<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Sud - Il Blog di Gianfranco Miccichè</title>
	<atom:link href="http://www.gianfrancomicciche.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.gianfrancomicciche.net</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 May 2012 08:54:03 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.3</generator>
		<item>
		<title>I creditori non sono senza colpe</title>
		<link>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/16/i-creditori-non-sono-senza-colpe/</link>
		<comments>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/16/i-creditori-non-sono-senza-colpe/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:54:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>staffsud</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gianfranco Micciché Suggerisce]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gianfrancomicciche.net/?p=7554</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>da La Stampa, 16 maggio 2012</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>di Mario Deaglio</em></p>
<p style="text-align: justify;">La rinuncia dei partiti politici greci a formare un nuovo governo è, nei fatti, un «no» al piano di rientro dal debito preparato a Bruxelles&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>da La Stampa, 16 maggio 2012</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>di Mario Deaglio</em></p>
<p style="text-align: justify;">La rinuncia dei partiti politici greci a formare un nuovo governo è, nei fatti, un «no» al piano di rientro dal debito preparato a Bruxelles e proposto ad Atene dall’Unione Europea. Mentre il rifiuto veniva pronunciato, un Presidente francese appena insediato si preparava a incontrare il cancelliere tedesco Angela Merkel, uno dei pochissimi leader sopravvissuti al terremoto politico che, negli ultimi tre anni, ha fatto crollare pressoché tutti i governanti europei coinvolti nel tentativo, finora sostanzialmente fallito, di trovare una via d’uscita dalla crisi.</p>
<p>Ad aggiungere un tocco di drammaticità, caso mai ce ne fosse bisogno, l’aereo presidenziale francese è stato sfiorato da un fulmine e ha dovuto tornare indietro costringendo a rinviare l’incontro, sia pure solo di quale ora; si è così provocato l’ennesimo, sia pur quasi simbolico, ritardo europeo nell’affrontare i problemi dell’Europa. La politica torna così a recitare, per quanto in tono minore, il ruolo che la contrappone, spesso controvoglia, alla finanza internazionale. E questo avviene non solo a Parigi, Berlino e Atene.</p>
<p>Ma anche negli Stati Uniti, dove il presidente Obama ha lanciato accuse durissime a Wall Street e invocato regole più severe per le banche anche a seguito delle perdite impreviste di JP Morgan, uno dei colossi della finanza internazionale. Queste perdite sono la prova che le grandi banche internazionali non hanno imparato molto dalla crisi e si sono illuse di poter riprendere tutte le vecchie abitudini dopo essere state, in molti casi, salvate con soldi pubblici.</p>
<p>A spingere una classe politica riluttante a un confronto con la finanza internazionale c’è una società civile in ebollizione, con le manifestazioni degli indignados non solo in Spagna e Grecia ma anche a Londra e negli Stati Uniti. Il problema si può sintetizzare in una serie di interrogativi che stanno diventando sempre più pressanti: fino a che punto la società civile &#8211; e gli uomini di governo che la rappresentano &#8211; può accettare la «dittatura dello spread» per usare la felice espressione del Presidente della Consob, Giuseppe Vegas, alla presentazione del suo rapporto annuale? Fino a che punto decisioni importanti per una collettività nazionale possono venir sottratte ai suoi organi politici e sommariamente decise dal «mercato» in sedi diverse dai Parlamenti, chiamati ormai solo a ratificare sbrigativamente intese che sono dei veri e propri «diktat»?</p>
<p>Quando si concedono finanziamenti «sbagliati» a Paesi che non sono in grado di restituirli, l’errore viene commesso da due parti, non solo dal debitore ma anche da chi concede il prestito. Non si vede perché quest’errore debba ricadere solo sul Paese debitore, ossia sulla parte normalmente più debole in questo tipo di transazioni, e non invece suddivisa tra quanti hanno sbagliato, ossia tra debitori e creditori in base a qualche criterio che non sia puramente finanziario. Alla dittatura dello spread occorrerebbe contrapporre una sorta di «democrazia del debito» in cui ciascuno paga per i propri errori. E questo dovrebbe valere in maniera del tutto particolare all’interno dell’Unione Europea, dove i greci furono indotti a contrarre debiti anche dalla facilità con la quale numerose banche europee e americane erano pronte a offrire loro credito.</p>
<p>Imporre alla Grecia (e forse domani ad altri Paesi) di pagare i debiti nei tempi stabiliti può significare una condanna di questo Paese &#8211; e domani forse di altri in Europa e altrove &#8211; a lunghi periodi non solo di incertezza ma perfino di povertà. Occorrerebbe considerare che un debitore esoso può attirare su di sé un risentimento molto maggiore di quello che si attira un nemico vincitore in guerra e che un simile risentimento è pericoloso per gli stessi creditori non solo sul piano civile ma anche su quello finanziario.</p>
<p>Non bisogna dimenticare, infatti, che, quando il deficit pubblico si azzera, il manico del coltello passa dal creditore al debitore. Non dovendo richiedere risorse aggiuntive, il debitore si rinforza mentre il creditore si indebolisce: il debitore potrebbe infatti decidere di ritardare la restituzione del debito o ridurre gli interessi sotto il livello pattuito. Una severità eccessiva nei confronti del debitore che non ce la fa rischia di porre le basi di risentimenti dai quali potrebbero sorgere nuovi, e più forti, motivi di instabilità. Nella storia i casi di questo genere sono piuttosto frequenti (i tedeschi dovrebbero rammentare che il risentimento contro le riparazioni di guerra successive alla Prima guerra mondiale spianò la strada a Hitler) ma &#8211; si sa nelle scuole alle quali si formano gli attuali uomini della finanza la storia non ha certo il posto d’onore.</p>
<p>E’ essenziale che il Presidente Hollande e il cancelliere Merkel superino il livello della miopia prevalente negli ultimi mesi nell’affrontare i problemi dell’euro, nel cercare di stabilire una posizione comune che tenga conto di giustificate riserve tedesche ma anche di un quadro più generale in cui queste riserve appaiono meschine. Sarebbe uno di quei piccoli miracoli ai quali l’Unione Europea ci ha abituato se dall’incontro scaturisse una posizione comune, flessibile e ragionevole, in luogo del pericoloso dogmatismo al quale i tedeschi ci hanno abituato negli ultimi tempi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/16/i-creditori-non-sono-senza-colpe/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LO STATUTO SICILIANO, IL FUTURO DI UNA TERRA SENZA EGUALI</title>
		<link>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/15/lo-statuto-siciliano-il-futuro-di-una-terra-senza-eguali/</link>
		<comments>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/15/lo-statuto-siciliano-il-futuro-di-una-terra-senza-eguali/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 14:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>staffsud</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gianfranco Micciché]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gianfrancomicciche.net/?p=7543</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-32" title="micci2" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/2009/10/micci2.jpg" alt="" width="520" height="187" /></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/miccichefirma1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5979" title="miccichefirma" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/miccichefirma1.jpg" alt="" width="35" height="40" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/miccichefirma1.jpg"></a>Lo Statuto Siciliano oggi compie 66 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">La Carta che regolamenta l&#8217;Autonomia Speciale siciliana, oggi più che mai, resta al centro dell&#8217;attenzione per quegli<strong> aspetti, fortemente innovativi</strong> già al tempo della sua&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-32" title="micci2" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/2009/10/micci2.jpg" alt="" width="520" height="187" /></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/miccichefirma1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5979" title="miccichefirma" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/miccichefirma1.jpg" alt="" width="35" height="40" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/miccichefirma1.jpg"></a>Lo Statuto Siciliano oggi compie 66 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">La Carta che regolamenta l&#8217;Autonomia Speciale siciliana, oggi più che mai, resta al centro dell&#8217;attenzione per quegli<strong> aspetti, fortemente innovativi</strong> già al tempo della sua stesura, che l&#8217;hanno resa modello precursore del decentramento in chiave federalista.</p>
<p style="text-align: justify;">Agli occhi dei padri dello Statuto, gli articoli che lo compongono non soltanto ponevano la Sicilia al pari dello Stato – al tempo non ancora Repubblica -, ma la rendevano regione culla della partecipazione democratica.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza retorica, <strong>ritengo che ogni cittadino siciliano dovrebbe conoscerne i contenuti, perché in quegli articoli è racchiusa la lungimiranza politica di coloro che nella Sicilia hanno saputo scorgere le potenzialità di una terra senza eguali</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo, ciò che è avvenuto nel corso degli ultimi sessantasei anni è una storia tutta siciliana, a tratti chiaroscuri, le cui ombre hanno offuscato la forza dirompente di quella idea di Sicilia, immaginata dagli Alessi, dagli Aldisio, dai La Loggia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; così accaduto che intere parti dello Statuto cadessero nel dimenticatoio</strong>, rimanendo inattuate e perciò inutili proclami, che nessun Governo regionale è mai riuscito a far valere; <strong>un mancato funzionamento che ha impedito allo strumento statutario di essere</strong>, come avrebbe potuto e dovuto essere, <strong>motore di crescita della nostra terra</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, <strong>va bene festeggiare la ricorrenza dello Statuto, purché al momento meramente celebrativo corrisponda non solo l&#8217;intento</strong>, comunque nobile, <strong>di perpetuare (e divulgare) la memoria di un passato illustre fatto di uomini illustri e illustri intendimenti</strong>, <strong>ma anche</strong> &#8211; e direi soprattutto &#8211; <strong>l&#8217;intento, anzi la ferma volontà, di capire dove si è sbagliato e di fare dello Statuto Siciliano, più che una &#8220;reliquia&#8221; da portare in processione un giorno all&#8217;anno per ungersi di spirito autonomistico, un vero strumento di rinascita della nostra terra</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Penso alla materia tributaria: potremmo essere capaci di diminuire la pressione fiscale sul territorio, di aumentare il potere d&#8217;acquisto, di introdurre agevolazioni alle imprese esistenti e di incentivare l&#8217;afflusso di capitali esterni.</p>
<p style="text-align: justify;">I tributi, a cominciare dalle imposte sul consumo di energia, oggi versate allo Stato, non varcherebbero Cariddi.</p>
<p style="text-align: justify;">Penso al fatto che il popolo siciliano avrebbe tra le mani uno strumento potentissimo di democrazia diretta: il referendum propositivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Penso a una Regione che siederebbe di diritto al tavolo del Consiglio dei Ministri quando l&#8217;organo discute temi di interesse siciliano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questi sono solamente esempi di ciò che i nostri predecessori, siciliani come noi e quanto noi innamorati di una terra al punto da immaginare un sistema di leggi all&#8217;altezza di una progredita nazione occidentale, ritenevano il miglior futuro per la Sicilia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi il mio pensiero va allo stesso futuro che i padri dell&#8217;autonomia avevano immaginato, perché un giorno, a Statuto pienamente attuato, questo possa <strong>ridar lustro sia alla memoria che agli orizzonti di coloro che la pensarono degna capitale di un Grande Sud</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/15/lo-statuto-siciliano-il-futuro-di-una-terra-senza-eguali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>PER IL BALLOTTAGGIO DI PALERMO GRANDE SUD NON FARA’ ALCUN APPARENTAMENTO TECNICO</title>
		<link>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/10/per-il-ballottaggio-di-palermo-grande-sud-non-fara%e2%80%99-alcun-apparentamento-tecnico/</link>
		<comments>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/10/per-il-ballottaggio-di-palermo-grande-sud-non-fara%e2%80%99-alcun-apparentamento-tecnico/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 13:19:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>staffsud</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gianfranco Micciché]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gianfrancomicciche.net/?p=7537</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2980" title="micciche03" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/micciche03.jpg" alt="" width="520" height="200" /></p>
<p><a href="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/miccichefirma1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5979" title="miccichefirma" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/miccichefirma1.jpg" alt="" width="35" height="40" /></a></p>
<p><a href="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/miccichefirma1.jpg"></a><strong>Chi vince le elezioni deve potere governare la città</strong>. Non saremo di certo noi i complici di chi cerca escamotage per impedire questo sacrosanto diritto democratico.</p>
<p><strong>Quella voluta dal Pd e Lombardo si è rivelata una folle legge</strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2980" title="micciche03" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/micciche03.jpg" alt="" width="520" height="200" /></p>
<p><a href="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/miccichefirma1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5979" title="miccichefirma" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/miccichefirma1.jpg" alt="" width="35" height="40" /></a></p>
<p><a href="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/miccichefirma1.jpg"></a><strong>Chi vince le elezioni deve potere governare la città</strong>. Non saremo di certo noi i complici di chi cerca escamotage per impedire questo sacrosanto diritto democratico.</p>
<p><strong>Quella voluta dal Pd e Lombardo si è rivelata una folle legge elettorale ma non è con i sotterfugi che si rimedia ai propri errori</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/10/per-il-ballottaggio-di-palermo-grande-sud-non-fara%e2%80%99-alcun-apparentamento-tecnico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>11</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>GRANDE SUD BENE OVUNQUE. CORRO PER PALAZZO D’ORLEANS CON O SENZA PDL</title>
		<link>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/10/grande-sud-bene-ovunque-corro-per-palazzo-d%e2%80%99orleans-con-o-senza-pdl/</link>
		<comments>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/10/grande-sud-bene-ovunque-corro-per-palazzo-d%e2%80%99orleans-con-o-senza-pdl/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 08:22:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>staffsud</dc:creator>
				<category><![CDATA[Redazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gianfrancomicciche.net/?p=7535</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7049" title="micciche" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/micciche5.jpg" alt="" width="520" height="200" /></p>
<p><em>dal quotidiano di Grande Sud</em></p>
<p>“Non so se ci saranno le condizioni per ricostruire il centrodestra in vista delle prossime regionali, ma se Castiglione continua a dire che il prossimo candidato alla Regione sarà un uomo del Pdl, allora&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7049" title="micciche" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/micciche5.jpg" alt="" width="520" height="200" /></p>
<p><em>dal quotidiano di Grande Sud</em></p>
<p>“Non so se ci saranno le condizioni per ricostruire il centrodestra in vista delle prossime regionali, ma se Castiglione continua a dire che il prossimo candidato alla Regione sarà un uomo del Pdl, allora andremo da soli. Io non mi tiro indietro”. Così il leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè a ‘la Repubblica’ di Palermo.</p>
<p>“Intendiamoci – spiega l’esponente del movimento arancione -, a Palermo siamo quasi avanti, a Trapani e ad Agrigento pure. Grande Sud è forte oggi quanto il Pdl e ha tutto il diritto di esprimere il prossimo candidato alla presidenza della Regione, che sarei io. Il coordinatore Castiglione non è d’accordo? Il suo partito – aggiunge – ha già ammesso la sconfitta”.</p>
<p>Analizzando il voto amministrativo, Miccichè  sottolinea: “Gli unici che possono sorridere in queste elezioni siamo noi e l’Udc, che spero sia il nostro alleato per la corsa a Palazzo d’Orleans. Grande Sud è andata bene ovunque e il voto a Palermo ha risentito della frammentazione e dello tsunami Orlando. Ma una cosa è certa: rimango convinto della buona scelta su Costa, il problema – conclude – è che sono venuti a mancare i partiti, solo noi abbiamo trasferito a lui tutti i voti di lista”.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/10/grande-sud-bene-ovunque-corro-per-palazzo-d%e2%80%99orleans-con-o-senza-pdl/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La tecnocrazia non è democrazia</title>
		<link>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/10/la-tecnocrazia-non-e-democrazia/</link>
		<comments>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/10/la-tecnocrazia-non-e-democrazia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 08:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>staffsud</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gianfranco Micciché Suggerisce]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gianfrancomicciche.net/?p=7533</guid>
		<description><![CDATA[<p><em>da Il Tempo, 10 maggio 2012</em></p>
<p><em>di Mario Sechi</em></p>
<p>Il tema di cui discutiamo è la sovranità. Ma le elezioni presidenziali in Francia e quelle in Grecia segnalano un’inversione di tendenza: siamo tornati alle nazioni. Come reazione alla politica europea&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>da Il Tempo, 10 maggio 2012</em></p>
<p><em>di Mario Sechi</em></p>
<p>Il tema di cui discutiamo è la sovranità. Ma le elezioni presidenziali in Francia e quelle in Grecia segnalano un’inversione di tendenza: siamo tornati alle nazioni. Come reazione alla politica europea che non è condivisa dai popoli. A Parigi si è votato pour la France e contre l’Allemagne, ad Atene hanno vinto i partiti «no Euro», «no Bruxelles», «no Bce», tutto ciò che era ed è l’Europa di cui stiamo parlando qui, nel Parlamento. Ho ascoltato con grande attenzione le parole di Cohn Bendit, e devo dire che condivido il fondo della sua analisi: c’è una perdita di democrazia, rispetto ai dogmatismi contabili e agli accordi dei governi, i Parlamenti contano sempre meno. Ecco perché le elezioni nazionali hanno avuto come argomenti principali l’Europa e i suoi mali. Ma in quale scenario si sta svolgendo questo dibattito? Cari amici, sull’agenda ci sono almeno quattro parole chiave: 1. Lavoro: secondo gli ultimi dati del fondo monetario internazionale nel mondo industrializzato ci sono duecento milioni di uomini e donne in cerca di occupazione. Duecento milioni! Questa è una minaccia, un problema sociale che può sfociare in una guerra sociale. 2. Crescita: l’ho sentita evocare spesso nel Parlamento italiano e anche in questa sala più volte. È l’ultimo mantra di una politica che però non riesce a crearla. Sembra di vedere un veliero fantasma galleggiare in un mare morto. E mentre i governi cercano la crescita, la recessione sta distruggendo imprese, posti di lavoro, ma soprattutto speranza. Il fiscal compact che alcuni Parlamenti hanno approvato senza neppure leggerlo e altri non hanno nemmeno discusso ma dato per buono, è contro qualsiasi ipotesi di crescita, anzi è un ammazza-crescita. Verrebbe quasi da sospettare, ma lo facciamo solo per amore dell’analisi di scenario, che la Germania lo difenda così tanto perché in fondo consente ai tedeschi, attraverso il gioco degli spread, di finanziare il proprio sviluppo emettendo debito a bassissimo tasso d’interesse.</p>
<p>E scaricando il costo del debito sui Paesi più deboli e che resteranno tali finché non si sarà allentata la morsa fiscale e data loro una possibilità di sviluppo che non vuol dire uscire dal rigore, come si pensa a Berlino, ma aprire le porte a una nuova èra di investimenti. 3. Banche: anche ieri la prima pagina del Financial Times dava il titolo principale al salvataggio con soldi pubblici di Bankia, il terzo gruppo spagnolo per asset posseduti. Che sorpresa, ancora una volta i soldi dei contribuenti vengono utilizzati per salvare chi continua a fare finanza per la finanza, senza mai servire l’economia reale. Proprio ieri mentre viaggiavo verso Bruxelles stavo rileggendo i saggi politici di Orwell, ecco mi sembra di essere piombato in un romanzo orwelliano in cui il paradigma del «too big to fail» (troppo grande per fallire) non può essere applicato ai giganti della finanza, ma gli Stati e i loro popoli invece possono fallire. Per cui siamo al paradosso che le banche che hanno speculato sulla Grecia vanno salvate mentre lo Stato greco può fallire e il suo popolo essere affamato. È questa l’Unione europea che sognavate? È questa l’Europa che volevano costruire Spinelli, Schuman e i padri fondatori? Secondo un rapporto dell’Unicef in Grecia 450 mila bambini sono sulla soglia della fame. È una vergogna e non smetterò mai di scriverlo e dirlo in pubblico. Certamente questa non può essere la mia Europa. Risolvere il problema della Grecia qualche anno fa sarebbe costato solo 50 miliardi, ma si è preferito attendere perché la finanza non voleva perdere un euro e il risultato è tutto nella drammaticità di queste ore. La Grecia non ha ancora un governo, in Parlamento sono arrivati i partiti estremisti, Atene rischia di tornare a votare senza risolvere i suoi problemi, il default è un rischio concreto, il ritorno alla dracma per un popolo esasperato è diventato una speranza, e l’Eurozona rischia il break up, la rottura. Che cosa succede se si realizza lo scenario previsto da uno studio dell’università di Cardiff per cui arriviamo al doppio euro? Chi lo gestisce? Cosa succede? Quali saranno le conseguenze? Lo sanno tutti che i contratti delle grandi corporation ormai prevedono clausole di salvaguardia nel caso in Europa dovesse rompersi l’Eurozona. Gli studi legali internazionali già prendono contromisure, le mettono nero su bianco, preparano la diga in caso del diluvio. E i governi europei che fanno? E il Parlamento che fa contro la cattiva finanza? Non c’è neppure un ombrello in caso di pioggia. Ripeto, banche e cattiva finanza questo è il problema, l’origine della crisi che parte nel 2008 con i mutui subprime in America e si propaga come un virus in tutto il mondo. È ora che anche le banche prendano atto che possono fallire, non si salva la finanza che lavora solo per la finanza. Deve essere chiaro una volta per tutte, bisogna finirla con questa mistificazione e manipolazione del linguaggio e mi appello a tutti i giornalisti affinché raccontino quel che sta accadendo: l’Europa è in pericolo, grave pericolo. 4. Democrazia versus Tecnocrazia: è questo il nocciolo del problema occidentale, ma in particolare europeo. La discussione sul funzionamento istituzionale dell’Unione a cui ho assistito dimostra che bisogna ripensare il rapporto tra organi rappresentativi, eletti e soprattutto elettori. Il mio Paese, l’Italia, è una metafora di questo problema. La tecnocratica way of life italiana è interessante nei suoi esiti perché avete qui davanti un signore che ha sostenuto il governo Monti, pensa che non vi sia alternativa, ha salutato con favore l’uscita del governo Berlusconi, ma alcuni mesi dopo deve prendere atto della realtà. La ricetta dettata dalla Bce e da Bruxelles ha dei limiti enormi: quando un Paese in recessione viene sottoposto a una cura fiscale eccessiva &#8211; siamo ben oltre il 45% di prelievo &#8211; non occorre essere laureato in economia a Princeton per capire che il risultato è quello di produrre ancora più recessione, distruzione di posti di lavoro e turbolenza sociale. E anche in Italia le ultime elezioni hanno confermato la tendenza europea al «no euro», «no Bce» «no Bruxelles». È un fiume carsico pericoloso, perché ripeto, sono tornate le nazioni e invece c’è bisogno di un’Europa che funzioni. Non è possibile vedere uno scenario in cui la France è contre l’Allemagne, Atene brucia e Berlino irride, l’Italia si dibatte in una ricetta suicida e intanto nel mondo circolano trecento trilioni di dollari di titoli derivati, vera spazzatura, senza alcuna copertura fondamentale, una bomba atomica sulla quale siamo seduti, dieci volte la ricchezza mondiale, e nessuno fa niente. Cari amici del Parlamento europeo, dov’è la soluzione per la cattiva finanza? Non la vedo. Ma abbiamo accettato che le banche non possono fallire e gli Stati sì. Io non so se l’Italia riuscirà a salvarsi o meno da questa crisi profonda e drammatica. Ma di una cosa sono certo: senza l’Italia non ci sarà mai l’Europa.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/10/la-tecnocrazia-non-e-democrazia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA VECCHIA POLITICA NON CONTA PIU’. ORLANDO HA VINTO CONTRO IL PD</title>
		<link>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/08/la-vecchia-politica-non-conta-piu%e2%80%99-orlando-ha-vinto-contro-il-pd/</link>
		<comments>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/08/la-vecchia-politica-non-conta-piu%e2%80%99-orlando-ha-vinto-contro-il-pd/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 May 2012 10:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>staffsud</dc:creator>
				<category><![CDATA[Redazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gianfrancomicciche.net/?p=7530</guid>
		<description><![CDATA[<p><em><img class="size-full wp-image-2982 aligncenter" title="micciche05" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/micciche05.jpg" alt="" width="520" height="200" /></em></p>
<p><em>dal quotidiano di Grande Sud</em></p>
<p style="text-align: justify;">“Sono arrivate sberle per tutti. E da oggi tutta la vecchia politica non conta più. Tutto da rifare”- Sono le parole con cui Gianfranco Miccichè, leader di Grande Sud, ha commentato i&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="size-full wp-image-2982 aligncenter" title="micciche05" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/micciche05.jpg" alt="" width="520" height="200" /></em></p>
<p><em>dal quotidiano di Grande Sud</em></p>
<p style="text-align: justify;">“Sono arrivate sberle per tutti. E da oggi tutta la vecchia politica non conta più. Tutto da rifare”- Sono le parole con cui Gianfranco Miccichè, leader di Grande Sud, ha commentato i risultati elettorali delle amministrative a Palermo, in un’intervista al Corriere della Sera. Orlando “ha vinto a modo suo – ha continuato Miccichè -. Sempre lo stesso Orlando che promette di assumere 10mila persone come ha fatto con gli sventurati della Gesip e di altre società partecipate. E’ tornato papà, l’uomo del precariato”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulle promesse occupazionali fatte da Orlando: “non so immaginare come si comporterà il presidente del Consiglio quando Orlando, se davvero sarà lui il sindaco, busserà a cassa. Nessuno potrà dargli i soldi per i posti che promette”.</p>
<p style="text-align: justify;">Miccichè evidenzia gli insuccessi dei partiti. Ad Agrigento, “il sindaco uscente, Zambuto, si impone da solo sui partiti di sempre. Come Orlando a Palermo”. Inoltre, “non a caso a Trapani, l’unica città in cui noi di Grande Sud andiamo al ballottaggio, non stiamo col Pdl”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il leader del movimento arancione però non si può parlare di successo del centrosinistra. “Orlando vince più contro il Pd che contro il Pdl – ha spiegato Miccichè -. Parla lui di un suo successo contro il governo Lombardo. E l’attacco è chiaro. Una volta che il Pd sta in un governo regionale raccoglie questi risultati. D’altronde lo stesso Lombardo con i finiani del Fli e con le liste dei suoi assessori arrivano al 10% di Alessandro Aricò. Roba da mettersi a piangere”.</p>
<p style="text-align: justify;">Miccichè pensa ora di candidarsi al governo della Regione “come persona, a prescindere dalla coalizione, ma stavolta bisogna riflettere tutti insieme”. Al ballottaggio Miccichè dichiara di non voler marciare al fianco di nessuno dei candidati, Orlando e Ferrandelli. “Non mi affiancherei mai a chi ha garantito l’assunzione di 10mila persone – ha concluso -, ma non potrei nemmeno stare con un Pd che alla Regione sostiene quel disastro di Lombardo”.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/08/la-vecchia-politica-non-conta-piu%e2%80%99-orlando-ha-vinto-contro-il-pd/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>19</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E&#8217; ORLANDO IL CANDIDATO DA BATTERE A PALERMO</title>
		<link>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/05/e-orlando-il-candidato-da-battere-a-palermo/</link>
		<comments>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/05/e-orlando-il-candidato-da-battere-a-palermo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 May 2012 07:03:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>staffsud</dc:creator>
				<category><![CDATA[Redazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gianfrancomicciche.net/?p=7527</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-7049" title="micciche" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/micciche5.jpg" alt="" width="520" height="200" /></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>E’ Leoluca Orlando il candidato da battere alle elezioni amministrative di domenica e lunedì a Palermo</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo dice all’ITALPRESS Gianfranco Miccichè.</p>
<p style="text-align: justify;">“Orlando – spiega il leader di Grande Sud – ha rappresentato&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-7049" title="micciche" src="http://www.gianfrancomicciche.net/wp-content/uploads/micciche5.jpg" alt="" width="520" height="200" /></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>E’ Leoluca Orlando il candidato da battere alle elezioni amministrative di domenica e lunedì a Palermo</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo dice all’ITALPRESS Gianfranco Miccichè.</p>
<p style="text-align: justify;">“Orlando – spiega il leader di Grande Sud – ha rappresentato un periodo importante per la città”, il cui bilancio “io giudico non positivo” ma è “indubbio che oggi riesca a fare leva su certe fasce sociali” e che “i lavoratori precari lo sentano dalla loro parte, sperano che possa fare rinascere una stagione di precariato folle”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Quello che mi riesce incomprensibile è che anche in altre fasce sociali ci sia qualcuno che pensa che abbia fatto bene”, continua Miccichè.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque “è lui la persona da battere nell’immaginario collettivo. <strong>Sono convinto però che Costa al di là di piccoli ‘incidenti’ iniziali sia su un altro pianeta: viene da una famiglia non particolarmente agiata, si è laureato a 21 anni, fa l’avvocato, è stato presidente del Coni Sicilia, sicuramente rispetto a Fabrizio Ferrandelli, che non capisco cosa abbia fatto finora, può certamente dire una parola di più. Ha dunque tutte le carte in regola per vincere e vincere bene</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Resta che, queste elezioni, aggiunge Miccichè “sono molto difficili da capire. Io su Palermo ha sempre avuto idee molto precise ma stavolta è veramente complicato cogliere in anticipo quello che può succedere”. E a rendere tutto più difficile “ci sarà il voto confermativo, che sembra ritagliato ad hoc su Orlando che non ha grandi liste appresso, e che sarà certamente favorito da questa legge. <strong>In ogni caso quello che dirà la gente andrà rispettato</strong>”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/05/e-orlando-il-candidato-da-battere-a-palermo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ressa di tecnici</title>
		<link>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/04/ressa-di-tecnici/</link>
		<comments>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/04/ressa-di-tecnici/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 May 2012 07:42:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>staffsud</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gianfranco Micciché Suggerisce]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gianfrancomicciche.net/?p=7525</guid>
		<description><![CDATA[<p><em>da il Foglio, 4 maggio 2012</em></p>
<p><strong>Poté più una consulenza che una lunga serie di editoriali </strong>sulla prima pagina del Corriere della Sera. Secondo la ricostruzione del Foglio, infatti, in queste ore il nome di Francesco Giavazzi starebbe animando una&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>da il Foglio, 4 maggio 2012</em></p>
<p><strong>Poté più una consulenza che una lunga serie di editoriali </strong>sulla prima pagina del Corriere della Sera. Secondo la ricostruzione del Foglio, infatti, in queste ore il nome di Francesco Giavazzi starebbe animando una certa dialettica nel governo, dopo la nomina di lunedì con la quale Mario Monti ha chiamato l’editorialista del Corriere a sovrintendere al taglio dei sussidi statali alle imprese. Ieri il prof. della Bocconi di Milano e del Mit di Boston, in un editoriale apparso sul quotidiano di Via Solferino e firmato insieme con Alberto Alesina, ha precisato la sua missione in un “p.s.”: “A uno di noi (Giavazzi) il presidente del Consiglio ha chiesto di scrivere un rapporto su un aspetto emblematico della spesa: i trasferimenti dello stato alle imprese”. Quel che non ha detto è che il suo arrivo, per quanto da tecnico a sostegno di tecnici, ha creato non poco scompiglio. Un po’ perché il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, già nei primi giorni dell’esecutivo Monti aveva iniziato a studiare il dossier, sia perché gli uomini di Corrado Passera hanno già pronta una riforma del sistema dei finanziamenti.</p>
<p><strong>Ma di che cosa si parla quando parliamo di sussidi alle imprese?</strong> Sono almeno sei i tipi di incentivi pubblici all’industria: si tratta di risorse direttamente trasferite alle singole aziende (sotto forma di incentivi fiscali o incentivi contributivi e previdenziali), incentivi di settore, trasferimenti alle imprese di pubblico servizio e agli enti locali. Secondo le stime meno conservative, si tratta di trasferimenti per un totale di 72 miliardi di euro nel 2010. Non propriamente briciole ai tempi della “spending review”.  Già il 4 dicembre scorso Alesina e Giavazzi bacchettarono Monti in un editoriale (“Caro presidente, così non va”) e chiesero: “Per ridurre il deficit, invece di alzare le aliquote, perché non tagliare un po’ i sussidi alle imprese?”. Detto fatto, alcuni parlamentari proposero uno “scambio” tra taglio ai sussidi e meno Irap per le imprese: allora Giarda, in riunioni informali, si disse costretto a rifiutare lo scambio.</p>
<p><strong>A dicembre i problemi furono di due tipi:</strong> innanzitutto politici (l’esecutivo non voleva schierarsi contro Confindustria e Pd, entrambi per ragioni diverse a favore dello status quo) e poi anche tecnici. Su quest’ultimo fronte già in Parlamento si assistette dietro le quinte a una diatriba sulle cifre, con Pd e confindustriali schierati nel minimizzare gli importi. Giarda, a chi gli chiedeva conto dello stallo, disse di non poter procedere a un taglio dei sussidi senza una loro preventiva mappatura. E’ anche sulla base di quelle prove di tagli alla spesa che Monti decise di dare maggiore enfasi al processo della spending review e poi più recentemente di nominare Giavazzi.</p>
<p><strong>Quanto allo scompiglio creato dall’editorialista del Corriere</strong> della Sera, non è finita qui. A Palazzo Chigi infatti c’è chi racconta che già 15 giorni fa la presidenza del Consiglio ha ricevuto uno schema di riordino (leggi: sfoltimento) degli incentivi alle imprese, sempre per limitare le uscite dello stato e rendere meno discrezionali gli incentivi. La firma in calce alla bozza di decreto legge è quella di Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico. La domanda quindi, più che maliziosa, è obbligata: a cosa serve nominare Giavazzi e chiedergli di stendere un rapporto sullo stato dell’arte dei sussidi alle imprese se uno dei ministri più influenti del governo, Passera, ha già pronto un progetto esecutivo per modificarli? Dal ministero dello Sviluppo, invece, fanno trapelare una versione più armoniosa ma non meno verosimile. La nomina di Giavazzi, spiegano, non nasconde alcun attrito con Passera, né la volontà si scavalcare Giarda, anche perché Giavazzi dipenderà da Monti e Passera. Inoltre grazie all’opera del prof. bocconiano ci sarà una potenziale “operazione immagine” per l’esecutivo. L’editorialista del Corriere è il “liberista” per antonomasia che piace alla destra ma anche alla sinistra riformista, instancabile fustigatore del “corporativismo” italico che anche Monti dice essere rimasto vivo e vegeto e dei passi falsi della Confindustria guidata da Emma Marcegaglia. Come dire che anche una sua semplice relazione, specie se seguita da qualche decisione che vada nel senso indicato di limare i sussidi alle imprese, potrebbe dare lustro all’operato del governo. E poi, si nota in ambienti vicini a Passera, Giavazzi si occuperà degli incentivi pubblici gestiti anche da altri ministeri, non solo quelli dello Sviluppo economico.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/04/ressa-di-tecnici/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;insufficienza tecnocratica</title>
		<link>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/02/linsufficienza-tecnocratica/</link>
		<comments>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/02/linsufficienza-tecnocratica/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 May 2012 10:38:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>staffsud</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gianfranco Micciché Suggerisce]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gianfrancomicciche.net/?p=7523</guid>
		<description><![CDATA[<p><em>da il Tempo, 1 maggio 2012</em></p>
<p><em>di Mario Sechi</em></p>
<p>﻿﻿Bondi commissaria Giarda. Giavazzi commissaria Passera. Amato commissaria il Parlamento. E Monti ha dei seri ripensamenti sulla sua squadra. Il governo tecnico nomina dei tecnici per fare quello che i tecnici&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>da il Tempo, 1 maggio 2012</em></p>
<p><em>di Mario Sechi</em></p>
<p>﻿﻿Bondi commissaria Giarda. Giavazzi commissaria Passera. Amato commissaria il Parlamento. E Monti ha dei seri ripensamenti sulla sua squadra. Il governo tecnico nomina dei tecnici per fare quello che i tecnici non riescono a fare: tagliare la spesa e rilanciare la crescita. A che cosa serve allora il governo dei tecnici?<br />
Ho appoggiato la nascita di un esecutivo di transizione, ho detto che il passo indietro di Silvio Berlusconi era necessario, ho scritto che la nomina di Monti era un’ottima scelta, ma dopo alcuni mesi si sta perdendo la natura della missione di questo governo. Il presidente del Consiglio ha capito che serve un cambio di passo, ha preso in mano lo spadone, battezzato una serie di superconsulenti e integrato un governo in difficoltà. La biografia dei «nominati eccellenti» fa emergere un grande senso di urgenza e insufficienza dell’esecutivo, mentre la modalità di nomina de facto allarga il solco che separa Palazzo Chigi dalla maggioranza. È la tracimazione &#8211; e insufficienza &#8211; della tecnocrazia.<br />
Enrico Bondi è un manager di assoluto valore, ha salvato Parmalat dall’oblio, ma la sua chiamata a fare i tagli ha il senso del commissariamento dei tecnici. A piazza Colonna arriva il ristrutturatore dei ristrutturatori e il segnale, francamente, non è dei migliori. Se Bondi è un grande, così il resto appare piccino.<br />
Giuliano Amato è una riserva della Repubblica, uomo di spessore e grandi relazioni, ne sostenni l’ingresso nel governo &#8211; insieme a Gianni Letta &#8211; ai tempi della formazione dell’esecutivo, ma chiamarlo ora è stridente: deve occuparsi di una materia che riguarda il Parlamento e non il governo (l’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione, la riforma dei partiti e il loro finanziamento) e inoltre è un uomo di sinistra. La sua nomina apre un fronte con il Pdl.<br />
L’economista Francesco Giavazzi è un altro calibro importante, è un uomo di rigore e crescita, ma se piazzi un personaggio di quella levatura a suggerire ricette per la spesa pubblica e lo sviluppo, significa che Corrado Passera ha qualche problema a fare il suo mestiere.<br />
Spero di sbagliare, ma ho un tremendo sospetto: che questa sia l’ultima carta da giocare e l’Italia sia tecnicamente persa.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/05/02/linsufficienza-tecnocratica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>PRESENTAZIONE DEI CANDIDATI DI GRANDE SUD AL CONSIGLIO COMUNALE. PALERMO, 28 APRILE 2012</title>
		<link>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/04/28/presentazione-dei-candidati-di-grande-sud-al-consiglio-comunale-palermo-28-aprile-2012/</link>
		<comments>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/04/28/presentazione-dei-candidati-di-grande-sud-al-consiglio-comunale-palermo-28-aprile-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 15:43:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>staffsud</dc:creator>
				<category><![CDATA[Redazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gianfrancomicciche.net/?p=7520</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gianfrancomicciche.net/2012/04/28/presentazione-dei-candidati-di-grande-sud-al-consiglio-comunale-palermo-28-aprile-2012/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/04/28/presentazione-dei-candidati-di-grande-sud-al-consiglio-comunale-palermo-28-aprile-2012/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

