NE’ SECONDE, NE’ TERZE VIE ALLE DIMISSIONI DI LOMBARDO

L’iniziativa del presidente Monti, volta a fare chiarezza sui fatti siciliani, è assolutamente legittima. Ogni buon padre di famiglia è tenuto a chiedere conto e ragione al proprio figlio dei progetti futuri e delle spese sostenute, soprattutto se queste ultime sono state un po’ allegre. In gioco c’è il patrimonio e il buon nome della famiglia intera.

Tuttavia, non bisogna dare adito a equivoci. Nessuno deve strumentalizzare la lettera che il Premier ha inviato al governatore Lombardo, per consentire a quest’ultimo di non dare seguito all’impegno di rassegnare nei prossimi giorni le dimissioni. Sono queste, infatti, lo spartiacque tra il restituire alla Sicilia la credibilità perduta, rispetto all’intollerabile discredito in cui oggi è stata fatta cadere.

Non esistono né seconde, né terze vie. I siciliani attendono le dimissioni di Lombardo e nessuno è legittimato a impedire loro di esprimersi, prima possibile e attraverso un voto libero e democratico, per indicare chi dovrà sradicare, anche attraverso l’aiuto del governo nazionale, la mal’erba della cattiva gestione economica e finanziaria della nostra Regione.

Monti è stato chiaro. Ha preteso chiarezza. Nessuno si sogni di macchiare, per un preciso tornaconto, ciò che è limpido. La priorità è la Sicilia. Il resto non conta.

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Un Commento a “NE’ SECONDE, NE’ TERZE VIE ALLE DIMISSIONI DI LOMBARDO”

  1. Salvatore Vernaci scrive:

    Caro Gianfranco, se quello che sta accadendo non è una sceneggiata per rinviare le elezioni regionale al 2013, allora la situazione è grave, perché si sta tramando un golpe ai danni della Sicilia: Rendere nullo, svuotare di contenuto lo Statuto Speciale della Sicilia. La sostituzione da parte del Governo delle funzioni amministrative dell’organo regionale, non e’ applicabile in Sicilia, in quanto Regione a statuto speciale. La situazione debitoria, occupazionale all’interno della Regione, l’allegra finanza non è solo di oggi, ma è una situazione incancrenita da anni, con tanti e tanti protagonisti, che dovrebbero essere chiamati a risarcire l’Ente Regione. Perché Monti invece di scrivere a Lombardo e chiedere se si dimetta o meno, ma con le dimissioni di Lombardo che fa si sana la Regione? Ma chi crede a questa favola?…Perché Monti non da esecuzione allo Statuto Speciale? Perché non restituisce alla Sicilia il mal tolto, i crediti che l’Isola vanta, in conseguenza del disposto degli artt. 36, 37 e 38 dello Statuto regionale? Perché non ha bloccato l’IMU, che in Sicilia non era applicabile? Perché non sono state istituite le zone franche? Perché non si è data l’autorizzazione per l’apertura del Casinò di Taormina?ecc…Tanti sono gli interrogativi, dai quali quanti dicono di avere a cuore la Sicilia e di battersi per la Sicilia, la Gente si aspetta risposte convincenti. Noi Siciliani abbiamo uno Statuto, approvato dalla Consulta, che considera la Sicilia, entità politica primaria, dotata di competenze proprie, pur rimanendo all’interno dei Confini dello Stato unitario, ma pienamente autonome e sulle quali allo Stato non è consentito, per legge costituzionale, intervenire, né sostituirsi.

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