MONUMENTI

18 luglio 2010

Quando, il 19 Luglio di 18 anni fa, appresi la notizia dell’esplosione di via D’Amelio,  rimasi attonito, incredulo: non potevo credere che, dopo la strage di Capaci, la mafia osasse continuare nel suo folle disegno di sfidare frontalmente lo Stato.

Ci sfidò, ancora, ci tolsero un altro eroe e, con lui, altri angeli custodi; e noi piangemmo, c’indignammo, ci adirammo.

Quel dolore si rinnova ogni anno, nel ricordo di quegli eccidi e, con esso, si rinnova in noi la consapevolezza di aver perso, nel giro di poche settimane, due uomini, “sicilianissimi”, due  magistrati,  due eroi.

Tuttavia (ecco la loro grandezza!) nello stesso ricordo di quel dolore, cresce e si rinsalda  in noi anche la consapevolezza che in realtà non li abbiamo persi, che in realtà loro sono ancora qui e fanno ancora rumore, pesano ancora, e di più, sulle coscenze sporche dell’illegalità, tanto da esser vilipesi, oltraggiati, come è accaduto ieri. Non più due siciliani, due magisrati, due eroi, ma due icone, due monumenti eterni alla legalità, alla giustizia, alla speranza di riscatto di una Sicilia libera e forte, più dei mafiosi.

Due monumenti: questo sono Falcone e Borsellino. Lo sono non perchè immortalati in statue, targhe, alberi e foto celeberrime; lo sono nel senso più stretto della parola, sono un costante ammonimento alla memoria! Possono pure abbattere statue e spogliare alberi, ma non potranno mai cancellare ciò che è inciso nella nostra coscienza e in eterno risuonerà nella memoria di un popolo!  

Falcone e Borsellino certamente valgono per quello che sono stati, per quanto di straordinario hanno fatto, ma soprattutto valgono per quello che ci hanno lasciato, per l’alto esempio di coraggio e senso dello Stato che ancora oggi rappresentano: ricordarli, appunto, significa, non solo commemorarli e rivivere  il dolore per il loro sacrificio, ma anche e soprattutto rinnovare in noi questo loro altissimo esempio e farcene, ognuno nel proprio ambito di vita, portatori sani.

E’ cosi, in fin dei conti, che abbiamo quasi del tutto sconfitto la mafia. E’ così che un giorno quel “quasi” non esisterà più, che debelleremo del tutto il cancro mafioso.

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7 SU 10: LA FORZA DI MICCICHE’

16 luglio 2010

Post di redazione

La notizia è fesca fresca di giornata: il consigliere della II circoscrizione del comune di Palermo, Marco Martorana, ha lasciato le fila del pdl cosiddetto “ortodosso” e ha aderito al Pdl Sicilia. Ancora un consigliere, ancora la II circoscrizione! Si, perchè lì succede un fatto più che indicativo della forza del progetto- Miccichè e della sua capacità di radicarsi nel territorio, facendo adesioni e proseliti: è così che i “ribelli” hanno superato, in forze e numeri, i “lealisti”! In quella circoscrizione (che abbraccia una fetta rilevante di territorio palermitano) su 10 consiglieri pidiellini, ben 7 sono del Pdl Sicilia, soltanto 3 del Pdl ortodosso.

A questi si aggiungono, poi, gli altri consiglieri, che nelle altre circoscrizioni portano avanti, con un lavoro quotidiano, il progetto di Miccichè: sono 15 in tutto e rappresentano il sostrato politico più genuino ed immediato, il cuore pulsante della politica miccichiana, la sua più vivace e fattiva articolazione sul territorio.

A loro il pensiero di Gianfranco Miccichè:

“Dopo le adesioni dei consiglieri Tiziana D’Alessandro e Gaetano Lo Coco, saluto con uguale gioia e compiacimento l’adesione di Marco Martorana al nostro progetto politico. Un grande progetto ha bisogno d’interpreti sul territorio, che ne siano all’altezza, come lo è lui e come lo sono tutti gli altri consiglieri, che nelle altre circoscrizioni più che degnamente rappresentano la nostra compagine politica e il nostro voler stare in mezzo alla gente, tutti i giorni. Il fatto, poi, che nella II circoscrizione, dei 10 consiglieri Pdl, ben 7 sono “nostri” è un ulteriore conferma dell’ottimo lavoro che stiamo portando avanti e dà l’idea di quanto la nostra squadra sia forte e completa”.

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NESSUN COMPROMESSO!

16 luglio 2010

Su Repubblica stamattina leggo di fantomatici accordi, trattative e distribuzioni di poltrone tra  ”i due Pdl”.

Tutte  minchiate! Già quella è una testata che di cavolate ne scrive tutto l’anno, col caldo poi …

A scanso d’equivoci: non m’interessa nessuna poltrona e non c’è nessun accordo su alcun ruolo o carica. M’interessa soltanto che il nostro progetto vada avanti, nell’interesse primario, anzi esclusivo, del popolo siciliano. Un grande progetto, assolutamente non barattabile con incarichi e poltrone. E reputo semplicemente offensivo che qualcuno possa pensare o dire o scrivere il contrario.

Del resto, qualche tempo fa dissi al presidente Berlusconi di non pensare d’offrirmi un ministero, perchè non lo avrei accettatto. Figuratevi se possa mettermi attorno a un tavolo e ragionar d’altro, che non sia il presente e il futuro della Sicilia. Io la politica la intendo così. Se altri, invece, la intendono o comunque vogliono raffigurarla come una scacchiera dove preoccuparsi solo di mettere nel posto giusto le pedine giuste, una partita a carte dove conta solo (come si dice dalle mie parti) appattare la settanta, facciano pure, ma non pensino di coinvolgermi: è un gioco che non mi piace.

Comunque, non vorrei che tutto questo sia fatto per confondere le idee  e cercare di depotenziare la carica esplosiva del nostro progetto, che fa proseliti in tutta la Sicilia e miete vittime tra gli scettici e i nemici del rinnovamento.

Non hanno capito niente: nessun compromesso!  Non si fanno compromessi sulla pelle dei siciliani.

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