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IL PDL LASCIA L’INFORMAZIONE REGIONALE ALLA LEGA

mercoledì, 1 febbraio 2012
 

da Clandestinoweb

di Gianfranco Miccichè

Pensare che un leghista ortodosso come il Signor Casarin diventi responsabile di tutte le testate giornalistiche regionali della Rai, comprese quelle del Centro Sud, e’ un atto di strafottenza e arroganza, l’ennesimo imputabile alla Lega Nord nei confronti del Sud del paese.
Ma pensare che a nominarlo siano stati i consiglieri del Pdl e’ insopportabile e vergognoso, soprattutto dopo la rottura parlamentare con la Lega Nord e gli insulti continui di Bossi a Berlusconi.
Invece devo prendere atto che il Pdl con Berlusconi e Alfano ha ancora piegato la testa alla Lega nella speranza di un’indulgenza.
La figura del direttore delle testate giornalistiche regionali deve essere per sua natura non legata a partiti, ad appartenenze e a giochi di parte.
I partiti devono stare fuori dalla Rai e questa e’ un’ennesima intromissione politica che danneggia gravemente un’azienda tenuta in piedi con il canone e quindi con i soldi di tutti i cittadini.
Appoggio le dimissioni del consigliere del Pd Rizzo Nervo dal CdA della Rai e mi auguro, anzi spero che il presidente della Camera Gianfranco Fini e il presidente del Senato Renato Schifani possano censurare fino anche ad inibire un comportamento tanto spregiudicato quanto poco nobile.

MILLEPROROGHE, MICCICHE’: “VOTEREMO A FAVORE DEL DECRETO PER SENSO DI RESPONSABILITA’ MA OCCORRE MAGGIORE ATTENZIONE NEI CONFRONTI DEL SUD”

martedì, 31 gennaio 2012

Gianfranco Miccichè, nel corso dell’intervento alla Camera dei deputati a nome di Grande Sud, ha dichiarato che il gruppo voterà a favore del decreto MilleProroghe.

Il leader di Grande Sud ha sottolineato la disattenzione del Governo nei confronti delle proteste delle scorse settimane che hanno coinvolto alcune categorie di lavoratori nel Mezzogiorno, affermando che “un governo, per quanto tecnico, dovrebbe gestire l’ordinarietà del Paese. Le proteste delle scorse settimane in Sicilia e nel Mezzogiorno, ad opera di Forconi, autotrasportatori e pescatori sono sintomo di un profondo disagio; una situazione critica che ho segnalato, settimane prima delle manifestazioni, a un ministro di questo governo.

Il risultato è stato che si è cercato di derubricare la cosa come fatto di mafia e nessun ministro ha ritenuto di dover ascoltare le ragioni della gente. I cittadini scesi per le strade a manifestare hanno bisogno di farsi sentire e ritengo che molte delle loro richieste non solo siano legittime, ma anche di facile soluzione”.

“Questo governo – ha continuato – non ha capito che esistono due Italie: una sviluppata che comunque soffre gli effetti della crisi, e un’altra che è disperata.

Al di là degli sforzi di qualche ministro si continua a non capire che o si fa qualcosa di straordinario al Sud o si corre un grosso rischio.

Il Mezzogiorno non ne può più di parole o di finte liste di infrastrutture, quando basta guardarsi attorno per vedere che i cantieri sono tutti chiusi. Il Mezzogiorno è stanco di finte banche del sud e non può sentire parlare di liberalizzazione se poi si vieta di tutto, dalla pesca dei tonni, ai pannelli fotovoltaici a terra sui terreni agricoli”.

In considerazione di ciò Miccichè ha precisato che “Grande Sud voterà oggi ancora a favore di questo governo, ma lo farà solo per quel senso di responsabilità chiesto dal presidente Napolitano. Ma sia ben chiaro – ha concluso – che, in assenza di maggiore attenzione nei confronti Mezzogiorno, dalla prossima volta dovremo dimostrare senso di responsabilità nei confronti della gente del Sud, quella che rappresentiamo”.

 

BECCATO!

lunedì, 30 gennaio 2012

… la Zanzara punge ancora

Beccato!

O forse sarebbe meglio dire “punto”.

Che Davide Faraone si professasse guru della rottamazione è cosa risaputa, ma adesso lo si scopre anche ambientalista col vizio di riciclare slogan…

Da oggi sarà il nostro Faraone, l’originale – si fa per dire, data la circostanza – RICICLOTUTH.

SESSANTUNO A ZERO? “CHISSA’ MAGARI CI RIESCO DI NUOVO”

lunedì, 30 gennaio 2012

dal quotidiano di Grande Sud

“A Palermo, come altrove mi candido da solo. La mia non è la scelta di chi vuole vincere a tutti i costi. Cerchiamo solo di lanciare il movimento. Non cerco coalizioni”. Così il leader di Grande Sud, Gianfranco Miccichè in merito alla prossima tornata elettorale per il rinnovo delle amministrazioni locali. “Se fossero solo tre candidati – ha aggiunto – non avrei speranza, ma visto che sono tanti gli aspiranti sindaci potrei arrivare, con questa legge elettorale, al ballottaggio».

Su ipotesi di alleanze e apparentamenti col Pdl Miccichè è lapidario: “non ce ne saranno. Non voglio niente, neanche una seconda lista d’appoggio. Quelli del Pdl sono convinti che noi cerchiamo poltrone, proprio come fanno loro; se io riuscissi a diventare sindaco di Palermo con questa candidatura ci sarà qualcuno che si dovrà imbarazzare”.

Il leader di Grande Sud è poi tornato sulla sua candidatura: “La mia non è una candidatura di chi vuole vincere ad ogni costo, ma vogliamo lanciare i nostri progetti. Comunque penso di poter vincere anche da solo. Certo, se ci fossero tre candidature, la mia il centrosinistra e il centrodestra, non avrei alcuna speranza. Ma non è così, perché ci sono molte candidature”. Infine un chiaro riferimento allo storico 61 a zero con Forza Italia: “Chissà magari ci riesco di nuovo…”.

 

SULLA SICILIA SOFFIA FORTE IL VENTO DI RINNOVAMENTO DI GRANDE SUD

sabato, 28 gennaio 2012

Oggi ad Agrigento, presso i locali del Grand Hotel dei Templi, ha avuto luogo una delle giornate del corso di formazione politica organizzato dal coordinamento provinciale di Grande Sud. L’ospite odierno è stato Gianfranco Miccichè che, nel corso dell’intervento ha annunciato la sua possibile discesa in campo come candidato sindaco per la prossima tornata elettorale a Palermo, nell’ottica di una corsa in solitaria di Grande Sud nei comuni coinvolti nel rinnovo amministrativo.

Sto pensando che Grande Sud deve candidarsi da solo in tutte le città con un proprio sindaco. Forse a Palermo io stesso.

Il leader di Grande Sud ha accennato ai rapporti col Pdl:

Con Berlusconi continua a esserci un rapporto leale, d’affetto e di stima. Ma il Pdl oggi è un partito che ha tradito il suo mandato iniziale, che ha perso il suo oggetto d’essere. Non mi sento di essere andato via dal Pdl. E’ il Pdl semmai che è andato via da noi, che ha lasciato il Sud e che ha abbandonato le originali idee per cui era nato, specialmente qui in Sicilia. Con dispiacere ho lasciato il partito che ho contribuito a fondare. Ma la nostra idea di politica è diversa da quella che serpeggia nel Pdl di oggi”.

Si è discusso anche delle delusioni e delle tensioni createsi per l’atteggiamento tenuto negli anni dall’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nei confronti del Mezzogiorno:

Abbiamo subìto Tremonti, uno che odia il Sud e che ha fatto di tutto per non farlo crescere. Vi siete chiesti come mai il ministero dell’economia attuale ha trovato e sbloccato le risorse che noi chiedevamo prima a Tremonti?

Per Giampilieri avevamo 300mln di euro e 200mln per l’alluvione in Veneto. I secondi furono dati; per quanto riguarda i primi invece la ragioneria diceva di non poterli sbloccare perché la Regione siciliana non rispettava il patto di stabilità.

Ma il ragionamento che sta alla base di ciò è perfido: bisognava darli a cittadini italiani, a un pezzo di stato, non a una regione. Caduto il governo, la settimana dopo, Monti li ha sbloccati. I soldi del Cipe, di cui ero segretario, non riuscivo a sbloccarli perché tecnicamente erano sempre bloccati. Poi, caduto Tremonti divennero disponibili. La verità è che Tremonti e la sua cricca alimentavano idee delinquenziali nei confronti del Sud”.

Il leader del movimento arancione ha poi accennato alle ultime vicende siciliane e ai movimenti di protesta che hanno infiammato l’isola per 6 giorni:

Un mese fa segnalai, quasi un’anticipazione della protesta, che di lì a poco sarebbe esplosa la polveriera. Ma già a Berlusconi e Tremonti avevo detto quanto era grave la situazione al Sud. Qualche giorno fa ho incontrato Corrado Passera, ma lui, a differenza di qualche altro predecessore, non ci odia. Ma ha una colpa: non e’ mai stato al Sud.

Non conosce la realtà meridionale; per lui Trapani o Milazzo sono equiparabili a Sondrio o Lecco. Ecco il perché di interventi così assurdi, che dimostrano la distanza di questo Governo dal paese reale. La tracciabilità a 1000 euro, ad esempio, per la Sicilia è un colpo al cuore. Così non si evita l’evasione, bensì il fatturato, perché in Sicilia, data la situazione economica disastrosa, si vive di assegni post-datati”.

Infine un’analisi dell’attuale scenario politico siciliano:

Per le amministrative i vertici provinciali stanno facendo accordi, si cercano alleanze… Ma io consiglio, a prescindere dagli accordi, di andare da soli. Dobbiamo presentare candidati sindaci di Grande Sud in ogni comune. La senatrice Poli Bortone è d’accordo e probabilmente si candiderà nella sua Lecce.

Oggi la gente è lontana dalla politica ma perché è la politica ad essere lontana dalla gente. La politica è vista negativamente, come la cattiva burocrazia, ma ciò accade perché nessun politico scende per le strade per cercare di capire cosa vuole la gente. Grande Sud rappresenta una battaglia epocale per il Sud. Se cambiamo questo modo malato di far politica, noi cambieremo questa terra. Ci presenteremo con i nostri migliori uomini per riuscire a comunicare alla gente la nostra missione. Infine, sappiate che Grande Sud non è un partito per coloro che vogliono soddisfare le esigenze personali ma uno strumento per cambiare le cose”.

 

MICCICHE’: LA CRISI DELLA POLITICA NASCE DALLA NON COMPRENSIONE DEI PROBLEMI

venerdì, 27 gennaio 2012

dal quotidiano di Grande Sud

 

Il leader di Grande Sud, Gianfranco Miccichè, dopo il suo intervento a “L’aria che tira”, ha partecipato come ospite alla trasmissione di La7 “Piazza Pulita” condotta da Corrado Formigli. Il tema principale è stata la protesta dei forconi che secondo l’analisi di Miccichè “non è contro il governo Monti o contro altri governi, ma è contro una situazione in generale” che è la stessa “che mi ha obbligato ad uscire dal Pdl”.

Il problema secondo il leader del movimento arancione è il “livello di strafottenza nei confronti della povertà italiana che insopportabile” perché come ricorda “ho tentato di convincere in tutti i modi il signor Tremonti che stava per esplodere una parte di Italia” senza riuscirci. Infatti continua “il disagio della crisi internazionale” è accentuato “se colpisce le strutture deboli e quella del Sud è debolissima, malata”.

Il difetto del governo Monti, ma di tutti i governi, è quello di non capire che le città di Italia non sono tutte uguali, ha spiegato Miccichè, se la prima azione l’esecutivo del professore è stata “portare a 1000 euro la tranciabilità, mi permetto di dire che giù si vive di assegni postdatati” in questo modo spiega “non avete evitato l’evasione ma il fatturato”. “I mercati di pesce e verdura – chiarisce Miccichè – iniziano con gli assegni postdatati, perché i venditori non hanno i soldi per comprare la merce e devono pagare con un assegno a tre mesi con la speranza che in quei tre mesi i soldi li recuperano”.

“Quello che io sostengo con serenità e calma, ma con arrabbiatura ed è per questo che mi metto accanto ai Forconi è che solo facendo casino si attira l’attenzione” perché parlare con Monti o con Passera è inutile perché non mettono attenzione per la situazione del Sud in generale. “Il problema non è il governo Monti – chiarisce il leader di Grande Sud – la rabbia vera è nei confronti di Berlusconi e di Tremonti, sono stati loro da governo politico a non capire che la situazione era seria”

“Che ci sia una crisi della politica è sicuro – argomenta Miccichè – e non nasce dagli scontri interni ai partiti o alla coalizioni ma dal non rendersi conto che ci sono soluzioni semplici per certi problemi. Le richieste dei trasportatori, dei pescatori e degli agricoltori possono avere delle possibili soluzioni a costo zero che non tolgono denaro alle casse dello Stato. Il punto è – conclude – che finora non c’è stata un’attenzione reale al problema che non è solo di tipo economico, ma sociale”.

 


MICCICHE’ A LA7: LA CLASSE DIRIGENTE NON HA ANCORA COMPRESO IL SUD – VIDEO

giovedì, 26 gennaio 2012

Dal quotidiano di Grande Sud

Il movimento dei Forconi e la situazione della Sicilia e di tutto il Sud questi gli argomenti trattati dal programma “L’aria che tira” condotto da Myrta Merlino su La7.

Ospite della Merlino il leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè che rispondendo a Mariano Ferro, a capo dl movimento dei Forconi, ha ricordato l’impegno di Grande Sud che già con il precedente governo ha aveva fatto presente all’ex ministro dell’Economia Tremonti la situazione siciliana che fu anche motivo dello scontro con il Pdl che poi ha portato alla nascita di Forza del Sud. “Oggi ci ritroviamo nella stessa situazione – ha detto il leader di Grande Sud – io ho incontrato il ministro Passera prima che si sviluppasse la protesta dei Forconi per parlare della situazione esplosiva della Sicilia e di tutto il Sud a causa di un disagio spesso sottovalutato”.

A proposito dell’incontro tra il governatore Lombardo e il premier Monti, Miccichè ha parlato di “frasi fatte” del governatore che non ha portato a Palazzo Chigi problemi seri ma di “cose vaghe”. Durante il colloquio infatti si è parlato del Ponte sullo Stretto di cui ha esclamato Miccichè “non ce ne frega niente, ci sono tali e tante priorità gravissime in Sicilia” infatti ha continuato “il ponte sullo Stretto non si farà mai è servito solo a distribuire incarichi”.


Il vero problema secondo il leader di Grande Sud è che “la politica italiana non ha idea di cosa sia questo Paese, agiscono come se Priolo o Palermo fossero uguali a Sondrio e a Lecco” lo stesso ha fatto a suo tempo Tremonti ed è lo stesso errore che stanno facendo oggi.

Sulle agevolazioni sul gasolio in Sicilia, Miccichè ha spiegato che sono avvenute dopo “dolorose trattative” e perché nell’isola non ci sono strade e non ci sono ferrovie efficienti. “Queste liberalizzazioni sono una falsità – continua il leader del movimento arancione – la vera liberalizzazione è quella che fu fatta per la telefonia e adesso oggettivamente la bolletta del telefono non è più un problema per le famiglie, le vere liberalizzazioni sono quelle di enel e del gas non dei taxi e dei farmacisti”.

Miccichè ribadisce poi che “il problema generale del Sud, della Sicilia in particolare è di tipo diverso e cioè non c’è la volontà di capire cosa si può e si deve fare in quelle zone, non c’è la volontà da parte del governo nazionale, di tutti i governi nazionali, di risolvere questi problemi”. “E’ inutile – ha aggiunto Miccichè – stare a parlare di agevolazioni quando mancano le infrastrutture che in Sicilia sono al di sotto della media italiana”

A proposito dell’iniziativa del movimento dei Forconi, il leader di Grande Sud ha detto che “quello che stanno facendo questi signori sia benedetto, Miccichè con Tremonti non c’è riuscito ad attirare l’attenzione, io spero che lo possa fare Grande Sud perché sarà un partito con i suoi deputati in Parlamento e condizionerà le scelte di qualsiasi maggioranza al mondo, ma finché questo non c’è sia benedetto quello che sta facendo Ferro”.

Sulla condizione dei pescatori Micciché spiega qual è la situazione della pesca in Sicilia “E’ pensabile che si parli di liberalizzazioni quando l’Europa ci ha vietato di pescare il tonno? Lo possono pescare solo gli spagnoli e i giapponesi che poi lo rivendono a noi ma è immaginabile una struttura amministrativa tale per cui è tutto vietato, perché in Sicilia è tutto vietato?”

 

 

CIAO BENITO

martedì, 24 gennaio 2012

 

Un saluto, l’ultimo, a Benito Paolone.

Di lui resterà la memoria di un grande uomo di Destra, che ha saputo dare lustro al suo impegno politico, attraverso abnegazione quotidiana e capacita’ di prospettiva. Doti che ne fanno un esempio da seguire, per tutti noi, ma soprattutto per quei giovani che si affacciano con passione al mondo della politica, nonostante il deficit di credibilità che innegabilmente oggi essa accusa: la figura di Benito Paolone non potra’ che essere benzina sul fuoco di quella passione.

Ma di lui resterà anche la grande passione per lo sport: e’ anche e soprattutto grazie a quel suo genuino spirito di uomo di sport che Catania e la Sicilia hanno potuto apprezzare il rugby e i valori che questo straordinario sport incarna. E anche di questo gli siamo grati.

Ciao Benito.