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POSTA(to) PER RAFFAELE LOMBARDO

sabato, 4 febbraio 2012

 

Di seguito riportiamo un commento postato da Gianfranco Miccichè sul blog del Governatore Lombardo, nel post dal titolo “Prosegue il lavoro a tutela della Sicilia e dei siciliani”

Il Museo Riso sta morendo. Il museo d’arte contemporanea, che tanto avevamo voluto, per il quale tanto ci siamo spesi, che era diventato un motivo di orgoglio, per me e per tutti i siciliani appassionati di contemporaneo, sta per segnare l”ultimo passo di uno straordinario cammino, l’ultimo atto di un meraviglioso sogno tutto siciliano.

Un sogno che è diventato un incubo

Ma io non mi rassegno. Non posso rassegnarmi  e chiedo, prego il governatore Lombardo di non permettere che un suo dirigente che ovviamente non ama l’arte contemporanea, possa far risvegliare un intero popolo da quel sogno.

La prego, Presidente Lombardo. Sì, io la prego. La supplico, se serve: salvi il Museo Riso. Non lasci che alla Sicilia venga fatto anche questo. Sarebbe un colpo mortale, un inaccettabile atto di vandalismo, che a Lei, prima e più che ad altri, la storia addebiterebbe.

Glielo chiedo da suo oppositore, pronto a riconoscerLe, l’indomani stesso, la vittoria politica, a riconoscerLe un atto da grande Governatore. Ma, soprattutto, glielo chiedo da siciliano, perchè in queste mie parole ci sono i sentimenti, la rabbia, le speranze, c’è l’appello accorato di un mare di gente, il suo popolo, che Lei deve amare, se vuol rappresentarlo, guidarlo, governarlo.

Lo ami il suo popolo, dimostri di amarlo veramente. Per una volta ascolti le proteste, gli appelli, le indignazioni, le richieste d’aiuto, le grida che da più parti si sono levate in difesa del Museo Riso. Li ascolti, non sono suoi nemici, è il popolo di Sicilia, il suo popolo, la sua gente. 

Le regali la speranza di non perdere questa meravigliosa avventura, regali l’idea, preziosissima, che quello a cui credono tanti siciliani possa avverarsi… Le regali il Museo Riso!

Io, per primo, le sarò riconoscente.

CASO DEL TURCO, LEZIONE PER LA SINISTRA

giovedì, 2 febbraio 2012

dal quotidiano Online www.Grande-sud.it

Vi ho suggerito il pezzo di Antonio Polito sul Corriere della sera, in merito alla vicenda giudiziaria di Ottaviano Del Turco, perchè mi ha colpito parecchio.

Il fatto che un giornalista notoriamente di sinistra svolga una disamina così lucida su un argomento così  “sinistramente”  delicato forse vuol dire che nel Paese, o meglio in quella parte di coscienza italiana sino ad oggi arroccata su posizioni a dir poco oltransistiche, stia prendendo corpo la consapevolezza di quanto pesante sia il fardello di una giustizia, non tanto ingiusta (lasciamo perdere qui gli slogan) non tanto faziosa (lasciamo perdere qui gli atteggiamenti da tifoseria), quanto difettosa, perchè mancante della cieca e incondizionata fiducia da parte del cittadino. E un Paese in cui non v’è fiducia piena e incondizionata negli organi della giustizia, in cui i magistrati (Pm o giudici purtroppo da noi sono praticamente la stessa cosa) non vengono considerati soggetti terzi sempre e comunque assolutamente imparziali, bensì ”beneficiari” di uno dei massimi poteri dello Stato, capace, qualora lo si voglia, di sovvertirne l’equilibrio democratico, è un Paese malato, affetto da un gravissimo difetto congenito di democrazia.

Questa è l’Italia! Un Paese in cui si distrugge la vita e la carriera di un governatore, e si sovverte un mandato popolare, salvo poi, dopo tre anni e mezzo, chiedere candidamente scusa e dire “c’eravamo sbagliati”. Un Paese in cui, uno dei suoi maggiori partiti, il Pd, si ritrova a dover subire – sono parole di Polito – “la pressione del «partito della giuristocrazia», che ormai sta anche formalmente nascendo sull’asse de Magistris-Emiliano”. Un Paese in cui, a proposito, la giustizia, che per assunto costituzionale dev’essere amministrata in nome del popolo italiano, viene da taluni amministrata in nome di un’appartenenza, guarda caso sempre opposta e contrapposta a quella verso cui si dirigono le indagini. Un Paese in cui un autorevole esponente del partito di cui sopra, Luciano Violante, grida legittimamente vendetta per il “suo” Ottaviano Del Turco, evocando la responsabilità del magistrato inquirente che ha sbagliato, (una specie di tabù da quelle parti), ma si dimentica di fare lo stesso, non solo per Mannino, ricordato da Polito, ma anche  per tantissimi altri uomini politici mandati ingiustamente alla gogna. Mi permetto di ricordarne due: Ciccio Musotto e Gaspare Giudice.

Ecco il valore dell’analisi di Antonio Polito: riconoscere ”l’uso leggero o spettacolare di certe inchieste giudiziarie”; ribadire (e ce n’è sempre bisogno) che “il pm non ha né il compito né il potere di tagliare le teste dei politici, perché lui muove solo accuse ma è il giudice che emette le sentenze, e che dunque di fronte a un uomo che si dichiara innocente bisogna considerarlo tale fino a prova contraria”; ma, soprattutto, riconoscere l’atteggiamento, ancora poco onesto, da parte della sinistra italiana, capace di distruggere e riedificare il tempio delle toghe in men che non si dica, a seconda di chi sia l’uomo da crocifiggere.

Riconoscere quest’atteggiamento e richiamare il Pd alla responsabilità di un grande partito può rappresentare un primo importante passo verso  la prima vera riforma di cui questo nostro Paese ha bisogno: la giustizia.

“TRA ME E IL TERZO POLO C’È DI MEZZO LOMBARDO”

mercoledì, 1 febbraio 2012

da LiveSicilia

Con il “no grazie” di Caterina Chinnici, il Terzo polo si ritrova punto e a capo, senza un candidato a Palermo. Soprattutto la componente finiana guarda sempre più a Grande Sud di Gianfranco Miccichè come possibile alleato per le amministrative. Magari al posto dell’Udc. Perchè sfumata l’ipotesi Chinnici (e tramontata anche l’ipotesi Gianni Puglisi, a cui nei giorni scorsi si è molto lavorato, sottotraccia), nel Palazzo le quotazioni di un fronte unitario del terzo polo, con Mpa e Udc dentro, sono tornate a calare. Mentre sembrano crescere quelle di una possibile intesa con Gianfranco Micicchè, sempre più lontano dal Pdl.

Il leader di Grande Sud oggi su Repubblica ribadisce la distanza siderale dagli ex compagni di partito e la disponibilità a correre da solo, candidandosi in prima persona. A livesicilia, però, l’ex sottosegretario spiega che la balcanizzazione delle candidature rischia di danneggiare la città e mantiene aperto lo spiraglio per un’intesa più larga.

Onorevole Miccichè, è davvero deciso a correre in solitaria, allora?
“Se l’orientamento del nostro movimento sarà quello di correre da soli, allora in ogni città non potremo che metterci la faccia, ai massimi livelli. Il che significa che a Palermo toccherebbe a me. Questa resta al momento la nostra prima opzione”.

Lei ha detto di prevedere che in un contesto politico così frammentato, con tanti candidati in corsa, lei possa andare al ballottaggio contro Orlando. Cosa glielo fa pensare?
“La legge elettorale è cambiata. E con questa legge elettorale, il livello di conoscenza del candidato da parte dell’elettorato ha un peso maggiore. Anche se, a dire il vero, uno scenario di quel tipo lo ritengo verosimile ma non auspicabile”.

In che senso?
“L’idea che un candidato che a primo turno prende il 18 per cento, tanto per fare un esempio, rischi di diventare sindaco, non è qualcosa che farebbe bene alla città. Si potrebbe avere un sindaco eletto con un monocolore. E non lo so se poi, una volta diventato sindaco, quel candidato, che si chiami o meno Micicchè, non impazzisca in preda a deliri di onnipotenza”.

Servirebbe allora una coalizione più larga. Il Terzo polo non smette di sperare in un’intesa con Grande Sud, soprattutto i finiani fanno il tifo per questa soluzione.
“Al Terzo polo guardiamo con interesse, certo. Ma a Roma. Qui in Sicilia c’è Lombardo. Vedremo. Al momento c’è Grande Sud da solo. E con Grande Sud da solo il candidato è Miccichè. Se qualcuno vuol parlare con noi, siamo pronti ad ascoltare”.

 

IL PDL LASCIA L’INFORMAZIONE REGIONALE ALLA LEGA

mercoledì, 1 febbraio 2012
 

da Clandestinoweb

di Gianfranco Miccichè

Pensare che un leghista ortodosso come il Signor Casarin diventi responsabile di tutte le testate giornalistiche regionali della Rai, comprese quelle del Centro Sud, e’ un atto di strafottenza e arroganza, l’ennesimo imputabile alla Lega Nord nei confronti del Sud del paese.
Ma pensare che a nominarlo siano stati i consiglieri del Pdl e’ insopportabile e vergognoso, soprattutto dopo la rottura parlamentare con la Lega Nord e gli insulti continui di Bossi a Berlusconi.
Invece devo prendere atto che il Pdl con Berlusconi e Alfano ha ancora piegato la testa alla Lega nella speranza di un’indulgenza.
La figura del direttore delle testate giornalistiche regionali deve essere per sua natura non legata a partiti, ad appartenenze e a giochi di parte.
I partiti devono stare fuori dalla Rai e questa e’ un’ennesima intromissione politica che danneggia gravemente un’azienda tenuta in piedi con il canone e quindi con i soldi di tutti i cittadini.
Appoggio le dimissioni del consigliere del Pd Rizzo Nervo dal CdA della Rai e mi auguro, anzi spero che il presidente della Camera Gianfranco Fini e il presidente del Senato Renato Schifani possano censurare fino anche ad inibire un comportamento tanto spregiudicato quanto poco nobile.

MILLEPROROGHE, MICCICHE’: “VOTEREMO A FAVORE DEL DECRETO PER SENSO DI RESPONSABILITA’ MA OCCORRE MAGGIORE ATTENZIONE NEI CONFRONTI DEL SUD”

martedì, 31 gennaio 2012

Gianfranco Miccichè, nel corso dell’intervento alla Camera dei deputati a nome di Grande Sud, ha dichiarato che il gruppo voterà a favore del decreto MilleProroghe.

Il leader di Grande Sud ha sottolineato la disattenzione del Governo nei confronti delle proteste delle scorse settimane che hanno coinvolto alcune categorie di lavoratori nel Mezzogiorno, affermando che “un governo, per quanto tecnico, dovrebbe gestire l’ordinarietà del Paese. Le proteste delle scorse settimane in Sicilia e nel Mezzogiorno, ad opera di Forconi, autotrasportatori e pescatori sono sintomo di un profondo disagio; una situazione critica che ho segnalato, settimane prima delle manifestazioni, a un ministro di questo governo.

Il risultato è stato che si è cercato di derubricare la cosa come fatto di mafia e nessun ministro ha ritenuto di dover ascoltare le ragioni della gente. I cittadini scesi per le strade a manifestare hanno bisogno di farsi sentire e ritengo che molte delle loro richieste non solo siano legittime, ma anche di facile soluzione”.

“Questo governo – ha continuato – non ha capito che esistono due Italie: una sviluppata che comunque soffre gli effetti della crisi, e un’altra che è disperata.

Al di là degli sforzi di qualche ministro si continua a non capire che o si fa qualcosa di straordinario al Sud o si corre un grosso rischio.

Il Mezzogiorno non ne può più di parole o di finte liste di infrastrutture, quando basta guardarsi attorno per vedere che i cantieri sono tutti chiusi. Il Mezzogiorno è stanco di finte banche del sud e non può sentire parlare di liberalizzazione se poi si vieta di tutto, dalla pesca dei tonni, ai pannelli fotovoltaici a terra sui terreni agricoli”.

In considerazione di ciò Miccichè ha precisato che “Grande Sud voterà oggi ancora a favore di questo governo, ma lo farà solo per quel senso di responsabilità chiesto dal presidente Napolitano. Ma sia ben chiaro – ha concluso – che, in assenza di maggiore attenzione nei confronti Mezzogiorno, dalla prossima volta dovremo dimostrare senso di responsabilità nei confronti della gente del Sud, quella che rappresentiamo”.

 

BECCATO!

lunedì, 30 gennaio 2012

… la Zanzara punge ancora

Beccato!

O forse sarebbe meglio dire “punto”.

Che Davide Faraone si professasse guru della rottamazione è cosa risaputa, ma adesso lo si scopre anche ambientalista col vizio di riciclare slogan…

Da oggi sarà il nostro Faraone, l’originale – si fa per dire, data la circostanza – RICICLOTUTH.

SESSANTUNO A ZERO? “CHISSA’ MAGARI CI RIESCO DI NUOVO”

lunedì, 30 gennaio 2012

dal quotidiano di Grande Sud

“A Palermo, come altrove mi candido da solo. La mia non è la scelta di chi vuole vincere a tutti i costi. Cerchiamo solo di lanciare il movimento. Non cerco coalizioni”. Così il leader di Grande Sud, Gianfranco Miccichè in merito alla prossima tornata elettorale per il rinnovo delle amministrazioni locali. “Se fossero solo tre candidati – ha aggiunto – non avrei speranza, ma visto che sono tanti gli aspiranti sindaci potrei arrivare, con questa legge elettorale, al ballottaggio».

Su ipotesi di alleanze e apparentamenti col Pdl Miccichè è lapidario: “non ce ne saranno. Non voglio niente, neanche una seconda lista d’appoggio. Quelli del Pdl sono convinti che noi cerchiamo poltrone, proprio come fanno loro; se io riuscissi a diventare sindaco di Palermo con questa candidatura ci sarà qualcuno che si dovrà imbarazzare”.

Il leader di Grande Sud è poi tornato sulla sua candidatura: “La mia non è una candidatura di chi vuole vincere ad ogni costo, ma vogliamo lanciare i nostri progetti. Comunque penso di poter vincere anche da solo. Certo, se ci fossero tre candidature, la mia il centrosinistra e il centrodestra, non avrei alcuna speranza. Ma non è così, perché ci sono molte candidature”. Infine un chiaro riferimento allo storico 61 a zero con Forza Italia: “Chissà magari ci riesco di nuovo…”.

 

SULLA SICILIA SOFFIA FORTE IL VENTO DI RINNOVAMENTO DI GRANDE SUD

sabato, 28 gennaio 2012

Oggi ad Agrigento, presso i locali del Grand Hotel dei Templi, ha avuto luogo una delle giornate del corso di formazione politica organizzato dal coordinamento provinciale di Grande Sud. L’ospite odierno è stato Gianfranco Miccichè che, nel corso dell’intervento ha annunciato la sua possibile discesa in campo come candidato sindaco per la prossima tornata elettorale a Palermo, nell’ottica di una corsa in solitaria di Grande Sud nei comuni coinvolti nel rinnovo amministrativo.

Sto pensando che Grande Sud deve candidarsi da solo in tutte le città con un proprio sindaco. Forse a Palermo io stesso.

Il leader di Grande Sud ha accennato ai rapporti col Pdl:

Con Berlusconi continua a esserci un rapporto leale, d’affetto e di stima. Ma il Pdl oggi è un partito che ha tradito il suo mandato iniziale, che ha perso il suo oggetto d’essere. Non mi sento di essere andato via dal Pdl. E’ il Pdl semmai che è andato via da noi, che ha lasciato il Sud e che ha abbandonato le originali idee per cui era nato, specialmente qui in Sicilia. Con dispiacere ho lasciato il partito che ho contribuito a fondare. Ma la nostra idea di politica è diversa da quella che serpeggia nel Pdl di oggi”.

Si è discusso anche delle delusioni e delle tensioni createsi per l’atteggiamento tenuto negli anni dall’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nei confronti del Mezzogiorno:

Abbiamo subìto Tremonti, uno che odia il Sud e che ha fatto di tutto per non farlo crescere. Vi siete chiesti come mai il ministero dell’economia attuale ha trovato e sbloccato le risorse che noi chiedevamo prima a Tremonti?

Per Giampilieri avevamo 300mln di euro e 200mln per l’alluvione in Veneto. I secondi furono dati; per quanto riguarda i primi invece la ragioneria diceva di non poterli sbloccare perché la Regione siciliana non rispettava il patto di stabilità.

Ma il ragionamento che sta alla base di ciò è perfido: bisognava darli a cittadini italiani, a un pezzo di stato, non a una regione. Caduto il governo, la settimana dopo, Monti li ha sbloccati. I soldi del Cipe, di cui ero segretario, non riuscivo a sbloccarli perché tecnicamente erano sempre bloccati. Poi, caduto Tremonti divennero disponibili. La verità è che Tremonti e la sua cricca alimentavano idee delinquenziali nei confronti del Sud”.

Il leader del movimento arancione ha poi accennato alle ultime vicende siciliane e ai movimenti di protesta che hanno infiammato l’isola per 6 giorni:

Un mese fa segnalai, quasi un’anticipazione della protesta, che di lì a poco sarebbe esplosa la polveriera. Ma già a Berlusconi e Tremonti avevo detto quanto era grave la situazione al Sud. Qualche giorno fa ho incontrato Corrado Passera, ma lui, a differenza di qualche altro predecessore, non ci odia. Ma ha una colpa: non e’ mai stato al Sud.

Non conosce la realtà meridionale; per lui Trapani o Milazzo sono equiparabili a Sondrio o Lecco. Ecco il perché di interventi così assurdi, che dimostrano la distanza di questo Governo dal paese reale. La tracciabilità a 1000 euro, ad esempio, per la Sicilia è un colpo al cuore. Così non si evita l’evasione, bensì il fatturato, perché in Sicilia, data la situazione economica disastrosa, si vive di assegni post-datati”.

Infine un’analisi dell’attuale scenario politico siciliano:

Per le amministrative i vertici provinciali stanno facendo accordi, si cercano alleanze… Ma io consiglio, a prescindere dagli accordi, di andare da soli. Dobbiamo presentare candidati sindaci di Grande Sud in ogni comune. La senatrice Poli Bortone è d’accordo e probabilmente si candiderà nella sua Lecce.

Oggi la gente è lontana dalla politica ma perché è la politica ad essere lontana dalla gente. La politica è vista negativamente, come la cattiva burocrazia, ma ciò accade perché nessun politico scende per le strade per cercare di capire cosa vuole la gente. Grande Sud rappresenta una battaglia epocale per il Sud. Se cambiamo questo modo malato di far politica, noi cambieremo questa terra. Ci presenteremo con i nostri migliori uomini per riuscire a comunicare alla gente la nostra missione. Infine, sappiate che Grande Sud non è un partito per coloro che vogliono soddisfare le esigenze personali ma uno strumento per cambiare le cose”.