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	<title>Commenti a: SICILIA, IL RAFFORZAMENTO DELLA COLLABORAZIONE CON ROMA E’ UN ELEMENTO POSITIVO</title>
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		<title>Di: vincenzo cusumano</title>
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		<dc:creator>vincenzo cusumano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jul 2012 04:50:47 +0000</pubDate>
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		<description>Che fine ha fatto la sbandierata riduzione del numero dei consiglieri regionali? Come mai nessuno ne parla più e nemmeno i giornali?</description>
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		<title>Di: vincenzo cusumano</title>
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		<dc:creator>vincenzo cusumano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jul 2012 04:48:07 +0000</pubDate>
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		<description>Via da Palermo!Basta con questa nefasta autonomia!E&#039; stata per decenni la camicia di forza per il popolo siciliano e un grande scialo per politicanti affamati e burocrati inutili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Via da Palermo!Basta con questa nefasta autonomia!E&#8217; stata per decenni la camicia di forza per il popolo siciliano e un grande scialo per politicanti affamati e burocrati inutili.</p>
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		<title>Di: Salvatore Vernaci</title>
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		<dc:creator>Salvatore Vernaci</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jul 2012 19:37:57 +0000</pubDate>
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		<description>Parole di buon senso, anche se si ha l’impressione che siano parole di circostanza. “il rafforzamento del rapporto di collaborazione tra Roma e Palermo” ben venga e sia rafforzato, a condizione però che si pretenda che lo Statuto Siciliano venga riconosciuto ed applicato nella sua interezza. Il futuro Presidente della Regione, la prossima Assemblea regionale, se saranno la continuazione delle precedenti, se non vi sarà una svolta radicale,  se porteranno avanti ancora la pseudo-autonomia della Regione, saranno perdenti in partenza. Lo Statuto va applicato nella sua interezza. Mala tempora currunt.... Si dice che “in Sicilia crollano Pil e occupati mentre l’Unione Europea congela 600.000 milioni di fondi comunitari legati al ciclo di programmazione 2007-2013,  la caduta del prodotto interno lordo provocherà nell’anno la perdita di circa 35 mila occupati” Si dice che “La Sicilia deve trovare delle nicchie per riuscire a mantenere i livelli di reddito conseguiti fino ad adesso”. Se si dice tutto questo, allora cominciamo a pensare seriamente alla Sicilia. L’Isola, grazie a Dio, è ricca: abbiamo le raffinerie di petrolio che producono più del 40% dei carburanti, abbiamo la migliore agricoltura  del Paese, la prima flotta peschereccia d’Italia, un patrimonio artistico, monumentale ed ambientale che non ha eguali. Siamo in grado di potere badare a noi stessi. Dimostriamo di essere veramente Siciliani, non perché nati in Sicilia, ma perché abbiamo sangue siculo nel nostro DNA e non accettiamo imposizioni e soprusi da nessuno. Se la crisi che ci affligge è mondiale, è europea, è italiana,  noi dobbiamo essere in grado, “ultima ratio”, di potere  pensare anche all’eventualità  di fare quello che hanno fatto le isole  Faer Oer , cioè, quale Regione a Statuto Speciale, sganciarsi dalla sudditanza delle istituzioni centrali europee, anche se l&#039;Italia vi resta ancorata, perchè i suoi Governanti sono disposti a tutto in cambio del mantenimento di alcuni privilegi e di alcune rendite di posizione</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Parole di buon senso, anche se si ha l’impressione che siano parole di circostanza. “il rafforzamento del rapporto di collaborazione tra Roma e Palermo” ben venga e sia rafforzato, a condizione però che si pretenda che lo Statuto Siciliano venga riconosciuto ed applicato nella sua interezza. Il futuro Presidente della Regione, la prossima Assemblea regionale, se saranno la continuazione delle precedenti, se non vi sarà una svolta radicale,  se porteranno avanti ancora la pseudo-autonomia della Regione, saranno perdenti in partenza. Lo Statuto va applicato nella sua interezza. Mala tempora currunt&#8230;. Si dice che “in Sicilia crollano Pil e occupati mentre l’Unione Europea congela 600.000 milioni di fondi comunitari legati al ciclo di programmazione 2007-2013,  la caduta del prodotto interno lordo provocherà nell’anno la perdita di circa 35 mila occupati” Si dice che “La Sicilia deve trovare delle nicchie per riuscire a mantenere i livelli di reddito conseguiti fino ad adesso”. Se si dice tutto questo, allora cominciamo a pensare seriamente alla Sicilia. L’Isola, grazie a Dio, è ricca: abbiamo le raffinerie di petrolio che producono più del 40% dei carburanti, abbiamo la migliore agricoltura  del Paese, la prima flotta peschereccia d’Italia, un patrimonio artistico, monumentale ed ambientale che non ha eguali. Siamo in grado di potere badare a noi stessi. Dimostriamo di essere veramente Siciliani, non perché nati in Sicilia, ma perché abbiamo sangue siculo nel nostro DNA e non accettiamo imposizioni e soprusi da nessuno. Se la crisi che ci affligge è mondiale, è europea, è italiana,  noi dobbiamo essere in grado, “ultima ratio”, di potere  pensare anche all’eventualità  di fare quello che hanno fatto le isole  Faer Oer , cioè, quale Regione a Statuto Speciale, sganciarsi dalla sudditanza delle istituzioni centrali europee, anche se l&#8217;Italia vi resta ancorata, perchè i suoi Governanti sono disposti a tutto in cambio del mantenimento di alcuni privilegi e di alcune rendite di posizione</p>
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