Archivi per la categoria ‘Gianfranco Micciché’

DISTANTI ANNI LUCE DALLA SINISTRA E DA LORO

sabato, 3 luglio 2010

Fino ad ora  ho cercato di evitare le polemiche e restare quanto piu zitto possibile sulle vicende del Comune di Palermo, proprio per non esasperare lo scontro con il Pdl.  Ma ora la misura è davvero colma e il ridicolo giochino degli attacchi, se a me continua a suscitare indifferente ilarità, alla gente rischia di suscitare un certo stomachevole rigetto verso la politica. Quindi, mi sono detto, forse è il caso di rispondere.

Noi, pur non ritenendolo giusto per i cittadini, abbiamo sostenuto l’aumento della Tarsu, per salvare il Comune dal dissesto e abbiamo votato l’emendamento proposto dal capogruppo del Pdl, Tantillo, per poi ricevere gli insulti del Sindaco, che evidentemente non era d’accordo col suo stesso  capogruppo.  Non solo, ma abbiamo più volte sopportato i subdoli tentativi di questo Sindaco di mandare a casa il Consiglio, con giochetti vergognosi sul bilancio del Comune. Oggi, poi, la richiesta di anticipare il voto sulla mozione di sfiducia è stata chiesta dagli stessi uomini del Pdl, che, evidentemente più dei nostri, hanno paura di essere mandati a casa; e se non fosse stata per la provvidenziale assenza di alcuni consiglieri comunali dell’opposizione, anche del nostro gruppo, la mozione sarebbe addirittura passata.
E allora il Sindaco (e con lui  co-co-cordinatori, non so più quanti sono), anzichè arrampicarsi sugli specchi e cercare di prendersela con tutti fuorchè con se stesso, prenda atto che non ha più maggioranza in aula, ma soprattutto prenda coscienza che è la stragrande maggioranza dei cittadini a non volerlo più. I palermitani proprio non ne  possono più! Ci regali, Cammarata, quest’ultimo slancio di umiltà e di coscienza, prenda atto del suo fallimento e comprenda che è inutile cercare di spostare il tema del dibattito, che non è gridando ai quattro venti che io sono alleato del Centrosinistra ( per quanto grossa sia la sparata) che può riuscire a distrarre l’attenzione pubblica dai  fin troppo evidenti disastri della sua amministrazione. E comunque, a scanso di equivoci: noi dal Centrosinistra siamo lontani anni luce!  Ma siamo certamente opposizione, da oggi durissima, nei confronti di questo Sindaco, che (comunicazione di servizio) peraltro  inviterei, quando ha bisogno di qualcosa, a chiamarmi personalmente, anzichè ricercare intermediazioni in Silvio Berlusconi: è  il Sindaco della quinta città d’Italia e non dovrebbe avvertire il bisogno d’intermediari, bensì sentirsi in grado di confrontarsi con autorità ed autorevolezza con tutti in partiti e i rispettivi interlocutori.

Allo stesso modo mi rivolgo a tutti i co-co-coordinatori, che (anche loro per spostare il tiro) fantasticano di miei legami col Centrosistra. Li rassicuro: anche alla Regione noi siamo distanti anni luce dal Centrosinistra! Ma siamo ancor più distanti da un gruppo di irresponsabili, che dopo aver voluto fortissimamente un Governatore, ne hanno preso, per squallidi motivi di potere, le distanze pochi mesi dopo; mentre io, pur avendo teoricamente tutto l’interesse personale a far cadere Lombardo, dal momento che intendo la politica come servizio alla comunità, ho dichiarato, e continuo a farlo, la mia disponibilità a garantire la volontà del popolo siciliano, che due anni fa lo ha votato col 74% dei voti, a condizione, però (lo dico pure a lui), che mai il Pd sia rappresentato in Giunta.

Del resto, io di ribaltoni nella mia carriera politica non ne ho mai fatti e non prendo certo lezioni di ribaltone da Castiglione, anche se, a pensarci bene, sarebbe il più adatto a darne, visto che è stato lui l’artefice, nel ‘99, di un ribaltone ai danni di Forza Italia (che comunque noi riuscimmo a controribaltare) … ma forse allora non si rendeva conto di quello che faceva. E forse non se n’è  reso conto nemmeno qualche tempo fa, quando il Pdl cosiddetto ortodosso votò la sfiduicia a Lomabardo assieme alla Sinistra: se oggi noi, votando la sfiducia a Cammarata, secondo lui ci siamo mostrati allealti con la Sinistra, lo stesso può dirsi dei suoi, o no? … Boh! Sapete che vi dico, non ci sto capendo niente neanche io, la  loro confusione è prorpio contagiosa.

E allora, so che mi costerà parecchio, perchè smetterò di sorridere ai ridicoli attacchi e agli improbabili anatemi che ogni giorno riempiono le pagine dei giornali e le “tasche” della gente, ma, davvero, chiedo a lor signori di finirla con questi insulti continui. Perchè se io sorrido, la gente di Sicilia non sorride affatto nel vedere i propri rappresenanti perdere tempo col giochino delle agenzie, anzichè lavorare per risolvere i problemi reali della nostra terra.

Cammarata, Castiglione e tutti gli altri lavorino, se lo sanno fare, per il bene di questa terra, dimostrino di saper fare qualcosa per la Sicilia. Io continuerò a lavorare, se è possibile ancor più alacremente, perché la Sicilia possa essere rappresentata da politici diversi da questi, che amano la propria terra e antepongono l’interesse del popolo siciliano a quello personale.

E per farlo, non posso che rimarcare la mia presa di distanze da uomini, che sono stati capaci in pochissimo tempo di combinarne di tutti i colori. Il partito è ormai ridotto a una larva; Cammarata, dopo un quinquennio strepitoso, in cui si era riusciti a rilanciare Palermo, ha ridotto a una larva la nostra città  …

Ops, scusate! Ma devo lasciarvi, mi sta giusto chiamando il Presidente Berlusconi: avrà ricevuto un’altra telefonata da Cammarata?

Continuiamo dopo

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IL CORAGGIO MANCATO

martedì, 29 giugno 2010

 

Questa sentenza esprime chiaramente un concetto: Marcello Dell’Utri andava assolto! Solo che i giudici non hanno avuto il coraggio di smentire i loro “colleghi” della Procura.

Lo so, il coraggio non è di tutti. Tuttavia, trattandosi di uomini che amministrano la giustizia, il coraggio dovrebbe essere una loro prerogativa imprescindibile; ma a quanto pare non è così e il coraggio sanno solo trovarlo quando c’è da sparare a zero e costruire teoremi fantasiosi e complesse impalcature persecutorie.

Ad ogni modo, con questa sentenza il Senatore Dell’Utri viene assolto per tutti i fatti successivi al ’92 e ciò che gli viene contestato è che egli avrebbe mediato con la mafia per proteggere Berlusconi e le sue aziende: fatti estorsivi ritenuti un’agevolazione per Cosa nostra.

Tutto questo, in sostanza, vuol dire che l’impalcatura della Procura è crollata giù, completamente spazzata via  (per questo io leggo la sentenza come una assoluzione). E’ crollato l’edificio accusatorio, si è inesorabilmente sgretolato l’assurdo teorema mafia – politica e adesso non ci resta che aspettare e sperare che in Cassazione anche le fondamenta di questo maledetto edificio, costruito con blocchi di cemento armato sulle spalle di un uomo, “colpevole” di aver creato Forza Italia, vengano spazzate via e sia fatta piena e completa giustizia.

L’attesa è l’ulteriore segmento di calvario che sarà costretto a subire il nostro Marcello; la speranza è la nostra, la speranza che, detta alla Voltaire, in  questo Paese ci possano essere delle stelle di giustizia , che, consapevoli di avere la pesantezza del piombo, siano specchi di virtù e giudichino con coscienza e con coraggio.

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NIENTE DIMISSIONI, FORZA AZZURRI!

venerdì, 25 giugno 2010

Come non essere deluso per la prematura uscita della nostra nazionale? Deluso dalle prestazioni incolori, deluso dalle convocazioni (qualche calciatore rosanero sarebbe stato più che utile alla causa), deluso dal mancato superamento di un turno che, per il girone che ci era capitato, era facilissimo da superare.
Ma ciò che mi delude maggiormente è l’immancabile ridda di polemiche, peraltro inutili e ingiustificate, che, come sovente accade nel nostro Paese, stanno avvelenando il clima e dando un’immagine distorta del nostro calcio e dei suoi attori protagonisti.

Anzitutto, trovo ingiuste, per non dire impietose, le critiche piovute addosso a Marcello Lippi. Quando si perde le responsabilità sono di tutti, certamente anche di Lippi, reo, a mio avviso, di alcune scelte quanto meno discutibili. Tuttavia, non si può dimenticare che Marcello Lippi è l’allenatore che ci ha fatto vincere, appena quattro anni fa, la coppa del mondo e questo dovrebbe bastare e avanzare a mantenere intatta la stima di un intero Paese nei suoi riguardi. Io Marcello Lippi lo stimo! Lo stimo come professionista (ricordo anche le tante vittorie da allenatore della Juve). Ma soprattutto lo stimo come uomo, perché ha fatto ciò che quasi nessuno fa mai: ha chiesto scusa e si è assunto tutta la responsabilità del tracollo … ci fossero politici che fanno questo!

E poi, reputo ancor più illogiche le critiche ad Abete, le richieste di sue dimissioni. Capisco che in Italia chiedere le dimissioni è uno degli sport nazionali, ma come si può chiedere ad Abete di dimettersi? Quale sarebbe la sua colpa? Aver scelto Lippi, cioè l’allenatore campione del mondo, dopo la figuraccia agli europei? Sarebbe come chiedere la testa di Binaghi perché la nostra Schiavone, vincitrice al Rolland Garros, è uscita al primo turno a Wimbledon.

E infine, basta con questo pervicace, insistente richiamo ad un sistema che sarebbe marcio. E anche se lo fosse, cosa c’entra col risultato della nazionale al mondiale? Assolutamente nulla! Basti ricordare che all’indomani di Calciopoli, il momento più basso del nostro sistema-calcio, gli azzurri vinsero un mondiale, facendo impazzire di gioia un’intera nazione.

E allora dico che se davvero teniamo al calcio italiano, dovremmo cercare di evitare di farne uno strumento di polemiche sterili e irrazionali e cercare, invece, di capire, con serenità e spirito di analisi, quali sono le vere ragioni che stanno alla base di questa debacle e ragionarci su, ognuno con le nostre grandiose tesi da commissari tecnici, che al bar amano ancora discettare di tali questioni ed atteggiarsi a depositari della verità rivelata. Questo, per quanto paradossale possa sembrare, è il bello del calcio; non gli attacchi, le crocefissioni e nemmeno le immancabili, stomachevoli richieste di dimissioni.

Niente dimissioni, forza azzurri! Ci rifaremo.

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IL POST DELLA DOMENICA

domenica, 20 giugno 2010

FORZA AZZURRI

Ed eccoci al secondo appuntamento della nostra nazionale ai mondiali sudafricani.

Dopo la prima uscita, non esaltante, in cui però mi è piaciuta la voglia di reagire e non perdere, adesso ci vuole una prova di forza da parte di una squadra, la nostra, che già sulla carta (e a prescindere dall’undici che il ct vorrà schierare) è nettamente più forte degli avversari.

Ma nel calcio non si vince sulla carta, si vince in campo e per vincere il campo occorrono forza fisica e tecnica, umiltà e voglia di vincere: tutte qualità che gli azzurri hanno sempre mostrato di avere, negli appuntamenti che contano.

Perciò, sono molto fiducioso, anche perché il secondo tempo del primo match lascia ben sperare, avendo lasciato intravedere che questa Italia, col suo mix di esperienza (alla Cannavaro) e di giovani leve (alla Montolivo) può dire la sua anche questa volta.

Io ci credo, forza azzurri!

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