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VERSO IL LOMBARDO QUATER …?

martedì, 20 luglio 2010

Post di redazione

Quelle di ieri e di oggi sono state due giornate molto intense sul piano della politica regionale, al momento contraddistinta dalla prospettiva di un Lombardo quater, nel quale sembra possibile (o auspicabile) un ingresso dell’Udc.

Ieri, il leader del Pdl Sicilia, Gianfranco Miccichè si è riunito con Pippo Scalia e Dore Misuraca e insieme hanno deciso quanto poi enunciato nel seguente comunicato congiunto:

Per risolvere i problemi politici occorrono soluzioni politiche. Per questo ribadiamo il nostro
deciso no a un governo dei tecnici. In democrazia e’ giusto che le scelte vengano adottate
da chi ha il consenso popolare e la Sicilia ha bisogno di scelte radicali delle quali la politica
ha il dovere di assumere la responsabilita. Bisogna continuare sul percorso gia’ avviato dal
governo Lombardo, aggregando quelle forze politiche che ritengono indispensabile l’elaborazione e
l’approvazione di riforme strutturali per rilanciare l’autonomia e l’economia siciliana.
Riteniamo in tal senso che debba avviare una serena riflessione sulla ineludibilita’
di un programma di riforme e che la sua partecipazione al governo della Regione imprimerebbe un’accelerazione all’azione riformatrice che intendiamo portare avanti.

Occorre, inoltre accelerare, al fine di consolidare i rapporti all’interno della maggioranza di governo, il processo di omologazione delle alleanze politiche che governano gli enti locali siciliani
al quadro politico del governo regionale
“.

Poi, stamattina, presso l’Ars, i tre fondatori del Pdl Sicilia hanno incontrato i 15 deputati regionali del gruppo Pdl-Sicilia, il quale, al termine della riunione, così si è espresso per bocca del capogruppo, Giulia Adamo:

A settembre chiederemo al presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, una verifica sullo stato d’attuazione del programma di governo per rilanciare l’azione amministrativa e accelerare la spesa dei fondi europei. Il Pdl Sicilia non e’ disposto a transigere sul piano dell’attuazione delle riforme. Il nostro gruppo si e’ ritrovato compatto nel rinnovare la fiducia al governo Lombardo, nella convinzione che riuscira’ a portare a termine il programma concordato nell’esclusivo interesse della Sicilia e dei siciliani“.

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7 SU 10: LA FORZA DI MICCICHE’

venerdì, 16 luglio 2010

Post di redazione

La notizia è fesca fresca di giornata: il consigliere della II circoscrizione del comune di Palermo, Marco Martorana, ha lasciato le fila del pdl cosiddetto “ortodosso” e ha aderito al Pdl Sicilia. Ancora un consigliere, ancora la II circoscrizione! Si, perchè lì succede un fatto più che indicativo della forza del progetto- Miccichè e della sua capacità di radicarsi nel territorio, facendo adesioni e proseliti: è così che i “ribelli” hanno superato, in forze e numeri, i “lealisti”! In quella circoscrizione (che abbraccia una fetta rilevante di territorio palermitano) su 10 consiglieri pidiellini, ben 7 sono del Pdl Sicilia, soltanto 3 del Pdl ortodosso.

A questi si aggiungono, poi, gli altri consiglieri, che nelle altre circoscrizioni portano avanti, con un lavoro quotidiano, il progetto di Miccichè: sono 15 in tutto e rappresentano il sostrato politico più genuino ed immediato, il cuore pulsante della politica miccichiana, la sua più vivace e fattiva articolazione sul territorio.

A loro il pensiero di Gianfranco Miccichè:

“Dopo le adesioni dei consiglieri Tiziana D’Alessandro e Gaetano Lo Coco, saluto con uguale gioia e compiacimento l’adesione di Marco Martorana al nostro progetto politico. Un grande progetto ha bisogno d’interpreti sul territorio, che ne siano all’altezza, come lo è lui e come lo sono tutti gli altri consiglieri, che nelle altre circoscrizioni più che degnamente rappresentano la nostra compagine politica e il nostro voler stare in mezzo alla gente, tutti i giorni. Il fatto, poi, che nella II circoscrizione, dei 10 consiglieri Pdl, ben 7 sono “nostri” è un ulteriore conferma dell’ottimo lavoro che stiamo portando avanti e dà l’idea di quanto la nostra squadra sia forte e completa”.

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CHIEDETE SCUSA A MARCELLO DELL’UTRI

lunedì, 12 luglio 2010

Post di Eusebio Dalì (resp.Staffsud)

L’ostinazione con cui Giovane Italia continua a voler screditare il Senatore Dell’Utri mi lascia alquanto perplesso e mi fa pensare che di giovane e puro ci sia poco in costoro, tanto risuonano, le loro “uscite”, di vecchie e consumate logiche di moralità partigiana: quella che cambia peso e misura a seconda da che parte si sta; quella che fa presto a trasformare i pensieri in giudizi, i luoghi di discussione in capziosi luoghi comuni e, forse, le giovani teste pensanti in teste di ponte.

Non sta certo a me difendere la credibilità del Senatore Dell’Utri, nè spiegare che mai il Senatore ha affiancato in maniera del tutto ambigua la  figura di Mangano a quella dei due eroi assoluti, Falcone e Borsellino. Anche perchè, ho la netta sensazione che ogni spiegazione, ogni tentativo di confronto con questi sedicenti profeti di una giovane Italia sia inutile. E poi, non mi va di stare al loro gioco. Non si possono immaginare due fronti opposti, quando si solca il terreno della legalità, vieppiù quando su quel terreno s’incontrano le orme eterne di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: quelle sono orme che indicano una sola ed univoca direzione da seguire; quello è un terreno comune, su cui ogni tentitivo di scontro risulta pernicioso, rischia di affievolire la comune fiamma di legalità, che oggi scalda i cuori di milioni di siciliani.

E’ il sacro fuoco che ci hanno consegnato Falcone e Borsellino!

E’ la fiamma che arde nelle nostre coscienze, certamente più forte, più intensa delle fiaccolate, le quali rischiano di spegnersi, se lasciate in balia dei venti della retorica o del protagonismo meschino di chi utilizza il calendario e i suoi giorni neri, per affermare una pretesa superiroità etica.

Ed è il sacro fuoco, ne sono certo, che anima lo spirito liberale di Marcello Dell’utri, un uomo che sta pagando un prezzo altissimo al suo impegno politico. Un uomo, che può anche non piacere a Giovane Italia, ma del cui coraggio i giovani di Giovane Italia dovrebbero solo prendere esempio: il coraggio di spendersi per un Paese e salvarlo dalla deriva comunista cui Mani Pulite lo stava destinando;  il coraggio di affrontare, con dignità e a testa alta, un calvario giudiziario senza precedenti, che l’ultima sentenza ha smascherato in tutta la sua artificiosità; e il coraggio, anche, di dire di un amico, che non c’è più e su cui è fin troppo facile sputare adosso, che costui era un eroe, era il suo eroe. Credetemi, giovani di Giovane Italia, non c’è qualità migliore in un uomo: avere il coraggio delle idee!

E se poi quelle idee non dovessero piacervi, allora pazienza: rispettatele, non interpretatele a vostro uso e consumo e siate piuttosto pronti a farvi ammazzare pur di difendere il diritto di affermarlediceva pressappoco così qualcuno più famoso di me; e non credo che il buon Voltaire avrebbe mai dato addosso, con lo stesso accanimento con cui vi scagliate su Dell’Utri, a chi la pensava diversamente da lui.

Prendete esempio! Smettetela di speculare su una questione abbastanza chiara (nessuno, lo ripeto ad abundantiam, ha mai accostato Mangano a Falcone e Borsellino). Smettetela di agitarvi, come pesci impazziti e parlottanti, nelle aque torbide di un barile troppo piccolo per voi. Smettetela di riflettervi allo specchio e domandare chi sia il più buono del reame: quello specchio è mendace, infetto da un’opalescenza moralista, che il vostro stesso ego secerne, nella sua continua ricerca di uno spazio da conquistare, in questa galassia infinita dell’esserci a tutti i costi.

Conquistatevi quello spazio, se volete e se sapete farlo, col silenzio e con la crescita: sarà uno spazio ben diverso, non effimero ed abusivo, quello che in tal modo potrete ritagliarvi nel futuro. Ve lo dico da giovane, abbastanza silenziosamente impegnato in politica: ascoltate, imparate, prendete esempio e miglioratevi: è un vostro dovere farlo, visto che vi proponente come classe dirigente del domani.

E, se non è troppo per voi, chiedete scusa a Marcello Dell’Utri!

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IL CONVEGNO DI LIBERAMENTE

domenica, 11 luglio 2010

Post di redazione

Ieri, a Siracusa, presso il Castello Maniace, un meraviglioso millenario castello, che s’affaccia, imponente e maestoso, sull’azzurro mare d’Ortigia, le tre “ministre”, Prestigiacomo, Gelmini e Garfagna, hanno dato vita a un convegno, dal titolo “Sud e federalismo”, organizzato dalla fondazione Liberamente, di cui le tre fanno parte. Non una corrente all’interno del Pdl, come ha ipotizzato la seconda carica dello Stato, in uno dei suoi ultimi anatemi contro le correnti (quella sua e di Alfano cos’è?), ma uno spazio, lbero e aperto, di discussione e di confronto sui vari temi, che il dibattito politico va ponendo all’attenzione dell’opinione pubblica.

Il convegno di ieri ne ha dato un concreto esempio. Al tavolo dei relatori si sono alternati politici, giornalisti, economisti, esperti, ascoltati da una platea, composta prevalentemente da giovani, molto attenta e, alla fine, soddisfatta dalla completezza del confronto.

Tra gli intervenuti, il Sottosegretario alla Presidenza del consiglio, l’onorevole Gianfranco Miccichè, il quale “ha rubato la scena” (così, il Corriere della Sera), con un intervento applauditissimo, di cui riportiamo i passaggi salienti:

“Due giorni fa, in vista di questo convegno, Mariastella Gelmini mi ha chiamato per dirmi di essere prudente, pensando magari che parlassi di  Alfano.  Le ho risposto di non temere, che tanto dovevamo parlare di Sud … e che c’entra Alfano con il Sud”

“Tremonti non fa provocazioni, quando dice le cose ci crede. Anche sulla vicenda dei “cialtroni”. Ma proprio sui fondi strutturali ha torto: possiamo essere cialtroni su mille cose, ma non sull’uso di quei fondi. Lo ha riconosciuto anche l’Ocse e la stampa internazionale. La prima cosa che dobbiamo chiarire e’ che i fondi strutturali non sono un finanziamento, ma un rimborso e se questi non arrivano la responsabilita’ e’ solo di Roma. Poi si parla di Fas, ma avendoli persi, abbiamo perso anche i fondi strutturali. Io Tremonti, comunque, lo stimo e ultimamente parliamo molto. Lui però disistima noi del Sud … spero di fargli cambiare idea”.

“Dobbiamo avere il coraggio di smuovere le cose alla Regione. Abbiamo una classe burocratica terrificante. Non si riesce ad avere un SI, per averlo si esce pazzi. Conosco una quantita’ di imprenditori, venuti qua per investire soldi, sono arrivati sani e sono andati via dopo 4-5 anni con lo psicanalista. Dobbiamo dire ai dirigenti: “quando la direttiva politica e’ si’, se tu dici no io ti licenzio”. O si fa cosi’ o questa terra non ha speranza”.

“I morti ammazzati da Cosa Nostra, escluso il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, sono tutti siciliani. E’ la nostra classe dirigente che l’ha sconfitta. Un tempo i farabutti erano solo quelli del sud, adesso no. Se ci sono questioni di classe dirigente nel Pdl, quelli che hanno problemi sono Verdini, Brancher e Cosentino: uno solo di questi è del Sud”

“Io ho tre figlie: le prime due sono già andate via dalla Sicilia. Se andrà via anche la terza, vorrà dire che ho fallito!”

Anche dietro le quinte Miccichè è stato assoluto protagonista della giornata, con una serie di stilettate e precisazioni rilasciate ai giornalisti, che lo incalzavano senza sosta:

Su Castiglione (assente): “Se non viene vuol dire che c’e’ la volonta’ da parte di qualcuno di evitare questo avvicinamento”.

Su Cammarata e sull’imminente rimpasto al comune di Palermo: “Sono stato vagamente informato che non c’e’ piu’ la vecchia giunta, ma non so nulla della nuova”

Sul Lombardo quater: “Credo che ci sia la volonta’ di cambiare qualche assessore. Il presidente della Regione ne ha ovviamente il sacrosanto diritto se vuole farlo, ma non mi ha detto ancora nulla. Comunque, nessun gelo tra me e Raffaele”.

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