chiara: Grande Sud – conclude – non sosterrà in alcun modo il governo Lombardo. Siamo all’opposizione. Il nostro obiettivo è guidare il cambiamento”.

CONTRARI A ELEZIONI ANTICIPATE, RENDEREBBERO L’ITALIA PIU’ INSTABILE E MENO CREDIBILE. SI’ AL GOVERNO MONTI SE DARA’ GARANZIE PER IL SUD

10 novembre 2011

Post di redazione

Andare al voto adesso significa rendere più instabile e meno credibile il nostro Paese. Di fronte agli attacchi dei mercati finanziari bisogna reagire con fermezza e realizzare immediatamente le riforme che l’Europa ci chiede, partendo proprio da quelle che riguardano il Sud”. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè, annunciando la contrarietà del movimento arancione “ad ogni ipotesi di elezioni anticipate. Una campagna elettorale frenetica e molto tesa – conclude – non aiuterebbe di certo l’Italia a riprendersi”.

L’ipotesi di un governo Monti, invece, sarà invece appoggiata se “darà garanzie minime per il Sud” – spiega all’Adnkronos il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e leader del movimento arancione Gianfranco Miccichè.

“Noi siamo tra quelli che hanno favorito la nascita di un governo evitando la tragedia di andare a votare. Sarà, comunque, un esecutivo di lacrime e sangue. Se otterremo le garanzie minime di giustizia ed equità sulle lacrime e sangue del Sud rispetto al resto dell’Italia, valuteremo se votare il governo Monti, altrimenti sarà difficile sostenerlo. Io spero di poter ottenere quelle garanzie per il Mezzogiorno”.

“VOTEREMO IL RENDICONTO E ALLE AMMINISTRATIVE ANDREMO DA SOLI”

8 novembre 2011

dal Quotidiano di Grande Sud

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Voteremo il rendiconto, perché non dovremmo farlo?”. Così il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e leader di Grande Sud, Gianfranco Miccichè, all’Ansa a conclusione di un vertice di partito per discutere della situazione politica nazionale, siciliana e delle amministrative di primavera.

E in riferimento alla mozione di sfiducia a Lombardo, il leader del movimento arancione spiega che “non ha senso, è perfettamente inutile. Per noi non è così importante, tant’è che in cinque ore di confronto non abbiamo mai toccato l’argomento”.

Poi l’annuncio: “In Sicilia alle prossime amministrative andremo da soli. Grande Sud avrà propri candidati, anche a Palermo. Proporrò questa esigenza al coordinamento regionale del partito che si riunirà sabato prossimo a Caltanissetta. Abbiamo la volontà – ha proseguito – e la forza di potere avere nostri candidati”.

BUON COMPLEANNO GRANDE SUD

30 ottobre 2011

E’ passato un anno da quando le nostre idee sono diventate un movimento, il nostro movimento una missione e la nostra missione una vocazione. E’ passato un anno e la nostra “Forza” è diventata “Grande”, superando gli esami di maturità dei test elettorali, della difesa dei valori e della nostra identità.

Abbiamo fatto tanta strada, da Napoli alla Sicilia, dalla Calabria fino al Molise. Un cammino lungo e faticoso, ma pieno di entusiasmo e di soddisfazione. Per quello che è stato fatto e per tutto quello che c’è ancora da fare per il nostro Mezzogiorno e per il nostro Paese. Abbiamo sostenuto con lealtà il governo e lo abbiamo fatto tenendo alta la testa e rifiutando ogni subalternità rispetto alla Lega.

Abbiamo dato alle nostre idee il riconoscimento dei numeri con gli importanti risultati elettorali ottenuti in diverse tornate amministrative. Abbiamo incontrato e dialogato con tanta gente, abbiamo incrociato le nostre strade con chi ha avuto il coraggio di condividere con noi il nostro progetto, a cominciare da Adriana Poli Bortone.

Abbiamo unito superando le divisioni, aggregato scavalcando i particolarismi. E oggi, dopo un anno, siamo una realtà che cresce continuamente, che entusiasma e che ci entusiasma. Il 30 ottobre del 2010 iniziava la nostra avventura, il 30 ottobre del 2011 festeggiamo la nascita di Grande Sud consapevoli dei traguardi già tagliati ma anche del peso delle nostre future responsabilità. A cominciare dalla necessità di rispettare il patto di fiducia che i nostri elettori ci hanno accordato in questi dodici mesi e le speranze che hanno riposto in noi. Auguri a tutti e buon viaggio

SE FOSSI BINI SMAGHI, OGGI NON MI DIMETTEREI MA MI SAREI GIA’ DIMESSO

28 ottobre 2011



Da Forzadelsud.it

di Gianfranco Miccichè – Gli affondi della Francia delle ultime ore hanno riacceso i riflettori sul caso della Bce e in particolare dell’opportunità che, dopo la designazione di Mario Draghi alla guida della Banca centrale europea, anche Bini Smaghi conservi il suo posto e ruolo tra i vertici dell’Istituto di Francoforte. Quello che posso dire è ciò che avrei fatto e che fare io se fossi nei panni di Bini Smaghi.

Come un signore siciliano vecchio stampo non avrei esitato un attimo a farmi da parte, magari ricorrendo ad una scusa, nel momento stesso in cui avessi percepito che la mia permanenza alla Bce avrebbe potuto mettere in difficoltà e in imbarazzo il mio Paese. Ma oggi, ora che tutta la vicenda ha assunto i connotati della polemica politica più dura, non mi dimetterei più. Perché un passo indietro in questo momento minerebbe e getterebbe un’ombra sull’indipendenza della Banca centrale europea dalla politica.