Cari Belpietro e Feltri,
sono siciliano e mi fa male in questi giorni leggere i Vostri giornali, ma avete l’indubbio merito, se non altro, di aver fatto scoprire a qualcuno dove sta di casa la vergogna.
Gli insopportabili sprechi, il finto sicilianismo, i conti in default, lo sviluppo che non c’è, l’immobilismo, il clientelismo e quant’altro: sono criticità che non disconosciamo, anzi, da tempo riconosciamo e denunciamo con forza.
Al fatalismo di chi vorrebbe già scrivere per noi un infausto destino alla greca, però diciamo no; e lo diciamo con tutta la forza di chi sa perfettamente che cambiare si può, si deve, si vuole.
C’è tanta gente qui che non aspetta altro, ci sono tanti uomini e donne di buona volontà che non aspettano altro che sbracciarsi e ripartire. E’ la parte migliore della Sicilia, quella che non ne può più di inquisiti per mafia, di governi fallimentari, di incapaci e, se mi permettete, non ne può più di giornalisti che, quasi sempre a ragione, ci massacrano quotidianamente.
Ho fatto parte della schiera di politici che si è espresso a favore dell’iniziativa di Monti. Dire a Lombardo ‘o te ne vai o ti commissariamo’ è un’azione forte, strana da parte di un Presidente del Consiglio ma, forse, utile.
Oggi però mi sorge un dubbio. E’ davvero questo l’obiettivo? Se così fosse vorrebbe dire che il Governo nazionale può decidere del nostro destino. Mi dispiace ma chi se ne frega di Autonomia e Statuto se i risultati sono questi!
Ma se, invece, il Presidente fosse stato spinto da alcuni partiti della sua maggioranza che, sapendosi perdenti, hanno studiato il modo per fare “accompagnare” Lombardo sino a fine legislatura evitando così le sue dimissioni e spostando di 6 mesi le elezioni? Allora sarebbe una truffa all’italiana non alla siciliana!
Cari direttori forse penso male! Ma ho paura di essere un peccatore che indovina. Se così fosse non lo accetterei. Sarebbe stata compiuta l’ennesima mascalzonata nei nostri confronti con l’aiuto, come spesso avviene, di qualche ascaro siciliano.
Un consiglio a Lombardo: si presenti da Monti già dimesso!
Speriamo bene, speriamo che io mi sbagli ne sarei felice.
Tag: belpietro, elezioni, feltri, mario monti, Raffaele Lombardo, Sicilia

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Caro Gianfranco, non sono un siciliano ma lavorandoci da almeno un decennio un pò ci sono diventato. La Lega di Maroni questo sta aspettando, che la Sicilia dichiari il default per poi dire che avevano ragione. Non diamo la possibilità a chi non ama il Sud di farsi campagna elettorale su di esso. Lavora per dare un cambiamento e stai sicuro che dalla nuova Sicilia può riparttire il rilancio di tutto il Meridione. Salutami l’amico Pippo.
Francesco Passariello
c’hai ragione
Mi sa tanto che si cerca di rimediare ad una gaffe, vero Gianfranco? Ti eri schierato apertamente a favore dell’iniziativa incostituzionale del premier, e adesso che dal governo stesso arrivano notizie sull’infondatezza del rischio default della Sicilia vorresti rimediare? No, non si può. Hai fatto intendere chiaramente le tue intenzioni, eri pronto ad appoggiare un eventuale, assurdo, impossibile commissariamento. Al di là delle proprie opinioni sull’operato di Lombardo, le leggi costituzionali, quali lo statuto, vanno rispettate, e tu eri prontissimo a non farlo.
Voto: 4!
Tutta questa fretta di elezioni penso sia solo di alcuni politici come Miccichè con il 7, 8 o anche il 12% per poi fare cosa quello che hanno già fatto nei 20 anni precedenti ….perchè c’erano proprio tutti gli stessi che riciclati in sigle diverse si propongono come nuovi IO STO CON LOMBARDO
ha ragione il postante lele, gianfranco è stato un pò troppo precipitoso, nell’appoggiare, una delle più grandi minchiate che Monti ha detto in questi giorni.
Ho apprezzato la lettera, il contenuto, il tono, la sincerità. Tutti i Siciliani veri, che hanno il DNA siculo, devono ribellarsi ad ogni forma di usurpazione dei loro diritti ed ai soprusi, anche verbali. Dobbiamo difendere con tutti i mezzi la nostra autonomia. Dobbiamo lottare perché lo Statuto sia applicato integralmente, perché costituisce una vera risorsa, perché determina la trasformazione della Sicilia in una terra produttiva. La Gente soffre nel sentire tutti i Media che danno addosso alla Sicilia. La Gente si aspetta di vedere, proprio in questi momenti, un Gianfranco Miccichè, che esca fuori dal coro dei soliti chiaccheroni e chiaccherati Politici, ed assuma la posizione di condottiero, del vero Siciliano, fiero della sua Terra, dell’”Uomo” con le palle, che non ha paura di difendere la Sicilia da tutti e contro tutti. E’ arrivato il momento di dimostrare chi è Gianfranco Miccichè e che cosa possa essere e diventare la Sicilia con lui Presidente. Conosciamo il suo progetto di cambiamento, di svolta, di rinnovamento, di sviluppo, di rilancio dell’impresa, di lavoro, di equità; lo vogliamo anche e soprattutto strenuo difensore della Sicilia e della sua autonomia
Caro Gianfranco,
hai fondato un Partito Autonomista per difendere il Sud, ma soprattutto i Siciliani, ma se non trasmetti un “SOGNO” ai siciliani, di come sarà la Sicilia tra 2-5-10 anni sarai come tutti gli altri, e noi per dirla a modo tuo ne abbiamo le palle piene e le tasche vuote (parleranno le urne). Noi abbiamo risorse sufficienti per garantire il benessere a tutti i siciliani, ma al solito i tuoi colleghi non appena arrivano a a Roma ci svendono per qualche poltrona. Ti immagini il nostro Ststuto, la nostra autonomia in mano a qualche governatore del nord, diventeremmo meglio della Svizzera. Qualche idea la possiamo mettere in campo, ma non so se vuoi ascoltare.
Visto il passo indietro sul default un plauso Miccichè lo merita riconoscere gli errori è un buon inizio Ma … mi chiedo se non c’è default i conti portati da Lombardo, le lodi per il 2010 e 2011 sono veri ed allora se la strada è quella giusta (dopo tanti anni di sperperi) a che servono le elezioni (a chi) perchè non appoggiare questa giunta fino alla fine del mandato e poi spazio a chi può dare di più Che motivo ha Miccichè di dialogare con UDC che fino a oggi non ha dato nessun contributo (tranne a peggiorare l’immagine della Sicilia con Cuffaro) ? Miccichè RIPENSACI
Scusami Zingaro, ma che c’abbiamo il prosciutto a fette spesse poggiato sugli occhi? Che motivo ha Miccichè di dialogare con l’UDC? Abbiamo il DOVERE di dialogare con tutti i partiti e gli uomini di buona volontà che intendono far rinascere la Sicilia! Il default? Ho visto tanti di quei bilanci “taroccati” che non ne hai idea: dobbiamo far quadrare i conti? Iscriviamo all’attivo qualche credito,non importa se sia esigibile o meno, intanto facciamo quadrare i conti per la Corte.Le elezioni servono. Servono a far capire che la Sicilia non ci sta più a questi giochi, servono a far capire ai partiti che sulla nostra pelle hanno giocato e consumato lauti pasti elettorali, che i siciliani sono gente fiera, orgogliosa e pronta rimboccarsi le maniche …. e il nostro statuto ce lo consente.
Caro Gianfranco,
apprezzo e condivido in pieno ciò che hai scritto. Vivo ormai da dieci anni a Verona ma ho sempre la falsa speranza di poter tornare a lavorare in Sicilia, terra che ha molteplici risorse ma che però, per colpa di una classe politica incapace non decolla, una classe politica che pensa al proprio interesse personale, l’esatto contrario che un buon e serio uomo o donna che presta il proprio servizio alla politica non dovrebbe fare. Penso ai politici messinesi (la mia città) che l’unico interesse che hanno avuto per il territorio è stato quello di prendersi i voti e “scappare” a Roma dimenticandosi di Messina, e dei suoi problemi, come del resto dell’isola. Noi siciliani dobbiamo farci sentire di più dal resto d’Italia e da questa classe politica poco attenta ai bisogni delle Regione e non se ne può più di sentire sempre parole il cui fine è quello di imbrattare la Sicilia, nei giornali non ho mai letto critiche costruttive ma solo distruttive. La tua frase “le palle piene” è azzeccatissima soprattutto per noi siciliani che lavoriamo al nord Italia e che amiamo la nostra terra.
Ciao Gianfranco,
apprezzo e condivido in pieno ciò che hai scritto. Vivo ormai da dieci anni a Verona ma ho sempre la falsa speranza di poter tornare a lavorare in Sicilia, terra che ha molteplici risorse ma che però, per colpa di una classe politica incapace non decolla, una classe politica che pensa al proprio interesse personale, l’esatto contrario che un buon e serio uomo o donna che presta il proprio servizio alla politica non dovrebbe fare. Penso ai politici messinesi (la mia città) che l’unico interesse che hanno avuto per il territorio è stato quello di prendersi i voti e “scappare” a Roma dimenticandosi di Messina, e dei suoi problemi, come del resto dell’isola. Noi siciliani dobbiamo farci sentire di più dal resto d’Italia e da questa classe politica poco attenta ai bisogni delle Regione e non se ne può più di sentire sempre parole il cui fine è quello di imbrattare la Sicilia, nei giornali non ho mai letto critiche costruttive ma solo distruttive. La tua frase “le palle piene” è azzeccatissima soprattutto per noi siciliani che lavoriamo al nord Italia e che amiamo la nostra terra.
concordo