LA POLITICA DEVE TORNARE A OCCUPARSI DEI TERRITORI

Dal quotidiano online di Grande Sud

Di Luigi Erbetta – Il leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè è intervenuto alla presentazione della Lista Civica Rete Attiva X Roma, che appoggia la candidatura di Gianni Alemanno per le prossime elezioni amministrative del 2013, tenutasi sulla Terrazza del Pincio a Roma.

La redazione di Grande Sud News ha raggiunto il fondatore del movimento arancione dopo il suo intervento per una domanda sul futuro della politica e sul ruolo che ricopriranno le liste civiche territoriali nel futuro prossimo.

Miccichè ha ribadito che “il futuro della politica è occuparsi del territorio, cosa che negli ultimi anni non è stata fatta“. Per l’esponente di Grande Sud la legge elettorale attualmente in vigore ha stravolto il ruolo che la politica ricopriva facendo si che questa abbandonasse i territori. Da questa idea è nato Grande Sud, movimento concepito con la stessa logica di una lista civica.

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4 Commenti a “LA POLITICA DEVE TORNARE A OCCUPARSI DEI TERRITORI”

  1. Salvatore Vernaci scrive:

    Caro Gianfranco, è vero la Politica si deve occupare del territorio, deve essere vicina alla Gente, che oggi è disorientata, allarmata, forse anche atterrita. Quando si legge o si sente alla Televisione: “Il Governo ha smentito in via ufficiosa che saranno tagliate le tredicesime di statali e pensionati”, cosa vuol dire? “excusatio non petita, accusatio manifesta!”. Quando si legge e si sente ancora: “Alcuni Comuni (In Sicilia, TUTTI i Comuni) iniziano ad avere difficoltà di cassa e ad agosto potrebbero non riuscire a pagare gli stipendi ai propri dipendenti”, è allarme sociale. In Sicilia tutti gli Enti, non solo sono sovradimensionati, ma anche sovracaricati di precari (ex LSU, LPU, ASU, ecc…) e per di più elargiscono ai propri dipendenti, oltre allo stipendio, anche la produttività (?), l’indennità di posizione, l’indennità di risultato(?), lo straordinario, la turnazione, la reperibilità, l’indennità di rischio, ecc…ecc… . Urgono provvedimenti di prevenzione immediati, che esistono, basta che si abbia l’intelligenza, la volontà, il coraggio e la determinazione di agire e porli in essere.

  2. freeskipper scrive:

    Sale la protesta: “Adesso basta sacrifici”!
    Spending review, sale la protesta! Dagli enti locali alle associazioni di categoria, dagli statali ai farmacisti il grido è uno solo: adesso basta sacrifici!!! I tagli della spending review impediranno alle Regioni di firmare il Patto per la salute, l’accordo finanziario tra Stato e Regioni che assicura le prestazioni sanitarie ai cittadini. I Comuni, invece, temono di non avere risorse per pagare gli stipendi dei dipendenti ad agosto. Le Provincie ribadiscono che l’anno scolastico è a rischio. Gli Statali temono di non incassare la tredicesima. Insomma, cresce il malumore contro i tagli del governo. Tanto che il pubblico impiego sciopererà a fine settembre mentre già oggi le farmacie terranno le serrande abbassate. In questo clima di forte incertezza arrivano, tuttavia, degli “aggiustamenti”! Sembra, infatti, essere rientrato l’allarme sulle tredicesime degli statali il cui blocco, assicurano fonti di Palazzo Chigi, “non è stato mai considerato”. Ma l’allarme resta comunque. Altra buona notizia giunge per le farmacie e le aziende farmaceutiche: i relatori hanno infatti presentato un emendamento con il quale viene eliminato l’aggravio di sconto (da 1,82 a 3,65) dovuto dalle farmacie a favore del servizio sanitario nazionale. Come anche è saltato l’aggravio del contributo (da 1,83 a 6,5 punti) a carico delle aziende farmaceutiche e a favore delle regioni. Un dietrofront che arriva giusto alla vigilia della serrata degli stessi farmacisti. Salta, inoltre, l’obbligo per Regioni, Province e Comuni di sopprimere o accorpare i propri enti ed agenzie, a patto che realizzino comunque un risparmio del 20% per la loro gestione. E ancora: i risparmi di spesa, che dovranno assicurare la trasformazione delle Prefetture da Ufficio territoriale del Governo ad Ufficio territoriale dello Stato, dovranno essere del 20% e non più solo del 10%, come prevedeva originalmente il decreto sulla spending review. Per quanto riguarda gli enti locali, alla data di entrata in vigore del decreto sulla spending review, verrà immediatamente istituita una “Conferenza” in ciascuna delle dieci province che saranno trasformate in Città metropolitane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Bari e Reggio Calabria). Dai relatori è anche arrivata la riscrittura delle norme sulle “società in house”, che erogano prestazioni alle pubbliche amministrazioni, da parte degli enti locali, anche se ancora deve essere votata dalla Commissione, comunque non saranno chiuse automaticamente, ma ci sarà la possibilità di una selezione. Altra questione spinosa è quella delle province. Terni, Matera e Isernia sono al centro di un braccio di ferro tra il Governo e la maggioranza. La maggioranza sarebbe intenzionata a procedere per “salvarle” mentre il ministro Patroni Griffi avrebbe già espresso la propria contrarietà, rischiando un voto avversità alle valutazioni del governo. Ma su questo fronte la diplomazia è al lavoro e la soluzione ha ancora un’altra notte per maturare.

  3. honhil scrive:

    Ingroia grida che “La politica vuole impunità”. Come si fa a dire in perfetto italiano che non soltanto la politica vuole una totale impunità ma anche certa magistratura? No, non si può. Né in perfetto italiano, né in perfetto stronzesco. E non si può perché il Csm, quel Csm di cui Mancino è stato vicepresidente per anni, e l’Anm e lo stesso Presidente della Repubblica non lo permettono. Non si può perché in Italia ci sono vari modi di esseri mafiosi (e, si sa, con i mafiosi si deve sempre stare attenti a come ci si comporta, la trattativa Stato-mafia docet), e il più sofisticato modo di esserlo (mafiosi) è la maniera in cui si comporta certa magistratura. Inquirente e giudicante. Sì, sembra un’affermazione assurda. Ma se messa al vaglio di un’attenta riflessione la supposta assurdità, si squaglia come neve al sole. Perche quello che accomuna i mafiosi e la magistratura di cui sopra è la totale mancanza di rispetto per le leggi e la dignità degli uomini. Con la differenza che per i primi la resa dei conti, ancorché in ritardo, prima o poi, arriva, invece per i secondi è contemplata l’assoluta impunità. Così per altri vent’anni e passa, con Ingroia o senza Ingroia, si continuerà ad indagare e a fare (finti) processi sulle stragi di Falcone e Borsellino. A rotazione. Per approdare a niente.

  4. persona seria scrive:

    la resa dei conti arriva anche per i secondi purtroppo … infatti Falcone e Borsellino li hanno ammazzati ed Ingroia l’hanno preso per pazzo … si muore perchè si è lasciati soli …

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