(scritto da Staffsud)
Le ferie son finite e una nuova stagione politica si affaccia al vicino orizzonte. Ma quanto nuova?
La novità è marcatamente sostanziale, visti i mutati equilibri all’interno della maggioranza “romana” e delle opposizioni, tanto che i detrattori del bipolarismo o i nostalgici di una prima Repubblica “strappata a morsi da Tangentopoli”, gridano ora alla sua morte prematura.
In effetti, c’è nell’aria qualcosa di nuovo, si respira quel non so che di mutamento, si ha quasi la stessa sensazione, un pò strana, del dopo terremoto, quando non sai se è finito tutto o se altre scosse di assestamento torneranno ad insidiarti. E si resta in attesa. Un’attesa silenziosa, in apnea.
Così la politica italiana, che attende, certo non in silenzio, però attende. Aspetta di capire se la linea programmatica, tracciata dai famosi cinque punti, riuscirà a tenere e a mettere al riparo la fortezza del Centrodestra dalle incursioni, amiche e nemiche; o se, invece, essa si rivelerà una linea Maginot, al di là della quale preparare e pensare a nuove elezioni.
E a proposito di linee ed orizzonti, c’è da scorgere con grande attenzione l’orizzonte siciliano, dove s’addensano, minacciose, nubi, provenienti dai cieli capitolini, pronte a portare qui da noi piogge, fulmini, vento e tempeste. Qui nessuna linea è stata segnata, per cercare di tenere la barra dritta e garantire continuità ad un’azione governativa che, infatti, stenta a decollare. Qui, a discapito della solarità di una terra che di pioggie e tempeste ne ha sempre viste poche, sembra quasi che non si aspetti altro che una violenta burrasca, eppure salutata da alcuni come un bell’acquazzone “salvifico”, che scenda a ripulire le starde di una maggioranza sempre più variabile e variegata.
Di chi è la colpa? Chi vuole l’acquazzone? Difficile dirlo! Certo è che dal 2008 assistiamo a una politica siciliana destrutturata e per questo precaria. La litigiosità all’interno del Centrodestra si mescola inevitabilmente con quella del Centrosinistra e crea un mix esplosivo d’instabilità, che certo non fa bene ai siciliani, la cui volontà, invece, era stata chiara nell’affidare le sorti della Regione a un Governatore e ad una coalizione, che stabilmente avrebbero dovuto pensare solo e semplicemente a governare la Sicilia.
Ecco, potrebbe essere questo un nuovo orizzonte della politica siciliana! Non nubi minacciose, ma l’azzurro di un percorso chiaro, che riprenda quel filo d’Arianna srotolato 2 anni fa dai siciliani e permetta loro di uscire dal labirintico circolo dei governi seriali e di tornare indietro, a casa: quella che un tempo si chiamava Casa delle Libertà e che fu per anni la casa sicura di una coalizione forte, vincente, rassicurante.
Un filo, una linea tracciata secondo un preciso schema programmatico, attorno al quale continuare a lavorare per la Sicilia. Non un patto di legislatura, non alleanze pre- elettorali, non alchimie e strategie da Monopoli, bensì un chiaro e semplice accordo programmatico.
E se anche Lombardo, anzichè presentare un quarto governo, si presentasse in Aula con dei punti (semplificazione burocratica, iniziative per l’occupazione, diminuzione degli sprechi, tutela del territorio, ecc …) e su questi chiedesse alle forze politiche che lo hanno sostenuto e lo sostengono l’ok per andare avanti?
Questo si che sarebbe un nuovo orizzonte …
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