Archivi per la categoria ‘Gianfranco Micciché’

TUTTI CI VOGLIONO, TUTTI CI CERCANO…, MA NESSUNO PROPONE UN SERIO PROGETTO POLITICO

venerdì, 10 febbraio 2012

In questi giorni abbiamo avuto diversi incontri con quasi tutti i partiti dell’area di centro destra.

Nessuno ci ha convinto con una proposta seria. Tutti vogliono i nostri voti ma nessuno ad oggi ci ha proposto un serio progetto politico. In ultimo il nome di Massimo Costa per sindaco di Palermo; non mi dispiace, è un ragazzo sveglio e preparato ma a noi, prima che i nomi, interessa il progetto politico. Come ho avuto modo di ribadire agli stessi Fini e a Casini, nei nostri recenti incontri, Grande Sud guarda con attenzione alla possibilità d’intraprendere un percorso politico serio, cioè un progetto politico a lunga scadenza e lunga conservazione, che riesca a coagulare le migliori anime moderate, cui affidare le chiavi del Sud.

E un percorso politico serio non può vivere della schizofrenia di condivisioni estemporanee, ma di alleanze salde, che programmano, progettano, governano. Non è pensabile che Grande Sud voti la sfiducia a Lombardo di mattina e poi, nel pomeriggio condivida con lui la candidatura per il sindaco di Palermo.
E’ questa la differenza tra una condivisione estemporanea e un’alleanza salda; ed è una differenza sostanziale, perchè questa Terra ha conosciuto i migliori anni della sua recente vita proprio quando era governata da una coalizione solida, che ha avuto tempo per pianificare e forza per realizzare.

Mi sto sforzando perché torni ad essere così. Ma se così non sarà, andremo da soli, ci presenteremo alla gente col nostro chiaro progetto politico e le chiederemo fiducia.

Altro ragionamento, invece, faremmo qualora il governatore Lombardo mettesse fine a questo ibridismo politico (per cui “tecnicamente” governa con quello stesso Pd che  tra un paio di mesi sarà suo avversario politico alle amministrative) e ci proponesse un chiaro, trasparente e ortodosso progetto politico, attraverso cui rilanciare Palermo e la Sicilia … a partire dal Museo Riso.

 

Ciao Mamma Graziella

giovedì, 9 febbraio 2012

Se n’è andata mamma Graziella, la mamma di un caro amico, la mamma di Grande Sud.

Era sempre in prima fila, sempre pronta a sostenerci, col suo carico d’amore e di forza, che, specie nei momenti difficili, sapeva infonderci, come solo le donne straordinarie sanno fare, come solo una mamma sa fare.

Ciao Mamma Graziella, ci mancherai!

NOI SIAMO GRANDE SUD, IL PDL E’ UN’ALTRA COSA

domenica, 29 gennaio 2012

Noi siamo Grande Sud, il Pdl è un’altra cosa!

Mi rincresce aver letto, stamane, tra le pagine di un autorevole quotidiano,qual è Il Giornale, la notizia distorta secondo cui io guiderei “l’ala meridionalista del Pdl”. Ma quale ala meridionalista! Ma quale Pdl! Non condividevamo di quel partito proprio la sua distanza dalle problematiche del Sud e ce ne siamo andati. Così è nata Forza del Sud, oggi Grande Sud.

Non capisco perchè qualcuno abbia scritto altro. Mala fede? Ignoranza? Non lo so. Nell’uno e nell’altro caso, non ci sono giustificazioni, perchè, comunque sia, si è contravvenuto a uno dei doveri fondamentali del giornalista, cioè il rispetto della verità sostanziale dei fatti.

E la verità sostanziale dei fatti è una e una sola: noi siamo Grande Sud, il Pdl è un’altra cosa. 

Lo scriva Il Giornale, rettifichi la notizia; del resto, anche questo rientra nei doveri dei suoi giornalisti. Altrimenti, dovrò concludere che non trattasi d’ignoranza, bensì di mala fede; e se alla prima c’è sempre rimedio, alla seconda proprio no.

A domani …

SICILIA, LA RINASCITA DI UNA TERRA E DI UN POPOLO. GRANDE SUD C’E’!

martedì, 24 gennaio 2012

Quando scende in piazza una categoria, si è davanti a una protesta. Quando a scendere in piazza è un intero popolo, si è davanti a una vera e propria rivoluzione.

Ecco cosa è accaduto in questi giorni in Sicilia: un intero popolo ha detto “Basta”. Sì, perché su quelle strade non c’erano solo gli agricoltori, i pescatori, gli artigiani, gli studenti, i trasportatori, i pastori, su quelle strade c’era la Sicilia, su quelle strade c’erano le centinaia di migliaia di siciliani che, pur dovendo subire enormi disagi, non hanno mai – neppure per un istante – fatto mancare il loro sostegno a quanti quelle strade intanto le occupavano fisicamente.

E’ questa la straordinaria portata di quello che alcuni media hanno ribattezzato come la “Primavera siciliana” e che a me piace piuttosto definire “rinascita”. La rinascita di una Terra, la rinascita di un popolo, il suo orgoglio, la sua rabbia, la sua voglia di riscatto. La rinascita del popolo siciliano: c’è tutto questo in quei giorni di pacifica, dignitosa, ma non per questo meno rabbiosa e forte, protesta. Una protesta sacrosanta, un movimento di massa che viene dal popolo e, lo ribadisco ad abundantiam, tale deve rimanere, per mantenere inalterata tutta la sua straordinaria forza d’urto.

E la politica? Qual è l’atteggiamento che la politica deve assumere nei confronti di una sollecitazione così forte, così incisiva? Un quesito legittimo, a cui taluni hanno risposto con la goffaggine di chi cavalca la tigre, ma non s’accorge che la tigre sta ruggendo anche al suo indirizzo.

Noi, al contrario, abbiamo risposto attraverso una condivisione seria, assumendoci, cioè, le nostre responsabilità di classe politica di questo Paese che sa riconoscere i propri errori e cerca di superarli, dicendoci al fianco di tutti quei siciliani che ne hanno le tasche piene e gridano “Basta!”, dicendoci pronti a far riecheggiare quel grido di dolore per le aule del Parlamento.

La nostra è condivisione, è lotta politica, è difesa della nostra gente. Niente belle parole, niente semplicistici attestati di solidarietà, niente iniziative di sostegno, tipo sfilate in bella mostra dietro striscioni a favor di telecamere: di queste cose la gente non sa più cosa farsene. Piuttosto, un’azione concretapolitico-sostenibile che, in realtà, già da tempo portiamo avanti a Roma e che seguiteremo a portare avanti, confrontandoci costantemente con questo Governo, il quale avrà i nostri sì solo se dirà sì alla Sicilia e al Sud più in generale.

E lo stesso impegno hanno profuso i nostri parlamentari regionali, che hanno incontrato una rappresentanza del movimento e hanno concertato una serie di iniziative volte a coinvolgere concretamente la politica siciliana, la quale, al di là d’incontri romani (comunque utili se fatti con lo spirito di chi vuol prendere di petto la questione e non scaricare il pesante barile) deve assumersi direttamente le sue responsabilità.

Noi ci siamo! Lo sappiano i Forconi, lo sappiano tutti i siciliani: Grande Sud c’è! E non perché ci venga riconosciuto qualche merito, ma solo e semplicemente perché è nostro dovere esserci. In fondo, se siamo nati è per questo, è per fare quella rivoluzione del Sud, tanto declamata quanto disattesa, tanto necessaria quanto, oggi, presente nella testa e nel cuore della gente del Sud. Che non ne può più! Proprio come accadde un secolo e mezzo fa, quando la gente di Sicilia non ne poté più e diede vita a una rivoluzione che scosse l’Isola fin nelle sue fondamenta, fino a condurla all’indipendenza. Anche questa volta l’obiettivo ultimo è l’indipendenza: l’indipendenza della nostra gente dal bisogno quotidiano, dal cappio del sottosviluppo, dalle catene del regresso economico e sociale, da un destino ostile che qualcuno sembra essersi divertito a scrivere per noi e che molti si compiacciono nel leggerlo da lontano. Ma questa volta, sono pronto a scommetterci, quell’indipendenza finalmente ottenuta non sarà solo per pochi mesi, questa volta sarà, dovrà essere, il riscatto definitivo di un popolo straordinario, che quando non ne può più reagisce e vince (Cosa Nostra ne sa qualcosa).

Anche questa volta sarà così. E noi ci siamo, faremo la nostra parte, strenuamente impegnati a fare del Sud la parte migliore di questo Paese, che amiamo e vogliamo davvero unito.

 

GRANDE SUD: UN GRUPPO DI SENTINELLE IN ARANCIONE

giovedì, 19 gennaio 2012

Ci siamo, un altro passo importante e’ stato compiuto nella costruzione di questo nostro grande progetto politico: Grande Sud adesso è una componente politica autonoma all’interno della Camera.

Ci abbiamo lavorato tanto, ma sapevamo che un partito che si rispetti non può fare a meno di un proprio gruppo. Ed eccoci qua, pronti ad affrontare questa nuova fase della politica italiana col vecchio spirito combattivo di sempre e con la consapevolezza di essere, ora più di prima, sentinelle tra i banchi del Parlamento, a presidio delle nostre Terre, della nostra gente; ed è con questo spirito che continueremo a confrontarci col governo Monti, che avrà i nostri sì solo se dirà sì al Sud.

Ad Aurelio Misiti, cui abbiamo affidato il compito di guidare il nostro gruppo, faccio gli auguri di buon lavoro. Sono certo che saprà guidare al meglio questo poderoso carro armato arancione, pronto a marciare su Roma in difesa del Sud: unico, vero, nostro imprescindibile alleato!

A paritire dalla condivisione di questa sacrosanta protesta che imperversa per le strade della Sicilia. Lo dico chiaramente: è un movimento di massa che viene dal popolo e tale deve rimanere, per mantenere questa sua straordinaria dirompenza. La politica dei furbacchioni non tenti d’ingerirsi, non pensi di cavalcare strumentalmente questa tigre:  è inferocita e straordinariamente indomabile.

Tuttavia, la buona politica non può e non deve restare sorda al grido di dolore che in queste ore si alza, fiero, indignato e dignitoso, da ogni angolo della Sicilia. E noi ci siamo! Grande Sud è al fianco dei trasportatori, degli agricoltori, dei pescatori e di tutti quei siciliani che ne hanno le tasche piene e dicono e  gridano “basta!”

Sappia, ogni singola anima sicula che si ribella e che grida quel basta con quanto fiato ha in gola, che quel grido di dolore riecheggerà altrettanto forte, altrettanto dirompente, altrettanto sentito, per le aule del Parlamento. E prima o poi qualcuno dovrà pur sentirlo. La nostra non è semplice solidarietà da trafiletto sulla stampa e pacche sulle spalle, troppo facile; la nostra è condivisione, è lotta politica, è difesa della nostra gente.

Noi ci siamo!

LA BANDA LOMBARDO E’ AVVISATA

martedì, 10 gennaio 2012

E’ una vergogna!

Chiudere il Museo Riso è una vera follia. Un’insana follia, quella degli ignoranti, degli improvvisati, degli irresponsabili, la follia dei banditi della Regione Siciliana.

La banda Lombardo-Armao & co ha colpito ancora, ma questa volta è davvero troppo. Chiudere il Museo Riso equivale a chiudere la porta in faccia alla Sicilia, che si vede defraudata di un’eccellenza. E’ l’ennesimo segno, questa volta fin troppo vistoso, dell’irresponsabilità, dell’incapacità, dell’immoralità di un governo che oggi ha superato ogni limite di sopportazione.

Ancora ricordo quanta passione abbiamo speso in questo progetto, ancora ricordo quanta emozione abbiamo provato nel ridarlo alla luce. Che nessuno si permetta di spegnerla, quella luce; neppure la banda Lombardo.

Su questo, che sia chiaro, Grande Sud non farà sconti. Altro che referendum, altro che chiacchiere!

Lombardo & co sperimenteranno cosa vuol dire avere a che fare con un partito incazzato. Sì, lo siamo e non ci calmeremo, questa volta non ho proprio voglia di calmarmi.
Siamo pronti a tutto pur di mettere fine a questo affronto. Faremo barricate in aula, scenderemo in piazza, se servirà, metteremo le tende sotto il covo di questi banditi della politica e non ce ne andremo da lì, almeno fino a quando non avranno il coraggio di togliersi il passamontagna dalla faccia e presentarsi ai siciliani, spiegando le vere ragioni della chiusura, per poi chiedere scusa e riparare al danno.
Sì perché non ci basteranno le spiegazioni, ne’ ci fermeremo ad eventuali dichiarazioni d’intenti o promesse più o meno vane. Non ci fidiamo! Non arretreremo di un passo, fino a quando Palazzo Riso non verrà restituito ai siciliani.

La Sicilia e Palazzo Riso avranno i briganti di Grande Sud dalla loro parte: la banda Lombardo è avvisata.

BUON NATALE!

sabato, 24 dicembre 2011

E’ già Natale… lo vedo dalle luci festose per le strade, dai regali di rosso impacchettati che intravedo nelle buste dei passanti. Lo si sente nell’aria quando arriva. E’ tutta una frenesia…

Eppure non posso non rivolgere un pensiero a chi il Natale lo vivrà meno felicemente di quanto dovrebbe.

Agli sfollati dell’alluvione del messinese, ai tanti disoccupati meridionali sparsi in Italia vittime della crisi economica, alle famiglie i cui genitori, nonostante le difficoltà nell’arrivare alla fine del mese, hanno preferito accontentare i propri figli con un regalo pur di vedere un sorriso, almeno, sui loro volti. A tutti loro, buon Natale.

Il mio augurio è che un giorno la politica – e mi ci metto in mezzo anche io – sappia ribaltare le sorti di coloro che soffrono, riscoprendo così il senso stessa dell’impegno civico che ci accomuna, da destra a sinistra, dalle Alpi a Lampedusa: il benessere dei propri cittadini e della propria terra.

Buon Natale!

 

IL VOTO SULLA FIDUCIA LO DAREMO. MA SARA’, DI NUOVO, UNA GRANDE FATICA VOTARE SI’

domenica, 18 dicembre 2011

Ormai sono anni che si fanno incontri senza nessun risultato e continua a non vedersi ancora nulla all’orizzonte. Adesso ci dicono che il Piano per il Sud vale 3 miliardi quando fino a poco tempo fa ne valeva 7.
Si parla tanto di utilizzare i fondi strutturali per il Sud ma quello che vorrei sottolineare è che questi fondi non sono un finanziamento dell’Europa ma un rimborso spese, questi soldi devono essere prima investiti e poi l’Europa restituisce il 50% delle spese. Ma non ci sono aziende che investono al Sud, se Ferrovie dello Stato e Anas non mettono un euro in progetti al Sud il problema non è delle regioni meridionali ma dello Stato e dei governi nazionali. Le Regioni del Sud non sanno cosa fare e non possono fare nulla senza l’intervento dello Stato. Se le aziende statali non investono al Sud noi continueremo a rimanere in questa situazione di stallo con i cantieri chiusi.

Io vorrei invitare i componenti dell’esecutivo a prendere un treno e a farsi un giro per il Sud Italia e constatare come ci siano cantieri chiusi, senza operai con i materiali accantonati in un angolo. Sono tutti cantieri di opere incompiute che prima erano aperti ed ora sono serrati. Noi di Grande Sud siamo riusciti ad ottenere nella manovra un articolo relativo alle opere incompiute, in questo modo almeno saranno terminati quei lavori lasciati a metà e che non si vedano ancora ponti incompleti e strade realizzate solo in parte.Quando io ero vice ministro e poi ministro dello Sviluppo e coesione territoriale riuscimmo a concludere 60 opere incompiute in tutta Italia e soprattutto al Sud perché siamo sbloccammo e i fondi che servivano per completare i cantieri a metà. Certo è un granello di sabbia, ma è un’iniziativa importante per poter ridare occupazione e togliere le brutture dei cantieri incompleti al Sud e sopratutto ci sarà un monitoraggio costante sui lavori.

Insomma niente di rivoluzionario e niente di nuovo rispetto allo scorso governo, che abbiamo troppo spesso criticato, certo siamo solo all’inizio del lavoro del nuovo esecutivo quindi rimaniamo in attesa. Per ora la differenza tra Tremonti e Monti e solo nel ”Tre” iniziale del cognome e che, con il precedente governo, Piano per il Sud era di 7 miliardi, anche se non si riuscivano a sbloccare, e adesso è di 3.

Quindi, ancora una volta, voteremo la fiducia con grande fatica.